I libri di Daniele e dell’Apocalisse si completano a vicenda, vale a dire che insieme giungono a perfezione.

«Nell’Apocalisse tutti i libri della Bibbia si incontrano e giungono alla loro conclusione. Qui si trova il completamento del libro di Daniele». Atti degli Apostoli, 585.

I regni della profezia biblica devono costituire il centro dell’attenzione dello studioso della profezia, poiché è lì che viene principalmente esposta la storia esteriore degli ultimi giorni.

«È di gran lunga meglio apprendere, alla luce della parola di Dio, le cause che governano l’ascesa e la caduta dei regni. Il giovane studi questi resoconti e veda come la vera prosperità delle nazioni sia stata legata all’accettazione dei princìpi divini. Studi la storia dei grandi movimenti di riforma, e veda quante volte questi princìpi, benché disprezzati e odiati, e i loro sostenitori condotti alla prigione e al patibolo, abbiano nondimeno trionfato proprio attraverso questi stessi sacrifici». Education, 238.

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Nella storia millerita, la questione dibattuta tra i Milleriti e i Protestanti che trovò posto sulla carta pionieristica del 1843 riguardava quale potere storico fosse rappresentato come i «rapinatori del tuo popolo» nel versetto quattordici di Daniele undici. I rapinatori erano l’ascesa della Roma pagana, come sostenevano i Milleriti, oppure la caduta dei Seleucidi, come affermavano i Protestanti?

«A ogni nazione che è comparsa sulla scena dell’azione è stato permesso di occupare il proprio posto sulla terra, affinché si vedesse se avrebbe adempiuto il proposito del “Vigilante e del Santo”. La profezia ha tracciato l’ascesa e la caduta dei grandi imperi del mondo — Babilonia, Media-Persia, Grecia e Roma. Con ciascuno di questi, come pure con nazioni di minore potenza, la storia si è ripetuta. Ognuno ebbe il proprio periodo di prova, ognuno fallì, la sua gloria svanì, il suo potere venne meno, e il suo posto fu occupato da un altro....»

“Dall’ascesa e dalla caduta delle nazioni, così come sono rese manifeste nelle pagine della Sacra Scrittura, essi devono imparare quanto sia priva di valore la mera gloria esteriore e mondana. Babilonia, con tutta la sua potenza e la sua magnificenza, quali il nostro mondo non ha più veduto da allora,—potenza e magnificenza che agli uomini di quel tempo sembravano così stabili e durevoli,—quanto completamente è svanita! Come «il fiore dell’erba» è perita. Così perisce tutto ciò che non ha Dio per fondamento. Solo ciò che è legato al Suo proposito e che esprime il Suo carattere può durare. I Suoi princìpi sono le uniche cose salde che il nostro mondo conosca.” Education, 177, 184.

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Nessuno vi inganni in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato rivelato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione; il quale si oppone e si innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio o è oggetto di culto, fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mostrando sé stesso e proclamando di essere Dio. 2 Tessalonicesi 2:3, 4.

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L’islam de la prophétie biblique met en lumière la lignée de Rome orientale aussi bien que de Rome occidentale, et la lumière que l’islam produit aujourd’hui est en accord avec la lumière fondamentale que représentait l’islam pour les pionniers millérites, tout en allant bien au-delà. Le temps d’épreuve qui a commencé en 2024 avec la question de savoir qui sont « les violents de ton peuple qui s’élèveront pour accomplir la vision » fut l’alpha de la période d’épreuve; et maintenant, à la fin de la période d’épreuve, la lumière tirée du sujet de l’islam dans Apocalypse, chapitre neuf, ajoute des témoins de Rome occidentale et orientale qui n’avaient jamais été examinés avant ces derniers jours présents.

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Ed egli aprì il pozzo dell’abisso; e dal pozzo salì un fumo, come il fumo di una grande fornace; e il sole e l’aria furono oscurati a motivo del fumo del pozzo. E dal fumo uscirono sulla terra delle locuste; e fu dato loro un potere, come hanno potere gli scorpioni della terra. E fu loro comandato di non danneggiare l’erba della terra, né alcuna cosa verde, né alcun albero; ma soltanto quegli uomini che non hanno il sigillo di Dio sulla fronte. Apocalisse 9:2–4.

Il perfetto adempimento di ogni profezia è negli ultimi giorni, perciò questo passo identifica il suggellamento dei centoquarantaquattromila. La profezia dell’Islam in Apocalisse nove fornisce la chiave storica per presentare, nella storia culminata l’11 agosto 1840, quando l’Islam fu trattenuto, l’illustrazione più completa della potenza che stabilisce la visione. Da quel punto la testimonianza di Apocalisse nove si estese fino al capitolo dieci e alla storia del primo e del secondo angelo. Poi, nel capitolo undici, il terzo guaio giunge improvvisamente alla legge domenicale, che è il momento in cui comincia il gran grido del terzo angelo. Il capitolo nove è la chiave dell’Islam nell’organizzare l’ascesa e la caduta dei regni esposte in Daniele e nell’Apocalisse. I capitoli dieci e undici identificano l’esperienza dei centoquarantaquattromila vergini sagge. Il capitolo nove identifica il simbolo che stabilisce la visione esterna e i capitoli dieci e undici identificano la visione interna associata al seguire l’Agnello nel Luogo Santissimo.

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Giuda, tu sei colui che i tuoi fratelli loderanno; la tua mano sarà sul collo dei tuoi nemici; i figli di tuo padre si prostreranno davanti a te. Giuda è un giovane leone: dalla preda, figlio mio, sei risalito; egli si china, si accovaccia come un leone, come una leonessa; chi lo farà alzare? Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il legislatore di fra i suoi piedi, finché venga Sciloh; e a lui sarà l’ubbidienza dei popoli. Egli lega il suo asinello alla vite, e il puledro della sua asina alla vite scelta; lava la sua veste nel vino, e il suo manto nel sangue dell’uva. I suoi occhi saranno rossi di vino, e i suoi denti bianchi di latte. Genesi 49:8–12.

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Ed egli sarà un uomo selvaggio; la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui; ed egli dimorerà in presenza di tutti i suoi fratelli.

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Continueremo queste cose nel prossimo articolo.

Dopo queste cose vi fu una festa dei Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme. Or a Gerusalemme, presso la porta delle pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Bethesda, con cinque portici. In questi giaceva una grande moltitudine d’infermi, ciechi, zoppi, paralitici, che aspettavano il movimento dell’acqua. Poiché un angelo, in un dato tempo, scendeva nella piscina e agitava l’acqua; e chiunque vi entrava per primo dopo che l’acqua era stata agitata veniva guarito da qualunque infermità fosse affetto. Or là vi era un uomo che da trentotto anni era infermo. Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo era in quello stato, gli disse: «Vuoi essere guarito?» L’infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è agitata, mi metta nella piscina; e, mentre vi vengo, un altro vi scende prima di me». Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». E in quell’istante quell’uomo fu guarito, prese il suo lettuccio e si mise a camminare; or quel giorno era sabato. Giovanni 5:1–9.

Ora levatevi, dissi, e passate il torrente Zered. E passammo il torrente Zered. E il tempo durante il quale camminammo da Kades-Barnea fino a quando fummo passati oltre il torrente Zered fu di trentotto anni; finché tutta la generazione degli uomini di guerra fu venuta meno di mezzo all’accampamento, come il Signore aveva loro giurato. Deuteronomio 2:13, 14.