L’applicazione pionieristica della storia che adempì i versetti dal dieci al sedici identificò che Roma, la quale stabilì la visione, giunse nell’anno 200 a.C., lo stesso anno della battaglia di Panium; e io sostengo che nel 2025 Roma è giunta e ha stabilito la visione con l’insediamento di Trump e di papa Leone. Il 2025 rappresenta l’unica volta in cui un papa e un Presidente sono stati insediati nello stesso anno. La bestia e la sua immagine furono innalzate nel 2025 affinché tutti coloro che sono disposti a vedere potessero vederle. A differenza dei pionieri, io applico la sequenza dei versetti, invece della storia che inizialmente adempì i versetti. Concordo con la storia, ma traggo una sequenza interna ai versetti quale quadro di riferimento per la storia, invece di usare la storia per definire il quadro di riferimento dei versetti. Sostengo che entrambi gli approcci siano accurati.

La Rivoluzione dei Maccabei

Applico la linea dei Maccabei in modo analogo. La rivolta dei Maccabei nel 167 a.C. ebbe luogo molto dopo la battaglia di Panio nel 200 a.C., e molto prima che Pompeo catturasse Gerusalemme nel 63 a.C. La linea che comincia al versetto sedici con la conquista di Gerusalemme da parte del generale Pompeo nel 63 a.C., e prosegue fino a Tiberio Cesare, che regnava quando Gesù fu crocifisso. La croce e Tiberio sono rappresentati nel versetto ventidue del capitolo undici.

E con le braccia d’un’inondazione saranno travolti dinanzi a lui e saranno infranti; sì, anche il principe del patto. Daniele 11:22.

Il generale Pompeo che conquista Gerusalemme nel 63 a.C. al versetto sedici, e poi la croce nel 31 d.C. al versetto ventidue, rappresenta una linea di profezia che inizia con un simbolo della legge domenicale e termina con un simbolo della legge domenicale. Il versetto ventitré costituisce un’interruzione nel passo, segnando così il versetto ventidue come la conclusione della linea profetica iniziata nel versetto sedici. Ad accompagnare la distinta conclusione della linea nel versetto ventidue vi è il fatto che il versetto ventidue è un simbolo dello stesso indicatore profetico rappresentato nel versetto sedici, fornendo così una testimonianza di alfa e omega che i versetti dal sedici al ventidue rappresentano una linea profetica distinta.

A ciò si aggiunga che i versetti quindici e sedici segnano il passaggio dal regno seleucide alla potenza romana, e si vede una rottura di continuità dai Seleucidi nel versetto quindici fino ai Romani nel versetto sedici; e la linea che va dal versetto sedici al versetto ventidue è chiaramente isolata come una singola linea profetica. Il versetto sedici introduce la potenza successiva che dominerà la Giudea, segnando così una transizione nella storia profetica proprio come avviene con il versetto ventitré. La linea comincia e termina con un simbolo della legge domenicale, e si conclude nel ventiduesimo versetto dell’undicesimo capitolo.

Smith — e tre Cesari

Il fatto che il versetto sedici rappresenti la legge domenicale, così come il versetto ventidue, richiede che i due versetti siano posti in corrispondenza l’uno con l’altro. Uriah Smith commenta il versetto ventitré e spiega perché esso rappresenti una storia che ebbe inizio più addietro rispetto alla storia dei versetti precedenti, invece di rappresentare una storia che segue immediatamente dopo la croce del versetto ventidue.

«“VERSO 23. E, dopo l’alleanza fatta con lui, egli agirà con inganno; poiché salirà e diverrà forte con poca gente.”»

Il «lui» con il quale è fatta la lega qui menzionata deve essere la medesima potenza che è stata oggetto della profezia a partire dal versetto 14; e che questa sia la potenza romana è dimostrato al di là di ogni controversia nell’adempimento della profezia in tre individui, come già osservato, che governarono successivamente sull’Impero romano; cioè Giulio, Augusto e Tiberio Cesare. Il primo, tornando in trionfo alla fortezza del proprio paese, inciampò e cadde, e non fu più trovato. Versetto 19. Il secondo fu un esattore di tributi; e regnò nella gloria del regno, e morì né per ira né in battaglia, ma pacificamente nel proprio letto. Versetto 20. Il terzo fu un dissimulatore, e uno dei più vili tra gli uomini. Entrò nel regno pacificamente, ma sia il suo regno sia la sua vita ebbero termine con la violenza. E nel suo regno il Principe del patto, Gesù di Nazaret, fu messo a morte sulla croce. Versetti 21, 22. Cristo non può mai più essere spezzato o messo a morte; perciò in nessun altro governo, e in nessun altro tempo, possiamo trovare un adempimento di questi eventi. Alcuni tentano di applicare questi versetti ad Antioco, e fanno di uno dei sommi sacerdoti giudei il principe del patto, benché non siano mai chiamati così. Questo è lo stesso genere di ragionamento che si sforza di fare del regno di Antioco un adempimento del piccolo corno di Daniele 8; ed è proposto per il medesimo scopo; cioè, spezzare la grande catena di prove mediante la quale si dimostra che la dottrina dell’Avvento è la dottrina della Bibbia, e che Cristo è ora alla porta. Ma la prova non può essere sovvertita; la catena non può essere spezzata.

«Dopo averci condotti, attraverso gli eventi secolari dell’impero, fino al termine delle settanta settimane, il profeta, al versetto 23, ci riporta al tempo in cui i Romani vennero direttamente in rapporto con il popolo di Dio mediante la lega giudaica, nel 161 a.C.; da quel punto siamo quindi condotti, in una linea diretta di eventi, fino al trionfo finale della chiesa e all’instaurazione del regno eterno di Dio. I Giudei, essendo gravemente oppressi dai re di Siria, inviarono un’ambasceria a Roma per sollecitare l’aiuto dei Romani e unirsi con loro in “una lega di amicizia e di confederazione”. 1 Mac. 8; Prideaux, II, 234; Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio, libro 12, cap. 10, sez. 6. I Romani ascoltarono la richiesta dei Giudei e concessero loro un decreto, concepito nei seguenti termini:—»

“‘Il decreto del senato riguardante una lega di assistenza e di amicizia con la nazione dei Giudei. Non sarà lecito ad alcuno che sia soggetto ai Romani di muovere guerra contro la nazione dei Giudei, né di prestare aiuto a coloro che ciò facciano, sia inviando loro grano, o navi, o denaro; e se verrà sferrato qualche attacco contro i Giudei, i Romani li assisteranno per quanto sarà in loro potere; e parimenti, se verrà sferrato qualche attacco contro i Romani, i Giudei li assisteranno. E se i Giudei desidereranno aggiungere qualcosa a questa lega di assistenza o togliere qualcosa da essa, ciò sarà fatto con il comune consenso dei Romani. E qualunque aggiunta così fatta avrà valore.’ ‘Questo decreto,’ dice Giuseppe Flavio, ‘fu scritto da Eupolemo, figlio di Giovanni, e da Giasone, figlio di Eleazaro, quando Giuda era sommo sacerdote della nazione e Simone, suo fratello, era generale dell’esercito. E questa fu la prima lega che i Romani fecero con i Giudei, e fu condotta in questa maniera.’”

“In quel tempo i Romani erano un piccolo popolo e cominciarono ad agire con inganno, o con astuzia, come indica la parola. E da questo punto essi si elevarono, con un’ascesa costante e rapida, fino al culmine del potere che in seguito raggiunsero.” Uriah Smith, Daniel and the Revelation, 270, 271.

Non solo la croce del versetto ventidue conclude una linea con un simbolo che si trova anche all’inizio della linea, ma il versetto successivo ricade nella storia che precedette la croce, fino a circa trent’anni dopo Panium e circa cento anni prima che Roma conquistasse Gerusalemme. Il waymark della lega dei Giudei che Smith qui identifica come 161 a.C., è identificato da altri pionieri come 158 a.C. Il punto sul quale mi sto qui concentrando non è tanto la data, quanto il fatto che i versetti dal sedici al ventidue rappresentano una linea di storia profetica della quale la legge domenicale è sia l’alfa sia l’omega della linea. Poi, una volta che la linea dal versetto sedici al versetto ventidue è stata presentata, il versetto ventitré ripete e amplia la storia contenuta nella linea dei versetti dal sedici al ventidue. La linea profetica di storia rappresentata dal versetto ventitré è la storia dei Maccabei, e la storia dei Maccabei è un perfetto parallelo della storia degli Stati Uniti.

Due Dinastie

I Maccabei rappresentano una ribellione contro il regno seleucide che ebbe inizio durante il regno di Antioco Epifane. La ribellione fu diretta contro il regno seleucide del nord e sfociò in una vittoria che condusse a una delle due dinastie giudaiche nel periodo che portò infine alla distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. La prima dinastia fu quella asmonea e la seconda quella erodiana. La dinastia erodiana fu il secondo governo giudaico dopo la liberazione dal regno seleucide del nord. Essa era direttamente collegata al sistema romano, mentre la precedente dinastia asmonea era sostanzialmente giudaica. La dinastia asmonea ebbe inizio nel 141 a.C. e nel 37 a.C. ebbe inizio la dinastia erodiana, che durò fino al 70 d.C.

Le dinastie rappresentano il governo della Giudea, l’antica e letterale terra gloriosa. La rivolta dei Maccabei ebbe luogo dal 167 al 160 a.C. Nel 164 a.C. i Maccabei scacciarono Antioco Epifane da Gerusalemme e purificarono e riconsacrarono il tempio dopo che Antioco lo aveva profanato, ma fu solo nel 141 a.C. che la potenza settentrionale seleucide fu pienamente sconfitta e iniziò la dinastia asmonea.

La dinastia erodiana è una chiave per questa linea, poiché fu Erode il Grande a ordinare l’esecuzione dei bambini al tempo della nascita di Gesù, e suo figlio regnava quando Gesù morì. Erode il Grande era il padre, ed era re della Giudea, ma suo figlio era soltanto un tetrarca, cioè un governante sopra una quarta parte del regno, simile a un governatore piuttosto che a un re. Per questo gli mancava l’autorità che lo obbligò a collegarsi con Pilato per crocifiggere Cristo. La nascita di Gesù era il profetico “tempo della fine” nella sua linea di profezia, e la Sua morte rappresenta la legge domenicale. Il primo Erode rappresenta il 1989, e l’ultimo Erode è la legge domenicale. Erode il padre fino a Erode il figlio è la linea profetica di Cristo.

La linea dei Maccabei comincia con una ribellione vittoriosa contro un re del nord che aveva imposto ai Giudei i suoi costumi greci, la sua cultura e la religione greca. L’inizio della dinastia asmonea rappresentava il 1798. Perché così, potreste chiedere? Se una dinastia comincia a un profetico «tempo della fine», come avvenne per la dinastia erodiana alla nascita di Cristo, allora, per necessità profetica, anche l’altra dinastia avrebbe il medesimo inizio. Entrambe le dinastie cominciano con un tempo della fine, quando applichiamo la nascita di Cristo come il «tempo della fine», ma gli stolti non vedono mai la luce dissigillata associata al tempo della fine.

Nel nostro tempo, come ai giorni di Cristo, può esservi una lettura errata o una falsa interpretazione delle Scritture. Se i Giudei avessero studiato le Scritture con cuori sinceri e pieni di preghiera, la loro ricerca sarebbe stata ricompensata con una vera conoscenza del tempo, e non soltanto del tempo, ma anche della maniera della manifestazione di Cristo. Essi non avrebbero attribuito alla sua prima venuta la gloriosa seconda apparizione di Cristo. Avevano la testimonianza di Daniele; avevano la testimonianza di Isaia e degli altri profeti; avevano l’insegnamento di Mosè; ed ecco che Cristo era proprio in mezzo a loro, e tuttavia essi investigavano le Scritture in cerca di prove riguardo alla sua venuta. E facevano a Cristo proprio quelle stesse cose che era stato profetizzato avrebbero fatto. Erano così accecati che non sapevano ciò che facevano.

«E molti stanno facendo oggi, nel 1897, le stesse cose, perché non hanno avuto esperienza nei messaggi di prova compresi nei messaggi del primo, del secondo e del terzo angelo. Vi sono alcuni che investigano le Scritture alla ricerca di prove che questi messaggi siano ancora nel futuro. Essi raccolgono gli elementi che attestano la veridicità dei messaggi, ma mancano di assegnare loro il giusto posto nella storia profetica. Perciò tali persone sono in pericolo di sviare il popolo riguardo alla corretta collocazione dei messaggi. Essi non vedono né comprendono il tempo della fine, né sanno quando collocare i messaggi. Il giorno di Dio viene con passo furtivo; ma i supposti uomini sapienti e grandi vanno cianciando di “Istruzione Superiore”. Essi non conoscono i segni della venuta di Cristo, né della fine del mondo». Paulson Collection, 423, 424.

Identificare la nascita di Cristo come il «tempo della fine», e quindi come la chiave per introdurre la linea dei Maccabei nel contesto della verità presente degli ultimi giorni, significa fare di Cristo il centro stesso del passo, il che costituisce altresì una prova che l’applicazione è valida.

La linea dei Maccabei illustra spiritualmente il paese glorioso, e l’illustrazione comincia in un periodo in cui i cittadini del paese glorioso si sottraggono al dominio politico e religioso del re del nord. La rivolta maccabaica che condusse alla dinastia asmonea rappresenta il 1776, e la rivolta contro il re del nord compiuta dai Maccabei rappresentò la Guerra d’Indipendenza. I ventidue anni dal 1776 al 1798 rappresentano la ribellione maccabaica che condusse alla dinastia asmonea al tempo della fine nel 1798, la quale continuò fino a quando ebbe inizio la dinastia erodiana al tempo della fine nel 1989. La dinastia erodiana continuò fino alla distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C.

Ciò che è importante riconoscere in questa linea di storia è duplice: essa è un’illustrazione dell’antica terra gloriosa che è figura della moderna terra gloriosa, e ha inizio entro una linea di storia che comincia con il versetto sedici, dove Roma conquista la terra gloriosa per la prima volta, identificando così il tema principale della linea. La linea che va dal versetto sedici fino al versetto ventidue rappresenta la terra gloriosa, e il suo contesto è la legge domenicale imminente. La linea rappresenta anche le due classi di adoratori che influenzano entrambi i governi dinastici. I Sadducei erano meno numerosi, ma in genere controllavano i sistemi religiosi e politici giudaici in entrambi i periodi dinastici. Il sistema religioso era amministrato da un sacerdozio, e quel sacerdozio era anch’esso influenzato sia dai Sadducei sia dai Farisei. I governi asmoneo ed erodiano furono entrambi influenzati dai Farisei e dai Sadducei, e le due dinastie rappresentano il governo degli Stati Uniti dal 1798 fino alla legge domenicale.

I Farisei e i Sadducei rappresentano due partiti di orientamento politico che si distinguono per la loro posizione sulla questione della schiavitù. I Democratici sono favorevoli alla schiavitù e i Repubblicani sono contrari alla schiavitù; e insieme interagiscono con l’apparato politico del governo costituzionale degli Stati Uniti. Quel governo è la bestia della terra di Apocalisse tredici, e la storia esterna della bestia della terra è rappresentata dal suo corno repubblicano. La storia interna è rappresentata dal corno protestante. I corni sono separati sulla bestia, poiché la bestia è la Costituzione che separa il corno dello stato dal corno della chiesa, ma essi avanzano insieme attraverso la storia. Il corno repubblicano esercita due influenze, a favore o contro la schiavitù. Il corno protestante esercita due influenze, a favore del sabato del settimo giorno o del primo giorno del sole.

Circa trent’anni dopo la battaglia di Panium, i Maccabei segnano la storia degli Stati Uniti come il sesto regno della profezia biblica. Poi, circa un secolo più tardi, il versetto sedici si adempie quando Gerusalemme viene conquistata, prefigurando la croce. La Giudea è il secondo dei tre ostacoli che Roma sottomette mentre assume il controllo del mondo. Il generale Pompeo conquistò la Siria nel 65 a.C., e poi Giuda nel 63 a.C. Augusto Cesare avrebbe conquistato il terzo ostacolo nella battaglia di Azio nel 31 a.C. Questa storia è rappresentata nella linea dei versetti dal sedici al ventidue.

Al tempo della croce, la storia dei Maccabei si protrae da quasi duecento anni. Uriah Smith rileva che la storia rappresentata dall’alleanza con i Giudei nel versetto ventitré deve essere collegata a un punto iniziale della storia verificatosi quasi duecento anni prima della storia della croce nel versetto ventidue. La storia della croce nel versetto ventidue deve essere collegata al versetto sedici, poiché anche il versetto sedici è la legge domenicale. Ciò significa che la linea dei Maccabei, che è la storia della terra gloriosa di Giuda, ha inizio molto prima della legge domenicale del versetto sedici.

Quando comprendiamo che la storia millerita illustra la storia dei centoquarantaquattromila, possiamo allineare il tempo della fine per i Milleriti nel 1798 con il tempo della fine per i centoquarantaquattromila nel 1989. Quando facciamo questo, stiamo sovrapponendo la storia del primo e del secondo angelo con la storia del terzo angelo. Il 1798 e il 1989 sono i waymark alfa e omega della storia del versetto quaranta di Daniele undici.

Il versetto quaranta comincia al «tempo della fine», il che si dimostra facilmente essere il 1798; e, se correttamente compreso, il crollo dell’Unione Sovietica nel 1989 adempié il versetto quaranta, e tale adempimento fu anch’esso «il tempo della fine». Due «tempi della fine» in un solo versetto, che si trova nello stesso capitolo della linea dei Maccabei. La rivolta maccabaica che condusse alla dinastia asmonea rappresenta i ventidue anni dal 1776 fino al 1798. Nel 1798 ebbe inizio la dinastia asmonea e nel 1989 ebbe inizio la dinastia erodiana.

Il versetto dieci di Daniele undici identifica il 1989, e il versetto sedici è la legge domenicale. La linea storica contenuta in quei versetti rappresenta tre battaglie, la caduta di un re del sud e l’ingresso di Roma nella storia profetica. Essa contiene anche la linea di due dinastie che prefigurano il cambiamento che si verifica quando la bestia della terra di Apocalisse tredici, che “aveva due corna simili a quelle di un agnello” e “parlava come un dragone.” In successione, la prima dinastia giudaica è l’agnello e la seconda dinastia romana è il dragone. La prima dinastia era giudaica, la seconda era romana. Che fosse giudaica o romana, la bestia della terra aveva due corna.

La dinastia giudaica rappresenta il corno protestante e la dinastia romana rappresenta il corno repubblicano. Entrambi i corni possiedono anche una divisione profetica in due. I Sadducei e i Farisei forniscono il quadro dei Democratici favorevoli alla schiavitù in contrapposizione ai Repubblicani contrari alla schiavitù; mentre rappresentano altresì una duplice divisione delle vergini stolte in contrasto con le vergini avvedute. I Farisei, quali vergini stolte, sono purgati al primo disappunto, e i Sadducei sono purgati alla seconda purificazione del tempio. I Farisei, come la chiesa di Sardi, professavano di avere un nome di vita, ma erano morti, e sono purgati per primi; poi i Sadducei, i quali negavano la potenza di Dio, negavano la potenza e il messaggio del Grido di Mezzanotte. I Sadducei sono il popolo del patto che viene oltrepassato; i Sadducei sono coloro che si accontentano delle sensazioni di buone emozioni.

“La venuta di Cristo, come annunciata dal messaggio del primo angelo, fu compresa come rappresentata dalla venuta dello sposo. La vasta riforma suscitata dalla proclamazione della sua prossima venuta corrispondeva all’uscita delle vergini. In questa parabola, come in quella di Matteo 24, sono rappresentate due classi. Tutte avevano preso le loro lampade, la Bibbia, e alla sua luce erano uscite per andare incontro allo Sposo. Ma mentre «le stolte, prese le loro lampade, non avevano preso con sé dell’olio», «le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell’olio nei vasi». Quest’ultima classe aveva ricevuto la grazia di Dio, la potenza rigeneratrice e illuminante dello Spirito Santo, che rende la sua parola una lampada al piede e una luce sul sentiero. Nel timore di Dio esse avevano studiato le Scritture per conoscere la verità, e avevano sinceramente cercato la purezza di cuore e di vita. Costoro avevano un’esperienza personale, una fede in Dio e nella sua parola che non poteva essere abbattuta dalla delusione e dal ritardo. Altre «presero le loro lampade e non presero con sé dell’olio». Si erano mosse per impulso. I loro timori erano stati suscitati dal solenne messaggio, ma esse avevano fatto affidamento sulla fede dei loro fratelli, accontentandosi della luce tremolante di buone emozioni, senza una comprensione profonda della verità né una genuina opera di grazia nel cuore. Queste erano uscite per andare incontro al Signore, piene di speranza nella prospettiva di una ricompensa immediata; ma non erano preparate al ritardo e alla delusione. Quando vennero le prove, la loro fede venne meno, e le loro lampade ardevano fioche.” The Great Controversy, 393.

Sia in ambito politico sia in ambito religioso, entrambe le classi si uniscono contro i saggi nella crisi di mezzanotte. Detto ciò, abbiamo iniziato l’articolo sollevando il punto che sto applicando il versetto quattordici in base alla sua collocazione nel flusso dei versetti, in contraddizione con la sequenza storica rappresentata dai versetti. Impiego tale logica in accordo con la collocazione del versetto ventitré. La collocazione di un waymark deve corrispondere al suo adempimento storico. La lega che i Giudei fecero con Roma durante il periodo dei Maccabei definì dove il versetto sarebbe stato applicato. I “predoni” del versetto quattordici, che stabiliscono la visione, lo fecero nel 200 a.C., proprio l’anno della battaglia di Panio, ma la battaglia e i predoni sono due simboli differenti.

I «predoni» entrano a far parte della narrazione non per stabilire un collegamento diretto con la data della battaglia di Panium, ma per identificare il rapporto da loro stabilito con il sovrano d’Egitto di cinque anni, indebolito, che stava per essere sconfitto da Antioco. Essi non volevano un’interruzione dell’importazione di grano egiziano nell’Impero romano. Il rapporto profetico di Roma con il vulnerabile re egiziano di cinque anni è il soggetto del versetto. Tale intercessione identifica le conseguenze della crisi che segue il tentativo di Putin di includere l’assoggettamento della chiesa ucraina alla chiesa russa, come era stato in precedenza, prima del 1989. Quel tentativo avvia il progressivo tramonto del suo regno meridionale e, quando Putin muore come Tolomeo, o viene in qualche modo esiliato come Ozia e Napoleone, egli viene profeticamente rimosso e il suo regno passa quindi nelle mani di una serie di capi meno competenti. Allora, al tempo del re di cinque anni, la Roma papale interviene per proteggere i propri interessi, che sono la chiesa ucraina.

Il papato non prende posizione tra l’ortodossia russa e quella ucraina; sta giocando su tutti i fronti per ricondurre tutti i corpi religiosi sotto la propria autorità, come rappresentato in Isaia quattro.

In quel giorno sette donne si attaccheranno a un solo uomo, dicendo: «Noi mangeremo il nostro proprio pane e ci vestiremo dei nostri propri abiti; soltanto lascia che siamo chiamate con il tuo nome, per togliere il nostro vituperio». In quel giorno il germoglio del Signore sarà bello e glorioso, e il frutto della terra sarà eccellente e splendido per gli scampati d’Israele. E avverrà che colui che sarà rimasto in Sion e colui che sarà rimasto in Gerusalemme sarà chiamato santo, cioè chiunque sarà scritto tra i viventi in Gerusalemme. Isaia 4:1–3.

Il papato assume il controllo di tutti gli organismi religiosi, rappresentati come sette donne, vale a dire tutte le chiese. Quelle sette chiese desiderano essere chiamate cattoliche, il che significa universali, ed è evidente che non sono il popolo di Dio, poiché intendono indossare il proprio abbigliamento. L’unificazione di tutti gli organismi religiosi che desiderano indossare le proprie vesti umane avviene nel tempo in cui coloro che sono in «Gerusalemme saranno chiamati santi», che è il tempo in cui il germoglio del Signore si trasforma da un popolo laodicense a un popolo filadelfiano; ed è proprio allora che il papato diviene il capo di tutti gli organismi religiosi, nel medesimo tempo in cui sarà anche costituito capo degli organismi politici.

Nel 1989, la chiesa ucraina fu un simbolo del re del nord che travolgeva l’Unione Sovietica, e Putin cercherà di ristabilire l’antico rapporto di sottomissione, e riceverà la lebbra sulla sua fronte e inizierà una persecuzione contro la religione che avrà rifiutato le sue richieste. Quella persecuzione ebbe luogo nella stessa nazione di Tolomeo, nella città di Alessandria; così le chiese all’interno della Russia che sono influenzate da Roma diverranno il bersaglio di Putin, e la sua fine. Mentre Trump si prepara per la battaglia di Panion, il suo rapporto aperto con il protettore del giovane re egiziano indebolito viene identificato nel 2025. La potenza romana che nel 200 a.C. protesse il giovane re egiziano, allora non proteggerà il giovane re. Essa contribuirà a porre fine al giovane re. Roma, quale protettrice dell’Egitto nel 200 a.C., rappresenta Roma quale distruttrice dell’Egitto nella battaglia di Panion.

Milleriti

I Milleriti non videro tre potenze romane; ne videro soltanto due, ma la loro verità era nondimeno verità. La logica profetica di Antioco quale simbolo ci consente di applicare il versetto quattordici a una storia che precede il versetto quindici, anche se la storia che inizialmente adempì i versetti collocò sia il versetto quattordici sia il versetto quindici nell’anno 200 a.C. Io affermo che il versetto sedici è la legge domenicale imminente, che il versetto quattordici era il 2025, e che il versetto quindici è la futura battaglia di Panio. Antioco dimostra che le tre battaglie costituiscono un’unica linea profetica, poiché egli è presente in tutte e tre le battaglie; ma dimostra anche la tesi che sto sostenendo, ossia l’applicazione degli ultimi giorni dei versetti, quando venga rettamente distinta con la metodologia linea su linea.

Antioco fu presente in tutte e tre le battaglie e, negli ultimi giorni, egli rappresenta il potere vicario del papato nel 1989 (Reagan e gli USA), nel 2014 (Zelenskyy e l’Ucraina), e poi, nella battaglia di Panium, esso è il medesimo potere vicario del 1989, poiché Gesù rappresenta sempre la fine con l’inizio. Ronald Reagan è morto e sepolto, perciò la testimonianza storica di Antioco è conforme alla comprensione millerita, ma è soggetta alle regole che governano un’applicazione linea su linea. L’ultimo potere vicario papale nei versetti è Trump, anche se storicamente Antioco fu presente in tutte e tre le battaglie. Per adempiere il versetto tredici, Trump doveva perdere la seconda elezione, poiché nel versetto tredici egli “ritorna”, più forte che mai, abbastanza forte da ricevere un proiettile attraverso l’orecchio, il quale, insieme con il pollice destro e con l’alluce destro, era ciò che doveva essere unto con sangue, quando i sacerdoti venivano consacrati.

Reagan prefigurava Trump, poiché Reagan è il primo degli ultimi otto presidenti dal tempo della fine nel 1989. Lincoln prefigurava Trump, poiché egli fu il primo presidente repubblicano. Lincoln fu assassinato da democratici favorevoli alla schiavitù in alleanza con Roma, e sia Ronald Reagan sia la sua controparte papista Giovanni Paolo II sopravvissero a tentativi di assassinio. Trump fu assassinato politicamente nel 2020, con l’elezione rubata in adempimento di Apocalisse undici, versetto sette, e poi nel 2024 fu risuscitato in adempimento del versetto undici.

E quando avranno finito la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. … E dopo tre giorni e mezzo, lo Spirito della vita da parte di Dio entrò in loro, ed essi si levarono in piedi; e grande spavento cadde su quelli che li videro. Apocalisse 11:7, 11.

La risurrezione di Trump fu il suo «ritorno» del versetto tredici, e fornì anche un parallelo di una caratteristica di Roma, poiché Roma è «l’ottavo che è dei sette», e Trump è un’immagine di Roma.

E la bestia che era, e non è, anche essa è l’ottava, viene dalle sette, e se ne va in perdizione. Apocalisse 17:11.

Il secondo mandato di Trump lo rende l’ottavo presidente da Reagan, e poiché egli fu anche il sesto, Trump, in allineamento con il papato, è «l’ottavo, che è dei sette». Otto è il simbolo della risurrezione, il che sottolinea che egli, quale immagine del papato, doveva ricevere una ferita mortale che fosse guarita per poter «ritornare».

E vidi una delle sue teste come ferita a morte; e la sua piaga mortale fu guarita: e tutta la terra si meravigliò dietro la bestia. Apocalisse 13:3.

Quando la ferita mortale sarà guarita, il mondo «si meraviglierà dietro la bestia»; e quando Trump fu risuscitato come l’ottavo che è dei sette nel 2024, egli «ritornò» e il mondo intero si meravigliò dietro di lui.

E dopo tre giorni e mezzo, lo Spirito di vita procedente da Dio entrò in loro, ed essi si levarono in piedi; e grande spavento cadde su quelli che li videro. Ed essi udirono una gran voce dal cielo che diceva loro: Salite quassù. Ed essi salirono al cielo in una nuvola; e i loro nemici li videro. Apocalisse 11:11, 12.

Trump «ritornò» nelle elezioni del 2024, e poi nel 2025 egli e papa Leone furono entrambi insediati. Gesù diede un avvertimento diretto e giusto, a chiunque volesse vedere.

Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta nel luogo santo, (chi legge, intenda.) Matteo 24:15.

Marco lo dice forse un po’ più chiaramente.

Ma quando vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta là dove non dovrebbe, (chi legge comprenda,) allora quelli che sono nella Giudea fuggano ai monti. Marco 13:14.

L’abominazione della desolazione è Roma in ciascuna delle sue tre fasi. La Roma pagana, papale e moderna è, ciascuna, un simbolo di avvertimento per il popolo di Dio. L’avvertimento dev’essere riconosciuto quando Roma si trova in un «luogo santo» o dove «non dovrebbe» essere. Il paese glorioso è la terra santa nella Scrittura, e gli Stati Uniti sono il paese spirituale glorioso.

E il Signore possederà Giuda come sua porzione nella terra santa, e sceglierà di nuovo Gerusalemme. Taccia ogni carne davanti al Signore, poiché egli si è levato dalla sua santa dimora. Zaccaria 2:12, 13.

Quando vedete Roma stare nel luogo santo, il Signore sta scegliendo Gerusalemme come Suo popolo del patto per l’ultima volta. Quando Reagan, il primo di otto presidenti, stabilì una segreta alleanza con l’anticristo della profezia biblica, ciò rappresentò un’alleanza aperta con Roma da parte dell’ottavo e ultimo presidente dal tempo della fine nel 1989. I simboli dell’Omega spesso invertono gli attributi del simbolo dell’Alfa.

L’insediamento di papa Leone e di Trump nel 2025 sta identificando una relazione aperta tra la bestia del mare e la bestia della terra di Apocalisse tredici. Il rovesciamento in un’alleanza aperta tra Trump e Leone, prefigurato dall’alleanza segreta tra Reagan e Giovanni Paolo II, ci informa che il sostegno del fanciullo-re egiziano che adempì il versetto quattordici nel 200 a.C. rappresenta una mancanza di sostegno negli ultimi giorni.

Il 2025 stabilisce la visione o profezia fondamentale esterna, poiché innalza Roma quale avvertimento di Roma che è identificato da Daniele con il simbolismo della «abominazione della desolazione». L’avvertimento dell’abominazione della desolazione ha luogo in anticipo rispetto alla distruzione rappresentata dalla «desolazione». Nell’assedio di Gerusalemme sotto Cestio, l’avvertimento fu rappresentato dagli stendardi dell’autorità di Roma collocati entro i sacri recinti del santuario. Coloro che videro, compresero, ubbidirono e lasciarono la città furono protetti quando l’assedio fu ripreso. Essi videro il segno romano di avvertimento. I cristiani che si separarono dalla chiesa compromessa di Pergamo e, in seguito, dalla chiesa di Tiatira, fuggirono nel deserto quando videro l’uomo del peccato sedere nel tempio di Dio. Questi testimoni identificano un avvertimento dell’abominazione della desolazione di cui parlò Daniele negli ultimi giorni.

Abbiamo ripetutamente mostrato che il 1888 fu l’assedio di Cestio, e che la conclusione della crisi della legge domenicale è l’assedio di Tito. I disegni di legge domenicale di Blair degli anni 1880, insieme alle leggi domenicali che furono attuate in alcuni stati del Sud durante gli anni 1880, costituirono l’avvertimento di Cestio che segnò altresì la linea di demarcazione nel consiglio di Sorella White riguardo alla vita in campagna. Prima degli anni 1880, il suo consiglio era che in futuro avremmo dovuto trasferirci in campagna; ma dopo gli anni 1880 la vita in campagna era qualcosa che avrebbe già dovuto essere stata realizzata. Il segnale di avvertimento dei Blair Bills, che promuovevano negli anni 1880 il marchio di autorità del potere papale oggetto di discussione, prefigurò il Patriot Act all’11 settembre, poiché l’angelo di Apocalisse diciotto apparve in entrambe quelle storie.

L’11 settembre fu l’avvertimento di Cestio che collocava la sua autorità nel luogo santo dove non doveva stare, poiché con l’11 settembre la legge romana sostituì la legge inglese. Nei Processi Pelosi del 2021 la clausola del giusto processo fu ripudiata, e ciò rappresenta un altro passo verso l’assedio di Tito, che si conclude con l’imminente legge domenicale negli Stati Uniti. L’assedio è un periodo di tempo. Il 1888 parla della ribellione del corno protestante interno, e l’11 settembre parla della ribellione del corno repubblicano esterno. L’insediamento del papa dalla terra gloriosa nello stesso anno in cui viene insediato anche il presidente finale rappresenta l’avvertimento finale dell’abominazione della desolazione che sta dove non dovrebbe, immediatamente prima della battaglia di Panio. La battaglia di Panio conduce direttamente alla legge domenicale e alla battaglia di Azio, che rappresentò il terzo e ultimo ostacolo per la Roma pagana, e quindi la Roma pagana regnò in modo supremo per 360 anni in adempimento di Daniele 11:24. Alla legge domenicale il sesto e il settimo regno sono entrambi conquistati da Roma, e la Roma moderna regna quindi per un’ora simbolica, ossia quarantadue mesi simbolici.

Nel versetto sedici, Pompeo, che ha appena conquistato i primi ostacoli della Roma pagana in Siria, conquista poi Gerusalemme. Pompeo abbatte i primi due ostacoli di Roma, e Augusto Cesare conquista il terzo ad Azio. La Roma moderna conquista dapprima il re del sud nel 1989, in adempimento del versetto quaranta e come prefigurato dal versetto dieci. Poi, alla legge domenicale, la Roma moderna conquista il suo secondo e il suo terzo ostacolo con gli Stati Uniti e quindi le Nazioni Unite acconsentono immediatamente a dare il loro regno al potere papale. La Roma pagana ne conquistò due con Pompeo e poi uno, e la Roma papale ne conquistò uno nel 1989, e quindi i suoi due successivi nel versetto sedici, che è il punto in cui Pompeo viene indicato con la sua seconda conquista.

Sia che si trattasse del terzo ostacolo ad Azio per la Roma pagana, sia del momento in cui il terzo ostacolo, rappresentato dai Goti scacciati dalla città di Roma nel 538, viene rimosso, quando Roma supera il terzo ostacolo essa domina in modo supremo.

Certo, il Signore, Dio, non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti. Amos 3:7.

Il Signore darà certamente la manifestazione finale del segnale di avvertimento che è rappresentato come l’abominazione della desolazione nel libro di Daniele, prima che giunga la desolazione. Quel segnale di avvertimento è l’alleanza aperta, in contrasto con l’alleanza segreta di Reagan, che viene rappresentata nel 2025. Il Signore non infliggerà il castigo senza prima dare un avvertimento, e Amos è molto diretto riguardo a quale sia la rivelazione segreta fatta ai Suoi servi e a chi essa sia rivolta.

Ascoltate questa parola che il Signore ha pronunciato contro di voi, o figli d’Israele, contro tutta la famiglia che io feci salire dal paese d’Egitto, dicendo: «Soltanto voi ho conosciuto fra tutte le famiglie della terra; perciò vi punirò per tutte le vostre iniquità». Amos 3:1, 2.

Amos si rivolge all’ultima generazione del popolo del patto eletto da Dio, che dev’essere punita, in corrispondenza con i venticinque uomini che si prostrano davanti al sole in Ezechiele otto. Amos presenta il messaggio di Laodicea, che è il messaggio del terzo angelo durante la cancellazione del peccato nel tempo del giudizio dei viventi. L’avvertimento di Amos si basa sull’unificazione di due parti.

Possono due camminare insieme, se prima non si sono messi d’accordo? Ruggirà forse un leone nella foresta, quando non ha alcuna preda? Griderà un giovane leone dalla sua tana, se non ha preso nulla? Cade forse un uccello in una trappola sulla terra, dove non vi è laccio per lui? Si leva forse una trappola da terra, senza aver preso assolutamente nulla? Si suonerà forse la tromba nella città, senza che il popolo abbia paura? Avverrà forse una calamità in una città, senza che il Signore ne sia l’autore? Amos 3:3–6.

L’avvertimento di due che camminano insieme come uno solo è collocato nel contesto di un laccio che cattura un uccello dalla terra. Gli uccelli sono simboli di corpi religiosi, e il papato è una gabbia d’ogni uccello immondo e odioso nell’Apocalisse.

Ed egli gridò con voce potente, dicendo: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è divenuta dimora di demòni, ricetto d’ogni spirito immondo e gabbia d’ogni uccello impuro e odioso. Poiché tutte le nazioni hanno bevuto del vino dell’ira della sua fornicazione, e i re della terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti per l’abbondanza delle sue delizie». Apocalisse 18:2, 3.

Un uccello in gabbia è un uccello catturato, e quando una nazione commette fornicazione con la prostituta di Roma diviene un uccello catturato; e l’uccello che è innalzato al di sopra di tutti gli altri uccelli profetici è la potenza la cui casa triplice è edificata, è stabilita alla legge domenicale, nel suo luogo, che è Scinear, che è Babilonia. È l’uccello che ricevette una piaga mortale nel 1798, o, come afferma Zaccaria, al quale fu posto un coperchio di piombo sopra il suo paniere, ma che in seguito fu sollevato dagli uccelli dello spiritismo e del protestantesimo apostata.

Poi l’angelo che parlava con me si fece avanti e mi disse: «Alza ora gli occhi e guarda che cos’è questo che avanza». E io dissi: «Che cos’è?» Ed egli disse: «Questo è un’efa che avanza». Disse inoltre: «Questa è la loro sembianza per tutta la terra». Ed ecco, fu sollevato un talento di piombo; e questa è una donna che siede in mezzo all’efa. Ed egli disse: «Questa è la malvagità». E la gettò in mezzo all’efa; poi gettò il peso di piombo sulla sua apertura. Allora alzai gli occhi e guardai, ed ecco venire fuori due donne, e il vento era nelle loro ali; poiché avevano ali come le ali di una cicogna; ed esse sollevarono l’efa fra la terra e il cielo. Allora dissi all’angelo che parlava con me: «Dove portano costoro l’efa?» Ed egli mi disse: «Per costruirle una casa nel paese di Scinear; là sarà stabilita e posta sulla propria base». Zaccaria 5:5–11.

Il laccio di Amos cattura l’uccello dalla terra, poiché rappresenta l’alleanza che precede l’imminente legge domenicale nella quale l’uccello della terra viene catturato; e, secondo Amos, l’alleanza è un rimprovero al Settimo-day Adventismo laodiceano, poiché vi sarà una tromba d’avvertimento che sarà suonata nella città, e che essi rifiuteranno di ascoltare.

Si suonerà forse la tromba nella città, senza che il popolo abbia paura? Avverrà forse una sventura in una città, senza che il Signore l’abbia causata? Poiché il Signore Dio non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti. Il leone ha ruggito: chi non temerà? Il Signore Dio ha parlato: chi potrà non profetizzare? Amos 3:6–8.

Il Leone che ruggisce è il Leone della tribù di Giuda, che rappresenta Cristo quando Egli sigilla e dissigilla la Sua Parola profetica. L’alleanza aperta del 2025 è l’assedio di Cestio e il simbolo dei predoni del popolo di Dio è stabilito quando si vedono due camminare insieme che non dovrebbero mai coesistere. Roma alleata e allineata con i Protestanti è un ossimoro, poiché essere protestante significa protestare contro Roma.

Continueremo queste considerazioni nel prossimo articolo.

Troppo tardi per sfuggire al laccio

«E si ricordi che Roma si vanta di non cambiare mai. I princìpi di Gregorio VII e di Innocenzo III sono ancora i princìpi della Chiesa cattolica romana. E se soltanto ne avesse il potere, li metterebbe in pratica oggi con lo stesso vigore che nei secoli passati. I protestanti ben poco sanno ciò che fanno quando si propongono di accettare l’aiuto di Roma nell’opera di esaltazione della domenica. Mentre sono intenti a conseguire il loro scopo, Roma mira a ristabilire il proprio potere, a recuperare la sua supremazia perduta. Si stabilisca anche una sola volta negli Stati Uniti il principio che la chiesa possa impiegare o controllare il potere dello Stato; che le osservanze religiose possano essere imposte da leggi secolari; in breve, che l’autorità della chiesa e dello Stato debba dominare la coscienza, e il trionfo di Roma in questo Paese sarà assicurato.»

«La parola di Dio ha dato avvertimento del pericolo imminente; se questo viene trascurato, il mondo protestante apprenderà quali siano realmente i disegni di Roma solo quando sarà troppo tardi per sfuggire al laccio. Essa sta crescendo silenziosamente in potenza. Le sue dottrine esercitano la loro influenza nelle aule legislative, nelle chiese e nei cuori degli uomini. Essa va innalzando le sue strutture alte e imponenti, nei cui recessi segreti saranno ripetute le persecuzioni del passato. Furtivamente e senza destare sospetti essa rafforza le sue forze per promuovere i propri fini, quando verrà il tempo di colpire. Tutto ciò che desidera è una posizione di vantaggio, e questa le viene già concessa. Presto vedremo e sentiremo quale sia il proposito dell’elemento romano. Chiunque crederà e ubbidirà alla parola di Dio incorrerà perciò in biasimo e persecuzione». The Great Controversy, 581.

«Vi è un mondo che giace nella malvagità, nell’inganno e nella delusione, nell’ombra stessa della morte,—addormentato, addormentato. Chi prova doglie dell’anima per destarli? Quale voce può raggiungerli? La mia mente è trasportata al futuro, quando sarà dato il segnale: “Ecco lo Sposo; uscitegli incontro”. Ma alcuni avranno indugiato a procurarsi l’olio per rifornire le loro lampade, e troppo tardi scopriranno che il carattere, rappresentato dall’olio, non è trasferibile. Quell’olio è la giustizia di Cristo. Esso rappresenta il carattere, e il carattere non è trasferibile. Nessun uomo può procurarlo per un altro. Ciascuno deve ottenere per sé un carattere purificato da ogni macchia di peccato». Bible Echo, 4 maggio 1896.

«Mentre vedevo povere anime morire per mancanza della verità presente, e alcuni che professavano di credere alla verità le lasciavano morire trattenendo i mezzi necessari per far progredire l’opera di Dio, quella vista era troppo dolorosa, e pregai l’angelo di allontanarla da me. Vidi che quando la causa di Dio richiedeva una parte dei loro beni, come il giovane che venne a Gesù (Matteo 19:16–22), essi se ne andavano rattristati, e che ben presto il flagello traboccante sarebbe passato e avrebbe spazzato via tutti i loro possessi, e allora sarebbe stato troppo tardi per sacrificare i beni terreni e accumulare un tesoro in cielo». Early Writings, 49.

«Giuda vide che le sue suppliche erano vane e si precipitò fuori dalla sala esclamando: È troppo tardi! È troppo tardi! Sentiva che non avrebbe potuto vivere per vedere Gesù crocifisso e, nella disperazione, uscì e si impiccò». The Desire of Ages, 722.