Stiamo considerando l’applicazione profetica del sogno di William Miller negli ultimi giorni, là dove tutte le profezie trovano il loro perfetto adempimento. Il sogno di Miller identifica la scoperta, lo stabilimento, il rigetto, il seppellimento e la restaurazione delle verità fondamentali dell’Avventismo che furono raccolte mediante il ministero di Miller. Quelle verità fondamentali rappresentavano le verità che furono disuggellate nel 1798. Tali verità sono rappresentate dalla visione del fiume Ulai. Il sogno di Miller, così come è riportato nel libro Early Writings, fu il suo secondo sogno, e il sogno era stato tipificato dal secondo sogno di Nebucadnetsar, proprio come Miller stesso era stato tipificato da Nebucadnetsar.
Articoli precedenti hanno dimostrato come la conclusione della vita di Nabucodonosor, caratterizzata da “sette tempi” vissuti con il cuore di una bestia, terminò simbolicamente nel 1798. Il suo regno fu allora restaurato e, per la prima volta, Nabucodonosor rappresentò un uomo pienamente convertito. In rapporto al “tempo della fine”, nel 1798 egli rappresentò i “savi”. Abbiamo anche identificato che, in quanto primo re di Babilonia, il giudizio dei “sette tempi” di Nabucodonosor prefigurava il giudizio dei duemilacinquecentoventi di Baldassar (mene, mene, tekel, upharsin), il quale fu l’ultimo re di Babilonia.
«All’ultimo sovrano di Babilonia, come in figura al suo primo, era giunta la sentenza del Vigilante divino: “O re, … a te è dichiarato; il regno ti è tolto.” Daniele 4:31». Prophets and Kings, 533.
La sorella White identificò Baldassar, nell’ora del suo giudizio, come il «re stolto». Alla conclusione dell’ora del giudizio di Nabucodonosor, egli rappresenta il «re saggio», poiché trasse beneficio dal giudizio dei «sette tempi», mentre Baldassar, pur conoscendo la storia, rifiutò di trarne beneficio.
“Ma l’amore di Baldassar per il divertimento e l’autoesaltazione cancellò le lezioni che non avrebbe mai dovuto dimenticare; ed egli commise peccati simili a quelli che attirarono giudizi esemplari su Nabucodonosor. Egli dissipò le opportunità che gli erano state graziosamente concesse, trascurando di avvalersi delle possibilità alla sua portata per familiarizzarsi con la verità. «Che devo fare per essere salvato?» era una domanda che il grande ma stolto re lasciò passare con indifferenza.” Bible Echo, 25 aprile 1898.
Nabucodonosor è un simbolo dei «savi» nel 1798, i quali comprendono l’aumento della conoscenza al tempo della fine.
«Il vanto superbo era appena uscito dalle sue labbra, quando una voce dal Cielo gli annunciò che il tempo di giudizio stabilito da Dio era giunto. In un momento la ragione gli fu tolta, ed egli divenne come una bestia. Per sette anni fu così degradato. Alla fine di questo tempo la ragione gli fu restituita, e allora, levando gli occhi con umiltà al grande Dio del Cielo, riconobbe la mano divina in questo castigo, e fu di nuovo ristabilito sul suo trono.
«In una proclamazione pubblica, il re Nabucodonosor riconobbe la propria colpa e la grande misericordia di Dio nel suo ristabilimento. Questo fu l’ultimo atto della sua vita quale è riportato nella Storia Sacra». Review and Herald, 1° febbraio 1881.
Alla fine dei “sette tempi” di Nabucodonosor, egli fece una proclamazione pubblica, che includeva una confessione pubblica. Miller, in quanto Nabucodonosor, simboleggia i “savi” nel 1798, i quali comprendono l’aumento della conoscenza al tempo della fine. Entrambi ebbero due sogni, ed entrambi i loro rispettivi secondi sogni identificano simbolicamente i “sette tempi”. Nei precedenti articoli è stato mostrato che i “sette tempi” segnano un punto di transizione.
Nel 1798, Nabucodonosor segna una transizione dalla sua condizione di orgoglio alla condizione dei savi. Essa comprendeva la sua confessione pubblica. Il 1798 fu anche il punto di transizione tra il quinto e il sesto regno della profezia biblica. Esso segnò altresì l’arrivo del primo angelo, indicando così una nuova dispensazione, poiché l’avvertimento del giudizio imminente non poteva aver luogo finché il quinto regno della profezia biblica non avesse ricevuto la sua ferita mortale.
«Il messaggio stesso getta luce sul tempo in cui questo movimento deve aver luogo. Esso è dichiarato parte del “vangelo eterno”; e annuncia l’apertura del giudizio. Il messaggio di salvezza è stato predicato in tutte le epoche; ma questo messaggio è una parte del vangelo che poteva essere proclamata soltanto negli ultimi giorni, poiché solo allora sarebbe stato vero che l’ora del giudizio era giunta. Le profezie presentano una successione di eventi che conduce fino all’apertura del giudizio. Ciò è particolarmente vero per il libro di Daniele. Ma quella parte della sua profezia che si riferiva agli ultimi giorni, a Daniele fu ordinato di chiudere e sigillare “fino al tempo della fine”. Soltanto quando giungiamo a questo tempo poteva essere proclamato un messaggio riguardante il giudizio, fondato sull’adempimento di queste profezie. Ma al tempo della fine, dice il profeta, “molti lo studieranno con cura, e la conoscenza aumenterà”. Daniele 12:4.»
«L’apostolo Paolo ammonì la chiesa a non attendere la venuta di Cristo ai suoi giorni. “Quel giorno non verrà,” egli dice, “se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato”. 2 Tessalonicesi 2:3. Soltanto dopo la grande apostasia e il lungo periodo del regno dell’“uomo del peccato” possiamo attendere l’avvento del nostro Signore. L’“uomo del peccato”, che è anche chiamato “il mistero dell’iniquità”, “il figlio della perdizione” e “l’empio”, rappresenta il papato, il quale, come era stato predetto nella profezia, doveva mantenere la sua supremazia per 1260 anni. Questo periodo terminò nel 1798. La venuta di Cristo non poteva aver luogo prima di quel tempo. Paolo estende il suo ammonimento all’intera dispensazione cristiana fino all’anno 1798. È al di qua di quel tempo che deve essere proclamato il messaggio della seconda venuta di Cristo.»
«Nessun messaggio simile è mai stato dato nelle epoche passate. Paolo, come abbiamo visto, non lo predicò; egli indicò ai suoi fratelli il tempo allora ancora lontanissimo del ritorno del Signore. I Riformatori non lo proclamarono. Martin Lutero collocava il giudizio a circa trecento anni nel futuro rispetto ai suoi giorni. Ma dal 1798 il libro di Daniele è stato dissigillato, la conoscenza delle profezie è aumentata, e molti hanno proclamato il solenne messaggio del giudizio vicino». The Great Controversy, 356.
Nel 1798 giunse una nuova dispensazione dell’opera della salvezza, e quella nuova dispensazione diede un avvertimento di un’altra dispensazione che sarebbe iniziata nel 1844. In quel cambiamento di dispensazione, una porta sarebbe stata chiusa e una porta aperta.
E all’angelo della chiesa in Filadelfia scrivi: Queste cose dice il Santo, il Verace, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, e chiude e nessuno apre: Io conosco le tue opere; ecco, ti ho posto dinanzi una porta aperta, che nessuno può chiudere; perché hai poca forza, e hai serbato la mia parola, e non hai rinnegato il mio nome. Apocalisse 3:7, 8.
L’apertura di una porta segna una nuova dispensazione. Vi fu un cambiamento dispensazionale di regni e di messaggio nel 1798, alla fine della prima indignazione, che si compì dal 723 a.C. fino al 1798. Vi fu anche un cambiamento dispensazionale nel 1844, alla fine dell’ultima indignazione, che si compì dal 677 a.C. fino al 1844. Nel 1798 era giunta la dispensazione del messaggio del primo angelo, che avvertiva del giudizio imminente. Sia Nabucodonosor sia Miller sono rappresentati come i «savi», al «tempo della fine», quando «la porta» fu aperta alla dispensazione interna del messaggio del primo angelo e al cambiamento dispensazionale esterno dalla bestia del mare alla bestia della terra. La dispensazione del messaggio del primo angelo si adempì quando la porta del Luogo Santissimo fu aperta il 22 ottobre 1844, e giunsero la dispensazione del terzo angelo e il giudizio investigativo.
Il secondo sogno di Miller inizia quando una porta fu aperta nel 1798, e termina quando una porta fu aperta nel periodo di transizione dei “due testimoni”, che vengono ricondotti in vita per proclamare il messaggio del Grido di Mezzanotte. Profeticamente, sia Nabucodonosor sia Miller rappresentavano la transizione dal regno della bestia del mare al regno della bestia della terra nel 1798. Entrambi rappresentano l’annuncio dell’avvicinarsi e dell’arrivo del giudizio investigativo nel 1844. Il 1798 e il 1844 rappresentano la conclusione della prima e dell’ultima “indignazione” di Dio contro il Suo popolo, compiuta nel corso del periodo dei “sette tempi”, come esposto in Levitico ventisei. I quarantasei anni dal 1798 al 1844 rappresentano l’erezione del tempio spirituale al quale il messaggero del patto venne improvvisamente il 22 ottobre 1844, quando Cristo passò dal Luogo Santo al Luogo Santissimo.
Il 1798 e il 1844 identificano transizioni (più di una) che sono contrassegnate dai «sette tempi». Anche la transizione dell’Avventismo millerita filadelfiano all’Avventismo millerita laodiceo nel 1856 fu contrassegnata da un accrescimento della conoscenza dei «sette tempi», che in seguito fu rigettata nel 1863. Nel 1798 vi era stato un accrescimento della conoscenza tratto dal libro di Daniele, che includeva gli stessi «sette tempi» di Levitico ventisei, i quali dovevano essere rigettati alla fine dell’Avventismo millerita filadelfiano.
La transizione del movimento del primo angelo da Filadelfia a Laodicea fu rappresentata dai sette anni dal 1856 al 1863. Il messaggio laodicense giunse nel 1856 e, per sette anni, la nuova luce dei “sette tempi”, che era stata dissuggellata, produsse un processo di prova in tre fasi che fu fallito dall’Avventismo nel 1863. Furono concessi sette anni perché la luce dei “sette tempi” fosse o accolta o rigettata. La transizione del movimento dell’Avventismo Millerita filadelfiano a quello dell’Avventismo Millerita laodicense prefigura, alla fine, l’inversione della sequenza: la transizione del movimento laodicense del terzo angelo al movimento filadelfiano del terzo angelo.
La profezia di sessantacinque anni di Isaia segna l’inizio della prima e dell’ultima indignazione di Dio contro i regni d’Israele, prima quello settentrionale e poi quello meridionale.
Poiché il capo della Siria è Damasco, e il capo di Damasco è Rezin; e fra sessantacinque anni Efraim sarà infranto, sì da non essere più un popolo. Isaia 7:8.
La profezia di Isaia dei sessantacinque anni fu data nel 742 a.C., e nel giro di sessantacinque anni il regno del nord sarebbe scomparso. Diciannove anni dopo il 742 a.C., nel 723 a.C., il regno del nord fu condotto in schiavitù dall’Assiria. Al compimento dei sessantacinque anni ebbe inizio l’indignazione del regno del sud, nel 677 a.C., quando Manasse fu condotto in cattività dai Babilonesi. I sessantacinque anni rappresentano pertanto un periodo di diciannove anni fino alla prima cattività del regno del nord, quindi altri quarantasei anni fino alla cattività di Manasse.
Quelle profezie giunsero ai loro rispettivi adempimenti nel 1798, nel 1844 e nel 1863. Nel 1798 avvenne una transizione interna del messaggio della salvezza con l’arrivo del primo angelo, e si verificò anche una transizione esterna dei regni della profezia biblica. Nel 1844 avvenne una transizione interna del messaggio della salvezza, poiché la porta del Luogo Santo fu chiusa e il giudizio investigativo ebbe inizio con l’arrivo del terzo angelo. Nel 1863 avvenne un cambiamento esterno, poiché entrambe le corna della bestia che sale dalla terra si divisero in due classi.
Il corno repubblicano si divise nei due partiti politici che da allora in poi avrebbero dominato la storia della bestia terrestre. Il corno protestante si divise in due manifestazioni apostate: una parte, che si professava protestante, affermava di osservare il Sabato del settimo giorno; e un’altra categoria, che pure si professava protestante, sosteneva il giorno del sole come giorno di culto di propria elezione.
In quella storia, il corno protestante che era uscito dal Medioevo fu messo alla prova dall’11 agosto 1840 fino al 22 ottobre 1844, e non superò il processo di prova, passando dal popolo protestante osservatore della domenica al popolo protestante apostata osservatore della domenica.
Nella storia del vero corno protestante che fu stabilito e identificato nel 1844, ebbe luogo un processo di prova dal 1856 fino al 1863. Quindi il vero corno protestante osservatore del Sabato passò sia da Filadelfia a Laodicea, sia dal vero popolo protestante osservatore del Sabato al corno protestante apostata osservatore del Sabato. I “sette tempi” sono associati al 1798, al 1844, al 1856 e al 1863. I “sette tempi” sono un simbolo associato a un punto di transizione, e questa verità è stabilita sulla testimonianza di diversi testimoni.
Nel 1798 vi fu un aumento di conoscenza riguardo ai «sette tempi», poiché la primissima profezia di tempo che Miller scoprì fu proprio quella verità. Entro il 1863, quella verità era stata rigettata, identificando così la conclusione del periodo terminale dei sessantacinque anni della profezia esposta nel capitolo sette di Isaia.
La profezia completa dei duemilacinquecentoventi anni presenta un arco di sessantacinque anni sia all’inizio sia alla fine, in una disposizione speculare, a immagine inversa. All’inizio della fine, nei sessantacinque anni (1798), prefigurati dall’inizio del principio, i sessantacinque anni nel 742 a.C., quando la profezia fu data, vi fu un aumento di conoscenza riguardo ai «sette tempi», che i Milleriti «saggi» compresero e proclamarono. Alla fine della fine, nei sessantacinque anni del 1863, vi fu un altro aumento di conoscenza sulla medesima verità, che fu infine rigettata dai «sacerdoti» recentemente incoronati del vero corno protestante.
Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza; poiché tu hai rigettato la conoscenza, anch’io rigetterò te, perché tu non sia più sacerdote per me; poiché hai dimenticato la legge del tuo Dio, anch’io dimenticherò i tuoi figli. Osea 4:6.
L’aumento della conoscenza, quando il libro di Daniele viene dischiuso, è associato ai «sette tempi»; pertanto esso non è soltanto un simbolo di un punto di transizione, ma anche del dischiudimento del messaggio profetico.
Un’altra transizione ebbe inizio il 18 luglio 2020, con la prima delusione, che inaugurò il «tempo di indugio» e segnò l’inizio dei tre giorni e mezzo di Apocalisse capitolo undici, durante i quali i due testimoni giacciono morti nella strada della grande città di Sodoma ed Egitto.
Il 18 luglio 2020 segna l’inizio di tre giorni e mezzo simbolici (un «sette tempi»), che erano stati illustrati dalla storia dal 1856 al 1863. Entrambi i periodi sono simboli dei «sette tempi». Entrambi i periodi segnano un cambiamento di dispensazione (una transizione). Entrambi i periodi rappresentano un aumento della conoscenza associato ai «sette tempi».
Fu nel periodo di transizione dal regno di Babilonia al regno di Medo-Persia che Daniele pregò la preghiera di Levitico ventisei, identificando così la preghiera di Levitico ventisei come una pietra miliare della transizione degli ultimi giorni. Nel sogno di Miller, alla fine di sette occorrenze della parola «dispersione», Miller sia piange sia prega. Il pianto segna il punto in cui il Leone della tribù di Giuda (l’uomo con la spazzola di terra) dischiude un messaggio che è stato sigillato.
La preghiera di Miller contrassegna la preghiera di Daniele di Levitico ventisei, che è associata ai «sette tempi» e si verifica quando la porta e le finestre furono aperte nel sogno di Miller. Ma la preghiera di Daniele, nel capitolo nove, si allinea anche con la preghiera di Daniele nel capitolo due. Si allinea altresì con la preghiera di confessione di Nebucadnezzar alla conclusione dei suoi «sette tempi».
La preghiera di Miller fu pertanto rappresentata dalla preghiera di Levitico ventisei, che era una preghiera pubblica di confessione e una preghiera di richiesta per la dischiusura dell’ultimo segreto profetico, poiché ogni profezia illustra gli ultimi giorni. Pertanto il segreto di Daniele capitolo due rappresenta l’ultimo segreto da dischiudere. La preghiera di Miller, nel suo sogno, era una preghiera di angoscia e di giusta indignazione riguardo alle abominazioni che erano accadute ai gioielli nella sua stanza. La sua angoscia era illustrata da coloro che sospirano e gridano in Ezechiele capitolo nove, durante il tempo del suggellamento dei centoquarantaquattromila.
Miller osservò come le verità venissero progressivamente sepolte da dottrine contraffatte, fino a giungere infine a un punto in cui il feretro (la Bibbia stessa) fu distrutto. La distruzione del feretro di Miller ebbe luogo nella terza generazione dell’Avventismo, quando vi fu un movimento deliberato volto ad accantonare la Bibbia King James in favore delle moderne versioni corrotte della Bibbia, di matrice cattolica.
Miller pianse, poi pregò, e immediatamente si aprì una porta, e il popolo se ne andò tutto. Poi entrò l’uomo con la scopa per la polvere (il Leone della tribù di Giuda), aprì le finestre e cominciò a pulire. Quindi Miller espresse la sua preoccupazione per i gioielli dispersi, e l’uomo con la scopa per la polvere promise che si sarebbe preso cura dei gioielli. Nel trambusto del progetto di pulizia dell’uomo con la scopa per la polvere, Miller chiuse gli occhi per un momento, e quando li riaprì, i rifiuti erano scomparsi. I gioielli erano sparsi per la stanza, e l’uomo con la scopa per la polvere pose allora sul tavolo il cofanetto più grande, raccolse i gioielli e li gettò nel cofanetto, e disse: «Vieni e vedi».
L’espressione «vieni e vedi» è un simbolo che una verità è appena stata dissigillata. La verità che viene dissigillata per Miller è la verità finale, poiché la cosa successiva che deve accadere è il risveglio di Miller al «grido», che rappresenta il gran grido. Miller fu l’ultimo a ricevere il messaggio del Grido di Mezzanotte nella storia dei Milleriti e, appena prima del grido che lo risveglia nel sogno, chiuse gli occhi per un momento. L’unico passo della Bibbia che faccia riferimento a «un momento» e agli «occhi» identifica la prima risurrezione.
Ecco, io vi mostro un mistero: non tutti ci addormenteremo, ma tutti saremo mutati, in un momento, in un batter d’occhio, all’ultima tromba; perché la tromba sonerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo mutati. Poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità, e che questo mortale rivesta l’immortalità. 1 Corinzi 15:51–53.
Nella storia della transizione del movimento laodicense del terzo angelo al movimento filadelfiano del terzo angelo, come rappresentato in Apocalisse capitolo undici, Miller rappresenta l’ultimissima delle vergini sagge a ricevere il messaggio del Grido di Mezzanotte. I primi a riceverlo furono i più spirituali.
«Questo fu il grido di mezzanotte, che doveva dare potenza al messaggio del secondo angelo. Degli angeli furono mandati dal cielo per destare i santi scoraggiati e prepararli per la grande opera che stava loro dinanzi. Gli uomini di maggior talento non furono i primi a ricevere questo messaggio. Degli angeli furono mandati ai più umili e devoti, e li spinsero a levare il grido: “Ecco, lo Sposo viene; uscitegli incontro!” Coloro ai quali era stato affidato il grido si affrettarono e, nella potenza dello Spirito Santo, fecero risuonare il messaggio e destarono i loro fratelli scoraggiati. Quest’opera non si fondava sulla sapienza e sull’erudizione degli uomini, ma sulla potenza di Dio, e i Suoi santi che udirono il grido non poterono resistergli. I più spirituali furono i primi a ricevere questo messaggio, e quelli che un tempo avevano guidato nell’opera furono gli ultimi a riceverlo e ad aiutare ad accrescere il grido: “Ecco, lo Sposo viene; uscitegli incontro!”» Early Writings, 238.
Alla fine dei tre giorni e mezzo simbolici di Apocalisse capitolo undici, viene proclamato il primo di due messaggi, rappresentato in Ezechiele capitolo trentasette. Il primo messaggio raduna le ossa morte e disperse, ma esse sono ancora morte. Il messaggio fu presentato dalla voce che gridava «nel deserto», identificando così che il messaggio di Ezechiele ha inizio prima che i tre giorni e mezzo simbolici si concludessero. Quei tre giorni e mezzo rappresentano un «deserto», ed è dal «deserto» che il messaggio viene proclamato. Il «deserto» è anche un simbolo dei «sette tempi», che segna una transizione e una dischiusura che introduce un processo di prova.
Vi è uno sviluppo progressivo del messaggio, e una ricezione progressiva, come illustrato dal Grido di Mezzanotte nella storia millerita. I più spirituali furono i primi a ricevere il messaggio della voce che grida nel deserto, e gli storici dell’Avventismo richiamano una lettera scritta da William Miller pochi giorni prima del 22 ottobre 1844, nella quale Miller attesta di aver infine compreso e accettato il messaggio del Grido di Mezzanotte di Samuel Snow.
«Caro fratello Himes: io vedo una gloria nel settimo mese che non avevo mai veduto prima. Sebbene il Signore mi avesse mostrato, un anno e mezzo fa, il significato tipologico del settimo mese, nondimeno non avevo compreso la forza dei tipi. Ora, benedetto sia il nome del Signore, io vedo una bellezza, un’armonia e una concordanza nelle Scritture, per le quali ho a lungo pregato, ma che non avevo veduto fino a oggi. Ringrazia il Signore, o anima mia. Siano il fratello Snow, il fratello Storrs e gli altri benedetti per essere stati strumenti nell’aprirmi gli occhi. Sono quasi a casa. Gloria! Gloria! Gloria! Gloria!» William Miller, Signs of the Times, 16 ottobre 1844.
Nella ripetizione della storia del Grido di Mezzanotte, come rappresentata nel sogno di Miller, Miller chiuse gli occhi per un momento. Così, «in un momento, in un batter d’occhio, all’ultima tromba; perché la tromba sonerà, e i morti risusciteranno». Nel sogno di Miller egli rappresenta gli ultimi a ricevere il messaggio del Grido di Mezzanotte, come fece nella sua stessa storia. Egli rappresenta coloro che infine accettano il messaggio proprio prima che l’uomo con la spazzola per la polvere raccolga i gioielli dispersi e li getti nel cofanetto più grande. In Apocalisse capitolo undici, gli ultimi ad accettare il secondo messaggio di Ezechiele, che è il messaggio dei quattro venti dell’Islam, che è anche il messaggio del suggellamento, lo fanno proprio prima che suoni l’ultima delle sette trombe, che è la tromba del «terzo Guai». «In un momento, in un batter d’occhio, all’ultima tromba; perché la tromba sonerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati». (1 Corinthians 15:52)
Il passo sta identificando la prima risurrezione che avviene alla seconda venuta, ma vi è anche una risurrezione delle ossa secche dei morti (i due testimoni) che ha luogo nell’ora del grande terremoto di Apocalisse capitolo undici. Nell’“ora” di quel terremoto, suona l’ultima tromba delle sette trombe, e i testimoni morti che erano sulla strada sono riportati in vita, non come Laodicesi, ma come Filadelfiesi, poiché alla tromba del terzo Guai, i due testimoni sono stati suggellati e sono mutati in incorruttibili, poiché non peccheranno mai più. Miller rappresenta l’ultimo a ricevere il messaggio che riporta in vita i due testimoni, che è il messaggio dei quattro venti dell’Islam, ed è il messaggio del suggellamento.
Il suono di quella tromba risuscita le ultime delle ossa secche dei morti che erano state sparse nella strada di Sodoma e d’Egitto. Miller osservò mentre le verità venivano progressivamente sepolte da dottrine contraffatte. Infine Miller pianse, segnando il tempo in cui il disigillamento doveva cominciare, poiché il disigillamento è un’opera progressiva. Quel disigillamento ebbe inizio nel periodo finale dei tre giorni e mezzo.
Dopo che Miller ebbe pianto, Colui che aveva il potere di aprire il libro sigillato entrò nella narrazione. Nel sogno di Miller, quello era l’Uomo con la Spazzola per la Polvere. Miller allora pregò, e immediatamente si aprì una porta, segnando il punto in cui il movimento laodiceo del terzo angelo stava per passare al movimento filadelfiano del terzo angelo. La sua preghiera era la preghiera di Levitico ventisei; era la preghiera per la comprensione del segreto profetico finale e una confessione pubblica della ribellione che portò i tre giorni e mezzo sui due testimoni; era la preghiera di coloro che sono sigillati in Ezechiele capitolo nove.
Dopo la preghiera, Cristo (l’uomo con la spazzola per la polvere) entrò e cominciò a ripulire la stanza. Al termine dell’opera di pulizia dell’uomo con la spazzola per la polvere, Miller chiuse gli occhi per un momento, indicando la fine del periodo in cui le ossa secche dei morti dovevano essere risuscitate. L’uomo con la spazzola per la polvere raccolse quindi i gioielli sparsi nella stanza di Miller e li pose in una nuova cassa più grande, sopra una tavola al centro della stanza di Miller, mentre i due testimoni vengono innalzati quale vessillo. Come vessillo, essi chiamano quindi l’altro gregge di Dio che è ancora in Babilonia a «venire e vedere» il messaggio che il Leone della tribù di Giuda ha appena deposto nella nuova cassa più grande.
Cominceremo a considerare, nel prossimo articolo, la visione del fiume Ulai quale simbolo delle verità del libro di Daniele che fu disuggellato nel 1798. Abbiamo già predisposto alcuni punti di riferimento in vista di tale esame. Il primo è che il messaggio dei Milleriti era perfetto (nel suo stadio di sviluppo), ma incompleto. Esso fu collocato nella struttura di due, e non di tre, potenze desolatrici. Il secondo è che, quando il sogno di Miller identifica il ristabilimento finale delle verità fondamentali, tali verità fondamentali sono allora “dieci volte più splendenti” della loro gloria originaria. Un terzo punto è che il movimento del primo angelo (il movimento millerita) si ripete nel movimento del terzo angelo, ma con alcune importanti riserve. I Milleriti, come simbolo, erano Filadelfiani; erano un Nabucodonosor convertito, ma che alla fine e purtroppo “ricostruì Gerico” nel 1863.
Il movimento del terzo angelo ebbe inizio come Laodicei, bisognosi di conversione, ma alla fine avrebbe partecipato alla distruzione finale di Gerico (la Gerico degli ultimi giorni).
«Il Salvatore non era venuto per mettere da parte ciò che i patriarchi e i profeti avevano detto; poiché era stato Lui stesso a parlare per mezzo di questi uomini rappresentativi. Tutte le verità della parola di Dio provenivano da Lui. Ma queste gemme preziosissime erano state collocate in montature false. La loro preziosa luce era stata fatta servire all’errore. Dio desiderava che fossero rimosse dalle loro collocazioni di errore e ricollocate nella cornice della verità. Quest’opera solo una mano divina poteva compierla. Per la sua connessione con l’errore, la verità era stata al servizio della causa del nemico di Dio e dell’uomo. Cristo era venuto per collocarla là dove avrebbe glorificato Dio e operato la salvezza dell’umanità.» The Desire of Ages, 287.