Al «tempo della fine», nel 1798, il libro di Daniele, e più specificamente la visione rappresentata dal fiume Ulai, fu dissigillato. La visione annunciava l’inizio del giudizio investigativo il 22 ottobre 1844. Il versetto che divenne il fondamento di quella verità è Daniele capitolo otto, versetto quattordici. William Miller, il messaggero scelto per riconoscere il dissigillamento del messaggio, non comprese mai pienamente tutte le verità associate alla visione, ma adempì l’opera che gli era stata affidata.
Quando Miller iniziò il suo studio della parola profetica, giunse a comprendere certe regole di interpretazione profetica che furono individuate e stabilite all’interno della Bibbia. Tali regole vennero codificate e riconosciute come le Regole di Interpretazione di William Miller. Queste regole sono avallate dall’ispirazione e identificate come le regole che saranno usate da coloro che annunceranno l’inizio del giudizio esecutivo alla legge domenicale. Miller testimoniò di aver iniziato il suo studio della Bibbia dall’inizio della Bibbia e di aver proceduto oltre solo nella misura in cui comprendeva ciò che stava allora prendendo in esame. Da questo approccio è facile comprendere perché la prima profezia di tempo che Miller riconobbe, e che aveva attinenza con il messaggio che egli avrebbe identificato come adempiuto nel 1844, furono i “sette tempi” di Levitico ventisei.
L’Ispirazione ci informa che l’angelo Gabriele, insieme ad altri santi angeli, guidò la mente di Miller, così come Gabriele aveva guidato le menti di Daniele, di Giovanni il rivelatore e di tutti i profeti della Bibbia, poiché a Gabriele era stato affidato l’incarico che Satana aveva perduto. L’incarico di Gabriele era rappresentato nel primo nome di Satana, Lucifero, che significa portatore di luce. Gabriele recò la luce profetica a Miller e, in ubbidienza a tale luce, egli presentò il messaggio che annunciava l’apertura del giudizio investigativo il 22 ottobre 1844.
La retrospettiva consente a coloro che desiderano comprendere l’opera di William Miller di riconoscere che gli furono date certe intuizioni riguardo alla parola profetica, le quali divennero chiavi per la sua opera di assemblare il messaggio dell’imminente giudizio. Una di tali chiavi fu il suo riconoscimento che, nell’applicazione profetica, un giorno rappresentava un anno. Un’altra fu una struttura profetica che egli impiegò per collocare e allineare le linee di profezia che aveva scoperto. Tale struttura era fondata sui due poteri satanici che portarono desolazione al popolo di Dio e al santuario di Dio. Tutte le scoperte di Miller furono collocate sulla struttura profetica che rappresentava la storia del paganesimo, seguita dal papato, i quali calpestarono consecutivamente tanto il santuario di Dio quanto il popolo di Dio dal tempo dell’antico Israele fino alla seconda venuta di Cristo.
Quella struttura profetica gli permise di identificare con esattezza ogni verità necessaria per stabilire il 22 ottobre 1844 come l’apertura del giudizio. Ma quella verità era limitata, poiché egli non poteva vedere il terzo potere persecutorio che seguiva il paganesimo e il papato nella storia profetica. Non era necessario che vedesse quella verità, poiché la sua opera consisteva nell’annunciare il 22 ottobre 1844, e la luce del terzo potere persecutorio sarebbe stata dissigillata dopo quella data.
In relazione all’allineamento delle sue comprensioni profetiche su una struttura delle due potenze devastatrici di Roma pagana, seguita da Roma papale, egli intendeva che la parola tradotta come «il quotidiano», nel libro di Daniele, fosse un simbolo del paganesimo, e/o di Roma pagana. La parola «tamid», tradotta come «il quotidiano», è impiegata da Daniele cinque volte. Essa è sempre usata in congiunzione con un simbolo che Miller comprese correttamente come rappresentante il papato. Il simbolo del papato che ricorre sempre in connessione con «il quotidiano» è rappresentato mediante due simboli. In ogni caso, i due simboli del potere papale identificano entrambi il papato; nondimeno, quando Daniele impiegò la parola «tamid», tradotta come «il quotidiano», essa fu sempre usata con e prima del simbolo del papato. La comprensione di Miller secondo cui «il quotidiano», nel libro di Daniele, fosse il paganesimo, divenne il fondamento della struttura che egli vide, basata sulle due potenze devastatrici del paganesimo seguito dal papalismo. L’identificazione da parte di Miller de «il quotidiano» come paganesimo nel libro di Daniele era destinata a diventare una grande controversia all’interno dell’Avventismo, a cominciare dalla seconda generazione dell’Avventismo, iniziata nel 1888.
La prima verità profetica che Miller scoprì e che costituiva una componente della comprensione del 22 ottobre 1844 fu i «sette tempi» di Levitico ventisei, ed essa fu la prima delle verità stabilite da Miller a essere rigettata nel 1863. Quel rigetto diede inizio alla prima generazione dell’Avventismo, quando essi cominciarono a peregrinare nel deserto di Laodicea. La seconda generazione ebbe inizio alla Conferenza Generale di Minneapolis nel 1888 e, all’indomani della ribellione che vi ebbe luogo, l’opera satanica di rigettare l’identificazione di Miller del «continuo» come paganesimo ebbe inizio nel 1901. La corretta comprensione del «continuo» non fu pienamente accantonata se non dopo la morte della profetessa, la quale aveva identificato che la veduta promossa in opposizione alla corretta veduta di Miller del «continuo» era stata trasmessa da «angeli che furono espulsi dal cielo». Il rigetto completo ebbe luogo nella terza generazione intorno al 1931. La terza generazione era iniziata con la pubblicazione del libro di W. W. Prescott, intitolato The Doctrine of Christ, subito dopo la Conferenza Biblica del 1919. Nel 1919, la terza generazione ebbe inizio e continuò fino alla pubblicazione del libro Questions on Doctrine nel 1957.
Dopo che l’opera di Miller fu stabilita e resa chiara sulle due tavole di Habacuc (le carte pionieristiche del 1843 e del 1850), il Signore cominciò allora a dischiudere la verità che vi era un altro potere, un terzo potere devastante, che avrebbe seguito il paganesimo e il papismo e che avrebbe anch’esso perseguitato il popolo di Dio.
«Attraverso il paganesimo e poi attraverso il Papato, Satana esercitò il suo potere per molti secoli nel tentativo di cancellare dalla terra i fedeli testimoni di Dio. Pagani e papisti erano animati dal medesimo spirito del dragone. Differivano soltanto in questo: che il Papato, fingendo di servire Dio, era il nemico più pericoloso e più crudele. Mediante l’opera del romanismo, Satana rese il mondo suo prigioniero. La chiesa che professava di essere di Dio fu travolta nelle file di questo inganno, e per più di mille anni il popolo di Dio soffrì sotto l’ira del dragone. E quando il Papato, privato della sua forza, fu costretto a cessare la persecuzione, Giovanni vide sorgere una nuova potenza per echeggiare la voce del dragone e portare avanti la medesima opera crudele e blasfema. Questa potenza, l’ultima che deve muovere guerra contro la chiesa e la legge di Dio, fu simboleggiata da una bestia con corna simili a quelle di un agnello. Le bestie che la precedettero erano salite dal mare, ma questa saliva dalla terra, rappresentando la pacifica ascesa della nazione che essa simboleggia. Le “due corna simili a quelle di un agnello” ben rappresentano il carattere del Governo degli Stati Uniti, come espresso nei suoi due princìpi fondamentali, il repubblicanesimo e il protestantesimo. Questi princìpi sono il segreto della nostra potenza e prosperità come nazione. Coloro che per primi trovarono un asilo sulle rive dell’America si rallegrarono di essere giunti in un paese libero dalle arroganti pretese del papismo e dalla tirannia del potere monarchico. Essi decisero di stabilire un governo sul largo fondamento della libertà civile e religiosa». Signs of the Times, 1 novembre 1899.
Miller non poteva vedere il terzo potere persecutore, e per questa ragione la sua struttura era incompleta, sebbene perfettamente adatta a compiere la sua opera. La sorella White identifica Miller come il messaggero scelto da Dio, che nella sua opera era stato prefigurato da Elia e da Giovanni Battista, da Eliseo nella sua chiamata alla sua opera, e da Mosè nella sua morte. Pochi, nella storia sacra, hanno suscitato commenti che li identifichino come coloro presso la cui tomba gli angeli stanno in attesa per risuscitarli, ma questo è il commento riguardante Miller. Il fatto che la sua opera fosse limitata dalla storia nella quale fu suscitato non è un’affermazione denigratoria nei confronti di Miller, ma semplicemente una necessità da riconoscere, se la sua opera deve essere considerata nella vera luce della Parola profetica di Dio.
A Miller fu data una specifica guida angelica che gli permise di costruire una struttura profetica fondata sui due poteri desolatori del paganesimo, seguiti poi dal papismo. Per questa ragione, le profezie che identificavano la storia al di là della desolazione compiuta da quei due poteri furono fraintese da Miller. Tuttavia, nessuno di quei fraintendimenti trovò posto sulle due sacre tavole di Abacuc, dove erano rappresentati graficamente i fondamenti eretti mediante l’opera di Miller. Ecco perché l’Ispirazione poté attestare riguardo al grafico del 1843 che esso era stato diretto dalla mano del Signore.
«Il Signore mi mostrò che il grafico del 1843 era diretto dalla sua mano, e che nessuna sua parte doveva essere alterata; che le cifre erano come egli le voleva. Che la sua mano stava sopra e nascondeva un errore in alcune delle cifre, così che nessuno potesse vederlo, finché la sua mano non fosse ritirata.».
«Allora vidi, in relazione al “Continuo”, che la parola “sacrificio” fu aggiunta dalla sapienza umana e non appartiene al testo; e che il Signore ne diede la corretta comprensione a coloro che proclamarono il messaggio dell’ora del giudizio. Quando vi era unità, prima del 1844, quasi tutti erano uniti sulla corretta comprensione del “Continuo”; ma dal 1844, nella confusione, sono state accolte altre vedute, e ne sono seguite tenebre e confusione». Review and Herald, 1 novembre 1850.
Le verità raccolte da Miller sotto la direzione degli angeli furono dirette dal Signore, e nell’approvazione della carta del 1843 l’ispirazione incluse il fatto che la comprensione di Miller, secondo cui «il quotidiano» rappresentava il paganesimo, era corretta. Cinque volte la parola ebraica «tamid», tradotta come «il quotidiano», ricorre nel libro di Daniele, e rappresenta sempre il rapporto tra i due poteri desolanti del paganesimo seguiti poi dal papalismo.
La comprensione che Miller aveva del «continuo», quale simbolo del paganesimo, era assolutamente essenziale nel quadro profetico da lui adottato, poiché il rapporto sequenziale del paganesimo seguito dal papalismo divenne il suo punto di riferimento nell’armonizzare tutte le profezie che fu condotto a comprendere.
Al «tempo della fine», nel 1798, il libro di Daniele fu disigillato, e il passo principale, quello che Suor White identificò come il «pilastro centrale» e il «fondamento» del movimento avventista, era Daniele capitolo otto, versetto quattordici.
«Il passo della Scrittura che, al di sopra di ogni altro, era stato insieme il fondamento e il pilastro centrale della fede avventista era la dichiarazione: “Fino a duemilatrecento giorni; poi il santuario sarà purificato”. [Daniele 8:14.]» Il gran conflitto, 409.
Il versetto quattordici è la risposta al versetto tredici, e la risposta è priva di significato senza il contesto della domanda.
Poi udii un santo che parlava; e un altro santo disse a quel santo che parlava: «Fino a quando durerà la visione del sacrificio quotidiano e della trasgressione che causa desolazione, per abbandonare il santuario e l’esercito a essere calpestati?» Ed egli mi disse: «Fino a duemilatrecento giorni; poi il santuario sarà purificato». Daniele 8:13, 14.
Questi due versetti sono il simbolo dell’aumento della conoscenza che fu prodotto quando il libro di Daniele fu disigillato al «tempo della fine», nel 1798. Il versetto tredici identifica i due poteri desolatori sui quali Miller costruì il suo modello profetico. Miller identificò «il continuo», nel versetto tredici, come il paganesimo, e la «trasgressione della desolazione» come il papismo. È importante riconoscere che il modello profetico che gli angeli condussero Miller a riconoscere è identificato nei due versetti che rappresentano l’aumento della conoscenza giunto nella storia nel 1798. Eppure a Miller non fu concesso di vedere la potenza successiva che sarebbe apparsa sulla scena profetica e avrebbe perseguitato il popolo di Dio.
«Vidi che la bestia con due corna aveva una bocca di dragone, e che il suo potere era nella sua testa, e che il decreto sarebbe uscito dalla sua bocca. Poi vidi la Madre delle Meretrici; che la madre non erano le figlie, ma era separata e distinta da esse. Ella ha avuto il suo giorno, ed esso è passato, e le sue figlie, le sette protestanti, furono le successive a salire sulla scena e a manifestare lo stesso spirito che la madre aveva quando perseguitava i santi. Vidi che, mentre la madre andava declinando in potere, le figlie erano andate crescendo, e presto eserciteranno il potere un tempo esercitato dalla madre». Spalding and Magan, 1.
L’incapacità di Miller di vedere la terza potenza lo costrinse a trarre conclusioni che erano semplicemente errate. Miller identificò la bestia del mare di Apocalisse tredici come la Roma pagana e la bestia della terra come la Roma papale. Anche la sua applicazione di Apocalisse capitolo diciassette fu viziata dalla sua incapacità di scorgere una storia profetica che si estendeva oltre la seconda potenza desolatrice del papato. Per questa ragione, quando Miller identificò la potenza romana nella profezia di Daniele, le trattò come un’unica potenza che si manifestava in due fasi. Quella era ed è un’applicazione corretta, ma gli impedì di comprendere i regni della profezia biblica come qualcosa che si estendesse oltre un quarto regno rappresentato da Roma. Egli vide e identificò che il quarto regno di Roma aveva due fasi, rappresentate come Roma pagana e Roma papale, ma non poté vedere che la Roma papale era anche il quinto regno, al quale doveva seguire un sesto regno.
Nel capitolo due di Daniele, i Milleriti riunirono gli elementi del quinto regno della profezia biblica con il quarto regno. Al livello fondamentale la loro applicazione era corretta, ma incompleta, poiché il primo riferimento ai regni della profezia biblica deve concordare con l’ultimo riferimento ai regni della profezia biblica, perché Gesù, quale Alfa e Omega, illustra sempre la fine con il principio. Non essendo in grado di vedere una distinzione tra due regni sequenziali, Miller non poté riconoscere che il capitolo dodici dell’Apocalisse identifica il paganesimo (il dragone), la bestia che sale dal mare del capitolo tredici dell’Apocalisse come il papato (la bestia), e la bestia della terra del capitolo tredici dell’Apocalisse come il protestantesimo apostata (il falso profeta).
Miller non fu in grado di vedere il dragone, la bestia e il falso profeta come tre regni consecutivi nei capitoli dodici e tredici dell’Apocalisse, e fu quindi costretto, dalla sua logica profetica, a supporre che i due capitoli non costituissero un’illustrazione consecutiva delle tre potenze che conducono il mondo ad Armageddon. La luce che fu data a Miller era la luce perfetta per la sua generazione, e la sua generazione fu messa alla prova da quella luce.
La luce dei tre poteri desolatori (il dragone, la bestia e il falso profeta) fu data a Future for America al «tempo della fine», nel 1989. Il passo di Daniele che fu dissuggellato con il crollo dell’Unione Sovietica, in adempimento di Daniele capitolo undici, versetto quaranta, era la luce del terzo angelo, mentre a Miller era stata data la luce del primo angelo. Gli ultimi sei versetti di Daniele undici furono riconosciuti come il fondamento e il pilastro centrale del movimento di Future for America, e il versetto quaranta di Daniele capitolo undici riassume quella luce, proprio come i versetti tredici e quattordici di Daniele capitolo otto riassumevano la luce che era stata dissuggellata nel movimento millerita.
E al tempo della fine il re del mezzogiorno si scontrerà con lui; e il re del settentrione gli verrà contro come un turbine, con carri, con cavalieri e con molte navi; ed egli entrerà nei paesi, strariperà e passerà oltre. Daniele 11:40.
Il versetto identifica una guerra che ebbe inizio al «tempo della fine» nel 1798, tra il re del sud e il re del nord. Il re del sud rappresentava la Francia atea, che proprio in quell’anno inferse al papato la ferita mortale. Il papato è qui rappresentato come il re del nord. La Francia, profeticamente nel 1798, era una delle dieci parti dei dieci regni di Daniele capitolo sette. Quei dieci regni rappresentano la Roma pagana, e la Roma pagana rappresenta il dragone. Il papato (il re del nord) rappresenta la bestia. Il versetto identifica che il re del nord (il papato), al quale all’inizio del versetto era stata inferta la sua ferita mortale, avrebbe infine contrattaccato contro il re del sud (il re dell’ateismo). Quando il papato contrattaccò, il re dell’ateismo si era spostato dalla nazione della Francia alla confederazione dell’Unione Sovietica. La Francia era una sola nazione; tuttavia, quando nel versetto il papato contrattaccò contro il re del sud, il re del sud fu identificato come «paesi», come lo era l’ex Unione Sovietica.
Quando il re del nord (il papato) reagì, portò con sé “carri”, “cavalieri” e “molte navi”. I carri e i cavalieri sono simboli di forza militare, e le navi sono simboli di forza economica. La potenza che formò un’empia alleanza con il papato allo scopo di abbattere l’Unione Sovietica furono gli Stati Uniti, e le due forze degli Stati Uniti, nel capitolo tredici dell’Apocalisse, sono identificate nella loro capacità di costringere il mondo a ricevere il marchio dell’autorità papale mediante la forza delle armi e dell’economia. Agli uomini sarà vietato comprare o vendere senza il marchio, e inoltre, senza il marchio, gli uomini saranno messi a morte.
Il versetto 40 identifica direttamente il dragone (il re del sud), la bestia (il papato) e il falso profeta (gli Stati Uniti). Il versetto fondamentale per «il tempo della fine» nel 1989 identifica i tre poteri desolatori che conducono il mondo ad Armageddon, proprio come i versetti fondamentali del movimento Millerita identificarono i due poteri desolatori del paganesimo seguiti poi dal papalismo.
Il versetto inizia con una battaglia tra il re del sud e il re del nord. All’inizio del versetto (1798), il re del sud prevale, ma nel versetto il re del nord contrattacca e prevale sul re del sud. L’inizio del versetto segna la battaglia tra il re del nord e il re del sud e, nella conclusione del messaggio contenuto nel versetto, è illustrata la medesima battaglia tra i re del nord e del sud, ma con risultati opposti. L’inizio segnò il «tempo della fine» nel 1798, e la battaglia finale segna il «tempo della fine» nel 1989. Il versetto contiene, nella propria testimonianza scritta, la firma Alfa e Omega, il principio e la fine.
La storia effettiva del versetto prosegue oltre il crollo dell’Unione Sovietica nel 1989, fino alla legge domenicale del versetto quarantuno. Alla legge domenicale, l’unione triplice della moderna Babilonia viene realizzata mediante una serie di eventi rapidi. Il versetto quaranta, pertanto, inizia quando nel 1798 viene inferta la ferita mortale e la prostituta di Tiro è dimenticata. La storia rappresentata dal versetto si conclude completamente alla legge domenicale del versetto quarantuno, dove la ferita mortale è guarita e la prostituta di Tiro è ricordata. La firma dell’inizio e della fine è iscritta non solo nel testo contenuto nel versetto, ma anche nell’intera storia rappresentata dal versetto. Il versetto identifica il quadro profetico che non si fonda semplicemente sul paganesimo (il dragone) e sul papismo (la bestia), ma individua la struttura dei tre poteri desolatori che conducono il mondo ad Armageddon.
Il quadro profetico di Miller annunciò l’arrivo del giudizio investigativo di Dio, e il quadro profetico di Future for America annuncia l’arrivo del giudizio esecutivo di Dio. Al «tempo della fine», nel 1989, ebbe inizio un processo in tre fasi di prova e purificazione, quando gli ultimi sei versetti di Daniele undici furono dissuggellati al crollo dell’Unione Sovietica. La distinzione per cui Miller vide soltanto il paganesimo e il papato, e non vide il protestantesimo apostata, deve essere compresa per comprendere correttamente la visione del fiume Ulai che fu dissuggellata nel 1798.
Continueremo tale considerazione nel prossimo articolo.
«Non abbiamo tempo da perdere. Tempi difficili ci stanno dinanzi. Il mondo è agitato dallo spirito di guerra. Presto avranno luogo le scene di tribolazione di cui si parla nelle profezie. La profezia dell’undicesimo capitolo di Daniele ha quasi raggiunto il suo completo adempimento. Gran parte della storia che si è svolta in adempimento di questa profezia si ripeterà.»
«Nel trentesimo versetto si parla di una potenza di cui è detto che “versetti 30 fino a trentasei citati”.»
«Scene simili a quelle descritte in queste parole avranno luogo». Manuscript Releases, n. 13, p. 394.