Il processo di prova che ha inizio quando l’angelo discende è rappresentato dalla prova se prendere il libro dalla mano dell’angelo e mangiarlo. Coloro che scelsero di mangiare il messaggio furono quindi destinati a una delusione, mentre il gruppo che rifiutò di mangiare fu lasciato indietro. Il piccolo libro che doveva essere mangiato rappresentava un «aumento di conoscenza» del messaggio che era stato dapprima dissigillato al «tempo della fine», sia nel 1798 sia nel 1989, e successivamente formalizzato in un messaggio che avrebbe reso la generazione allora vivente responsabile alla luce dell’aumento di conoscenza. In entrambe le storie, una volta adempiuta la profezia dell’Islam, il messaggio da mangiare nella mano dell’angelo fu o ricevuto o rigettato. Se il messaggio rappresentato dal libro viene rigettato, coloro che lo fanno, e che nondimeno cercano di sostenere la professione di essere ancora gli eletti di Dio, sono costretti a produrre un messaggio contraffatto di pioggia dell’ultima stagione.
L’11 settembre 2001 le ribellioni passate delle generazioni dell’Avventismo furono nuovamente rese questioni di prova. Il capitolo due di Habacuc identifica un dibattito che si verifica nella storia profetica ivi rappresentata, la quale costituisce una linea profetica parallela alla parabola delle dieci vergini. Quando la sentinella chiese quale risposta dovesse dare nella storia della parabola delle dieci vergini, le fu comandato di «scrivere la visione e di renderla chiara su tavole». Le sentinelle della storia millerita produssero nel 1842 il grafico del 1843, e la sua realizzazione divenne un waymark. Era la «visione» di Habacuc due, resa chiara su tavole, che doveva parlare alla fine.
Poco dopo l’11 settembre 2001, coloro che riconobbero l’attività dell’Islam del terzo guaio furono condotti a ritornare ai «sentieri antichi» di Geremia e a camminare in essi. Quei «sentieri antichi» identificarono che i tre guai di Apocalisse, capitolo otto, versetto tredici, rappresentavano il ruolo profetico dell’Islam. Subito dopo, Future for America iniziò a riprodurre le due tavole di Habacuc, capitolo due, proprio nello stesso punto della storia parallela dei Milleriti; le due tavole furono presentate come un segnavia, che era stato rappresentato dalla produzione della tavola del 1843, nel 1842.
«Nel maggio del 1842 fu convocata a Boston, [Massachusetts], una Conferenza Generale. All’apertura di questa assemblea, i fratelli Charles Fitch e Apollos Hale, di Haverhill, presentarono le profezie figurative di Daniele e di Giovanni, che avevano dipinto su tela, con i numeri profetici, mostrandone l’adempimento. Il fratello Fitch, spiegando il suo diagramma davanti alla Conferenza, disse che, mentre esaminava queste profezie, aveva pensato che, se fosse riuscito a produrre qualcosa del genere di ciò che qui veniva presentato, ciò avrebbe semplificato l’argomento e gli avrebbe reso più facile esporlo a un uditorio. Qui vi era maggiore luce sul nostro cammino. Questi fratelli avevano fatto ciò che il Signore aveva mostrato ad Abacuc nella sua visione 2.468 anni prima, dicendo: “Scrivi la visione e incidila chiaramente su tavole, perché la si possa leggere speditamente. Poiché la visione è per un tempo fissato”. Abacuc 2:2.»
«Dopo una certa discussione sull’argomento, fu votato all’unanimità di farne litografare trecento simili a questo, cosa che fu presto portata a compimento. Furono chiamati “le carte del ’43”. Questa fu una Conferenza di grandissima importanza». The Autobiography of Joseph Bates, 263.
«Fu la testimonianza unanime dei conferenzieri e dei periodici del Secondo Avvento, quando si attenevano alla “fede originale”, che la pubblicazione della tavola fosse un adempimento di Abacuc 2:2, 3. Se la tavola era un soggetto di profezia (e coloro che lo negano abbandonano la fede originale), allora ne consegue che il 457 a.C. era l’anno da cui far decorrere i 2300 giorni. Era necessario che il 1843 fosse il primo tempo pubblicato affinché “la visione” dovesse “tardare”, ossia perché vi fosse un tempo di attesa, durante il quale il gruppo delle vergini doveva assopirsi e dormire sul grande tema del tempo, poco prima di essere destato dal Grido di Mezzanotte». James White, Second Advent Review and Sabbath Herald, Volume I, Number 2.
«Ora la nostra storia mostra che vi erano centinaia di persone che insegnavano servendosi delle stesse tavole cronologiche usate da William Miller, tutte di un medesimo stampo. Allora vi era l’unità del messaggio, tutto incentrato su un unico tema: la venuta del Signore Gesù in un tempo preciso, il 1844.» Joseph Bates, Early SDA Pamphlets, 17.
La ristampa delle tavole del 1843 e del 1850, nell’immediata storia successiva all’11 settembre 2001, fu un adempimento di Abacuc due tanto quanto lo fu la pubblicazione della tavola del 1843 nel 1842. La produzione delle tavole fa parte della narrazione di Abacuc capitolo due, e doveva avvenire. L’11 settembre 2001 la ribellione del 1863 fu nuovamente ripetuta da quegli Avventisti laodicei che si rifiutarono di ritornare agli “antichi sentieri” di Geremia.
«Il nemico cerca di distogliere le menti dei nostri fratelli e delle nostre sorelle dall’opera di preparare un popolo per stare in piedi in questi ultimi giorni. I suoi sofismi sono studiati per allontanare le menti dai pericoli e dai doveri dell’ora presente. Essi considerano di ben poco valore la luce che Cristo venne dal cielo a dare a Giovanni per il Suo popolo. Insegnano che le scene che ci stanno proprio dinanzi non sono di importanza tale da richiedere un’attenzione particolare. Rendono inefficace la verità di origine celeste e privano il popolo di Dio della sua esperienza passata, dandogli invece una falsa scienza. “Così dice il Signore: Fermatevi sulle vie, guardate e domandate dei sentieri antichi, quale sia la buona via, e camminate per essa”. [Jeremiah 6:16.]»
«Nessuno cerchi di strappare via le fondamenta della nostra fede,—le fondamenta che furono poste all’inizio della nostra opera, mediante lo studio della Parola accompagnato dalla preghiera e mediante la rivelazione. Su queste fondamenta edifichiamo da più di cinquant’anni. Gli uomini possono supporre di aver trovato una nuova via, di poter porre un fondamento più solido di quello che è stato posto; ma questo è un grande inganno. “Nessuno infatti può porre altro fondamento oltre quello già posto.” [1 Corinthians 3:11.] In passato, molti si sono assunti il compito di edificare una nuova fede, di stabilire nuovi princìpi; ma quanto a lungo rimase in piedi il loro edificio? Ben presto cadde; poiché non era fondato sulla Roccia». Testimonies, volume 8, 296, 297.
Geremia identifica che camminare negli “antichi sentieri” significa trovare “il riposo”, e il riposo è “la pioggia dell’ultima stagione”, che ebbe inizio quando le nazioni si adirarono l’11 settembre 2001, quando i grandi edifici di New York City crollarono. Coloro che allora si nutrirono del messaggio divennero le sentinelle di Abacuc, chiamate a “scrivere la visione e a esporla chiaramente”. Geremia identifica queste medesime sentinelle proprio nel tempo del “riposo”, che è “la pioggia dell’ultima stagione”.
Così parla il Signore: «Fermatevi sulle vie, e guardate, e domandate dei sentieri antichi, quale sia la buona via, e camminate per essa, e voi troverete riposo per le anime vostre». Ma essi dissero: «Noi non cammineremo per essa». «Io ho pure posto su di voi delle sentinelle, dicendo: “Ascoltate il suono della tromba”». Ma essi dissero: «Noi non ascolteremo». Geremia 6:16, 17.
La tromba che essi dovevano suonare è la sesta tromba del secondo «guai» nella storia millerita, e negli ultimi giorni è la settima tromba del terzo «guai». Le sentinelle di Habacuc, che sono le sentinelle di Geremia, fanno risuonare un messaggio di avvertimento che, nella ribellione del 1888, fu respinto. La sesta tromba che fu respinta nel 1888 era il messaggio a Laodicea.
«Il messaggio che ci è stato dato da A. T. Jones ed E. J. Waggoner è il messaggio di Dio alla chiesa di Laodicea, e guai a chiunque professi di credere alla verità e tuttavia non rifletta agli altri i raggi dati da Dio». The 1888 Materials, 1053.
Il messaggio della settima tromba del 1888 fu fatto udire per la prima volta a Laodicea nel 1856, e poi il messaggio laodiceo fu collocato nel contesto della luce crescente dei “sette tempi”. L’11 settembre 2001, l’appello a ritornare agli antichi sentieri di Geremia e a camminare in essi allo scopo di ottenere il messaggio della pioggia dell’ultima stagione, includeva il messaggio di avvertimento della settima Tromba, rappresentato come il messaggio a Laodicea, e i “sette tempi”, che sono il simbolo dei fondamenti.
La «menzogna» identificata dalla profezia, che produce il forte inganno negli scritti di Paolo, fu introdotta nella terza generazione dell’Avventismo laodiceo nel 1931, sedici anni dopo la morte della profetessa. La «menzogna» che giunse nella terza generazione è profeticamente collocata nel periodo rappresentato come quello delle «donne che piangevano Tammuz», ed è pertanto associata al falso messaggio della pioggia dell’ultima stagione.
Si dovrebbero comprendere i dettagli di come la «menzogna» fu propagata, così come il ruolo profetico della «menzogna» nella profezia del tempo della fine. Gli uomini beffardi che governano Gerusalemme al tempo della pioggia dell’ultima stagione, che è il tempo del suggellamento dei centoquarantaquattromila, crearono un falso messaggio della pioggia dell’ultima stagione nella terza generazione dell’Avventismo, come rappresentato dalle «donne che piangevano Tammuz», in Ezechiele capitolo otto. Il loro falso messaggio della pioggia dell’ultima stagione è anche rappresentato da Ezechiele come un falso fondamento, un falso muro di protezione e un falso messaggio di pace e sicurezza.
Non avete voi avuto una visione vana e non avete voi pronunciato una divinazione menzognera, mentre dite: Il Signore ha detto; benché io non abbia parlato? Perciò così dice il Signore, Dio: Poiché avete parlato vanità e avete visto menzogne, ecco, io sono contro di voi, dice il Signore, Dio. E la mia mano sarà contro i profeti che vedono vanità e che predicono menzogne: essi non saranno nell’assemblea del mio popolo, non saranno scritti nel registro della casa d’Israele, né entreranno nel paese d’Israele; e voi conoscerete che io sono il Signore, Dio. Poiché, sì, poiché hanno sedotto il mio popolo, dicendo: Pace; e pace non v’era; e uno edificava un muro, ed ecco, altri lo intonacavano con malta non temprata: Di’ a quelli che lo intonacano con malta non temprata che esso cadrà; vi sarà una pioggia traboccante; e voi, o grandi chicchi di grandine, cadrete; e un vento tempestoso lo spaccherà. Ecco, quando il muro sarà caduto, non vi si dirà forse: Dov’è l’intonaco con cui l’avete intonacato? Perciò così dice il Signore, Dio: Io lo spaccherò con un vento tempestoso nel mio furore; vi sarà una pioggia traboccante nella mia ira, e grandi chicchi di grandine nel mio furore per consumarlo. Così abbatterò il muro che avete intonacato con malta non temprata e lo farò cadere a terra, sì che il suo fondamento sarà scoperto; esso cadrà, e voi sarete consumati in mezzo ad esso; e conoscerete che io sono il Signore. Così compirò il mio sdegno sul muro e su quelli che lo hanno intonacato con malta non temprata, e vi dirò: Il muro non è più, né quelli che lo intonacavano; cioè i profeti d’Israele che profetizzano riguardo a Gerusalemme e che vedono per lei visioni di pace, mentre pace non v’è, dice il Signore, Dio. Ezechiele 13:7–16.
La falsità e le menzogne sotto le quali si nascondono gli uomini schernitori di Gerusalemme, nei capitoli ventotto e ventinove di Isaia, sono infine giudicate e distrutte dal «flagello traboccante».
Farò del giudizio la regola e della giustizia il piombo; la grandine spazzerà via il rifugio della menzogna, e le acque inonderanno il nascondiglio. E il vostro patto con la morte sarà annullato, e il vostro accordo con l’inferno non reggerà; quando il flagello traboccante passerà, voi sarete da esso calpestati. Isaia 28:17, 18.
La «sferza traboccante» di Isaia è la «pioggia traboccante» di Ezechiele, fatta venire su coloro che hanno «divinato menzogne», presentando una «visione vana» e affermando: «Così dice il Signore», «benché» il Signore «non avesse parlato». La «menzogna» sotto la quale gli uomini antichi si nascondono è rappresentata come qualcosa che essi sostengono che il Signore abbia detto; perciò è una «menzogna» riguardo alla Parola di Dio. O hanno identificato come errore una dottrina tratta dalla Parola di Dio, oppure hanno erroneamente affermato che Dio abbia diretto la loro comprensione (Dio aveva parlato) riguardo a una dottrina della Bibbia.
La «menzogna» che giunse nel 1931 era l’affermazione secondo cui Sister White avrebbe approvato la falsa interpretazione del «continuo» nel libro di Daniele. La falsa interpretazione secondo cui il «continuo» rappresenterebbe il ministero di Cristo nel santuario si fondava su una «menzogna» secondo la quale, nel 1910, Ellen White avrebbe informato A. G. Daniells che la sua opinione e quella di Prescott sul «continuo», come rappresentazione del ministero di Cristo nel santuario, erano in realtà corrette, nonostante le sue esplicite parole scritte in contrario.
La falsa concezione del «continuo», che allora (1931) fu stabilita all’interno dell’Avventismo laodicense, divenne il fondamento teologico impiegato per edificare un messaggio che Ezechiele descrive come «pace e sicurezza». Le varie argomentazioni impiegate per sostenere il falso fondamento sono le diverse monete e i diversi gioielli contraffatti che Miller vide nel suo sogno. Alla fine del suo sogno, i suoi gioielli originali sono completamente ricoperti da contraffazioni e spazzatura; e la spazzatura, insieme ai gioielli e alle monete contraffatti, rappresenta il messaggio fondato sul loro errore fondamentale, cioè che il «continuo» rappresenti il ministero di Cristo nel santuario.
Nel passo di Ezechiele, le cianfrusaglie e i gioielli contraffatti sono raffigurati come un «muro» costruito con una malta così debole da non poter reggere sotto la pressione del «vento tempestoso» o dell’«acquazzone travolgente».
Il profeta disubbidiente di Giuda che rimproverò Geroboamo morì infine tra un «asino» e un «leone». Il leone rappresenta Babilonia e l’asino rappresenta l’Islam. Le due dottrine che l’Avventismo laodiceano non può vedere, e che sono rappresentate dalla morte del profeta disubbidiente, sono il messaggio del papato (il leone) e il messaggio dell’Islam del terzo Guai (l’asino).
Il «vento tempestoso» di Ezechiele è un simbolo dell’«aspro vento che è trattenuto» di Isaia «nel giorno del vento orientale» nel capitolo ventisette. Il «vento tempestoso» di Ezechiele è anche i «quattro venti» di Apocalisse capitolo sette, che sono trattenuti finché i servi di Dio siano suggellati. Il «vento tempestoso» di Ezechiele è altresì il suo messaggio proveniente dai «quattro venti» nel capitolo trentasette, che ridà vita alle ossa secche e morte facendole diventare un potente esercito. Il «vento tempestoso» di Ezechiele, che abbatte il «muro costruito con malta non temprata», è il messaggio della pioggia dell’ultima stagione del terzo Guai.
La «pioggia straripante» di Ezechiele è un simbolo del papato e, più specificamente, è il simbolo del periodo della crisi della legge domenicale che ha inizio con l’imminente legge domenicale negli Stati Uniti. Il profeta disubbidiente di Giuda che morì tra l’asino e il leone rappresentava la morte dell’Avventismo laodiceano, che ha luogo tra l’11 settembre 2001, all’arrivo dell’asino (il terzo guaio), e l’imminente legge domenicale (il leone). La morte dell’Avventismo laodiceano avviene durante il suggellamento dei centoquarantaquattromila, che ebbe inizio quando le nazioni si adirarono, pur essendo trattenute, l’11 settembre 2001, e si conclude con l’imminente legge domenicale. La loro morte, come illustrato dal profeta disubbidiente, è causata dal fatto che ritornarono alla metodologia del protestantesimo apostata, sebbene fossero stati direttamente avvertiti di non tornare mai all’«assemblea dei beffardi».
La loro morte avviene nella storia del suggellamento dei centoquarantaquattromila. Non appena il popolo di Dio è suggellato, gli angeli distruttori iniziano la loro opera. Dall’11 settembre 2001 fino all’imminente legge domenicale, il giudizio dei viventi si compie nella chiesa di Dio, poiché il giudizio comincia a Gerusalemme, e comincia dagli anziani che dovevano essere i custodi del popolo, ma che avevano abbandonato le loro responsabilità nel corso di quattro generazioni. Coloro che ricevono il suggello in quel periodo sono l’insegna innalzata alle nazioni. Essi vengono suggellati prima dell’imminente legge domenicale, poiché l’unico modo in cui l’altro gregge di Dio può essere avvertito è vedere, nella crisi della legge domenicale, uomini e donne che hanno il suggello di Dio.
«L’opera dello Spirito Santo consiste nel convincere il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Il mondo può essere avvertito soltanto vedendo coloro che credono la verità santificati mediante la verità, e che agiscono in base a principi alti e santi, mostrando in senso alto ed elevato la linea di demarcazione tra coloro che osservano i comandamenti di Dio e coloro che li calpestano sotto i loro piedi. La santificazione dello Spirito segnala la differenza tra coloro che hanno il sigillo di Dio e coloro che osservano un giorno di riposo spurio. Quando verrà la prova, sarà chiaramente mostrato che cosa sia il marchio della bestia. Esso consiste nell’osservanza della domenica. Coloro che, dopo aver udito la verità, continuano a considerare santo questo giorno, portano la firma dell’uomo del peccato, il quale pensò di mutare i tempi e la legge». Bible Training School, 1 dicembre 1903.
La morte dell’Avventismo laodiceano si compie nel corso della storia della pioggia dell’ultima stagione, che ha cominciato a cadere in gocce l’11 settembre 2001, e viene sparsa senza misura alla legge domenicale di prossima imposizione, quando Dio ha stabilito e poi innalza come un vessillo un popolo che è stato sigillato per l’eternità.
In quel periodo di tempo, coloro che, nell’Avventismo laodiceano, si stanno preparando a ricevere, e riceveranno, il marchio della bestia, sono rappresentati dai venticinque uomini che si prostrano davanti al sole in Ezechiele capitolo otto. Essi sono coloro che hanno accettato il falso messaggio di «pace e sicurezza» di Ezechiele, il quale rappresenta una contraffazione del vero messaggio della pioggia dell’ultima stagione, che viene proclamato dalle vere sentinelle in quella storia. Il fondamento di quel falso messaggio della pioggia dell’ultima stagione è l’identificazione secondo cui «il quotidiano» nel libro di Daniele è un simbolo di Cristo, quando in realtà è un simbolo di Satana. Quella falsa credenza fondamentale è la dottrina che gli «uomini schernitori che governano il popolo di Gerusalemme» impiegano per erigere il loro muro intonacato con calcina mal temprata.
L’identificazione del «continuo» come simbolo di Cristo fu storicamente introdotta mediante una «menzogna», nel 1931. Da allora in poi fu eretto il muro non temperato di monete e gioielli contraffatti. Quel «muro» è destinato a crollare quando giungerà l’uomo della scopa per spazzare accuratamente il Suo pavimento. Quella purificazione si compie nel periodo profetico della storia compreso tra il «vento tempestoso» (l’asino dell’11 settembre 2001) e i «rovesci traboccanti» (il leone della legge domenicale di prossima venuta). In quella storia il profeta disubbidiente viene ucciso e sepolto nella tomba del falso profeta di Betel. Sorella White identifica il «muro» della profezia come la legge di Dio.
«Il profeta descrive qui un popolo che, in un tempo di generale allontanamento dalla verità e dalla giustizia, cerca di restaurare i princìpi che sono il fondamento del regno di Dio. Essi sono riparatori di una breccia che è stata aperta nella legge di Dio — il muro che Egli ha posto attorno ai Suoi eletti per la loro protezione, e l’obbedienza ai cui precetti di giustizia, verità e purezza deve costituire per essi una salvaguardia perpetua.
«Con parole di significato inequivocabile il profeta indica l’opera specifica di questo popolo rimanente che costruisce il muro. “Se trattieni il piede dal violare il sabato, dal fare i tuoi piaceri nel mio santo giorno; se chiami il sabato una delizia, il santo giorno del Signore degno d’onore; se lo onori non seguendo le tue vie, non cercando i tuoi piaceri e non pronunciando parole vane, allora troverai la tua delizia nel Signore; io ti farò cavalcare sulle alture della terra e ti nutrirò dell’eredità di Giacobbe tuo padre, poiché la bocca del Signore ha parlato”. Isaia 58:13, 14.» Prophets and Kings, 678.
L’inizio della quarta generazione dell’Avventismo è segnato dalla pubblicazione di un libro, come lo fu l’inizio della terza generazione. La terza generazione ebbe inizio con la pubblicazione di The Doctrine of Christ di W. W. Prescott, e quella generazione si concluse con la pubblicazione di Questions on Doctrine. The Doctrine of Christ presentò un vangelo volutamente privo del messaggio profetico millerita. Questions on Doctrine presentò un vangelo che negava l’opera di santificazione compiuta da Cristo. The Doctrine of Christ rimosse la luce della visione (chazon) della storia profetica, e Questions on Doctrine rimosse la luce della visione (Mareh) dell’“apparizione” di Cristo.
Fra quei due libri fu sviluppato il falso messaggio della pioggia dell’ultima stagione, rappresentato dalle «donne che piangevano per Tammuz». Fu in quella storia che venne promossa la «menzogna del 1931». Quella terza generazione (abominazione) è altresì rappresentata dal compromesso della terza chiesa, Pergamo. Il simbolo del compromesso nella terza chiesa identifica l’opera di ricerca dell’accreditamento presso le istituzioni mondane che dettavano regole per la teologia e regole per la medicina. Fu nella terza generazione che il compromesso della verità fu portato a compimento, il che incluse l’introduzione e l’enfasi sull’uso di Bibbie che erano state tradotte da manoscritti corrotti.
Nel 1957, il libro *Questions on Doctrine* rappresentò una capitolazione della verità primaria del vangelo. Tale verità è che Gesù morì per salvarci “dal” peccato, ma non morì per salvarci “nel” peccato. L’insegnamento cattolico e protestante apostata secondo cui l’uomo non può essere ubbidiente alla Parola di Dio è l’argomentazione eterna di Satana. L’uomo può, e deve, essere ubbidiente alla Parola di Dio, anche se Satana sostiene che “certamente non morirete”. La visione decaduta e apostata del protestantesimo, secondo cui gli uomini non possono vincere il peccato e, pertanto, non possono essere ubbidienti alla legge di Dio finché Gesù non li trasformi magicamente in robot ubbidienti alla Sua seconda venuta, fu incorporata negli insegnamenti del libro *Questions on Doctrine*.
Nel 1957 ebbe inizio la quarta generazione dell’Avventismo laodiceo, e il suo muro mal commisto (la legge) era stato eretto, fornendo così la logica che permetterà ai venticinque uomini anziani di prostrarsi davanti al sole alla conclusione del tempo del suggellamento dei centoquarantaquattromila. Quel muro mal commisto, che è la credenza secondo cui osservare la legge di Dio è impossibile, viene spazzato via quando il “muro” di separazione tra Chiesa e Stato viene rimosso, con l’imminente legge domenicale. La legge domenicale sono le piogge straripanti, oppure, come la esprime Isaia, è il flagello traboccante, e quella inondazione comincia con l’imminente legge domenicale negli Stati Uniti.
Al tempo della legge domenicale negli Stati Uniti il nemico (il papa) irrompe «come una fiumana» («il flagello traboccante»), ed è allora che «la bandiera» viene innalzata contro di lui. È allora che «il muro intonacato con malta non temprata» che l’Avventismo laodiceo ha eretto sulla falsa applicazione di «il continuo» viene spazzato via.
Secondo le loro opere, così egli darà la retribuzione: furore ai suoi avversari, ricompensa ai suoi nemici; alle isole renderà la retribuzione. Così si temerà il nome del Signore dall’occidente, e la sua gloria dal sol levante. Quando il nemico irromperà come una fiumana, lo Spirito del Signore leverà contro di lui uno stendardo. E il Redentore verrà a Sion e a quelli di Giacobbe che si convertono dalla trasgressione, dice il Signore. Quanto a me, questo è il mio patto con loro, dice il Signore: il mio Spirito che è su di te e le mie parole che ho posto nella tua bocca non si dipartiranno dalla tua bocca, né dalla bocca della tua progenie, né dalla bocca della progenie della tua progenie, dice il Signore, da ora e per sempre. Àlzati, risplendi, perché la tua luce è giunta e la gloria del Signore si è levata su di te. Poiché, ecco, le tenebre copriranno la terra, e una fitta oscurità i popoli; ma il Signore sorgerà su di te, e la sua gloria apparirà su di te. Le nazioni cammineranno alla tua luce, e i re allo splendore del tuo sorgere. Isaia 59:18–60:3.
Le genti vengono alla luce quando la gloria di Dio è sul Suo popolo, e ciò avviene quando il nemico irrompe come una piena. Quando quel nemico irrompe, Dio leva contro di lui uno stendardo (insegna). La gloria del Signore che è su quel popolo al quale le genti rispondono è il Suo carattere, e il Suo carattere non pecca. È un falso messaggio di pace e sicurezza quello che insegna che uomini e donne non possono vincere il peccato. Quel messaggio è un falso messaggio della pioggia dell’ultima stagione, proclamato nel tempo del vero messaggio della pioggia dell’ultima stagione, che giunse l’11 settembre 2001. Quel falso messaggio è un falso messaggio riguardo alla legge di Dio, che è il «muro». Quella falsa dottrina è rappresentata nel libro Questions on Doctrine, che segnò l’arrivo della quarta e ultima generazione dell’Avventismo laodicense.
L’11 settembre 2001, le quattro ribellioni dell’Avventismo laodiceano giunsero per mettere alla prova quella generazione finale con i peccati dei loro padri. In quella data Dio diresse il Suo popolo a ritornare agli antichi sentieri di Geremia, affinché potesse comprendere e accettare il messaggio fondamentale rappresentato come i gioielli di Miller. Se lo avesse fatto, avrebbe trovato la pioggia dell’ultima stagione, che Geremia chiamò il «riposo». L’appello a ritornare agli antichi sentieri fu una ripetizione della prova che produsse la ribellione del 1863.
L’11 settembre 2001, che è il «giorno del vento orientale e del vento impetuoso» di Isaia, doveva essere cantato il «cantico della vigna» da coloro che, in Apocalisse capitolo quattordici, versetto tre, e anche in capitolo quindici, versetto tre, cantano il cantico di Mosè e dell’Agnello. Quel cantico è il messaggio di Laodicea, il quale identifica che l’antico popolo eletto veniva allora oltrepassato, poiché Dio era allora nel processo di dare la Sua vigna a uomini e donne che avrebbero portato i frutti voluti della vigna. Quel messaggio della vigna è il messaggio a Laodicea, che fu il messaggio presentato da Jones e Waggoner alla ribellione del 1888.
L’11 settembre 2001 ebbe inizio la pioggia dell’ultima stagione, e nel dibattito del capitolo due di Habacuc essa identifica una classe che presentò il messaggio delle due tavole, poiché era ritornata agli antichi sentieri di Geremia e riceveva il «riposo e ristoro» che Isaia identifica come recato su coloro la cui metodologia è «precetto dopo precetto». Il dibattito nel quale erano coinvolti si opponeva a un falso messaggio della pioggia dell’ultima stagione, rappresentato dalle «donne che piangevano Tammuz», il quale incoraggiava il popolo laodiceo addormentato con un messaggio di pace e sicurezza.
Il messaggio di pace e sicurezza sostiene che è impossibile per uomini e donne non peccare, e che perciò Dio può e vuole giustificarli soltanto “nei” loro peccati. Gli uomini schernitori affermano che il loro messaggio di pace e sicurezza è il vero messaggio della giustificazione per fede, presentato da Jones e Waggoner, ma esso omette la verità che colui che Dio giustifica, Egli pure santifica; infatti Dio non è morto per salvare le persone nei loro peccati, ma dai loro peccati.
L’11 settembre 2001 segnò l’inizio del periodo del suggellamento dei centoquarantaquattromila, che si conclude con una classe che riceve il sigillo di Dio, come rappresentata da coloro che sospirano e gridano a causa delle abominazioni nella chiesa e nel paese, e un’altra classe che ha voltato le spalle al tempio, dove si sta compiendo l’opera finale del terzo angelo, e si prostra davanti al sole. La storia dei Milleriti illustra la storia del movimento del terzo angelo, e così facendo il culmine riguarda il messaggio della pioggia dell’ultima stagione, e l’esperienza che esso produce in coloro che scelgono di mangiare.
Proseguiremo questo studio nel prossimo articolo.
«La riluttanza ad abbandonare opinioni preconcette e ad accettare questa verità stava alla base di gran parte dell’opposizione manifestata a Minneapolis contro il messaggio del Signore tramite i Fratelli Waggoner e Jones. Suscitando tale opposizione, Satana riuscì in larga misura a precludere al nostro popolo la speciale potenza dello Spirito Santo che Dio desiderava ardentemente impartire loro. Il nemico impedì loro di ottenere quell’efficacia che avrebbe potuto essere loro propria nel recare la verità al mondo, come gli apostoli la proclamarono dopo il giorno della Pentecoste. La luce che deve illuminare tutta la terra con la sua gloria fu contrastata e, per l’azione dei nostri stessi fratelli, è stata in gran parte tenuta lontana dal mondo». Selected Messages, libro 1, 235.