Nell’articolo precedente abbiamo identificato Elia come un simbolo. In accordo con le regole di William Miller, i «simboli» possono avere più di un significato. Pertanto, Elia come simbolo può anche rappresentare una parte del duplice simbolo di Elia e Mosè. Il duplice simbolo di Elia e Mosè attraversa l’intero libro dell’Apocalisse, ed essere incerti riguardo a ciò che il duplice simbolo rappresenta equivale a essere incerti riguardo al messaggio nel libro dell’Apocalisse che viene dissigillato poco prima che il tempo di grazia si chiuda. Per questa ragione, affronteremo ora in modo specifico certe caratteristiche profetiche che sono identificate con il simbolo di Elia.
Abbiamo tre testimoni principali per stabilire quelle caratteristiche profetiche. Tali testimoni sono il profeta Elia, Giovanni Battista e William Miller, che l’ispirazione identifica come simboli intercambiabili.
«Migliaia furono condotti ad abbracciare la verità predicata da William Miller, e servi di Dio furono suscitati nello spirito e nella potenza di Elia per proclamare il messaggio. Come Giovanni, il precursore di Gesù, coloro che predicavano questo solenne messaggio si sentirono costretti a porre la scure alla radice dell’albero e a chiamare gli uomini a produrre frutti degni di ravvedimento. La loro testimonianza era tale da destare e potentemente influenzare le chiese e da manifestarne il vero carattere. E mentre risuonava il solenne avvertimento di fuggire dall’ira futura, molti di coloro che erano uniti alle chiese ricevettero il messaggio di guarigione; essi videro i loro allontanamenti, e con amare lacrime di ravvedimento e profonda angoscia dell’anima, si umiliarono davanti a Dio. E mentre lo Spirito di Dio riposava su di loro, contribuirono a far risuonare il grido: “Temete Dio e dategli gloria, perché l’ora del suo giudizio è venuta.”» Early Writings, 233.
A Elia, a Giovanni Battista e a Miller fu dato uno spirito specifico che guidò e definì la loro opera. La loro testimonianza era «calcolata per destare e influire potentemente sulle chiese e manifestare» il «vero carattere» di quelle chiese. Sia al tempo di Acab, sia di Giovanni Battista, sia di William Miller, le chiese alle quali essi si rivolgevano possedevano tutte una cecità laodiceana così profonda e oscura che il messaggio doveva essere diretto quanto il porre una «scure alla radice dell’albero». Esso comprendeva l’annuncio della chiusura del tempo di grazia, che nel caso di Giovanni Battista era l’avvertimento dell’«ira» che stava «per venire». Anche il messaggio di Miller, che proclamava: «Temete Dio e dategli gloria, poiché l’ora del suo giudizio è venuta», era pure un avvertimento dell’ira imminente.
“La voce di Giovanni si levò come una tromba. Il suo incarico era: «Mostra al mio popolo la sua trasgressione, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati» (Isaia 58:1). Egli non aveva ricevuto alcuna istruzione umana. Dio e la natura erano stati i suoi maestri. Ma era necessario uno che preparasse la via davanti a Cristo e che fosse abbastanza ardito da far udire la sua voce come i profeti d’un tempo, chiamando la nazione degenerata al ravvedimento.” Selected Messages, libro 2, 148.
Elia ordinò che la sua generazione scegliesse in quel giorno se avrebbe servito Dio o Baal, e quella generazione non rispose parola, il che equivale a scegliere Baal.
«Mai vi fu maggior bisogno di fedeli ammonimenti e riprensioni, e di un trattamento intimo, schietto e rigoroso, di quanto ve ne sia proprio in questo tempo. Satana è sceso con grande potenza, sapendo che il suo tempo è breve. Egli inonda il mondo di piacevoli favole, e al popolo di Dio piace che gli si dicano cose lusinghiere. Il peccato e l’iniquità non sono aborriti. Mi è stato mostrato che il popolo di Dio deve compiere sforzi più fermi e risoluti per respingere le tenebre che avanzano. L’opera penetrante dello Spirito di Dio è ora necessaria come mai prima. Bisogna scuotersi di dosso l’ottusità. Dobbiamo destarci dal torpore che si rivelerà la nostra rovina, se non vi resistiamo. Satana esercita una potente influenza dominante sulle menti. Predicatori e popolo sono in pericolo di essere trovati dalla parte delle potenze delle tenebre. Ora non esiste alcuna posizione neutrale. Noi siamo tutti decisamente per il bene oppure decisamente con il male. Disse Cristo: “Chi non è con Me è contro di Me; e chi non raccoglie con Me disperde.”» Testimonies, volume 3, 327.
Giovanni chiamò «una generazione di vipere» «la nazione degenerata» della sua storia. I Milleriti identificarono infine la nazione degenerata della loro storia come le figlie di Babilonia. Che si trattasse di Elia, di Giovanni o di Miller, nessuno dei tre era un teologo. Tutti furono chiamati dai comuni percorsi della vita.
«La verità quale essa è in Gesù, quale fu da Lui proclamata quando era avvolto dalla nube soffice, è certezza e verità ai nostri giorni, e rinnoverà con altrettanta sicurezza la mente di chi la riceve, come ha rinnovato menti nel passato. Cristo ha dichiarato: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno risuscitasse dai morti”. (Luca 16:31).»
«Come popolo, dobbiamo preparare la via del Signore, sotto la guida sovrana dello Spirito Santo, per la diffusione del vangelo nella sua purezza. Il fiume dell’acqua vivente deve approfondirsi e allargarsi nel suo corso. In tutti i campi, vicini e lontani, uomini saranno chiamati dall’aratro e dalle occupazioni commerciali più comuni, che in gran parte assorbono la mente, e saranno istruiti in collaborazione con uomini che hanno avuto esperienza, uomini che comprendono la verità. Mediante le più meravigliose operazioni di Dio, montagne di difficoltà saranno rimosse e gettate nel mare. Operiamo come coloro che hanno sperimentato la virtù della verità quale essa è in Gesù. »
«In questo periodo dovrà verificarsi una serie di eventi che riveleranno che Dio è il padrone della situazione. La verità sarà proclamata con linguaggio chiaro e inequivocabile. Coloro che predicano la verità si adopereranno per dimostrarla mediante una vita ben ordinata e una condotta pia. E così facendo, diverranno potenti nel sostenere la verità e nel darle la sicura applicazione che Dio le ha dato. »
«Quando gli uomini che hanno conosciuto e insegnato la verità si volgono all’intendimento umano e dispensano a menti sedotte il loro proprio piatto di favole, è tempo, e tempo opportuno, che coloro i quali un tempo furono operai nell’opera evangelistica, ma che sono stati distolti per dedicarsi alla gestione di ristoranti, negozi di alimentari e ad altre attività commerciali, si mettano in linea, studino diligentemente le loro Bibbie e, con la parola di Dio in mano, dispensino la verità biblica, il cibo spirituale, in cooperazione con gli angeli celesti. Quest’opera ora chiama ad alta voce operai di nomina divina. Allora l’Onnipotenza dirà ai monti delle difficoltà: Siate rimossi e gettati nel mare». Paulson Collection, 73, 74.
Elia, Giovanni e Miller furono, e quindi rappresentano, uomini chiamati dalle «occupazioni» «più comuni», poiché «gli uomini» che in precedenza avevano insegnato la verità finiscono infine per «volgersi all’intendimento umano e servire alle menti ingannate il proprio piatto di favole». Gli uomini comuni che sono chiamati daranno «la sicura applicazione» della profezia biblica così come «Dio l’ha data». Due volte, nel passo, Sorella White identificò i «monti» come «monti di difficoltà». L’opera di questi uomini comprendeva l’abbassare «ogni monte». L’opera compiuta dagli uomini comuni chiamati dall’aratro di umili circostanze rappresenta l’opera di identificare la corretta metodologia biblica in contrasto con i piatti di favole umane distribuiti dai teologi del tempo.
«L’opera di Giovanni Battista, e l’opera di coloro che negli ultimi giorni avanzano nello spirito e nella potenza di Elia per destare il popolo dalla sua apatia, sono per molti aspetti le stesse. La sua opera è un tipo dell’opera che deve essere compiuta in quest’epoca. Cristo deve venire la seconda volta per giudicare il mondo con giustizia. I messaggeri di Dio che recano l’ultimo messaggio di avvertimento da dare al mondo devono preparare la via per il secondo avvento di Cristo, come Giovanni preparò la via per il suo primo avvento. In quest’opera preparatoria, “ogni valle sarà colmata, e ogni monte e colle sarà abbassato; e i luoghi tortuosi saranno raddrizzati, e i luoghi aspri spianati”, poiché la storia deve ripetersi, e ancora una volta “la gloria del Signore sarà rivelata, e ogni carne la vedrà insieme; perché la bocca del Signore ha parlato”». Southern Watchman, 21 marzo 1905.
Le caratteristiche dei tre riformatori che furono identificate da Isaia sono che ogni valle sarà innalzata, ogni monte sarà abbassato, ciò che è tortuoso sarà raddrizzato e i luoghi scabri saranno spianati. La via del Signore, che viene preparata innalzando le valli, abbassando i monti e raddrizzando ciò che è tortuoso e spianando i luoghi scabri, sono i sentieri antichi.
La voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, appianate nel deserto una strada per il nostro Dio. Ogni valle sia innalzata, e ogni monte e ogni colle siano abbassati; i luoghi tortuosi siano raddrizzati, e quelli scabri siano spianati. Allora la gloria del Signore sarà rivelata, e ogni carne la vedrà al tempo stesso; poiché la bocca del Signore ha parlato. Isaia 40:3–5.
Quando i Giudei cavillosi chiesero a Giovanni Battista se fosse l’Elia che doveva venire, egli rispose di no, ma poi identificò se stesso con il passo di Isaia.
E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme sacerdoti e Leviti a domandargli: Chi sei tu? Ed egli confessò, e non negò; confessò: Io non sono il Cristo. Ed essi gli domandarono: Che dunque? Sei tu Elia? Ed egli disse: Non lo sono. Sei tu il profeta? Ed egli rispose: No. Allora gli dissero: Chi sei? affinché diamo una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che dici di te stesso? Egli disse: Io sono la voce di uno che grida nel deserto: Raddrizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia. Giovanni 1:19–23.
La preparazione della «via del Signore» identifica la metodologia che gli angeli guidarono Miller a comprendere e a impiegare, al fine di predisporre la comprensione biblica della «via» nella quale gli uomini dovevano camminare. Ogni «monte» doveva essere abbassato, poiché i monti della profezia biblica rappresentano verità che, a prima vista, appaiono troppo difficili da comprendere. Per comprendere il glorioso monte santo di Daniele capitolo undici, versetto quarantacinque, che il re del nord sta tentando di conquistare, occorre anzitutto identificare il letterale glorioso monte santo in Gerusalemme, il quale definisce profeticamente il glorioso monte santo spirituale. Per spiegare il monte identificato come Armageddon, che significa monte di Meghiddo, bisogna andare alla Meghiddo letterale. Le difficoltà profetiche, rappresentate come difficili, vengono rimosse quando si applica il principio secondo cui l’inizio di una cosa illustra la fine di una cosa.
La metodologia rappresentata da Isaia, richiamata da Giovanni ed esposta da Miller, innalza ogni valle. Che si tratti della «valle della visione» in Isaia ventidue, della «valle delle ossa secche» in Ezechiele, o della «valle di Giosafat» nel libro di Gioele, la metodologia che si fonda sulla corretta comprensione del carattere di Cristo, rappresentato come Palmoni, il Meraviglioso Numeratore, nella storia millerita, oppure come Alfa e Omega, il meraviglioso linguista, nella nostra storia, è ciò che innalza le verità profetiche rappresentate nelle «valli» della Parola di Dio.
Le cose storte che devono essere raddrizzate e i luoghi scabrosi che devono essere appianati rappresentano l’opera di correggere gli usi e le tradizioni impiegati da un sacerdozio laodicense per sostenere i suoi piatti avvelenati di favole. L’opera di Elia è specificamente identificata come rappresentazione della corretta metodologia biblica in opposizione alle favole dei teologi e dei sacerdoti. Quell’opera è compiuta da «uomini comuni», non dai sacerdoti e teologi istruiti. Entro le caratteristiche profetiche di questi tre testimoni vi è anche il semplice fatto che l’Elia che deve venire sarà un uomo.
Quell’osservazione potrebbe sembrare di scarsa importanza, ma, mentre i teologi dell’Avventismo cercano di sostenere le loro favole, hanno preso un passo di Sister White nel quale ella parla al futuro di un uomo che sarebbe venuto nello spirito e nella potenza di Elia, e vi aggiungono la loro propria favola esplicativa, insistendo che Sister White parlasse di se stessa.
«La profezia deve adempiersi. Il Signore dice: “Ecco, io vi manderò Elia, il profeta, prima che venga il giorno del Signore, giorno grande e tremendo”. Qualcuno deve venire nello spirito e nella potenza di Elia, [Vedi appendice.] e quando apparirà, gli uomini potranno dire: “Sei troppo zelante, non interpreti le Scritture nel modo corretto. Lascia che ti dica io come devi insegnare il tuo messaggio”.»
«Vi sono molti che non sanno distinguere tra l’opera di Dio e quella dell’uomo. Io dirò la verità come Dio me la dà, e dico ora: se continuerete a trovare da ridire, ad avere uno spirito di contesa, non conoscerete mai la verità. Gesù disse ai Suoi discepoli: “Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono per ora alla vostra portata.” Essi non si trovavano in una condizione tale da poter apprezzare le cose sacre ed eterne; ma Gesù promise di mandare il Consolatore, che avrebbe insegnato loro ogni cosa e avrebbe rammentato loro tutto ciò che Egli aveva detto loro.»
«Fratelli, non dobbiamo riporre la nostra dipendenza nell’uomo. “Cessate di confidare nell’uomo, nelle cui narici non v’è che un soffio: poiché di quale conto è egli?” Dovete sospendere le vostre anime impotenti a Gesù. Non si addice a noi bere alla fonte della valle quando vi è una fonte sul monte. Lasciamo i corsi d’acqua inferiori; veniamo alle sorgenti più alte. Se vi è un punto di verità che non comprendete, sul quale non siete d’accordo, investigate, confrontate scrittura con scrittura, fate scendere il pozzo della verità in profondità nella miniera della Parola di Dio. Dovete porre voi stessi e le vostre opinioni sull’altare di Dio, mettere da parte le vostre idee preconcette, e lasciare che lo Spirito del cielo vi guidi in tutta la verità». Testimonies to Ministers, 475, 476.
«Qualcuno deve venire nello spirito e nella potenza di Elia»: queste parole sono state erroneamente applicate da alcuni a qualche individuo che si pensava sarebbe apparso con un messaggio profetico successivo alla vita e all’opera della signora White. I tre paragrafi che compongono questo articolo intitolato «Lasciate che il cielo guidi» costituiscono soltanto una piccola parte di un discorso tenuto da Ellen White a Battle Creek, nel Michigan, la mattina del 29 gennaio 1890. Poiché questo fu pubblicato nella Review and Herald del 18 febbraio 1890, recava il titolo «Come affrontare un punto dottrinale controverso». Altri estratti tratti da questo articolo e usati in larga misura per completare alcune pagine di questo volume si trovano alle pagine 23, 104, 111, 119, 158, 278 e 386. L’articolo è stato riprodotto integralmente in Selected Messages 1:406–416, con la parte comprendente l’estratto intitolato «Lasciate che il cielo guidi» alle pagine 412 e 413. Quando l’articolo viene letto nella sua interezza, diventa evidente che Ellen White, in questa dichiarazione fatta poco più di un anno dopo la Conferenza di Minneapolis a un gruppo di persone a Battle Creek, stava parlando del proprio ministero. Alcuni erano diventati critici nei confronti della sua opera. Si noti che, nel paragrafo che precede quello che appare in questo volume a pagina 475, Ellen White afferma:
«Dovremmo giungere a una condizione in cui ogni divergenza sia dissolta. Se ritengo di avere luce, compirò il mio dovere nel presentarla. Se supponessi di consultare altri riguardo al messaggio che il Signore vorrebbe che io dessi al popolo, la porta potrebbe essere chiusa, così che la luce non raggiunga coloro ai quali Dio l’aveva mandata. Quando Gesù entrò in Gerusalemme cavalcando, “tutta la moltitudine dei discepoli cominciò a rallegrarsi e a lodare Dio a gran voce per tutte le opere potenti che avevano vedute; dicendo: Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria nei luoghi altissimi. E alcuni dei farisei di fra la moltitudine gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli. Ed egli, rispondendo, disse loro: Io vi dico che, se costoro tacciono, le pietre grideranno subito” (Luca 19:37–40).»
«Gli Ebrei cercarono di impedire la proclamazione del messaggio che era stato predetto nella parola di Dio.»
«Poi ella fa nuovamente riferimento alla propria esperienza:
«La profezia deve essere adempiuta. Il Signore dice: “Ecco, io vi manderò Elia, il profeta, prima che venga il grande e terribile giorno del Signore” (Malachia 4:5). Qualcuno deve venire nello spirito e nella potenza di Elia, e quando apparirà, gli uomini potranno dire: “Sei troppo zelante, non interpreti le Scritture nel modo corretto”.»—Messaggi scelti, volume 1, 412.
«Che ella si riferisse alla propria esperienza è reso altresì chiaro dal paragrafo che segue, nel quale dichiara:»
«“Dirò la verità come Dio me la darà….”» Appendice a Testimonies to Ministers.
Il fatto che Ellen White dovette affrontare le favole dei teologi e dei dirigenti del suo tempo non costituisce alcuna prova che ella si identificasse come l’“uomo” che sarebbe venuto in futuro nello spirito e nella potenza di Elia. Dov’è una qualche prova dei molti oppositori di Ellen White all’interno dell’Avventismo che attaccassero il metodo di applicazione biblica da lei impiegato? Quando mai le fu detto: “tu non interpreti le Scritture nel modo corretto”? Ella identifica chiaramente che vi sarebbe stato, alla fine del mondo, un movimento di persone che sarebbe stato investito di potenza mediante lo spirito e la potenza di Elia, e non vi è alcun modo legittimo di suggerire che ella ritenesse che quel movimento del gran grido del terzo angelo stesse avvenendo nel tempo in cui profetizzava della futura manifestazione della potenza di Elia. I teologi avventisti laodicesi vorrebbero far credere al loro gregge che Sorella White stesse “facendo riferimento” alla “propria esperienza” come ad un adempimento del profeta Elia che sarebbe stato mandato prima del grande e terribile giorno del Signore.
Ecco, io vi manderò Elia, il profeta, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile. Malachia 4:5.
Una caratteristica profetica di Elia, in quanto simbolo, è che egli presenta una metodologia biblica che si oppone alle favole di un sacerdozio che dispensa favole di usi e tradizioni. La sua opera di preparare la via («questa è la via, camminate per essa») si compie mediante la metodologia biblica che si oppone agli insegnamenti di un sacerdozio corrotto. E secondo le tre testimonianze di Elia, Giovanni Battista e Miller, accompagnate dalla testimonianza di Sorella White circa la futura apparizione di Elia, egli sarà un uomo, non una donna. Quando la metodologia di Palmoni e Alpha and Omega è correttamente compresa, essa viene riconosciuta non semplicemente come un insieme di regole bibliche per interpretare le Scritture, ma come una trascrizione del carattere di Cristo, che è la Sua gloria.
E la gloria del Signore sarà rivelata, e ogni carne la vedrà al tempo stesso; poiché la bocca del Signore ha parlato. Isaia 40:5.
Il medesimo carattere di Cristo è rappresentato dal metodo da impiegarsi per comprendere la Sua Parola, poiché Egli è la Parola.
“La legge di Dio nel santuario in cielo è il grande originale, del quale i precetti inscritti sulle tavole di pietra e registrati da Mosè nel Pentateuco erano una trascrizione infallibile. Coloro che giunsero a comprendere questo importante punto furono così condotti a vedere il carattere sacro e immutabile della legge divina. Essi videro, come mai prima, la forza delle parole del Salvatore: «Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota o un apice passerà in alcun modo dalla legge». Matteo 5:18. La legge di Dio, essendo una rivelazione della Sua volontà, una trascrizione del Suo carattere, deve durare per sempre, «come una testimonianza fedele nel cielo». Neppure un comandamento è stato annullato; non un iota o un apice è stato cambiato. Dice il salmista: «Per sempre, o Signore, la Tua parola è stabile nei cieli». «Tutti i Suoi comandamenti sono fermi. Stanno saldi in eterno». Salmo 119:89; 111:7, 8.” Il gran conflitto, 434.
Come i dieci comandamenti sono una trascrizione immutabile del carattere di Cristo, così anche le regole dell’interpretazione profetica sono una trascrizione del Suo carattere.
«Dovremmo conoscere da noi stessi che cosa costituisce il cristianesimo, che cosa sia la verità, quale sia la fede che abbiamo ricevuto, quali siano le norme bibliche — le norme che ci sono state date dalla più alta autorità. Vi sono molti che credono senza una ragione su cui fondare la loro fede, senza prove sufficienti circa la verità della questione. Se viene presentata un’idea che si accorda con le loro opinioni preconcette, essi sono subito pronti ad accettarla. Non ragionano dalla causa all’effetto, la loro fede non ha alcun fondamento genuino, e nel tempo della prova scopriranno di aver edificato sulla sabbia.
«Colui che si riposa, soddisfatto, sulla propria presente e imperfetta conoscenza delle Scritture, ritenendola sufficiente per la sua salvezza, si riposa in un inganno fatale. Vi sono molti che non sono pienamente provvisti di argomenti scritturali, così da poter discernere l’errore e condannare ogni tradizione e superstizione fatta passare per verità. Satana ha introdotto le proprie idee nel culto di Dio, affinché potesse corrompere la semplicità del vangelo di Cristo. Un gran numero di coloro che professano di credere alla verità presente non sanno in che cosa consista la fede che è stata una volta per sempre trasmessa ai santi — Cristo in voi, speranza di gloria. Pensano di difendere gli antichi punti di riferimento, ma sono tiepidi e indifferenti. Non sanno che cosa significhi intessere nella propria esperienza e possedere la vera virtù dell’amore e della fede. Non sono studiosi diligenti della Bibbia, ma pigri e disattenti. Quando sorgono divergenze di opinione su passi della Scrittura, costoro, che non hanno studiato con uno scopo preciso e non sono risoluti riguardo a ciò che credono, si allontanano dalla verità. Dovremmo imprimere in tutti la necessità di investigare diligentemente la verità divina, affinché sappiano di sapere che cosa sia la verità. Alcuni pretendono di possedere molta conoscenza e si sentono soddisfatti della loro condizione, mentre non hanno più zelo per l’opera, né più ardente amore per Dio e per le anime per le quali Cristo è morto, di quanto ne avrebbero se non avessero mai conosciuto Dio. Essi non leggono la Bibbia [per] appropriarsi del midollo e del grasso per le proprie anime. Non sentono che essa sia la voce di Dio che parla loro. Ma, se vogliamo comprendere la via della salvezza, se vogliamo vedere i raggi del Sole di giustizia, dobbiamo studiare le Scritture con uno scopo preciso, poiché le promesse e le profezie della Bibbia diffondono chiari raggi di gloria sul divino piano della redenzione, grandi verità che non sono chiaramente comprese». The 1888 Materials, 403.
Essere veramente cristiani significa essere simili a Cristo. Il brano afferma che «dovremmo conoscere da noi stessi ciò che costituisce il cristianesimo». Dice che «dovremmo sapere» «che cosa è verità». «Dovremmo sapere» «qual è la fede che abbiamo ricevuto». Dovremmo sapere «quali sono le regole bibliche — le regole che ci sono state date dalla più alta autorità». Essere simili a Cristo richiede di conoscere quali siano le regole bibliche che ci sono state date dalla più alta autorità. Senza quelle regole non possiamo essere simili a Cristo, poiché le regole date dalla più alta autorità sono una trascrizione del Suo carattere.
Un’altra caratteristica di Elia è l’opera di preparare la via per il messaggero del patto. Elia rappresenta l’opera che si compie durante una storia nella quale un precedente popolo eletto viene messo da parte e, simultaneamente, un nuovo popolo eletto viene scelto. Questa storia rappresenta un processo di purificazione che produce un popolo raffigurato come un’offerta pura, in contrasto con il precedente popolo eletto impuro.
Ecco, io mando il mio messaggero, ed egli preparerà la via davanti a me; e il Signore, che voi cercate, entrerà improvvisamente nel suo tempio, il messaggero del patto, che voi desiderate; ecco, egli viene, dice il Signore degli eserciti. Ma chi potrà reggere il giorno della sua venuta? e chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Poiché egli è come il fuoco del fonditore, e come il sapone dei lavandai. Egli si metterà a sedere come un affinatore e purificatore d’argento; purificherà i figli di Levi e li depurerà come l’oro e l’argento, affinché offrano al Signore un’offerta secondo giustizia. Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore, come nei giorni antichi, come negli anni di un tempo. Malachia 3:1–4.
Giovanni il Battista preparò la via affinché Cristo venisse improvvisamente e purificasse il Suo tempio. La purificazione del tempio all’inizio e alla fine del ministero di Cristo fu un adempimento del capitolo tre di Malachia. Giovanni fu il messaggero che preparò la via per il messaggero del patto, affinché purificasse i figli di Levi.
«Nella purificazione del tempio, Gesù annunciava la Sua missione quale Messia e dava inizio alla Sua opera. Quel tempio, eretto quale dimora della Presenza divina, era destinato a essere una lezione oggettiva per Israele e per il mondo. Dai secoli eterni era proposito di Dio che ogni essere creato, dal luminoso e santo serafino fino all’uomo, fosse un tempio per la dimora interiore del Creatore. A causa del peccato, l’umanità cessò di essere un tempio per Dio. Offuscato e contaminato dal male, il cuore dell’uomo non rivelava più la gloria del Divino. Ma mediante l’incarnazione del Figlio di Dio, il proposito del Cielo è adempiuto. Dio dimora nell’umanità e, mediante la grazia salvifica, il cuore dell’uomo torna a essere il Suo tempio. Dio aveva stabilito che il tempio di Gerusalemme fosse una testimonianza continua dell’eccelsa destinazione aperta a ogni anima. Ma i Giudei non avevano compreso il significato dell’edificio che contemplavano con tanto orgoglio. Essi non si offrivano come santi templi per lo Spirito divino. I cortili del tempio di Gerusalemme, pieni del tumulto di un traffico empio, rappresentavano fin troppo fedelmente il tempio del cuore, contaminato dalla presenza delle passioni sensuali e dei pensieri empi. Purificando il tempio dai compratori e dai venditori del mondo, Gesù annunciò la Sua missione di purificare il cuore dalla contaminazione del peccato,—dai desideri terreni, dalle cupidigie egoistiche, dalle cattive abitudini, che corrompono l’anima. “Il Signore, che voi cercate, entrerà improvvisamente nel suo tempio, e l’Angelo del patto, che voi desiderate; ecco, egli viene, dice il Signore degli eserciti. Ma chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? E chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Poiché egli è come il fuoco del fonditore e come la potassa dei lavandai. Egli si metterà seduto, come chi raffina e purifica l’argento; purificherà i figli di Levi e li affinerà come l’oro e l’argento”. Malachia 3:1–3». The Desire of Ages, 161.
Giovanni Battista fu il messaggero che preparò la via affinché Cristo venisse improvvisamente a purificare il Suo tempio, e William Miller compì la medesima opera di preparazione affinché Cristo venisse improvvisamente al Luogo Santissimo il 22 ottobre 1844.
«La venuta di Cristo come nostro sommo sacerdote nel luogo santissimo, per la purificazione del santuario, presentata in Daniele 8:14; la venuta del Figlio dell’uomo all’Antico dei giorni, come è presentata in Daniele 7:13; e la venuta del Signore al suo tempio, predetta da Malachia, sono descrizioni del medesimo evento; e questo è rappresentato anche dalla venuta dello sposo alle nozze, descritta da Cristo nella parabola delle dieci vergini, di Matteo 25». The Great Controversy, 426.
Giovanni e Miller simboleggiarono la purificazione rappresentata da Malachia che si sta ora compiendo nella nostra storia attuale.
«Il profeta dice: “Vidi un altro angelo scendere dal cielo, che aveva grande potere; e la terra fu illuminata dalla sua gloria. Ed egli gridò con voce possente, dicendo: Babilonia la grande è caduta, è caduta, ed è divenuta dimora di demòni” (Apocalisse 18:1, 2). Questo è il medesimo messaggio che fu dato dal secondo angelo. Babilonia è caduta, “perché ha fatto bere a tutte le nazioni del vino dell’ira della sua fornicazione” (Apocalisse 14:8). Che cos’è quel vino?—Le sue false dottrine. Essa ha dato al mondo un falso sabato al posto del Sabato del quarto comandamento, e ha ripetuto la menzogna che Satana disse per la prima volta a Eva in Eden: l’immortalità naturale dell’anima. Molti errori affini essa ha diffuso in lungo e in largo, “insegnando come dottrine comandamenti di uomini” (Matteo 15:9).»
«Quando Gesù iniziò il Suo ministero pubblico, purificò il Tempio dalla sua sacrilega profanazione. Tra gli ultimi atti del Suo ministero vi fu la seconda purificazione del Tempio. Così, nell’opera finale per l’ammonimento del mondo, vengono rivolti alle chiese due distinti appelli. Il messaggio del secondo angelo è: “Babylon is fallen, is fallen, that great city, because she made all nations drink of the wine of the wrath of her fornication” (Revelation 14:8). E nel gran grido del messaggio del terzo angelo si ode una voce dal cielo che dice: “Come out of her, my people, that ye be not partakers of her sins, and that ye receive not of her plagues. For her sins have reached unto heaven, and God hath remembered her iniquities” (Revelation 18:4, 5).» Selected Messages, libro 2, 118.
Le due purificazioni del tempio nel ministero di Cristo, e le due purificazioni del tempio nella storia millerita, furono adempimenti di Malachia capitolo tre e prefigurano le due purificazioni del tempio che ebbero inizio l’11 settembre 2001, quando i grandi edifici di New York City furono abbattuti da un tocco di Dio, e il potente angelo di Apocalisse diciotto discese per illuminare la terra con la sua gloria. Tra le altre cose, ciò smentisce il piatto di favole offerto dai teologi laodicesi dell’Avventismo, i quali sostengono che Ellen White fosse il profeta Elia che sarebbe venuto prima del grande e terribile giorno del Signore. La purificazione del tempio che ha luogo quando l’angelo di Apocalisse diciotto discende ebbe inizio ottantasei anni dopo che Ellen White fu deposta nel suo riposo.
Giovanni Battista e i suoi discepoli, Miller e i Milleriti e Future for America rappresentano i messaggeri che preparano la via affinché il messaggero del patto venga improvvisamente al Suo tempio e lo purifichi dalla sua profanazione sacrilega.
Elia, come simbolo, rappresenta un uomo. Egli rappresenta un uomo chiamato dalla comune condizione della vita e non un teologo sacerdotale. Il suo ministero presenta la corretta metodologia biblica, vale a dire le regole date dalla più alta autorità. Il suo ministero è in contrapposizione con la metodologia dell’attuale sacerdozio laodiceo, fatta di favole, usanze e tradizioni. Egli prepara la via a un processo di purificazione che suscita un nuovo popolo eletto dai resti di un popolo eletto che viene scavalcato. Il processo di purificazione è posto nel contesto del suo accadere improvvisamente.
Elia rappresenta altresì un ministero e un’opera che Dio stabilisce specificamente e identifica come il ministero esclusivo di Dio.
Lo dimostreremo nella storia dei Milleriti nel prossimo articolo.
E avvenne che, al momento dell’offerta del sacrificio della sera, il profeta Elia si avvicinò e disse: «O Signore, Dio di Abrahamo, d’Isacco e d’Israele, si sappia oggi che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tua parola». 1 Re 18:36.