Da Cesarea di Filippo a Cesarea Marittima, con una sosta lungo il cammino al Monte della Trasfigurazione; Pietro simboleggia i centoquarantaquattromila che giungono al segnavia della festa delle Trombe nella linea costruita sulle due linee di ventidue versetti di Levitico ventitré, in congiunzione con la stagione pentecostale al tempo di Cristo. Levitico ventitré, la croce, la Pentecoste e Cornelio che manda a chiamare Pietro, sono tutti riuniti linea su linea con il simbolismo della terza, sesta e nona ora.

Cristo alla terza, sesta e nona ora sulla croce, Pietro alla terza e nona ora a Pentecoste e Cornelio alla nona ora, Pietro alla sesta ora a Ioppe e alla terza ora a Cesarea di Filippo, si collegano a Daniele undici, versetti da tredici a quindici, poiché Cesarea di Filippo è anche Panium.

Pietro stava predicando il libro di Gioele alla Pentecoste e, quando Pietro espose il suo messaggio alla casa di Cornelio, lo Spirito Santo fu sparso sui Gentili, come era stato sparso sui Giudei alla Pentecoste. L’effusione dello Spirito Santo per i Giudei e, in seguito, per i Gentili, prefigurava l’effusione dello Spirito Santo negli ultimi giorni. L’effusione negli ultimi giorni è duplice, iniziando con un’aspersione all’11 settembre, che in ultimo progredisce fino alla proclamazione del Grido di Mezzanotte, il quale giunge fino alla legge domenicale e poi diventa il forte grido del terzo angelo, dove e quando la pioggia dell’ultima stagione viene sparsa senza misura.

Rallegratevi dunque, o figli di Sion, e gioite nel Signore vostro Dio; poiché egli vi ha dato la pioggia della prima stagione con giusta misura, e farà scendere per voi la pioggia, la pioggia della prima e quella dell’ultima stagione, nel primo mese. Le aie saranno piene di frumento, e i tini traboccheranno di vino e d’olio. E io vi compenserò degli anni che hanno divorato la locusta, il bruco, il grillo e il verme, il mio grande esercito che io avevo mandato in mezzo a voi. Gioele 2:23–25.

Pietro rappresenta coloro che partecipano alla storia della precedente moderata aspersione dall’11 settembre fino alla legge domenicale, e anche della pioggia dell’ultima stagione, che restaura gli “anni” rappresentanti le quattro generazioni della crescente ribellione dell’Avventismo del Settimo Giorno laodicense andate distrutte. Nel tempio, all’ora nona, Pietro presentò la restaurazione degli anni del libro di Gioele.

Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, quando verranno dalla presenza del Signore i tempi di refrigerio; ed egli manderà Gesù Cristo, che prima vi è stato predicato; il quale il cielo deve ricevere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, di cui Dio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti fin dal principio del mondo. Poiché Mosè disse veramente ai padri: Il Signore Iddio vostro vi susciterà fra i vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che egli vi dirà. E avverrà che ogni anima che non ascolterà quel profeta sarà sterminata di mezzo al popolo. E tutti i profeti, da Samuele in poi, quanti hanno parlato, hanno anch’essi preannunziato questi giorni. Atti 3:19–24.

La cancellazione dei peccati è l’opera finale di Cristo nel giudizio investigativo, e la cancellazione ha inizio dalla casa di Dio.

Poiché è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di coloro che non ubbidiscono al vangelo di Dio? E se il giusto è salvato a stento, dove compariranno l’empio e il peccatore? Perciò, quelli che soffrono secondo la volontà di Dio affidino a lui la custodia delle loro anime, perseverando nel bene, come a un fedele Creatore. 1 Pietro 4:17–19.

Pietro comprese, alla Pentecoste e anche nella casa di Cornelio a Cesarea sul mare, che il libro di Gioele si stava adempiendo. La Pentecoste rappresenta la legge domenicale, quando il giudizio è terminato per la casa di Dio e poi si estende ai Gentili. Il suo messaggio al tempo della legge domenicale è lo stesso messaggio proclamato all’arrivo del Grido di Mezzanotte. La proclamazione alfa è l’inizio del periodo profetico che si conclude con la proclamazione omega. Pietro rappresenta coloro che proclamano il messaggio, e il messaggio comincia con il suo conferimento di potenza, contrassegnato dallo scioglimento dell’asina dell’Islam. L’asina viene sciolta per segnare l’inizio del Grido di Mezzanotte, ed è sciolta di nuovo al tempo della legge domenicale, che è la conclusione del Grido di Mezzanotte.

Pietro pertanto rappresenta anche coloro che fecero la previsione dell’attacco dell’Islam contro gli Stati Uniti. Il messaggio di Pietro al Grido di Mezzanotte è una correzione del messaggio che segnò la prima delusione e l’inizio del tempo di attesa. Pietro pertanto rappresenta coloro che proclamano il messaggio del Grido di Mezzanotte e che hanno superato la prima prova fondamentale, giunta nel 2024 e conclusasi l’8 maggio 2025 con l’elezione del primo papa americano, in adempimento del versetto quattordici di Daniele undici.

Il periodo dalla festa delle Trombe fino alla Pentecoste è la terza prova, e la prova del tornasole, della stagione pentecostale rappresentata in Levitico ventitré. Un principio dei tre angeli che Sorella White ha identificato è anche semplicemente matematica di base. Ella identifica che non si può avere un terzo messaggio senza un primo e un secondo. Poiché Pietro predica il libro di Gioele alla legge domenicale pentecostale, egli insegna anche Gioele all’inizio della proclamazione del messaggio del Grido di Mezzanotte, che è la prova del tornasole e la terza prova della stagione pentecostale. Pietro dunque rappresenta i fedeli durante il processo di prova in tre fasi che ebbe inizio quando la Rivelazione di Gesù Cristo fu dissigillata, a partire dal 31 dicembre 2023. Se Pietro è presente al terzo passo, egli deve aver percorso i due passi precedenti, poiché non si può avere un terzo senza un primo e un secondo.

Il periodo del suggellamento dei centoquarantaquattromila ebbe inizio l’11 settembre e aprì un processo di prova in tre fasi, rappresentato dal suono di tromba dell’11 settembre che chiamava a ritornare ai fondamenti; quindi giunse la prova della prima delusione, il 18 luglio 2020. La terza prova della storia è la legge domenicale. Un deserto profetico sopraggiunse il 18 luglio 2020 e, entro quel periodo di deserto, nel luglio 2023 una «voce» cominciò a gridare; poi, il 31 dicembre 2023, ventidue anni dopo l’11 settembre, ebbe inizio la dissuggellatura della Rivelazione di Gesù Cristo. Il periodo dal 2023 fino alla legge domenicale (quando si compie il perfetto adempimento dei 2.300 giorni) identifica il periodo dal 2023 fino alla legge domenicale come avente inizio con «23» e termine con «23», poiché la porta chiusa del 22 ottobre 1844 è un tipo della porta chiusa alla legge domenicale. La profezia dei 2300 anni è rappresentata dal «23» in 2.300.

Il 1844 segnò la fine della storia del primo e del secondo angelo. La storia ebbe inizio con l’arrivo del primo angelo nel 1798, e terminò quarantasei anni più tardi, nel 1844. Quei quarantasei anni rappresentano il tempio millerita nel quale Cristo entrò improvvisamente nel 1844. Il tempio umano è progettato sulla base di “23” cromosomi tanto per il maschio quanto per la femmina, segnando così “23” come simbolo dell’opera che Cristo iniziò nel 1844. Quell’opera consisteva nel congiungere la Sua divinità con la nostra umanità. Gesù si serve del mondo naturale per illustrare quello spirituale, e l’opera che ebbe inizio nel 1844, alla conclusione dei 2.300 anni, è rappresentata dall’unione dei “23” cromosomi maschili con i “23” cromosomi femminili. Quando un uomo sposa una donna, i due diventano una sola carne, e il matrimonio è ciò che Cristo iniziò nel 1844. La porta chiusa del 1844 si allinea con la porta chiusa della legge domenicale, e il simbolo di quella porta chiusa è “23”.

Dal 31 dicembre 2023 fino al «23» della legge domenicale si identifica un periodo che comincia con un «23» alfa e termina con un «23» omega. Esso rappresenta anche il periodo del tempio dei centoquarantaquattromila. Quella medesima storia è un frattale dall’11 settembre fino alla legge domenicale. Il 1844 è rappresentato dal numero «23», e identifica l’inizio del giudizio investigativo dei morti. L’11 settembre identifica l’inizio del giudizio investigativo dei viventi, e pertanto anche l’11 settembre possiede il numero «23». Il periodo dall’11 settembre fino alla legge domenicale è un periodo con un «23» alfa e un «23» omega. Il periodo dal 2023 fino alla legge domenicale è un frattale del periodo dall’11 settembre fino alla legge domenicale, ed è il tempo in cui viene innalzato il tempio dei centoquarantaquattromila. Il tempio millerita fu un periodo di quarantasei anni, ma negli ultimi giorni il tempo non è più; e i quarantasei anni milleriti all’inizio dell’Avventismo tipificano il medesimo periodo alla fine dell’Avventismo, e quel periodo comincia e termina con «23», producendo il numero millerita quarantasei.

Tutte e tre quelle storie rappresentano un processo di prova in tre fasi (i Milleriti, dall’11 settembre fino alla legge domenicale e dal 2023 fino alla legge domenicale). La storia ebbe inizio con il suono di tromba di Michele, il quale risuscitò Mosè ed Elia il 31 dicembre 2023; e quando Michele, che è Cristo, risuscita, lo fa al suono di una tromba.

Poiché il Signore stesso discenderà dal cielo con un grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio; e i morti in Cristo risusciteranno per primi. 1 Tessalonicesi 4:19.

Michele è l’arcangelo, ed è la sua voce, congiuntamente alla tromba di Dio, che risuscita; e il libro di Giuda ci informa che Michele risuscitò Mosè.

L’arcangelo Michele invece, quando contendeva con il diavolo disputando intorno al corpo di Mosè, non osò pronunciare contro di lui un’accusa ingiuriosa, ma disse: Ti sgridi il Signore. Giuda 1:9.

Cristo, quale Michele l’arcangelo, dissuggellò la Rivelazione di Se stesso il 31 dicembre 2023, quando poi risuscitò Mosè ed Elia, i due testimoni che furono uccisi il 18 luglio 2020. Allora giunse la prova alfa del fondamento esterno. L’angelo che discese al 9/11 suonò la tromba di Geremia, richiamando i fedeli ai fondamenti Milleriti, e parallelamente a ciò, la tromba di Michele introdusse la prova dei fondamenti. La prova è rappresentata da Daniele 11:14, dove “i predoni del tuo popolo” stabiliscono la visione esterna. I Milleriti identificarono che era Roma ad adempiere il versetto, e stabilirono la visione.

Dall’8 maggio 2025 ebbe inizio l’erezione del tempio sulla pietra angolare e di fondamento. Trent’anni dopo il 1996—quando il messaggio dischiuso nel 1989 fu formalmente stabilito—ebbe inizio il processo volto a formalizzare il messaggio dischiuso il 31 dicembre 2023.

La formalizzazione, nel 1996, del messaggio del 1989 giunse duecentovent’anni dopo che il suo soggetto storico era apparso nel 1776. Il dischiudimento del 2023 seguì ventidue anni dopo che la formalizzazione del 1996 fu confermata l’11 settembre 2001, mediante la manifestazione profetica dell’Islam.

Pietro rappresenta i messaggeri di questa storia sacra che superano sia la prova del fondamento sia quella del tempio. La prova del tempio include la correzione del messaggio fallito del 18 luglio 2020. Trent’anni dopo che il messaggio del 1989 fu formalizzato nel 1996, la prova del tempio include l’opera di correggere e poi riproclamare il messaggio di un attacco islamico contro Nashville, Tennessee. La formalizzazione del messaggio del 1989 fu rappresentata dalla pubblicazione della rivista intitolata Time of the End nel 1996. La rivista trattava gli ultimi sei versetti di Daniele undici e identificava la legge domenicale negli Stati Uniti. Provvidenzialmente, un ministero inattivo che già anni prima era stato chiamato Future for America fu affidato al nostro ministero dai precedenti direttori del ministero, i quali non avevano alcuna luce sul messaggio del 1989.

Nel 1996, il nostro ministero divenne Future for America, e fu pubblicata la pubblicazione che esponeva il messaggio il quale identificava il futuro dell’America come rappresentato negli ultimi sei versetti di Daniele undici. Gli Stati Uniti avevano iniziato la loro ascesa profetica nel 1776 e, “22” anni più tardi, al tempo della fine nel 1798, gli Stati Uniti iniziarono il loro ruolo come sesto regno della profezia biblica, “220” anni dopo il 1776. Nel 1996, il messaggio degli Stati Uniti nella profezia fu formalizzato. I “220” anni a partire dal 1776, e i “22” anni da quel punto fino al 1798, si collegano a William Miller, che presentò il suo primo discorso pubblico nel 1831, “220” anni dopo la pubblicazione della Bibbia di Re Giacomo. L’inizio e la fine dell’Avventismo sottolineano la formalizzazione del messaggio che viene disigillato al tempo della fine.

Trent’anni dopo il 1996, nel 2026, la prova del tempio include l’opera di correggere il messaggio del 18 luglio 2020. Così, il messaggio alfa del 1989, il messaggio per la generazione finale che fu formalizzato nel 1996, diede inizio a un periodo di trent’anni che si concluse con la prova di correggere e formalizzare un messaggio. Quei trent’anni sono un simbolo del sacerdozio dei centoquarantaquattromila che formalizzeranno il messaggio del Grido di Mezzanotte. Pietro rappresenta coloro che compiono quell’opera durante il periodo della seconda prova omega del tempio.

La sorella White ci informa che Dio permette che l’errore si insinui in mezzo al Suo popolo, allo scopo di indurlo a studiare.

«Dio desterà il Suo popolo; se gli altri mezzi falliscono, sorgeranno in mezzo a loro delle eresie, che li vaglieranno, separando la pula dal grano. Il Signore chiama tutti coloro che credono alla Sua parola a destarsi dal sonno. È giunta una luce preziosa, appropriata per questo tempo. È verità biblica, che mostra i pericoli che ci stanno proprio dinanzi. Questa luce dovrebbe condurci a uno studio diligente delle Scritture e a un esame rigorosissimo delle posizioni che sosteniamo».

L’affermazione è una parte di un passaggio che concluderà questo articolo nella sua interezza. Negli articoli e nei nostri incontri Zoom del Sabato, ho confuso alcuni simboli nella nostra considerazione di Daniele 11:10–15 e, sebbene abbiamo apportato le correzioni necessarie, sono stato distolto dal perseguire una conclusione della serie di articoli su Panium — la battaglia che conduce alla legge domenicale. Ora è tempo di ritornare a Panium e, quando lo faremo, avremo l’ulteriore linea di prova rappresentata da Pietro a Cesarea di Filippo, che è Panium.

Ritorneremo ora alle nostre considerazioni sui versetti da dieci a sedici di Daniele undici, che illustrano la storia nascosta del versetto quaranta. Ci siamo fermati in settembre, quindi sono trascorsi all’incirca cinque mesi.

«Pietro esorta i suoi fratelli a “crescere nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo”. Ogni volta che il popolo di Dio cresce nella grazia, esso acquisterà costantemente una comprensione più chiara della Sua parola. Discernrà nuova luce e nuova bellezza nelle sue sacre verità. Questo è stato vero nella storia della chiesa in tutte le epoche, e così continuerà fino alla fine. Ma, man mano che la vera vita spirituale declina, vi è sempre stata la tendenza a cessare di avanzare nella conoscenza della verità. Gli uomini si accontentano della luce già ricevuta dalla parola di Dio e scoraggiano ogni ulteriore indagine delle Scritture. Divengono conservatori e cercano di evitare la discussione.»

Il fatto che non vi sia controversia o agitazione tra il popolo di Dio non dovrebbe essere considerato una prova conclusiva che esso si attenga fermamente alla sana dottrina. Vi è motivo di temere che esso non distingua chiaramente tra la verità e l’errore. Quando nessuna nuova questione viene suscitata dall’investigazione delle Scritture, quando non sorge alcuna divergenza di opinione che induca gli uomini a esaminare personalmente la Bibbia per assicurarsi di possedere la verità, ve ne saranno molti oggi, come nei tempi antichi, che si atterranno alla tradizione e adoreranno ciò che non conoscono.

«Mi è stato mostrato che molti che professano di conoscere la verità presente non sanno ciò che credono. Non comprendono le prove della loro fede. Non hanno una giusta valutazione dell’opera per il tempo presente. Quando verrà il tempo della prova, vi sono uomini che ora predicano ad altri i quali scopriranno, esaminando le posizioni che sostengono, che vi sono molte cose delle quali non possono dare alcuna ragione soddisfacente. Finché non furono così messi alla prova, non conobbero la loro grande ignoranza. E vi sono molti nella chiesa che danno per scontato di comprendere ciò che credono; ma, finché non sorge la controversia, non conoscono la propria debolezza. Quando saranno separati da quelli della stessa fede e costretti a stare individualmente e da soli per spiegare il loro credo, saranno sorpresi nel vedere quanto confuse siano le loro idee riguardo a ciò che avevano accettato come verità. È certo che fra noi vi è stato un allontanamento dal Dio vivente e un volgersi agli uomini, sostituendo l’umano alla sapienza divina. »

«Dio desterà il Suo popolo; se altri mezzi falliscono, sorgeranno in mezzo a loro eresie, che li vaglieranno, separando la pula dal grano. Il Signore chiama tutti coloro che credono alla Sua parola a destarsi dal sonno. È giunta una luce preziosa, appropriata per questo tempo. È la verità biblica, che mostra i pericoli che ci stanno proprio dinanzi. Questa luce dovrebbe condurci a uno studio diligente delle Scritture e a un esame rigorosissimo delle posizioni che sosteniamo. Dio vuole che tutti gli aspetti e tutte le posizioni della verità siano investigati a fondo e con perseveranza, con preghiera e digiuno. I credenti non devono riposare su supposizioni e su idee vaghe e mal definite di ciò che costituisce la verità. La loro fede deve essere saldamente fondata sulla parola di Dio, affinché, quando verrà il tempo della prova e saranno condotti davanti ai concili per rispondere della loro fede, possano essere in grado di rendere ragione della speranza che è in loro, con mansuetudine e timore.»

“Agitate, agitate, agitate. I temi che presentiamo al mondo devono essere per noi una realtà vivente. È importante che, nel difendere le dottrine che consideriamo articoli fondamentali della fede, non ci permettiamo mai di impiegare argomenti che non siano pienamente validi. Questi possono servire a ridurre al silenzio un oppositore, ma non onorano la verità. Dovremmo presentare argomenti solidi, che non solo mettano a tacere i nostri avversari, ma che possano sostenere il più rigoroso e penetrante esame. In coloro che si sono formati come polemisti vi è un grande pericolo che non trattino la parola di Dio con equità. Nell’affrontare un oppositore, il nostro sincero impegno dovrebbe essere quello di presentare i temi in modo tale da suscitare convinzione nella sua mente, invece di cercare semplicemente di infondere fiducia nel credente.”

«Qualunque possa essere il progresso intellettuale dell’uomo, egli non pensi neppure per un momento che non vi sia bisogno di un’investigazione approfondita e continua delle Scritture per ricevere una luce maggiore. Come popolo siamo chiamati, individualmente, a essere studenti della profezia. Dobbiamo vegliare con fervore affinché possiamo discernere qualunque raggio di luce che Dio ci presenti. Dobbiamo cogliere i primi barlumi della verità; e mediante uno studio accompagnato dalla preghiera si può ottenere una luce più chiara, che può essere presentata agli altri.»

«Quando il popolo di Dio è in uno stato di agio e si compiace della luce che possiede al presente, possiamo essere certi che Egli non lo favorirà. È sua volontà che esso avanzi continuamente per ricevere la luce accresciuta e sempre crescente che risplende per lui. L’atteggiamento attuale della chiesa non è gradito a Dio. Si è introdotta un’autosufficienza che li ha portati a non avvertire alcuna necessità di maggiore verità e di più grande luce. Viviamo in un tempo in cui Satana opera alla destra e alla sinistra, davanti e dietro di noi; e tuttavia, come popolo, dormiamo. Dio vuole che si oda una voce che desti il suo popolo all’azione.

«Invece di aprire l’anima per ricevere raggi di luce dal cielo, alcuni hanno operato in direzione opposta. Sia per mezzo della stampa sia dal pulpito sono state presentate vedute riguardo all’ispirazione della Bibbia che non hanno l’approvazione dello Spirito né della parola di Dio. È certo che nessun uomo né gruppo di uomini dovrebbe assumersi di avanzare teorie su un argomento di così grande importanza senza un chiaro “Così dice il Signore” a sostenerle. E quando degli uomini, circondati da umane infermità, influenzati in maggiore o minor misura dalle circostanze che li attorniano, e aventi tendenze ereditarie e coltivate che sono ben lontane dal renderli saggi o di mente celeste, si accingono a chiamare in giudizio la parola di Dio e a pronunciare giudizi su ciò che è divino e su ciò che è umano, essi operano senza il consiglio di Dio. Il Signore non farà prosperare una tale opera. L’effetto sarà disastroso, sia su colui che vi è impegnato sia su coloro che l’accettano come un’opera da Dio. Lo scetticismo è stato suscitato in molte menti dalle teorie presentate circa la natura dell’ispirazione. Esseri finiti, con le loro vedute ristrette e miopi, si ritengono competenti a criticare le Scritture, dicendo: “Questo passo è necessario, e quel passo non è necessario, e non è ispirato.”»

«Cristo non diede alcuna simile istruzione riguardo alle Scritture dell’Antico Testamento, l’unica parte della Bibbia che il popolo del Suo tempo possedeva. I Suoi insegnamenti erano volti a dirigere le loro menti verso l’Antico Testamento e a porre in luce più chiara i grandi temi lì presentati. Per secoli il popolo d’Israele si era separato da Dio, e aveva perduto di vista le preziose verità che Egli aveva affidato loro. Queste verità erano state ricoperte da forme e cerimonie superstiziose che ne celavano il vero significato. Cristo venne per rimuovere le macerie che ne avevano offuscato lo splendore. Le collocò, come gemme preziose, in una nuova montatura. Egli mostrò che, ben lungi dal disprezzare la ripetizione di verità antiche e familiari, era venuto per farle apparire nella loro vera forza e bellezza, la cui gloria non era mai stata discernuta dagli uomini del Suo tempo. Essendo Egli stesso l’Autore di queste verità rivelate, poteva dischiuderne al popolo il vero significato, liberandole dalle false interpretazioni e dalle false teorie adottate dai capi per adattarle alla loro propria condizione non consacrata, alla loro mancanza di spiritualità e di amore per Dio. Egli mise da parte ciò che aveva privato queste verità della vita e della potenza vitale, e le restituì al mondo in tutta la loro freschezza e forza originarie.»

«Se abbiamo lo Spirito di Cristo e siamo collaboratori con Lui, spetta a noi portare avanti l’opera che Egli venne a compiere. Le verità della Bibbia sono di nuovo divenute offuscate dalla consuetudine, dalla tradizione e dalla falsa dottrina. Gli insegnamenti erronei della teologia popolare hanno reso migliaia e migliaia di persone scettiche e incredule. Vi sono errori e incongruenze che molti denunciano come insegnamento della Bibbia, ma che in realtà sono false interpretazioni della Scrittura, adottate nel corso dei secoli delle tenebre papali. Moltitudini sono state indotte a nutrire un concetto errato di Dio, come i Giudei, traviati dagli errori e dalle tradizioni del loro tempo, avevano un falso concetto di Cristo. “Se l’avessero conosciuto, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria”. Spetta a noi rivelare al mondo il vero carattere di Dio. Invece di criticare la Bibbia, cerchiamo, con il precetto e con l’esempio, di presentare al mondo le sue verità sacre e vivificanti, affinché possiamo “proclamare le virtù di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua mirabile luce”.»

«I mali che gradualmente si sono insinuati fra noi hanno impercettibilmente allontanato individui e chiese dalla riverenza per Dio, e hanno precluso loro la potenza che Egli desidera dare.»

«Fratelli miei, la parola di Dio rimanga esattamente com’è. Non presuma la sapienza umana di attenuare la forza di una sola affermazione delle Scritture. La solenne denuncia nell’Apocalisse dovrebbe ammonirci a non assumere una tale posizione. Nel nome del mio Maestro vi comando: “Togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo santo.”» Testimonies, vol. 5, 707–711.