Coloro che sono chiamati a essere annoverati fra i centoquarantaquattromila si trovano ora nel loro processo finale di vagliatura, e tale processo è una prova fondata sulla formazione dell’immagine della bestia. Il processo di prova comincia con la casa di Dio, poiché il giudizio comincia sempre con la casa di Dio, e in seguito anche l’altro gregge di Dio viene posto di fronte al medesimo processo di prova. Forse la caratteristica profetica più significativa e importante nella formazione dell’immagine della bestia è che essa si verifica due volte: prima negli Stati Uniti, poi nel resto del mondo. Profeticamente, ciò significa che l’immagine della bestia nel mondo è la manifestazione finale dell’immagine della bestia, e pertanto qualunque tipificazione dell’immagine della bestia che abbia preceduto l’immagine della bestia nel mondo non era che l’ombra che prefigurava la sostanza.

Il giudizio ebbe inizio nella casa di Dio l’11 settembre 2001. Quella data era stata prefigurata dall’11 agosto 1840, quando l’angelo di Apocalisse dieci discese con un piccolo libro aperto nella sua mano. Quando l’angelo del capitolo dieci discese, egli annunciò che il giudizio del protestantesimo era allora in corso. Chiunque Dio giudichi, Egli lo preavverte dapprima, e la conferma della metodologia di Miller nel determinare il tempo aggiunse peso ai suoi calcoli riguardo al giudizio della seconda venuta. La prova dei protestanti era in corso a partire dall’11 agosto 1840 e, entro il 1844, i protestanti erano divenuti le figlie di Roma. Il periodo dal 1840 al 1844 prefigura il periodo dall’11 settembre 2001 fino all’imminente legge domenicale.

Quei due periodi furono pure rappresentati dal battesimo di Gesù, quando lo Spirito Santo discese, fino alla croce. Quei tre periodi furono tutti prefigurati dai centoventi anni che furono concessi al mondo antidiluviano, fino al diluvio. Vi è sempre un messaggio di avvertimento che identifica il giudizio di quella particolare storia. Vi sono storie sacre che trattano altresì questo particolare periodo degli ultimi giorni.

Noè predicò per centoventi anni, poi giunse il giudizio del diluvio. Cristo predicò per milleduecentosessanta giorni, poi venne il giudizio della croce. Il messaggio di avvertimento di Giovanni Battista fu reso potente al battesimo di Cristo, e quindi Gesù fu condotto nel deserto per quaranta giorni. Quei quaranta giorni, e le tre successive prove alla fine dei quaranta giorni, insegnano che, una volta che il messaggio è reso potente, come viene identificato dalla discesa di un simbolo santo, quale lo Spirito Santo al Suo battesimo, e dalla discesa di entrambi gli angeli dei capitoli dieci e diciotto dell’Apocalisse, è in corso un processo di prova. Quando il simbolo divino discende, il messaggio di giudizio proclamato a coloro che sono allora l’oggetto del giudizio viene reso potente, e il particolare gruppo che viene giudicato si trova allora in uno specifico periodo che termina soltanto con la chiusura del loro tempo di grazia.

La linea di Gesù identifica due periodi di testimonianza. Il primo fu la Sua testimonianza personale per milleduecentosessanta giorni, poi la Sua testimonianza alla presenza dei Suoi discepoli per altri milleduecentosessanta giorni, fino a quando Stefano fu lapidato.

«Allora», disse l’angelo, «egli confermerà il patto con molti per una settimana [sette anni]». Per sette anni dopo che il Salvatore ebbe intrapreso il Suo ministero, il vangelo doveva essere predicato specialmente ai Giudei: per tre anni e mezzo da Cristo stesso, e in seguito dagli apostoli. «In mezzo alla settimana farà cessare il sacrificio e l’offerta». Daniele 9:27. Nella primavera dell’anno 31 d. C., Cristo, il vero sacrificio, fu offerto sul Calvario. Allora il velo del tempio si squarciò in due, mostrando che la sacralità e il significato del servizio sacrificale erano venuti meno. Era giunto il tempo perché il sacrificio e l’offerta terreni cessassero.

«L’unica settimana — sette anni — terminò nell’anno 34 d.C. Allora, mediante la lapidazione di Stefano, i Giudei suggellarono definitivamente il loro rifiuto del Vangelo; i discepoli che erano stati dispersi dalla persecuzione “andarono di luogo in luogo, annunziando la parola” (Atti 8:4); e poco dopo, Saulo il persecutore fu convertito, e divenne Paolo, l’apostolo dei Gentili». The Desire of Ages, 233.

La linea di Noè, di Cristo, dei Milleriti e dei centoquarantaquattromila forniscono tutte testimonianza di un periodo di tempo in cui uno specifico pubblico destinatario viene messo alla prova da un messaggio di avvertimento. Il conferimento di potenza al messaggio identifica l’inizio di un periodo di prova, il quale a sua volta termina con la chiusura del tempo di grazia di quel pubblico destinatario. Nella linea profetica di Gesù vengono identificati due periodi di testimonianza. Questi due periodi di testimonianza prefigurano i due messaggi di avvertimento rappresentati dall’angelo che discese l’11 settembre 2001, adempiendo Apocalisse 18:1–3, al quale fece poi seguito la seconda voce del versetto quattro e seguenti del capitolo diciotto.

«Così, nell’ultima opera per l’ammonizione del mondo, alle chiese sono rivolti due distinti appelli. Il messaggio del secondo angelo è: “Babilonia è caduta, è caduta, la grande città, perché ha fatto bere a tutte le nazioni del vino dell’ira della sua fornicazione”. E nel gran grido del messaggio del terzo angelo si ode una voce dal cielo che dice: “Uscite da essa, o popolo mio”». Review and Herald, 6 dicembre 1892.

Il primo periodo è il giudizio che comincia dalla casa di Dio, e poi, alla legge domenicale di prossima venuta, il secondo periodo di giudizio ha inizio con l’avvertimento di uscire da Babilonia. La linea di Cristo dal Suo battesimo fino alla croce rappresenta il periodo dall’11 settembre 2001 fino alla legge domenicale negli Stati Uniti, e il periodo dalla legge domenicale negli Stati Uniti fino al punto in cui ogni nazione è costretta ad accettare la domenica come Giorno Globale di Adorazione è il periodo che si conclude quando l’ultimissima nazione si sottomette.

Il periodo ha inizio con la legge domenicale negli Stati Uniti e termina quando l’ultima nazione si inchina al potere papale. L’inizio del secondo periodo segna la fine del primo periodo, ed entrambi hanno leggi domenicali che sono state in precedenza tipificate nella testimonianza di Roma. La prima legge domenicale, nell’anno 321, fu promulgata per mezzo dell’autorità della Roma pagana. La legge domenicale che fu promulgata per mezzo dell’autorità della chiesa papale è rappresentata dall’anno 538. La legge domenicale negli Stati Uniti è il 321, e la legge domenicale imposta all’ultima nazione è il 538. La legge domenicale negli Stati Uniti segna l’arrivo del messaggio di ammonimento che viene poi proclamato dall’insegna composta dagli esuli d’Israele.

Quel segnavia è l’anno 321, e segna l’inizio del periodo della prova di ogni nazione riguardo alla questione della domenica. Quel periodo termina quando l’ultima nazione si piega a Roma, e tale evento fu tipificato dal segnavia dell’anno 538. Il periodo dal 321 al 538 fu tipificato dal periodo che va dalla croce fino alla lapidazione di Stefano. Mentre Stefano veniva lapidato, egli vide Cristo in piedi nel santuario celeste, a simboleggiare il momento in cui Michele si leverà alla chiusura del tempo di grazia per l’umanità.

L’11 settembre 2001 segna l’arrivo dell’avvertimento dei primi tre versetti del capitolo diciotto, e fu contrassegnato dalla predizione esposta dalla profetessa Ellen White, la quale disse che, quando i grandi edifici di New York City fossero stati abbattuti da un tocco di Dio, proprio quei tre versetti si sarebbero adempiuti. Fu inoltre contrassegnato dal Patriot Act, che costituì un segno per coloro che erano disposti a vedere: che il principio del diritto inglese, il quale professa che una persona è innocente fino a prova contraria, fu accantonato in favore del diritto romano, il quale professa che una persona è colpevole fino a prova della propria innocenza.

Il Patriot Act segnò l’inizio del giudizio per l’Avventismo del Settimo Giorno laodiceo. Quel periodo si conclude con la legge domenicale negli Stati Uniti. Quegli Avventisti del Settimo Giorno laodicei che riescono a superare con successo quel periodo di vagliatura daranno quindi il messaggio di avvertimento del versetto quattro del capitolo diciotto, che si conclude con l’ultima nazione che si piega a Roma. Quel periodo inizia con la legge domenicale negli Stati Uniti e termina con la legge domenicale finale.

Se fraintendiamo il fatto che vi sono due immagini della bestia identificate sulla testimonianza di più di due testimoni, allora fraintenderemo l’opera rappresentata dai primi tre versetti del capitolo diciotto dell’Apocalisse, che ebbe inizio nel 2001, e l’opera che ha inizio nel versetto quattro del capitolo diciotto.

Quando impieghiamo l’identificazione diretta, da parte di Sister White, della discesa dell’angelo di Apocalisse diciotto nel 1888, e la sua collocazione dello stesso angelo al tempo futuro, troviamo che il 1888 è figura del 2001. L’angelo dell’Apocalisse, che illumina la terra con la Sua gloria, discese alle riunioni di Minneapolis nel 1888, e lo fece di nuovo quando i grandi edifici di New York City crollarono.

Il periodo che va dal battesimo di Cristo alla croce, il periodo che va dall’11 agosto 1840 al 22 ottobre 1844, e il periodo dei centoventi anni di Noè forniscono tre testimoni di un periodo di giudizio. Il 1888 fornisce una testimonianza della manifestazione della ribellione che fu registrata nelle riunioni di Minneapolis, e Noè identifica la rimozione dello Spirito Santo da coloro che rigettarono il messaggio. La ribellione degli antidiluviani, come pure la ribellione dei dirigenti della chiesa nel 1888, si allineano entrambe con la storia di Core, Datan e Abiram nella storia di Mosè, che l’angelo disse a Sister White si stava ripetendo a Minneapolis.

Dal Patriot Act fino a quando la legge domenicale negli Stati Uniti rappresenta il periodo di prova per l’Avventismo del Settimo Giorno laodiceo. La ribellione contro il messaggio di avvertimento che annuncia il loro giudizio identifica la rimozione dello Spirito Santo, e quindi l’effusione di una potente illusione sulle vergini stolte malvagie di quella storia. Il fulcro della ribellione è il messaggero scelto, come rappresentato da Noè, Mosè, gli Anziani Jones e Waggoner, e naturalmente Sorella White. La ribellione contro il messaggio di avvertimento e contro il messaggero di quella storia si fonda sull’«olio» nella storia della parabola delle dieci vergini.

Coloro che presentano il messaggio di avvertimento lo fanno perché hanno «olio», che è anch’esso il messaggio di avvertimento. La distinzione tra le due classi è pertanto prodotta dalle corrette applicazioni delle regole di interpretazione profetica che furono adottate da quelli del movimento del primo e del secondo angelo, rappresentate come le regole di interpretazione di Miller, e anche dalle regole di interpretazione profetica adottate dal movimento del terzo angelo.

La prova che è rappresentata come la «formazione dell’immagine della bestia» deve, pertanto, essere una prova in relazione al modo in cui l’immagine della bestia è formata nella parola profetica di Dio.

Dal Patriot Act del 2001, che fu prefigurato dal Blair Bill del 1888, il quale fu prefigurato dalla Dichiarazione d’Indipendenza del 1776, la quale fu prefigurata dal battesimo di Cristo, che prefigurò l’11 agosto 1840, tutto conferma la verità che il processo di prova del giudizio inizia con un messaggio di avvertimento potenziato, che deve essere preso dalla mano dell’angelo e poi mangiato.

L’insegnamento profetico che identifica gli Stati Uniti come i predoni del tuo popolo confonde, nella propria logica, diversi punti, e tali punti costituiscono spesso i testi probanti più diretti nello stabilire elementi della formazione dell’immagine della bestia. Un modo per illustrare il fatto che questa prova è di natura profetica consiste nell’utilizzare le regole fondamentali della profezia per dimostrare una verità che può essere compresa soltanto se si accetta Roma come il simbolo rappresentato dai predoni del tuo popolo.

Questa illustrazione è tratta dalle cinque linee di storia all’interno dell’Avventismo, nelle quali sorse una controversia riguardo a Roma come simbolo. Noi ci troviamo ora nell’ultima, ossia nella sesta di queste storie controverse, e la controversia attuale è identica alla controversia rappresentata sul grafico del 1843.

È facile vedere questa verità se si applicano correttamente le regole profetiche. Una regola profetica che deve essere usata è che i simboli hanno più di un significato, e il significato che assumono in un passo dev’essere stabilito dal passo stesso. Il re di Siria, Antioco III il Grande, adempì la battaglia del versetto dieci del capitolo undici di Daniele, e adempì la battaglia di Rafia nei versetti undici e dodici, e adempì la battaglia di Panio nel versetto quindici. La controversia millerita rappresentata sulla carta del 1843 era che la falsa veduta protestante identificava che i «predoni» erano Antioco Epifane, mentre allo stesso tempo sosteneva la verità che i «predoni» erano un simbolo di Roma.

I versetti dal dieci al quindici si adempirono dapprima nella storia di Antioco III Magno; pertanto, quei versetti, e la successiva ripetizione storica di essi, forniscono due testimoni dell’adempimento di quei versetti negli ultimi giorni, poiché tutti i profeti parlarono più direttamente degli ultimi giorni che dei giorni nei quali vissero.

Insieme a quella regola stabilita riguardo al luogo in cui la testimonianza di un profeta deve essere applicata, abbiamo anche Sister White, la quale registrò direttamente che «gran parte della storia che si è verificata in adempimento di questa profezia [Daniele capitolo undici] si ripeterà». Antioco III Magno rappresenta gli Stati Uniti quale esercito per procura della Roma papale. I protestanti sostenevano che i predoni avessero prefigurato un altro Antioco, mentre i Milleriti sapevano che si trattava di Roma. Attualmente una parte identifica gli Stati Uniti come i predoni, e l’altra parte si attiene alla verità fondamentale.

Se vale la regola secondo cui i simboli hanno più di un significato, e il significato dev’essere determinato in base al contesto nel quale sono impiegati, allora identificare gli Stati Uniti come i briganti è parallelo all’identificazione protestante di Antioco come i briganti; ma ora Antioco è un simbolo degli Stati Uniti negli ultimi giorni.

Il contesto del passo affronta direttamente la questione di quale potenza si esalti per stabilire la visione; pertanto, porre l’enfasi su questo fatto è giustificato. Ciò è giustificato da molte testimonianze, poiché le altre linee storiche di una controversia riguardante Roma come simbolo identificano il medesimo fatto. Questo fatto è che coloro che si trovano dalla parte sbagliata della questione identificano invariabilmente gli Stati Uniti al posto di Roma. Ma se non siete disposti ad accettare che i simboli abbiano più di un significato, oppure se lo credete, ma non avete sufficiente pratica da riporre piena fiducia nella regola, allora vi sarà praticamente impossibile seguire la logica che ora verrà applicata.

Ogni potere con due corna rappresenta gli Stati Uniti negli ultimi giorni. La Francia è il duplice potere rappresentato da Sodoma ed Egitto. Anche l’Islam prefigura gli Stati Uniti, poiché gli Stati Uniti sono il falso profeta in relazione al potere papale che è Izebel. Gli Stati Uniti sono Salomè in soggezione a Erodiade. Anche Balaam è simbolo di un falso profeta, sebbene la sua storia sia più complessa che il semplice essere un falso profeta.

Le profezie di Balaam, che furono registrate dopo che egli ebbe benedetto Israele tre volte, sono associate all’Islam in vari modi. L’asina è un simbolo dell’Islam, e non si può escludere l’asina parlante da un racconto su Balaam. I magi venuti dall’oriente per adorare il bambino Gesù furono guidati dalle profezie di Balaam. L’Islam dei tre guai di Apocalisse, capitolo nove, rappresenta il falso profeta Maometto.

Se comprendete che i simboli hanno più di un significato, allora senza dubbio comprenderete anche che molte verità sono così importanti da essere rappresentate da una varietà di simboli. Il simbolo che stabilisce la visione è un simbolo di Roma, e pertanto è evidente che Roma costituirebbe un tema primario in tutta la profezia biblica. Un simbolo classico e consolidato di Roma è il re del nord in Daniele capitolo undici. Il re del nord che giunge alla sua fine senza che alcuno lo aiuti è il potere papale, la chiesa romana, il papa di Roma, l’uomo del peccato.

Nella controversia di Uriah Smith, si affermava che il re del nord nel versetto trentasei fosse la Francia, e che il re del nord nel versetto quaranta fosse la Turchia. Sia la Francia sia la Turchia sono simboli degli Stati Uniti in contesti diversi, ma, come avveniva con i protestanti, e come avviene oggi, nella controversia di Smith egli respinse la verità secondo cui il re del nord è un simbolo della Roma moderna, e sostenne che il simbolo di Roma fosse rappresentato da un simbolo degli Stati Uniti nella nazione di Francia, e ancora che il simbolo di Roma fosse un simbolo degli Stati Uniti quale rappresentato nella nazione di Turchia.

Il contesto ora contiene tre linee: la storia millerita, la storia di Uriah Smith e il qui e ora. In ciascuna di queste illustrazioni vi è una controversia intorno a un simbolo di Roma, che viene applicato erroneamente per il fatto di fraintendere Roma come simbolo degli Stati Uniti.

La linea della controversia sul «continuo», nel libro di Daniele, conferma questo stesso accento di opposizione alla verità riguardo a un simbolo di Roma, sebbene vi siano alcune importanti sfumature in questa storia.

La logica del modello profetico di Uriah Smith condusse i suoi seguaci ad applicare erroneamente la sesta piaga nel capitolo sedicesimo dell’Apocalisse. Un problema fondamentale nell’applicazione che Smith fa del capitolo sedicesimo, oltre al suo tentativo di applicare ogni cosa letteralmente, in un periodo in cui ogni cosa dev’essere applicata spiritualmente, era la sua incapacità di cogliere la struttura specifica della triplice unione del dragone, della bestia e del falso profeta. Sostituendo il vero significato dei simboli con significati derivanti da un’interpretazione privata, la logica di Smith preclude la capacità di riconoscere come si formi la triplice unione, e il modo in cui essa si forma è «la grande prova per il popolo di Dio, mediante la quale sarà determinata la loro salvezza eterna».

L’errata applicazione dei simboli di Roma costituisce un tentativo di Satana di impedire al popolo di Dio degli ultimi giorni di vedere non solo la Roma moderna, ma anche il modo in cui la Roma moderna viene formata. La necessità di riconoscere le caratteristiche profetiche associate all’unione delle Nazioni Unite, del potere papale e degli Stati Uniti comporta conseguenze eterne.

Nel libro di Daniele vi è una prova speciale che sottolinea l’importanza di riconoscere le relazioni tra questi tre poteri, e vi è un’altra prova speciale che nel libro dell’Apocalisse pone in risalto questi medesimi punti. «Il continuo» nel libro di Daniele fu inteso come la Roma pagana da William Miller nel corso del suo studio di Seconda Tessalonicesi. Miller comprese, dalla descrizione della relazione profetica tra la Roma pagana e la Roma papale in Seconda Tessalonicesi, che il termine «continuo» era un simbolo della Roma pagana, e che l’abominazione della desolazione sarebbe stata pertanto la Roma papale.

Il punto che stiamo sottolineando, tuttavia, è che in Seconda Tessalonicesi il rapporto tra la Roma pagana e la Roma papale è collocato in un contesto che insegna che, quando e se non si comprende il rapporto tra questi due poteri, si riceve una potente seduzione e si è perduti per l’eternità.

Questo è il medesimo avvertimento della sesta piaga, nella quale non soltanto il dragone, che in Seconda Tessalonicesi era la Roma pagana, e la bestia, che in quel passo era l’«uomo del peccato», ma anche, nel capitolo sedici, si trova il falso profeta. Il passo sottolinea l’importanza di riconoscere il rapporto tra le potenze che costituiscono la triplice unione della Roma moderna, che è anche la moderna Babilonia.

La controversia intorno al “continuo” riguarda la medesima controversia degli ultimi giorni, ma amplia l’identificazione della controversia aggiungendo l’importanza di comprendere il rapporto tra i tre poteri che costituiscono la Roma moderna. Rifiutarsi di vedere questa verità significa garantirsi, come ricompensa, una forte delusione.

Nell’attuale controversia, coloro che identificano gli Stati Uniti come i rapinatori sembrano incapaci perfino di assentire a comprendere perché sarebbe importante che gli Stati Uniti siano ripetutamente rappresentati come soggetti al potere papale piuttosto che come il potere papale stesso. Il semplice buon senso riconosce che il potere che controlla la relazione nella politica, nella storia, nel matrimonio e nella profezia biblica è considerato il capo, e il capo è ciò che si esalta per stabilire la visione e poi cade.

La logica che identifica gli Stati Uniti come i briganti non è in grado di applicare la storia che fu rappresentata, e in seguito adempiuta, dal 321 al 538. Il simbolo degli Stati Uniti deve cadere via prima che l’“uomo del peccato” venga rivelato. L’“uomo del peccato” viene rivelato di nuovo negli ultimi giorni, e prima che ciò avvenga gli Stati Uniti devono prima cadere via.

La legge domenicale negli Stati Uniti non identifica gli Stati Uniti come la Roma moderna; essa identifica che la rovina nazionale è giunta e che gli Stati Uniti sono stati pienamente separati dalla giustizia. La Roma moderna che viene rivelata quando gli Stati Uniti apostatano alla legge domenicale è il potere papale, il quale proprio allora e in quel momento ha appena conquistato la sua alleata, il falso profeta.

«Il quotidiano» nel libro di Daniele e il suo rapporto con il messaggio di William Miller, e il significato del fatto che la comprensione di Miller derivi dal secondo capitolo di Seconda Tessalonicesi, e l’ammonimento a custodire le proprie vesti nella sesta piaga, identificano tutti elementi di quelle controversie che riguardano questioni attuali.

L’avvertimento di Seconda Tessalonicesi capitolo due riguardo agli ultimi giorni concerne una categoria che identifica gli Stati Uniti come un simbolo, ma rifiuta di lasciarsi guidare dalla luce che tratta il rapporto degli Stati Uniti con la Roma papale. Facendo questo, essi vedranno il rapporto non solo tra la Roma papale e gli Stati Uniti, ma anche le Nazioni Unite, il potere del dragone di Apocalisse capitolo sedici.

Come nel caso di Uriah Smith, A.G. Daniells e W.W. Prescott, che Sorella White indicò come incapaci di ragionare dalla causa all’effetto, così anche coloro che si rifiutano di lasciarsi guidare dall’indirizzo della parola profetica di Dio nella sua elaborazione della relazione di queste tre potenze negli ultimi giorni.

Come la prima, l’attuale e le controversie di Uriah Smith, la controversia riguardante la relazione dei tre poteri così come sono rappresentati in Seconda Tessalonicesi e nella sesta piaga manifesta un’interpretazione privata che addita gli Stati Uniti, ma si rifiuta di vedere certe caratteristiche profetiche degli Stati Uniti che smaschererebbero il loro concetto erroneo e potrebbero forse condurli alla luce.

Dopo l’11 settembre 2001 sorse la controversia riguardo ai quattro insetti di Gioele. La verità è che gli insetti rappresentavano una progressiva declinazione spirituale della chiesa avventista del settimo giorno di Laodicea mediante l’introduzione della teologia cattolica e protestante apostata. Ancora una volta, la corretta applicazione dei quattro insetti è Roma, ma l’interpretazione privata sosteneva che si trattasse dell’Islam, che è un simbolo di un falso profeta e, pertanto, un simbolo degli Stati Uniti. Riga dopo riga, le controversie della storia avventista che abbiamo appena affrontato parlano tutte della medesima verità.

Il lato errato, sulla base di quattro testimoni, identifica i briganti come gli Stati Uniti, e sulla base di due testimoni la comprensione, da parte del lato errato, degli Stati Uniti quale simbolo è scorretta. I candidati degli ultimi giorni di Dio a essere annoverati tra i centoquarantaquattromila si trovano ora in una prova profetica. Non si tratta di una prova che si compie semplicemente esprimendo il proprio voto per questo lato o per quel lato. È una prova che può essere realmente affrontata correttamente soltanto se le regole profetiche sono applicate con precisione. Affinché il Leone della tribù di Giuda risvegliasse il Suo popolo degli ultimi giorni al fatto che essi non stanno studiando con sufficiente profondità, Egli ha permesso che fossero introdotte eresie.

Il fatto che un’eresia sia sorta all’interno di questo movimento dimostra che la nostra attitudine personale riguardo alle regole dell’interpretazione profetica è più debole di quanto dovrebbe essere. Roma stabilisce la visione, e la visione degli ultimi giorni è l’ascesa e la caduta finali del re del nord. Quel “re” è anche l’“uomo del peccato”, e l’“uomo del peccato” è il “mistero dell’iniquità” e quell’“empio”. Egli è l’anticristo, è simboleggiato come i “violenti del tuo popolo” ed è il “capo” della Roma moderna.

«Coloro che diventano confusi nella loro comprensione della parola, che non riescono a vedere il significato dell’anticristo, si collocheranno certamente dalla parte dell’anticristo. Non c’è ora tempo perché noi ci assimiliamo al mondo. Daniele sta nella sua sorte e al suo posto. Le profezie di Daniele e di Giovanni devono essere comprese. Esse si interpretano a vicenda. Danno al mondo verità che tutti dovrebbero comprendere. Queste profezie devono essere una testimonianza nel mondo. Mediante il loro adempimento in questi ultimi giorni, esse si spiegheranno da sé». Kress Collection, 105.