La storia profetica che è stata dischiusa entro i sette tuoni identifica la storia nella quale ci troviamo ora. Il segreto rimase nascosto finché non giunse la storia che esso rappresentava. È il tempo in cui il Consolatore, lo Spirito di «verità», rivela la verità che Giovanni chiamò la Rivelazione di Gesù Cristo, poiché Gesù Cristo è la Verità. Non si tratta semplicemente del fatto che la parola «verità» rappresenti il carattere di Dio. E non si tratta semplicemente di una rivelazione del meraviglioso linguista, per cui la parola ebraica «verità» è usata in modi così profondi in tutte le Scritture. Ma è anche lo straordinario miracolo che, quando viene compreso, diviene la chiave per aprire le profezie del libro dell’Apocalisse e, così facendo, apre l’intera Bibbia. Ma ciò è soltanto per coloro che sono disposti a vedere, udire e osservare le cose che vi sono scritte, poiché il tempo è vicino.
Affinché gli uomini riconoscano la «verità» in modo tale da essere santificati da essa, è necessaria la presenza dello Spirito Santo. Gli uomini possono comprendere intellettualmente la parola «verità» e perfino stupirsi del suo significato, ma la «verità» deve essere mangiata. Deve essere interiorizzata e resa parte dell’esperienza di una persona, poiché la parola comunica il potere creativo di Dio a coloro che cercano di essere trasformati a immagine di Cristo. Uno dei punti di partenza della mia indagine personale sulla parola ebraica tradotta come «verità» furono gli studiosi dell’ebraico, i quali pure affrontano la natura sorprendente della parola «verità» e il suo uso nella Bibbia. Ma non vi è motivo di credere che la loro comprensione intellettuale della parola «verità» li abbia condotti a Cristo.
Il fatto profetico che la parola debba essere mangiata con la presenza dello Spirito Santo riecheggia la definizione che Sister White dà dell’“olio” nella parabola delle dieci vergini, nonché la sua descrizione delle due classi di vergini che attendono lo Sposo.
Un simbolo molto spesso ha più di un significato, e il significato dev’essere definito dal contesto in cui il simbolo si trova. Esso non dev’essere definito né dalla definizione della parola data dall’esperto di grammatica né dal quadro temporale storico in cui la parola fu scritta. Questi due approcci sono quelli di cui i teologi dell’Avventismo si sono impadroniti per negare la «verità». Un simbolo è definito dal contesto in cui è impiegato. All’interno dello Spirito di Profezia, la parola «olio» nella parabola delle dieci vergini rappresenta almeno alcune cose diverse, a seconda del contesto del passo in cui si trova l’«olio». Perché una classe di vergini possiede l’olio e l’altra no?
«C’è un mondo che giace nella malvagità, nell’inganno e nell’illusione, nell’ombra stessa della morte,—addormentato, addormentato. Chi prova doglie dell’anima per risvegliarlo? Quale voce può raggiungerlo? La mia mente è trasportata al futuro, quando sarà dato il segnale: “Ecco, lo Sposo viene; uscitegli incontro”. Ma alcuni avranno indugiato a procurarsi l’olio per rifornire le loro lampade, e troppo tardi scopriranno che il carattere, che è rappresentato dall’olio, non è trasferibile. Quell’olio è la giustizia di Cristo. Esso rappresenta il carattere, e il carattere non è trasferibile. Nessuno può procurarlo per un altro. Ciascuno deve ottenere per sé un carattere purificato da ogni macchia di peccato». Bible Echo, 4 maggio 1896.
Le vergini stolte non possiedono il carattere necessario per superare la crisi che sta per sopraggiungere. Sono prive della giustizia di Cristo. Ma l’olio è anche un messaggio, e l’olio nella parabola delle dieci vergini negli «ultimi giorni» è il messaggio finale di avvertimento rappresentato dalla Rivelazione di Gesù Cristo, che dev’essere ascoltata, letta e osservata.
«Gli unti che stanno presso il Signore di tutta la terra occupano la posizione un tempo assegnata a Satana quale cherubino protettore. Per mezzo degli esseri santi che circondano il suo trono, il Signore mantiene una comunicazione costante con gli abitanti della terra. L’olio d’oro rappresenta la grazia con la quale Dio provvede continuamente alle lampade dei credenti, affinché non vacillino e non si spengano. Se non fosse per questo santo olio che viene effuso dal cielo nei messaggi dello Spirito di Dio, le potenze del male avrebbero il completo dominio sugli uomini.»
«Dio è disonorato quando non riceviamo le comunicazioni che ci invia. Così rifiutiamo l’olio d’oro che Egli vorrebbe versare nelle nostre anime affinché sia trasmesso a coloro che sono nelle tenebre. Quando giungerà il grido: “Ecco, lo sposo viene; uscitegli incontro”, coloro che non avranno ricevuto l’olio santo, che non avranno custodito nei loro cuori la grazia di Cristo, scopriranno, come le vergini stolte, di non essere pronti a incontrare il loro Signore. Non hanno in se stessi il potere di procurarsi l’olio, e la loro vita è rovinata. Ma se si chiede il Santo Spirito di Dio, se supplichiamo, come fece Mosè: “Mostrami la tua gloria”, l’amore di Dio sarà sparso nei nostri cuori. Attraverso i condotti d’oro, l’olio d’oro ci sarà comunicato. “Non per potenza, né per forza, ma per il mio Spirito, dice il Signore degli eserciti.” Ricevendo i fulgidi raggi del Sole di giustizia, i figli di Dio risplendono come luci nel mondo». Review and Herald, 20 luglio 1897.
L’“olio” è il messaggio finale, che, ancora una volta, è la Rivelazione di Gesù Cristo. Nel passo, coloro che desiderano avere l’olio devono supplicare Dio come fece Mosè nella caverna di Horeb. Ma si noti che, se dobbiamo “supplicare, come fece Mosè”, affinché Dio ci “mostri” la Sua “gloria”, dobbiamo anzitutto chiedere lo Spirito Santo, che è il Consolatore. Se lo facciamo, allora, per mezzo degli angeli e dei due condotti d’oro, riceveremo la giustizia di Cristo. Inganniamo noi stessi se pensiamo di poter pregare e supplicare per il carattere di Cristo, come le tradizioni e le usanze dell’Avventismo laodiceano suggeriscono si debba fare, mentre allo stesso tempo rifiutiamo il messaggio della Rivelazione di Gesù Cristo. La Sua giustizia ci è trasmessa mediante i “messaggi dello Spirito di Dio”, che sono trasmessi dai due unti che stanno davanti al trono di Dio. Quando respingiamo il Suo messaggio, respingiamo la Sua giustizia.
Allora io risposi e gli dissi: «Che cosa sono questi due ulivi alla destra del candelabro e alla sua sinistra?» E ripresi a rispondergli e gli dissi: «Che cosa sono questi due rami d’ulivo che, per mezzo dei due condotti d’oro, riversano fuori da sé l’olio d’oro?» Ed egli mi rispose e disse: «Non sai che cosa siano questi?» E io dissi: «No, signor mio». Allora egli disse: «Questi sono i due unti, che stanno presso il Signore di tutta la terra». Zaccaria 4:11–14.
I due «unti, che stanno presso il Signore di tutta la terra», sono anche rappresentati come i due testimoni di Apocalisse undici.
«Riguardo ai due testimoni, il profeta dichiara inoltre: “Questi sono i due ulivi e i due candelabri che stanno davanti al Dio della terra”. “La tua parola”, disse il salmista, “è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero”. Apocalisse 11:4; Salmo 119:105. I due testimoni rappresentano le Scritture dell’Antico e del Nuovo Testamento». The Great Controversy, 267.
Sia che consideriamo la testimonianza di Zaccaria o quella di Giovanni riguardo ai due testimoni, il contesto di entrambe le testimonianze è il processo di comunicazione che costituisce la primissima verità menzionata in relazione al messaggio della Rivelazione di Gesù Cristo in Apocalisse capitolo uno, versetto uno. Dal Padre, al Figlio, agli angeli, a un profeta, alla chiesa. Il processo mediante il quale Cristo parla all’umanità è una comprensione fondamentale che Egli cerca di rivelare all’interno del messaggio finale di avvertimento. Ciò corrisponde all’enfasi posta nella presentazione sia del messaggio del primo angelo sia di quello del terzo angelo.
Il messaggio del primo angelo è rappresentato da William Miller. Miller possiede diverse caratteristiche profetiche che devono essere riconosciute. Egli fu il «Padre» del movimento, il che, in termini dell’Alfa e dell’Omega, richiede che vi sia un figlio. Egli rappresentò un movimento identificato dal nome «Millerita», che è il termine per un tipo di roccia. Fu usato per organizzare un insieme di regole bibliche di interpretazione profetica. Tali regole diventano una componente fondamentale della comunicazione dei messaggi dello Spirito di Dio, che furono rifiutati o accettati, poiché quelli della generazione di Miller scelsero se mantenere la loro stolta condizione laodiceana oppure diventare saggi Filadelfiani. In quanto padre del messaggio del primo angelo, egli prefigura un movimento che proclamerà il messaggio del terzo angelo, e la comprensione di quel movimento riguardo al messaggio sarà guidata da uno speciale insieme di regole bibliche di interpretazione profetica che stabiliscono il messaggio del terzo angelo con la stessa solidità con cui Miller fu usato per stabilire il messaggio del primo angelo. Dio non cambia mai, Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.
Non v’ingannate, miei diletti fratelli. Ogni dono buono e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre dei lumi, presso il quale non vi è mutamento né ombra di rivolgimento. Egli ci ha generati di sua volontà mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature. Giacomo 1:16–18.
All’inizio o alla fine dell’Avventismo, i messaggi dello Spirito di Dio, rappresentati dall’olio, sono trasmessi per mezzo dei due testimoni. All’inizio, con i Milleriti, i due testimoni erano l’Antico e il Nuovo Testamento e, alla fine, sono la Bibbia e lo Spirito di Profezia. Questa è la ragione per cui Giovanni, che illustra nel modo più perfetto la fase finale del popolo di Dio negli ultimi giorni del giudizio investigativo, si trovava nell’isola di Patmos.
Io, Giovanni, vostro fratello e partecipe con voi della tribolazione, del regno e della pazienza di Gesù Cristo, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos, a motivo della parola di Dio e della testimonianza di Gesù Cristo. Apocalisse 1:9.
Il contesto profetico di Patmos rappresenta il fatto che Giovanni è perseguitato. Egli era perseguitato per aver ricevuto i messaggi dello Spirito di Dio che identificano la Rivelazione di Gesù Cristo attraverso la Bibbia e lo Spirito di Profezia.
La persecuzione del popolo di Dio degli «ultimi giorni» è rappresentata anche in Apocalisse undici, quando i due testimoni vengono uccisi nelle strade e tutti celebrano la loro morte. Nel capitolo undici quei due testimoni sono Elia e Mosè. Essi hanno reso la loro testimonianza per tre anni e mezzo e poi sono stati uccisi, ma in seguito furono risuscitati.
Tutti i profeti parlano degli ultimi giorni più di quanto parlino della propria storia; pertanto, se vi è mai un libro che parli degli ultimi giorni, esso è il libro dell’Apocalisse, dove tutti i libri della Bibbia si incontrano e si concludono. Deve dunque esservi, negli ultimi giorni, un “messaggio” che viene ucciso e, in seguito, risuscitato. Apocalisse undici illustrò la storia della Rivoluzione francese, ma illustra più direttamente un attacco contro il messaggio del terzo angelo negli ultimi giorni. Il messaggio e il movimento che furono prefigurati dal messaggio e dal movimento di Miller subirono quell’attacco e morirono il 18 luglio 2020. Secondo Apocalisse undici, quell’attacco sarebbe stato compiuto dalla bestia che saliva dall’abisso.
E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. E i loro cadaveri giaceranno sulla piazza della gran città, che spiritualmente è chiamata Sodoma ed Egitto, dove anche il Signore nostro fu crocifisso. Apocalisse 11:8, 9.
La sorella White ci informa che l’«abisso» rappresenta una nuova manifestazione della potenza satanica.
“‘Quando avranno compiuto [stanno compiendo] la loro testimonianza’. Il periodo in cui i due testimoni dovevano profetizzare vestiti di sacco terminò nel 1798. Mentre si avvicinavano al termine della loro opera nell’oscurità, doveva esser fatta loro guerra dalla potenza rappresentata come «la bestia che sale dall’abisso». In molte delle nazioni d’Europa, le potenze che governavano nella Chiesa e nello Stato erano state per secoli controllate da Satana per mezzo del papato. Ma qui viene posta in evidenza una nuova manifestazione della potenza satanica.” The Great Controversy, 268.
Vi sono tre potenze identificate nel libro dell’Apocalisse che provengono dall’abisso: la prima menzionata è l’Islam in Apocalisse capitolo nove, versetto due; la seconda è l’ateismo della Rivoluzione francese nel capitolo undici, versetto otto; e la terza è la Roma moderna nel capitolo diciassette, versetto otto. La “nuova manifestazione” degli ultimi giorni che non solo attaccherà il movimento prefigurato dal movimento Millerita, ma attaccherà anche il mondo, è il risveglio contraffatto del falso Grido di Mezzanotte noto come “Woke-ism”. Il Woke-ism rappresenta una “nuova manifestazione della potenza satanica”, sostenuta dall’attuale anticristo gesuita e promossa dai mercanti, dai capi politici delle Nazioni Unite, dai rappresentanti liberali nelle chiese protestanti cadute degli Stati Uniti e dal partito Democratico in congiunzione con i Repubblicani-RINO, i quali o promuovono o permettono la promozione di tutte le varianti degli stili di vita devianti della comunità omosessuale, come rappresentata nel capitolo undici sotto il nome di “Sodoma”. Queste tre potenze sono ciò che conduce il mondo ad Armageddon, ed esse sono anche rappresentate da “Egitto”, simbolo di ateismo e mondanità. Collocato nel contesto dell’anarchia della Rivoluzione francese, che è un ulteriore elemento di queste tre potenze che costituiscono ciò che Sorella White chiama la “malvagia confederazione”, il Woke-ism viene promosso direttamente oppure viene permesso. Il Woke-ism è la contraffazione satanica del risveglio delle dieci vergini. Abbiamo altro da trattare su queste linee, ma dobbiamo prima considerare le conseguenze dell’omicidio nella strada che fu compiuto il 18 luglio 2020.
E inoltre, caro Lettore, ti prego di comprendere che non ho alcun sostegno da offrire al partito Repubblicano. Non vi è alcun orientamento politico nel quale io riponga fiducia. Mi limito semplicemente a indicare le dinamiche profetiche che esistono negli Stati Uniti, nelle Nazioni Unite e nel Papato. Tali dinamiche saranno trattate più specificamente quando cominceremo ad affrontare direttamente le due corna che si sviluppano in parallelo dal 1798 fino alla legge domenicale.
Il Woke-ismo satanico, che rappresenta un falso Grido di Mezzanotte, precede l’effettivo Grido di Mezzanotte; e prima del tempo del genuino Grido di Mezzanotte, coloro che sono stati uccisi nelle strade finiranno infine per divenire o una vergine stolta o una vergine saggia. Il periodo di tempo in cui il legame definitivo dei nostri caratteri si compie o nel fascio destinato al fuoco della distruzione oppure nel fascio per il granaio celeste è ora giunto.
Sorella White rileva che, nel tempo dell’indugio, le vergini stolte della storia millerita reagirono alla delusione che costituì una prova in modo diverso dalle vergini avvedute, suggerendo così che, al tempo dell’indugio, i loro caratteri erano già fissati. Ma la testimonianza di Geremia ci informa che possiamo scegliere di ritornare a Dio, ed Egli non soltanto ritornerà a noi, ma farà di noi un muro di bronzo fortificato contro gli empi e i terribili, mentre siamo usati come sua bocca nella crisi che seguirà. È in quel punto profetico che Gesù promette di consolarci. Questo è il significato dei quattro capitoli di Giovanni che sono collocati entro la nostra storia attuale.
L’olio è lo Spirito Santo; è il carattere ed è i messaggi dello Spirito di Dio. Lo Spirito di Dio è il «Consolatore». Come Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito Figlio, e come Gesù sacrificò il suo essere divino per accettare volontariamente, per l’eternità, l’umanità che Egli aveva creato come parte di Se stesso, così pure lo Spirito Santo che è dato in questo periodo di tempo dimorerà con noi per sempre.
Se mi amate, osservate i miei comandamenti. E io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore, affinché dimori con voi per sempre; lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; verrò a voi. Giovanni 14:15–18.
Questo sacrificio dello Spirito, nello scegliere di dimorare con gli esseri umani per sempre, è parallelo al sacrificio delle altre due persone del trio celeste. Forse, tanto significativo quanto il sacrificio dello Spirito nella Sua disponibilità a vivere in ciascuno dei redenti per l’eternità, è il fatto che l’arrivo del «Consolatore» in questa particolare vicenda storica identifichi il momento in cui il popolo di Dio viene suggellato per l’eternità.
E non contristate lo Spirito Santo di Dio, con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione. Efesini 4:30.
Nella storia in cui la promessa del Consolatore si adempie perfettamente, che è la storia dei centoquarantaquattromila, lo Spirito «dimorerà» in noi «per sempre». Ogni cristiano che soddisfece i requisiti del vangelo ricevette lo Spirito Santo e fu pertanto «suggellato per il giorno della redenzione», ma quel suggellamento non fa che rinviare al tempo in cui i centoquarantaquattromila devono essere suggellati durante la presente storia. In Efesini, coloro che sono suggellati per il giorno della redenzione sono posti in contrasto con coloro che «contristano» lo «Spirito Santo». Essi contristano lo Spirito Santo rifiutando di accettare le comunicazioni dello Spirito di Dio, e così rifiutano l’olio d’oro. Quando Cristo promette di mandarci il «Consolatore», «lo Spirito di verità», in questo periodo di delusione, Egli promette di porre su di noi il Suo suggello, e il Suo suggello rappresenta l’osservanza dei Suoi comandamenti, in particolare del comandamento del sabato, che è il giorno nel quale Giovanni ricevette la rivelazione e che è la questione che sta per essere posta di fronte al mondo.
Il suggellamento delle vergini avvedute si compie prima della prova della legge domenicale, poiché è allora che il carattere sia delle avvedute sia delle stolte sarà manifestato; e il carattere non si sviluppa mai in una crisi, ma viene semplicemente manifestato. Il suggellamento rappresenta, fra le altre cose, una trasformazione dalla mente di una Laodicea alla mente di una Filadelfia. Il problema è che, perché tale trasformazione possa compiersi, la prima prova per ciascuno di noi consiste nel comprendere sinceramente che finora siamo stati Laodicei; poiché, come Laodicei, il nostro atteggiamento spirituale primario è che tutto vada bene, quando in realtà tutto va male. Quell’atteggiamento deve essere messo da parte; è una delle cose vili che devono essere separate da ciò che è prezioso.
«Non appena il popolo di Dio sarà suggellato sulla fronte — non si tratta di un sigillo o di un marchio visibile, ma di un radicamento nella verità, sia intellettuale sia spirituale, tale da renderlo incrollabile — non appena il popolo di Dio sarà suggellato e preparato per il vaglio, esso verrà. In verità, è già cominciato; i giudizi di Dio sono ora sul paese, per avvertirci, affinché possiamo sapere ciò che sta per venire». Seventh-day Adventist Bible Commentary, volume 4, 1161.
Il «Consolatore» che Gesù promette ai Suoi discepoli e che li consola nel tempo della delusione guida il Suo popolo in tutta la verità, ed è mediante un «radicamento nella verità» che veniamo suggellati. La «verità» nella quale il popolo di Dio deve radicarsi in questo momento è la «verità» che viene dissigillata appena prima che si chiuda il tempo di grazia, poiché «il tempo è vicino». Quella verità è la struttura della storia nascosta dei sette tuoni, e quella storia nascosta identifica la storia nella quale la Rivelazione di Gesù Cristo viene dischiusa. La storia nascosta dei sette tuoni si adempirà proprio nel tempo in cui la «verità», rappresentata come la storia nascosta, viene dissigillata. Il dissigillamento della «verità» è ciò che suggella coloro che ricevono il messaggio che era stato precedentemente sigillato.
Il popolo di Dio è suggellato sulla propria fronte prima dello scuotimento delle nazioni adirate che si verifica alla legge domenicale, dando così inizio alla rovina nazionale. La Rivelazione di Gesù Cristo è il «dire della profezia di» il libro dell’Apocalisse, che non deve più essere suggellato, perché il tempo è vicino. È la verità che ora deve essere letta, ascoltata e, soprattutto, osservata, se vogliamo essere benedetti.
Giuda gli disse, non l’Iscariota: Signore, come mai ti manifesterai a noi, e non al mondo? Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui e dimoreremo presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose, mentre ero ancora con voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Giovanni 14:22–26.
Per coloro che custodiscono il messaggio che viene dischiuso, la promessa è che il Consolatore ci «insegnerà» «ogni cosa», «tutto ciò che» Gesù ha detto «a voi». Questa è la promessa che fu adempiuta ai discepoli di Emmaus e poi agli undici discepoli. Quando Cristo tolse la sua mano dagli occhi dei discepoli di Emmaus, che erano «trattenuti», e poi «aprì» la «mente» degli undici discepoli affinché potessero pienamente «comprendere le Scritture», Egli stava fissando una promessa per coloro che vivono negli «ultimi giorni», i quali ritorneranno dalla loro delusione, si pentiranno della loro condizione laodicea e accetteranno la «verità». Il «Consolatore» negli «ultimi giorni» «riporterà alla» nostra «memoria» «ogni cosa», mentre ci insegna «ogni cosa». Non meno significativo del ricondurre alla nostra memoria le verità passate, mentre ci insegna ogni cosa, è che Egli ci «mostrerà le cose a venire».
Tuttavia io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, il Consolatore non verrà a voi; ma, se parto, ve lo manderò. E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio: quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado al Padre mio e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è giudicato. Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono per ora alla vostra portata. Ma quando sarà venuto lui, lo Spirito della verità, vi guiderà in tutta la verità; perché non parlerà di suo, ma dirà tutto ciò che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. Giovanni 16:7–14.
In questo tempo il Consolatore ci «guiderà» nella «verità», ci «insegnerà ogni cosa», comprese le «cose a venire», poiché in questo tempo Gesù ha ancora «molte cose da dirci». Queste cose, siano esse cose del nostro «ricordo», «cose a venire» o le molte «cose» che egli ha «ancora» da dirci, sono ciò che ci suggella per la crisi imminente. E lo fa, perché la sua verità rappresenta il suo potere creativo. Egli ci suggella in anticipo rispetto alla crisi imminente, poiché intende che siamo preavvertiti del più grande periodo di persecuzione contro il Suo popolo che abbia mai avuto luogo nella storia sacra. Quella persecuzione identifica specificamente il fatto che le parole e le azioni che abbiamo compiuto in passato saranno ricordate e usate contro di noi, come le parole di Cristo furono distorte contro di lui. Nondimeno, dobbiamo presentare il messaggio come una testimonianza contro la loro ribellione, come rappresentato da Ezechiele e da Cristo.
Ricordatevi della parola che vi ho detta: Il servo non è maggiore del suo signore. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutte queste cose ve le faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi compiuto in mezzo a loro le opere che nessun altro ha fatto, non avrebbero peccato; ma ora hanno veduto e hanno odiato tanto me quanto il Padre mio. Ma questo avviene affinché si adempia la parola che è scritta nella loro legge: Mi hanno odiato senza cagione. Ma quando sarà venuto il Consolatore, che io vi manderò da presso il Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli renderà testimonianza di me. Giovanni 15:20–26.
Lo «Spirito di verità», che è il «Consolatore», «renderà testimonianza» di Cristo, che è la «verità». E la «verità» è l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine. La storia nascosta dei sette tuoni che ora viene dissigillata è il messaggio di suggellamento dei centoquarantaquattromila. All’indomani del 18 luglio 2020, Geremia fornisce un esempio affinché possiamo scegliere di ritornare a Colui che per primo ci ha amati. Nel compimento di quell’opera di ritorno abbiamo la responsabilità di separare ciò che è prezioso da ciò che è vile. Se compiamo la nostra salvezza con timore e tremore e portiamo a termine quell’opera, saremo suggellati ed entreremo immediatamente nella più grande crisi della storia della terra. Avremo anche il privilegio di sperimentare la storia che profeti, re e uomini giusti hanno desiderato vedere.
Coloro che intraprendono quell’opera e ritornano «cammineranno nella luce che procede dal trono di Dio», e per «mezzo degli angeli vi sarà una comunicazione costante tra il cielo e la terra», che è il processo di comunicazione identificato nel versetto iniziale del libro dell’Apocalisse.
«Non tutti in questo mondo si sono schierati con il nemico contro Dio. Non tutti sono divenuti sleali. Vi sono alcuni pochi fedeli che sono leali a Dio; poiché Giovanni scrive: “Qui sono quelli che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù”. Apocalisse 14:12. Presto la battaglia sarà combattuta con ferocia tra coloro che servono Dio e coloro che non Lo servono. Presto tutto ciò che può essere scosso sarà scosso, affinché rimangano le cose che non possono essere scosse.
«Satana è un diligente studente della Bibbia. Egli sa che il suo tempo è breve e cerca in ogni modo di contrastare l’opera del Signore su questa terra. È impossibile dare un’idea dell’esperienza del popolo di Dio che sarà vivente sulla terra quando la gloria celeste e una ripetizione delle persecuzioni del passato saranno congiunte. Esso camminerà nella luce che procede dal trono di Dio. Per mezzo degli angeli vi sarà una comunicazione costante tra il cielo e la terra. E Satana, circondato da angeli malvagi e pretendendo di essere Dio, opererà miracoli di ogni specie per ingannare, se possibile, gli stessi eletti. Il popolo di Dio non troverà la propria sicurezza nell’operare miracoli, poiché Satana contraffarà i miracoli che saranno compiuti. Il popolo di Dio, provato e messo alla prova, troverà la propria forza nel segno di cui si parla in Esodo 31:12–18. Esso dovrà prendere posizione sulla parola vivente: “Sta scritto”. Questo è l’unico fondamento sul quale può stare saldamente. Coloro che hanno infranto il loro patto con Dio saranno in quel giorno senza Dio e senza speranza.»
Gli adoratori di Dio si distingueranno in modo particolare per la loro osservanza del quarto comandamento, poiché esso è il segno della potenza creatrice di Dio e la testimonianza del Suo diritto alla riverenza e all’omaggio dell’uomo. Gli empi si distingueranno per i loro sforzi volti ad abbattere il memoriale del Creatore e a esaltare l’istituzione di Roma. Nella questione del conflitto tutta la cristianità sarà divisa in due grandi classi: quelli che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù, e quelli che adorano la bestia e la sua immagine e ne ricevono il marchio. Benché la chiesa e lo stato uniranno il loro potere per costringere tutti, «piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi», a ricevere il marchio della bestia, tuttavia il popolo di Dio non lo riceverà. Apocalisse 13:16. Il profeta di Patmos contempla «quelli che avevano riportato la vittoria sulla bestia, sulla sua immagine, sul suo marchio e sul numero del suo nome, in piedi sul mare di vetro, con le arpe di Dio», mentre cantano il cantico di Mosè e dell’Agnello. Apocalisse 15:2.
«Prove e tribolazioni spaventose attendono il popolo di Dio. Lo spirito di guerra agita le nazioni da un’estremità della terra all’altra. Ma in mezzo al tempo di angoscia che sta per venire,—un tempo di angoscia quale non vi fu mai da quando esiste una nazione,—il popolo eletto di Dio resterà saldo e incrollabile. Satana e le sue schiere non potranno distruggerlo, poiché angeli eccellenti in forza lo proteggeranno.» Testimonies, volume 9, 15–17.
Vale la pena riconoscere che questo passo costituisce la conclusione di un capitolo che inizia a pagina undici di Testimonies, volume nove, il che può essere riconosciuto come rappresentante del nove-undici. Vale la pena osservare che il titolo riguarda lo Sposo che viene, e anche i grafici di Abacuc, da cui Paolo trasse il versetto che scrisse nel libro degli Ebrei. L’inizio del capitolo segna la storia che ebbe inizio l’11 settembre 2001, le due tavole del patto della profezia che fu stipulato all’inizio dell’Avventismo, e che il titolo è l’ultima crisi, il che identifica l’ultimo Grido di Mezzanotte. La fine del capitolo è in pieno accordo con l’inizio, poiché sia l’inizio sia la fine trattano della crisi finale.
«Sezione 1—Per la venuta del Re»
«Ancora un brevissimo tempo, e Colui che deve venire verrà, e non tarderà». Ebrei 10:37.
«L’ultima crisi»
«Viviamo nel tempo della fine. I segni dei tempi, che si adempiono rapidamente, dichiarano che la venuta di Cristo è vicina. I giorni nei quali viviamo sono solenni e importanti. Lo Spirito di Dio viene gradualmente ma sicuramente ritirato dalla terra. Piaghe e giudizi stanno già cadendo sui disprezzatori della grazia di Dio. Le calamità sulla terra e sul mare, lo stato instabile della società, gli allarmi di guerra, sono presagi portentosi. Essi preannunciano eventi imminenti della più grande portata.» Testimonianze, volume 9, 11.
Se ritorniamo e accettiamo l’alta vocazione di essere la «bocca» di Dio, come rappresentata da Geremia, ben presto parteciperemo alla più grande raccolta della storia sacra.
Rivolse loro anche parole di speranza e di coraggio. «Il vostro cuore non sia turbato», disse; «voi credete in Dio, credete anche in Me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore; se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un luogo. E, quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di Me, affinché dove sono Io siate anche voi. E del luogo dove Io vado, voi sapete anche la via». Giovanni 14:1–4. Per amor vostro sono venuto nel mondo; per voi ho operato. Quando me ne andrò, continuerò ancora a operare con fervore per voi. Sono venuto nel mondo per rivelarmi a voi, affinché credeste. Vado al Padre mio e Padre vostro per cooperare con Lui in vostro favore.
«In verità, in verità vi dico: chi crede in Me farà anch’egli le opere che faccio Io; e ne farà di maggiori di queste, perché Io vado al Padre mio». Giovanni 14:12. Con questo, Cristo non intendeva dire che i discepoli avrebbero compiuto sforzi più eccelsi di quelli da Lui compiuti, ma che la loro opera avrebbe avuto maggiore portata. Egli non si riferiva semplicemente al compimento di miracoli, ma a tutto ciò che sarebbe avvenuto sotto l’azione dello Spirito Santo. «Ma quando sarà venuto il Consolatore», disse, «che Io vi manderò da presso il Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, Egli testimonierà di Me; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con Me fin dal principio». Giovanni 15:26, 27.
«Meravigliosamente si adempirono queste parole. Dopo la discesa dello Spirito Santo, i discepoli furono così colmi d’amore per Lui e per coloro per i quali Egli morì, che i cuori furono inteneriti dalle parole che pronunciavano e dalle preghiere che offrivano. Essi parlavano nella potenza dello Spirito; e sotto l’influenza di quella potenza, migliaia si convertirono». Atti degli Apostoli, 21, 22.