Ci troviamo ora nel periodo di prova dell’immagine della bestia, e la prima controversia profetica nella storia dell’Avventismo si sta ora ripetendo. Nel luglio del 2023, Michele l’arcangelo discese per risvegliare le aride ossa morte di Ezechiele, che giacevano uccise nella strada della grande città di Sodoma e d’Egitto. Là, nel capitolo undicesimo dell’Apocalisse, esse vengono tratte fuori dal loro sonno di morte mediante l’impartizione dello Spirito. Nel capitolo trentasettesimo di Ezechiele, il messaggio dei quattro venti è identificato come il messaggio che trasforma le aride ossa morte, identificate come tutta la casa d’Israele, nell’esercito del Signore. Il profeta Daniele rappresenta i due testimoni uccisi di Giovanni, e rappresenta anche coloro che si trovano nella valle delle aride ossa morte, così come le vergini avvedute nella parabola.
Quando i Milleriti adempirono la parabola, riconobbero che la loro esperienza era rappresentata nella parabola. Anche i centoquarantaquattromila dovranno riconoscere di essere stati nel tempo dell’indugio. Come Daniele al capitolo nove, dovranno riconoscere di essere stati dispersi nel paese dei nemici, come rappresentato dai sette tempi di Levitico ventisei, e comprendere anche l’immagine segreta delle bestie di Nabucodonosor.
In ciascuna di queste linee è rappresentata una prova profetica tratta dalla parola di Dio. I due testimoni morti nella strada sono ripieni dello Spirito quando risuscitano. Le ossa morte di Ezechiele ebbero bisogno di udire un messaggio profetico. Daniele stava studiando gli scritti di Mosè e di Geremia quando fu risvegliato alla sua condizione di dispersione. Nel capitolo due, Daniele e i tre valorosi furono metaforicamente risvegliati al fatto di essere stati posti sotto un decreto di morte; poi la luce profetica che era stata nascosta e in seguito dissigillata salvò Daniele e i suoi tre amici. Le vergini della parabola vengono risvegliate da un «grido» a mezzanotte. I Milleriti furono risvegliati quando Cristo ritirò la Sua mano dalle figure sul grafico. In tutti e sei i testimoni è un messaggio profetico che risveglia i morti o coloro che dormono. Esso produce quindi una prova nella quale, alla conclusione del processo di verifica, si manifestano due classi.
Sulla base di queste righe, si stabilisce che, quando i centoquarantaquattromila sono risvegliati negli ultimi giorni, si tratta del messaggio di Ezechiele dei quattro venti, e della dispersione di sette volte di Mosè in Levitico ventisei. È il messaggio della risurrezione portato da Michele l’arcangelo. È il messaggio del sogno segreto di Nebucadnezzar circa l’immagine delle bestie.
Le vergini sono messe alla prova in base al fatto che abbiano olio, il quale è identificato come «i messaggi dello Spirito di Dio». I Milleriti furono risvegliati quando compresero di essere identificati nella parola profetica di Dio, e anche quando videro che la stessa evidenza che dapprima li aveva condotti a predire il 1843 in realtà prediceva il 22 ottobre 1844. Sulla base di queste linee, si stabilisce che, quando i centoquarantaquattromila saranno risvegliati negli ultimi giorni, saranno risvegliati a un messaggio profetico di prova che produce due classi di adoratori.
Tutte queste linee trovano il loro perfetto e finale adempimento nel periodo di prova profetica rappresentato dalla formazione dell’immagine alla bestia e della bestia. Tale prova si conclude quando il tempo di grazia si chiude sulle vergini alla legge domenicale. Pertanto, il processo di prova dell’immagine della bestia, che viene ripetutamente rappresentato come una prova che manifesta chi ha compreso il messaggio che era stato dissigillato, è rappresentato da tutte queste linee profetiche. In Daniele dodici, i savi che comprendono l’aumento della conoscenza attraversano un processo di prova in tre fasi, rappresentato dall’essere purificati, imbiancati e messi alla prova. Questi tre passaggi sono le fasi della convinzione portata dallo Spirito Santo, che rappresentano una convinzione di peccato, di giustizia e di giudizio. Questi tre passaggi sono il cortile, il luogo santo e il luogo santissimo. Questi tre passaggi sono altresì rappresentati nei tre angeli di Apocalisse quattordici, come pure nell’esperienza di Daniele e dei tre giovani valorosi nel capitolo uno. Lì essi superarono dapprima una prova alimentare, poi una prova visiva e infine superarono la terza prova data dal re del nord, rappresentato da Nabucodonosor.
Quanto a questi quattro giovani, Dio diede loro conoscenza e abilità in ogni genere di studio e di sapienza; e Daniele aveva intendimento in ogni visione e sogno. Ora, alla fine dei giorni che il re aveva stabilito per farli comparire, il capo degli eunuchi li condusse davanti a Nebucadnetsar. E il re parlò con loro; e fra tutti loro non se ne trovò alcuno pari a Daniele, Hanania, Misaele e Azaria; perciò essi stettero davanti al re. E in ogni questione di sapienza e di intendimento, su cui il re li interrogava, li trovò dieci volte superiori a tutti i maghi e gli astrologi che erano in tutto il suo regno. Daniele 1:17–20.
L’ultima delle tre prove per Daniele e per i tre fedeli fu una prova attuata da Nebucadnezzar, tipificando così che l’ultima prova profetica da essi prefigurata riguarda Babilonia; poiché Nebucadnezzar era il re, il quale, in Isaia capitolo sette, versetti otto e nove, stabilisce un re, una capitale di una nazione e una “testa” quali simboli intercambiabili. La “testa” rappresenta il capo della Babilonia moderna negli ultimi giorni. Quella “testa” negli ultimi giorni è la meretrice di Apocalisse diciassette, che ha scritto sulla sua fronte: “MISTERO, BABILONIA LA GRANDE, LA MADRE DELLE MERETRICI E DELLE ABOMINAZIONI DELLA TERRA.”
L’ultima prova profetica dei centoquarantaquattromila è associata a una corretta o scorretta comprensione della «testa» della Babilonia moderna negli ultimi giorni. La loro ultima prova comprende anche la comprensione che la Babilonia moderna e la Roma moderna sono simboli intercambiabili e, pertanto, che la «testa» della Babilonia moderna è la medesima «testa» in entrambe le linee, poiché sono simboli intercambiabili.
«Il mondo è pieno di tempesta, di guerra e di discordia. Eppure, sotto un solo capo — il potere papale — i popoli si uniranno per opporsi a Dio nella persona dei Suoi testimoni». Testimonies, volume 7, 182.
Daniele e i tre prodi illustrano che la prova profetica finale, poiché è sempre una prova riguardante la profezia, è una prova sul soggetto di Roma, poiché il capo negli ultimi giorni è il potere papale, il quale è simboleggiato da Nabucodonosor, il primo capo di Babilonia, che personalmente mise alla prova Daniele e i tre prodi. La controversia simboleggiata da Daniele e dai tre prodi è altresì prefigurata dalla prima controversia nella storia fondamentale dell’Avventismo, così come rappresentata nella carta del 1843, che fu diretta dalla mano del Signore e non doveva essere alterata. La controversia rappresentata nella carta del 1843 si basava sull’identificazione di Antioco Epifane o della Roma pagana come potenza che stabilì la visione nel versetto quattordici del capitolo undicesimo di Daniele.
Nella storia degli ultimi giorni, i centoquarantaquattromila saranno messi alla prova riguardo alla loro comprensione profetica. La comprensione profetica è stabilita dalle diverse linee di profezia che sostengono il fatto che la prova finale sia di natura profetica. La prova sarà progressiva e giungerà alla sua conclusione con la manifestazione di due classi di adoratori.
Come è rappresentato nel capitolo dodici di Daniele, la prova inizia quando una nuova luce profetica viene dissigillata, e la prima prova consiste allora nello stabilire se mangiare il messaggio oppure respingere il messaggio. Questa prova è rappresentata da Daniele come «purificati», e la prova successiva Daniele la chiamò «resi bianchi», e il processo terminò alla terza e ultima prova, rappresentata come «provati». La terza e ultima prova è il momento in cui le due classi sono «provate», ed è lì che manifestano se hanno olio, oppure no.
Il capitolo uno di Daniele identifica direttamente l’ultima prova, e pertanto Daniele sta identificando la prova che è rappresentata come «la formazione dell’immagine della bestia», la quale è «la prova che il popolo di Dio deve superare», sia prima che «essi siano suggellati» sia anche prima che «la grazia probationaria si chiuda» con l’imminente legge domenicale.
La prova di come si formi l’immagine della bestia implica la prova profetica di comprendere la struttura profetica della triplice unione. Il drago, la bestia e il falso profeta possiedono una specifica struttura profetica che è stabilita sulla base di una moltitudine di testimoni profetici. Comprendere come la triplice unione giunga a costituirsi come un unico potere profetico negli ultimi giorni significa comprendere come si formi l’immagine della bestia.
Un’illustrazione semplice, ma complessa, dell’importanza di comprendere come l’immagine della bestia si formi negli ultimi giorni è la testimonianza di Paolo riguardo all’uomo del peccato nel capitolo due della Seconda ai Tessalonicesi. Paolo affronta la relazione profetica tra la Roma pagana e la Roma papale e, nel farlo, identifica che «la relazione profetica tra la Roma pagana e la Roma papale» è un tema che manifesta due classi di adoratori.
Un gruppo ama la verità del «rapporto profetico tra la Roma pagana e la Roma papale», e un altro gruppo non ama tale verità e perciò riceve una potente seduzione. Il rapporto profetico tra la Roma pagana e la Roma papale che Paolo espose non è che uno dei molti passi profetici che rappresentano la relazione di quei due poteri, e anche la relazione di quei due poteri con gli Stati Uniti.
La Roma pagana è il dragone, la Roma papale è la bestia e gli Stati Uniti sono il falso profeta. Acab è il re-drago di dieci re, sposato con Jezebel, la meretrice, la quale domina sopra un duplice insieme di falsi profeti. I profeti maschi erano i profeti di Baal, e i sacerdoti del bosco rappresentavano la dea femminile Ashtaroth. Insieme essi prefigurano il falso profeta degli ultimi giorni, il quale forma un’immagine della bestia, come rappresentata dalle sacerdotesse e dai profeti maschi.
Il dragone è Acab, il quale è un simbolo dei dieci re di Apocalisse diciassette, ed è il settimo regno di otto regni. Il sesto regno sono gli Stati Uniti, i falsi profeti di Izebel; il settimo regno sono i dieci re, le Nazioni Unite, il potere del dragone, e l’ottavo regno, che è dei sette, è il quinto regno che ricevette una ferita mortale, il quale risuscita come l’ottavo e ultimo regno, che è la bestia, alla quale e di cui gli Stati Uniti e, in seguito, il mondo intero fanno un’immagine.
Daniele capitolo uno individua una prova profetica finale che implica la comprensione di Roma così come è rappresentata nella Parola di Dio. Seconda Tessalonicesi individua che la prova profetica finale include luce riguardo alla struttura della Roma moderna, così come è rappresentata dalla relazione profetica e politica tra la Roma pagana e la Roma papale.
Il capitolo due di Daniele illustra che vi è un segreto che viene dissigillato negli ultimi giorni e che mette alla prova i centoquarantaquattromila, poiché Daniele e i tre giovani valorosi nel capitolo due rappresentano il popolo di Dio degli ultimi giorni. Il segreto profetico che viene dissigillato, e che quindi li mette alla prova, è il sogno segreto di Nebucadnetsar riguardante l’immagine delle bestie, rappresentando così l’ultima prova per i centoquarantaquattromila, che è, come Sorella White ha scritto, «la formazione dell’immagine della bestia».
La prova rappresentata dal capitolo due di Daniele è posta sotto la minaccia della morte. Come illustrazione degli ultimi giorni, essa conferma ciò che Paolo insegnò quando identificò il forte inganno che sopraggiunge su coloro che non amano la verità. Nella storia di Daniele, la sua comprensione salvò i savi di Babilonia, ma dopo la prova finale degli ultimi giorni non vi è più alcun tempo di grazia.
Ogni elemento della controversia riguardante Roma quale simbolo che abbiamo identificato rende testimonianza diretta alla controversia che è ora in corso. Mentre il movimento per la legislazione domenicale si fa ora strada nelle tenebre, la parola profetica di Dio ne sta identificando l’avvicinarsi, benché pochissime anime siano figli del giorno, e coloro che non sono figli del giorno, pertanto, non si rendano conto che la sabbia del tempo di prova sta rapidamente esaurendosi. Ciò sta avvenendo nel contesto identificato da Sister White, nel quale i movimenti finali saranno rapidi. Nel luglio 2023 Michele discese per mettere in piedi il Suo potente esercito, ma per far parte dell’esercito vi è un’opera profetica che deve prima essere compiuta, ed essa si compie nell’ambiente politico in cui si sta formando l’immagine della bestia.
L’opera profetica che deve essere compiuta include il riconoscimento della formazione dell’immagine della bestia. Lo studioso della profezia deve riconoscere, dagli eventi che si svolgono nella storia attuale, che i fattori religiosi e politici che producono l’immagine della bestia negli Stati Uniti sono già in atto. Lo studioso deve anche riconoscere in che modo l’immagine della bestia si formi profeticamente, come è esposto nella parola di Dio. Deve inoltre riconoscere che, mentre l’immagine della bestia si sta formando negli Stati Uniti, l’immagine di Dio si sta formando nei centoquarantaquattromila. Egli deve comprendere il parallelismo della storia degli ultimi giorni con i Milleriti durante lo sviluppo del messaggio del Grido di Mezzanotte nella loro esperienza, quando furono destati alla consapevolezza di trovarsi nel tempo dell’attesa della parabola, e che pertanto essi stessi sono le vergini. Tutti e tre gli elementi fanno parte della prova profetica che ha cominciato a dispiegarsi nel luglio del 2023.
«Precetto dopo precetto», ogni controversia riguardante Roma sorta nella storia avventista era storia sacra che si ripete negli ultimi giorni. La controversia finale riguardo a Roma è diretta conseguenza del rifiuto, da parte del popolo di Dio, di destarsi al messaggio giunto nel luglio del 2023.
«Dio desterà il Suo popolo; se altri mezzi verranno meno, sorgeranno in mezzo a loro delle eresie, che li vaglieranno, separando la pula dal grano. Il Signore chiama tutti coloro che credono alla Sua parola a svegliarsi dal sonno. Una luce preziosa è venuta, adatta a questo tempo. Essa è verità biblica, che mostra i pericoli che ci stanno proprio dinanzi. Questa luce dovrebbe indurci a uno studio diligente delle Scritture e a un esame quanto mai accurato delle posizioni che sosteniamo. Dio vuole che tutti gli aspetti e i punti della verità siano investigati a fondo e con perseveranza, con preghiera e digiuno. I credenti non devono riposare su supposizioni e idee vagamente definite di ciò che costituisce la verità. La loro fede deve essere saldamente fondata sulla parola di Dio, affinché, quando verrà il tempo della prova e saranno condotti davanti ai concili per rispondere della loro fede, possano essere in grado di rendere ragione della speranza che è in loro, con mansuetudine e timore.»
«Agitate, agitate, agitate. I temi che presentiamo al mondo devono essere per noi una realtà vivente. È importante che, nel difendere le dottrine che consideriamo articoli fondamentali della fede, non ci permettiamo mai di impiegare argomenti che non siano del tutto solidi. Questi possono servire a ridurre al silenzio un oppositore, ma non rendono onore alla verità. Dovremmo presentare argomenti validi, che non solo mettano a tacere i nostri avversari, ma resistano al più rigoroso e penetrante esame. In coloro che si sono educati come polemisti vi è un grande pericolo che non trattino la parola di Dio con equità. Nel confrontarsi con un oppositore, il nostro sincero sforzo dovrebbe essere quello di presentare i temi in modo tale da suscitare convinzione nella sua mente, anziché cercare semplicemente di infondere fiducia nel credente.
«Qualunque possa essere il progresso intellettuale dell’uomo, non pensi egli neppure per un momento che non vi sia bisogno di un esame accurato e continuo delle Scritture per ricevere maggiore luce. Come popolo siamo chiamati individualmente a essere studenti della profezia. Dobbiamo vegliare con fervore, affinché possiamo discernere qualsiasi raggio di luce che Dio ci presenterà. Dobbiamo cogliere i primi bagliori della verità; e mediante uno studio accompagnato dalla preghiera si può ottenere una luce più chiara, che può essere presentata agli altri». Testimonianze, volume 5, 708.
I protestanti del tempo di Miller rifiutarono di lasciarsi guidare dalle regole della grammatica, e scelsero di ignorare la parola «anche» nel versetto quattordici, la quale definisce grammaticalmente che «i predoni del tuo popolo» rappresentavano una nuova potenza introdotta nel corso degli eventi rappresentati nei versetti in cui si trova il versetto quattordici. Uriah Smith fece esattamente la stessa cosa quando ignorò l’evidenza grammaticale che dimostra che il re del nord nel versetto trentasei, e più tardi nel versetto quaranta, doveva essere lo stesso re del nord che era stato il soggetto sin dal versetto trentuno.
Oggi coloro che insegnano che gli Stati Uniti sono i «briganti» si servono di un passo di Sister White che identifica il potere papale e gli Stati Uniti come le due principali potenze persecutrici degli ultimi giorni, e forzano la grammatica per sostenere che il riferimento al «vecchio mondo», che Sister White usa per definire l’Europa, rappresenti in realtà la storia passata. La grammatica del passo dimostra che questa è un’ipotesi errata, e il modo in cui Sister White usa «vecchio mondo» nel passo è conforme a come lo usa in altri luoghi dei suoi scritti. Così facendo, ella è anche in accordo con gli storici che impiegano l’espressione «vecchio mondo» in relazione al «nuovo mondo» per distinguere tra l’Europa e le Americhe.
«Il romanismo nel Vecchio Mondo e il protestantesimo apostata nel Nuovo seguiranno una linea di condotta analoga nei confronti di coloro che onorano tutti i precetti divini». The Great Controversy, 615.
Grammaticalmente, l’espressione «perseguiranno» indica che entrambe le potenze rappresentate dal «vecchio mondo» e dal «nuovo» «perseguitano» il popolo di Dio negli ultimi giorni, ed è grammaticalmente scorretto sostenere che questa frase si riferisca al «vecchio mondo» come storia passata, e al «nuovo» come agli ultimi giorni. «Precetto su precetto», tutte le antiche controversie di Roma istruiscono lo studioso di profezia degli ultimi giorni sul fatto che, quando esse saranno risvegliate, la prova dell’immagine della bestia includerà un contesto nel quale si manifesterà la corretta identificazione dei ladri del tuo popolo. La corretta comprensione dei «ladri» è esposta nella carta pionieristica del 1843 ed è pertanto una verità fondamentale, confermata dall’autorità dello Spirito di Profezia. Ciò identifica che, quando gli studiosi di profezia si risveglieranno alla loro prova finale, il tema dei «ladri» rappresenterà anche l’attacco finale contro le verità fondamentali e lo Spirito di Profezia.
Continueremo queste riflessioni nel prossimo articolo.