La metodologia che è approvata da Dio è specificamente identificata in Isaia capitoli ventotto e ventinove, dove la metodologia è rappresentata come «linea su linea». L’11 settembre 2001 il potente angelo di Apocalisse diciotto discese e, così facendo, ripeté la discesa che aveva compiuto l’11 agosto 1840. In entrambi i casi, dopo la sua discesa, Babilonia fu identificata come caduta, e fu fatto, e presto sarà di nuovo fatto, un appello a coloro che sono ancora nella sua comunione affinché ne escano. In entrambi i casi, l’evento che adempì la predizione ebbe un impatto mondiale, poiché, proprio come il messaggio del primo angelo fu portato a «ogni stazione missionaria nel mondo» nel 1840, l’intero mondo fu colpito e comprese l’evento dell’11 settembre 2001. La profezia che si adempì l’11 agosto 1840 era una profezia che identificava una restrizione posta sull’Islam del secondo guaio, e immediatamente dopo l’11 settembre 2001 una restrizione fu posta sull’Islam del terzo guaio.

L’11 agosto 1840 rappresenta il conferimento di potere al messaggio che fu dissigillato al tempo della fine nel 1798, e l’11 settembre 2001 rappresenta il conferimento di potere al messaggio che fu dissigillato al tempo della fine nel 1989. La regola primaria del movimento del primo angelo fu confermata l’11 agosto 1840, e la regola era il principio di un giorno per un anno. La regola primaria del movimento del terzo angelo fu confermata l’11 settembre 2001. La regola essendo che la verità è stabilita mediante l’accostamento di “linea su linea”, dimostrando che la fine è illustrata dal principio e che la storia si ripete. L’evento profetico dell’11 settembre 2001 non è stabilito soltanto dalle parole dirette di Sister White, ma, in modo ancor più significativo, dal fatto che gli eventi si svolsero in perfetto parallelo con lo stesso waymark nella storia millerita. Ciò che fu riconosciuto con l’evento dell’11 agosto 1840 non fu tanto l’adempimento della profezia, quanto la solidità della metodologia adottata da Miller e dai suoi collaboratori.

«L’evento adempì esattamente la predizione. Quando se ne ebbe notizia, moltitudini si convinsero della correttezza dei princìpi di interpretazione profetica adottati da Miller e dai suoi collaboratori, e un meraviglioso impulso fu dato al movimento avventista. Uomini di cultura e di posizione si unirono a Miller, sia nella predicazione sia nella pubblicazione delle sue vedute, e dal 1840 al 1844 l’opera si estese rapidamente». The Great Controversy, 335.

L’11 settembre 2001, quando la pioggia dell’ultima stagione cominciò a essere misurata, il «dibattito» verteva, e verte tuttora, sulla metodologia vera o falsa. Le profezie del movimento millerita sono esposte sia nella carta del 1843 sia in quella del 1850, che la Sorella White approva come concepite dal Signore, e anche come adempimento del capitolo due di Habacuc. Il messaggio dei Milleriti, prodotto attraverso «i princìpi di interpretazione profetica adottati da Miller e dai suoi collaboratori, e» che in seguito produsse il «meraviglioso impulso» che diede potenza al messaggio del Grido di Mezzanotte, era stato rappresentato sulle due carte sacre. Le profezie rappresentate su quelle due carte sacre furono identificate e stabilite dalle regole profetiche di Miller. Le carte costituivano un adempimento del comando in Habacuc di rappresentare visivamente le profezie che erano state stabilite dalla metodologia di Miller su «tavole», al plurale. Il capitolo due di Habacuc identifica ed è direttamente collegato al «dibattito» del capitolo ventisette di Isaia.

Io starò al mio posto di guardia, mi porrò sulla torre, e starò attento per vedere ciò che egli mi dirà, e che cosa dovrò rispondere quando sarò ripreso. Habacuc 2:1.

La parola «ripreso» nel versetto significa «discusso con». Habacuc, che rappresenta sia le sentinelle del movimento del primo e del terzo angelo, stava per essere discusso con, ed egli desiderava comprendere che cosa dovesse rispondere quando il dibattito fosse iniziato. La risposta, nella storia del primo angelo, fu la produzione delle due sacre carte profetiche, e la risposta, nella storia del movimento del terzo angelo, fu la produzione della serie profetica intitolata, Le due tavole di Habacuc. Le carte e la serie furono costruite sulla metodologia rappresentata in ciascuna di quelle rispettive storie. In Habacuc, la metodologia rappresenta ciò che le sentinelle usano per stabilire il messaggio, e identifica anche la questione che viene «dibattuta», la quale a sua volta produce due classi di adoratori.

Io starò alla mia guardia, mi porrò sulla torre e starò attento per vedere ciò che egli mi dirà e che cosa dovrò rispondere quando sarò ripreso. E il Signore mi rispose e disse: Scrivi la visione e incidila chiaramente su tavole, perché si possa correre leggendola. Poiché la visione è ancora per un tempo stabilito, ma alla fine parlerà e non mentirà; se indugia, aspettala, perché certamente verrà, non tarderà. Ecco, l’anima sua, che si innalza, non è retta in lui; ma il giusto vivrà per la sua fede. Habakkuk 2:1–4.

Una classe è giustificata per fede, e l’altra classe è innalzata nell’anima, come rappresentato dal Fariseo e dal Pubblicano. I Farisei confidavano in una metodologia fondata sul costume e sulla tradizione, e il Fariseo rappresentava altresì un sistema religioso che manteneva il controllo del proprio gregge mediante l’attuazione di un sistema gerarchico governato da coloro che professavano di essere il popolo eletto di Dio e i difensori della verità, ma che alla fine parteciparono alla crocifissione della Verità. Il «dibattito» profetico di Isaia capitolo ventisette verte sulla vera e sulla falsa metodologia biblica. Gli antagonisti nel «dibattito» sono coloro che seguono la metodologia dell’Elia per quel tempo, e il sistema di esperti teologi di lunga data, tipificato dal Sinedrio al tempo di Cristo.

Il capitolo ventisette identifica che il «dibattito» ha inizio quando egli «trattiene», ossia quando Dio trattiene «il suo vento impetuoso», nel «giorno del vento d’oriente». «Con misura, quando la farà germogliare, tu dibatterai con essa: egli trattiene il suo vento impetuoso nel giorno del vento d’oriente. Perciò, mediante questo, l’iniquità di Giacobbe sarà espiata». La parola «espiata» significa fatta oggetto di espiazione, e rappresenta la cancellazione del peccato nel giudizio investigativo. La metodologia oggetto di dibattito rappresenta la prova che deve essere superata, se i peccati del popolo di Dio devono essere cancellati. La metodologia di Elia come prova è rappresentata nella storia di Cristo, nella quale siamo stati preavvertiti che, in quel tempo, coloro che rigettarono il messaggio di Giovanni Battista (che Cristo identificò come Elia) non poterono trarre beneficio dagli insegnamenti di Gesù.

Il messaggio della pioggia dell’ultima stagione è rappresentato come gli insegnamenti di Gesù, poiché Egli è la Parola; e, oltre a questo, la pioggia dell’ultima stagione è rappresentata come «il refrigerio», che è definito come «la presenza del Signore».

Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, quando verranno i tempi del refrigerio dalla presenza del Signore; ed egli manderà Gesù Cristo, che prima vi è stato annunziato. Atti 3:19, 20.

Sorella White identifica che l’angelo disceso in Apocalisse capitolo dieci, l’11 agosto 1840, «non era altri che Gesù Cristo». L’angelo disceso l’11 settembre 2001 sarebbe pertanto «non altri che Gesù Cristo». La sua discesa in entrambe le storie identifica l’inizio del «dibattito» profetico sulla metodologia vera o falsa, poiché esso è rappresentato dal libro nella Sua mano che al popolo di Dio fu comandato di mangiare. Quando era in Galilea, Gesù istruì i discepoli che dovevano mangiare la Sua carne e bere il Suo sangue, poiché là affermò di essere il pane disceso dal cielo. In quel luogo perse più discepoli che in qualsiasi altro momento del Suo ministero, e quelli che se ne andarono non tornarono mai più. Quelli che se ne andarono lo fecero perché scelsero di analizzare i Suoi insegnamenti mediante la falsa metodologia di prendere le Sue parole nel loro senso letterale, invece di applicarle nel corretto senso spirituale. Il «dibattito» di Isaia ventisette è un segnavia profetico che ha diversi testimoni a stabilire che esso rappresenta un sistema professato e consolidato di analisi biblica in confronto con la metodologia rappresentata dal messaggero Elia.

Esso segna un punto specifico nel progressivo tramonto dell’antico patto e del popolo eletto di Dio, e l’inizio della relazione di patto con coloro «che un tempo non erano il popolo di Dio». Il «dibattito», cosa ancor più importante, rappresenta l’inizio del periodo di tempo che si conclude con l’imminente legge domenicale. L’Alfa e l’Omega rappresenta sempre la fine con l’inizio e, così facendo, lo stesso «dibattito» diviene un simbolo di uno dei peccati dei nostri padri, che deve essere riconosciuto e confessato, al fine di adempiere la preghiera di Levitico ventisei.

La preghiera di Daniele del capitolo nove rappresenta la preghiera che deve essere offerta alla conclusione dei tre giorni e mezzo di Apocalisse undici. Quel periodo di tempo è rappresentato in Isaia ventisette come il periodo in cui «la città fortificata sarà desolata, e la dimora abbandonata, e lasciata come un deserto: là il vitello pascolerà, là si coricherà, e ne consumerà i rami. Quando i suoi ramoscelli saranno secchi, saranno spezzati: le donne verranno e li metteranno sul fuoco; poiché è un popolo senza intendimento: perciò colui che li ha fatti non avrà misericordia di loro, e colui che li ha formati non mostrerà loro alcun favore».

Ai due testimoni non viene mostrato alcun «favore», poiché proclamarono una falsa predizione che introdusse il periodo del «deserto» di tre giorni e mezzo. Essi divennero quindi un «popolo senza intendimento», sebbene in precedenza fossero stati la «città fortificata». Quella città divenne poi «desolata» e una «dimora» che era stata «abbandonata». Divenne ossa aride e morte giacenti nella strada della città di Sodoma ed Egitto. Quando poi i morti sono chiamati a levarsi, essi sono messi alla prova dai peccati dei loro padri, il che comprende il «dibattito» all’inizio del periodo che comincia con il conferimento di potere al primo messaggio e termina con l’arrivo del terzo messaggio. Il dibattito verte sull’accettare o respingere la metodologia rappresentata dall’Elia della loro storia. Nel 1863, i padri dell’Avventismo respinsero il messaggio dei «sette tempi» di Mosè, che era stato presentato da Elia.

A partire dal luglio 2023, i rami secchi di Isaia ventisette devono decidere se ripeteranno i peccati della chiesa in Galilea e la storia del 1863, nonché la storia dell’11 settembre 2001. Rigettare la metodologia rappresentata da Habacuc capitolo due, e Isaia ventisette, e da Elia, Giovanni Battista e William Miller significa ripetere i peccati dei nostri padri, invece di essere avvantaggiati dai sacri esempi che furono registrati per coloro sui quali sono giunte le estremità della terra.

Or tutte queste cose avvennero loro come esempi, e sono state scritte per ammonimento di noi, sui quali è giunta la fine dei secoli. Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere. Nessuna tentazione vi ha colti, se non umana; ma Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; bensì, con la tentazione, vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sopportare. Perciò, miei carissimi, fuggite dall’idolatria. Io parlo come a persone sagge; giudicate voi ciò che dico. 1 Corinzi 10:11–15.

La metodologia sacra stabilisce il messaggio del Grido di Mezzanotte, che è il messaggio della pioggia dell’ultima stagione. Quel messaggio, quando viene mangiato spiritualmente, produce una corrispondente esperienza con la stessa certezza con cui la dieta di legumi di Daniele e dei tre giovani degni produsse un aspetto più bello e più florido. Ma nel capitolo due di Abacuc, l’inciampo per coloro che respingono l’offerta della giustificazione per fede è l’orgoglio, che impedisce loro di proseguire per conoscere il Signore. Se mai vi è un tempo in cui il popolo di Dio non può rimandare l’opera di accettare la vera metodologia e di mangiare il messaggio dalla mano dell’angelo, esso è adesso!

«Non dobbiamo aspettare la pioggia dell’ultima stagione. Essa viene su tutti coloro che riconosceranno e si approprieranno della rugiada e degli acquazzoni di grazia che cadono su di noi. Quando raccogliamo i frammenti di luce, quando apprezziamo le sicure misericordie di Dio, che ama vederci confidare in Lui, allora ogni promessa sarà adempiuta. “Poiché, come la terra produce il suo germoglio e come il giardino fa spuntare ciò che vi è seminato, così il Signore, Dio, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni.” Isaia 61:11. Tutta la terra deve essere riempita della gloria di Dio». The Seventh-day Adventist Bible Commentary, volume 7, 984.

La Parola profetica di Dio ha indicato che, quando i grandi edifici della città di New York furono abbattuti, l’angelo di Apocalisse diciotto sarebbe disceso e «Apocalisse diciotto, versetti da uno a tre si sarebbe adempiuto». Isaia ventisette identifica quel tempo come il «giorno del vento orientale», ed è il tempo in cui «il vento impetuoso» è trattenuto. «Con misura, quando essa germoglia, tu la contenderai: egli trattiene il suo vento impetuoso nel giorno del vento orientale». La Sorella White identifica il medesimo tempo.

“In quel tempo, mentre l’opera della salvezza volge al termine, l’afflizione si abbatterà sulla terra, e le nazioni saranno adirate, eppure trattenute affinché non impediscano l’opera del terzo angelo. In quel tempo verrà la ‘pioggia dell’ultima stagione’, ossia il refrigerio proveniente dalla presenza del Signore, per dare potenza al gran grido del terzo angelo e preparare i santi a resistere nel periodo in cui saranno versate le sette ultime piaghe.” Early Writings, 85.

La potenza che adira le nazioni giunse quando la pioggia dell’ultima stagione cominciò a cadere. Ma non appena quella potenza adirò le nazioni, fu trattenuta, poiché Isaia ha scritto che egli «ferma il suo vento impetuoso». Il vento impetuoso è il vento orientale, e quel vento è trattenuto quando la pioggia dell’ultima stagione comincia a cadere leggermente, e l’opera della salvezza sta per concludersi. L’opera conclusiva della salvezza è il tempo del suggellamento. «Precetto dopo precetto», il vento impetuoso, o vento orientale, che è trattenuto durante il suggellamento dei centoquarantaquattromila, è costituito dai quattro venti di Apocalisse capitolo sette.

Dopo queste cose vidi quattro angeli in piedi ai quattro canti della terra, che trattenevano i quattro venti della terra, affinché il vento non soffiasse sulla terra, né sul mare, né su alcun albero. E vidi un altro angelo che saliva dall’oriente, recando il sigillo del Dio vivente; ed egli gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato dato di danneggiare la terra e il mare, dicendo: Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché non abbiamo segnato sulla fronte i servi del nostro Dio. Apocalisse 7:1–3.

La suggellatura dei centoquarantaquattromila fu prefigurata dall’ingresso trionfale di Cristo in Gerusalemme. Là Cristo, per l’unica volta nella Sua vita, cavalcò un asino (simbolo dell’Islam), e Lazzaro guidò la processione in Gerusalemme. Sorella White identifica Lazzaro come il simbolo del suggello in quella storia.

«Nel ritardare il Suo arrivo da Lazzaro, Cristo aveva uno scopo di misericordia verso coloro che non Lo avevano ricevuto. Si trattenne affinché, risuscitando Lazzaro dai morti, potesse dare al Suo popolo ostinato e incredulo un’ulteriore prova che Egli era veramente “la risurrezione e la vita”. Era riluttante ad abbandonare ogni speranza per il popolo, le povere pecore erranti della casa d’Israele. Il Suo cuore si spezzava a causa della loro impenitenza. Nella Sua misericordia si propose di dare loro ancora una prova che Egli era il Restauratore, Colui che solo poteva portare alla luce la vita e l’immortalità. Questa doveva essere una prova che i sacerdoti non avrebbero potuto travisare. Questa era la ragione del Suo ritardo nell’andare a Betania. Questo miracolo culminante, la risurrezione di Lazzaro, doveva porre il sigillo di Dio sulla Sua opera e sulla Sua pretesa alla divinità». The Desire of Ages, 528, 529.

Il tempo d’indugio che ebbe inizio il 18 luglio 2020 è rappresentato dall’indugio di Cristo prima che Egli risuscitasse Lazzaro. Il tempo d’indugio di Apocalisse capitolo undici termina alla conclusione dei tre giorni e mezzo. Durante quei giorni i due testimoni giacquero morti nella strada. E proprio come Lazzaro doveva essere risuscitato dopo un tempo d’indugio, così pure dovevano esserlo i due testimoni di Giovanni. Una volta risuscitati, essi guidano la processione verso Gerusalemme, rappresentando il «sigillo di Dio» e il «miracolo culminante» che rende testimonianza alla divinità di Cristo. La risurrezione identifica la conclusione del suggellamento dei centoquarantaquattromila, che ha luogo mentre i quattro venti, il vento orientale, il vento impetuoso, giunto l’11 settembre 2001, è trattenuto.

Nell’ora che è la legge domenicale, quei venti vengono sciolti per recare un giudizio retributivo sulla bestia della terra di Apocalisse tredici. Ora essi stanno perfino sfuggendo tra le dita di quei quattro angeli che li trattengono durante il periodo del suggellamento. Uno dei riferimenti più profondi nello Spirito di Profezia riguardo al giorno del vento d’oriente si trova in Testimonies, volume nove. Quel volume inizia le parole ispirate a pagina undici, perciò comincia simbolicamente al “nove-undici”. Il titolo del capitolo è “La crisi finale”, ma esso è anche il primo capitolo di una sezione intitolata “Per la venuta del Re”.

Non vi è alcuna prova che la sezione e il titolo del capitolo siano stati deliberatamente manipolati dagli editori che compilarono il volume; tuttavia, la venuta del Re è facilmente riconoscibile come la venuta dello sposo, la quale, nella parabola delle dieci vergini, si verifica con la crisi di mezzanotte che si produce nelle vergini per la presenza o l’assenza di olio nei loro vasi. La crisi di mezzanotte che ora sta giungendo è, come il titolo indica, l’ultima crisi per le dieci vergini. In quella crisi esse manifestano se hanno l’olio, oppure no. L’olio non è semplicemente lo Spirito Santo; esso è definito con precisione come lo Spirito Santo, e anche come il messaggio corretto, e anche come il carattere corretto.

La metodologia corretta stabilisce il messaggio corretto del Grido di Mezzanotte, e quel messaggio, ricevuto e messo in pratica, produce il carattere corretto. Quel carattere, nell’ultima crisi, è il carattere che riceve il sigillo di Dio. Il processo di sigillatura del popolo di Dio ebbe inizio con l’arrivo del giorno del vento orientale, l’11 settembre 2001. Il messaggio di quel tempo doveva allora essere mangiato. Il fatto di mangiare o di non mangiare è rappresentato dal “dibattito” di Isaia, e anche dalla domanda di Abacuc su che cosa le sentinelle debbano rispondere nella controversia. Il tempo dell’indugio di Matteo venticinque e di Abacuc si conclude con la rappresentazione di due classi di adoratori. Il tempo dell’indugio, rappresentato da tre giorni e mezzo in Apocalisse capitolo undici, è quasi finito.

Quel tempo di indugio è rappresentato anche all’inizio del capitolo nel volume nove, con un passo tratto dagli Ebrei, nel quale Paolo parafrasa il versetto quattro di Habacuc capitolo due. Il riferimento di Paolo colloca Habacuc 2 nel movimento del terzo angelo, poiché è in quella storia che Cristo si trasferì nel Luogo Santissimo, ed è in quella storia che fu rivelata la luce del Suo ministero di sommo sacerdote, ed è nel libro degli Ebrei che Paolo presenta la più chiara rivelazione del ministero di sommo sacerdote di Cristo nella Parola di Dio.

Abacuc 2, nel movimento del primo angelo, non riconobbe ancora il movimento di Cristo nel Luogo Santissimo, poiché ciò non avvenne fino alla fine della proclamazione del Grido di Mezzanotte. Il tempo dell’indugio a cui fa riferimento Paolo è il tempo dell’indugio di Abacuc e di Matteo, ma è il tempo dell’indugio che avrebbe avuto inizio il 18 luglio 2020. L’ultimo versetto di Abacuc 2 rappresenta la conclusione del Grido di Mezzanotte nella storia millerita e l’arrivo del terzo angelo:

Ma il Signore è nel suo santo tempio: tutta la terra faccia silenzio davanti a lui. Habakkuk 2:20.

Le Testimonies, volume nove, sottolinea, a partire da pagina undici (nove-undici), la parabola delle dieci vergini, il tempo dell’attesa e il suo collegamento con Habakkuk e Matteo, e la crisi finale e l’11 settembre 2001, quando giunse il dibattito profetico.

“Sezione 1—Per la Venuta del Re

«Ancora un brevissimo tempo, e Colui che deve venire verrà, e non tarderà». Ebrei 10:37.

«L’ultima crisi»

«Noi viviamo nel tempo della fine. I segni dei tempi, che si adempiono rapidamente, dichiarano che la venuta di Cristo è vicina. I giorni nei quali viviamo sono solenni e importanti. Lo Spirito di Dio viene gradualmente ma sicuramente ritirato dalla terra. Piaghe e giudizi stanno già cadendo sui disprezzatori della grazia di Dio. Le calamità sulla terra e sul mare, lo stato inquieto della società, gli allarmi di guerra, sono portenti. Essi preannunciano eventi imminenti della più grande portata. »

«Le potenze del male stanno unendo le loro forze e si stanno consolidando. Si stanno rafforzando per l’ultima grande crisi. Grandi cambiamenti stanno per aver luogo nel nostro mondo, e i movimenti finali saranno rapidi.»

«La condizione delle cose nel mondo mostra che tempi di tribolazione sono proprio su di noi. I quotidiani sono pieni di indizi di un terribile conflitto nel prossimo futuro. Audaci rapine si verificano di frequente. Gli scioperi sono comuni. Furti e omicidi vengono commessi da ogni parte. Uomini posseduti da demòni tolgono la vita a uomini, donne e bambini. Gli uomini sono divenuti infatuati del vizio, e ogni specie di male prevale.

«Il nemico è riuscito a pervertire la giustizia e a riempire il cuore degli uomini del desiderio di un guadagno egoistico. »

«“La giustizia se ne sta lontana; poiché la verità è caduta sulla piazza, e l’equità non può entrare”. Isaia 59:14. Nelle grandi città vi sono moltitudini che vivono nella povertà e nella miseria, quasi prive di cibo, di riparo e di vestiario; mentre nelle medesime città vi sono coloro che hanno più di quanto il cuore possa desiderare, che vivono nel lusso, spendendo il loro denaro per case sontuosamente arredate, per l’ornamento personale o, peggio ancora, per la soddisfazione degli appetiti sensuali, per liquori, tabacco e altre cose che distruggono le facoltà del cervello, sconvolgono la mente e degradano l’anima. Le grida dell’umanità affamata salgono davanti a Dio, mentre con ogni specie di oppressione e di estorsione gli uomini accumulano fortune colossali.»

«In un’occasione, mentre mi trovavo a New York, nella stagione della notte fui chiamata a contemplare edifici che si innalzavano piano dopo piano verso il cielo. Si garantiva che questi edifici fossero ignifughi, ed essi erano eretti per glorificare i loro proprietari e costruttori. Sempre più in alto si elevavano questi edifici, e in essi veniva impiegato il materiale più costoso. Coloro ai quali questi edifici appartenevano non si domandavano: “Come possiamo meglio glorificare Dio?” Il Signore non era nei loro pensieri.»

«Pensai: “Oh, se coloro che stanno così impiegando i loro mezzi potessero vedere il loro operato come lo vede Dio! Stanno accumulando edifici magnifici, ma quanto stolta, agli occhi del Reggitore dell’universo, è la loro pianificazione e il loro escogitare. Non studiano con tutte le forze del cuore e della mente in che modo possano glorificare Dio. Hanno perduto di vista questo, il primo dovere dell’uomo.”»

«Mentre questi imponenti edifici s’innalzavano, i proprietari si rallegravano con orgogliosa ambizione di avere denaro da impiegare per gratificare se stessi e suscitare l’invidia dei loro vicini. Gran parte del denaro così investito era stata ottenuta mediante esazioni, spremendo i poveri. Essi dimenticarono che in cielo si tiene conto di ogni transazione commerciale; ogni affare ingiusto, ogni atto fraudolento, vi è registrato. Il tempo viene in cui, nella loro frode e nella loro insolenza, gli uomini giungeranno a un punto che il Signore non permetterà loro di oltrepassare, e apprenderanno che vi è un limite alla longanimità di Geova.»

«La scena che poi mi passò davanti fu un allarme d’incendio. Gli uomini guardavano gli alti edifici, ritenuti a prova di fuoco, e dicevano: “Sono perfettamente sicuri”. Ma questi edifici furono consumati come se fossero fatti di pece. Le pompe antincendio non poterono fare nulla per arrestare la distruzione. I pompieri non furono in grado di azionare le pompe». Testimonies, volume 9, 11–13.

Il «dibattito» che ebbe luogo riguardo alla metodologia all’inizio del periodo rappresentato da Daniele capitolo uno; e anche rappresentato da Daniele capitoli da uno a tre; e anche rappresentato dalla storia che inizia l’11 agosto 1840; e anche rappresentato nella storia di Giovanni capitolo sei, alla crisi in Galilea; e anche rappresentato dalla storia dell’11 settembre 2001 (fino al 18 luglio 2020), si sta ora ripetendo, non all’interno dell’Avventismo nel suo insieme, ma fra le ossa secche e aride che vengono destate dal loro torpore da una «voce» che grida nel deserto.

Nel nostro prossimo articolo prenderemo in esame la metodologia che costituisce la pioggia dell’ultima stagione, così come è rappresentata in Isaia capitoli ventotto e ventinove.

Udii anche la voce del Signore, che diceva: «Chi manderò, e chi andrà per noi?». Allora io dissi: «Eccomi, manda me». Ed egli disse: «Va’, e di’ a questo popolo: “Ascoltate pure, ma senza comprendere; guardate pure, ma senza percepire”. Rendi insensibile il cuore di questo popolo, rendi dure le loro orecchie, e chiudi i loro occhi, affinché non veggano con i loro occhi, non odano con i loro orecchi, non comprendano con il loro cuore, non si convertano e non siano guariti». Allora io dissi: «Signore, fino a quando?». Ed egli rispose: «Finché le città siano devastate, senza abitanti, le case siano senza uomini, e il paese sia ridotto a una completa desolazione, finché il Signore abbia allontanato gli uomini, e vi sia un grande abbandono in mezzo al paese. E se vi rimarrà ancora una decima parte, anch’essa tornerà a essere divorata; ma come il terebinto e come la quercia, di cui rimane il ceppo quando sono abbattuti, così il santo seme sarà il suo ceppo». Isaia 6:8–13.