Il versetto quaranta del capitolo undici di Daniele inizia al tempo della fine, nel 1798, quando il re del nord riceve la sua ferita mortale per mano del re del sud. Quella storia fu tipificata dall’anno 246 a.C., quando Tolomeo fece vendetta contro il regno del nord, e anche dalla Francia napoleonica che fece prigioniero il papa nel 1798. Dopo che il re del sud ritorna in Egitto nel versetto nove, il versetto dieci identifica quindi che il re del nord avrebbe lanciato un contrattacco contro il re del sud.

Così il re del mezzogiorno entrerà nel suo regno e ritornerà nel proprio paese. Ma i suoi figli saranno eccitati e raduneranno una moltitudine di grandi forze; e uno certamente verrà, strariperà e passerà oltre; poi ritornerà e sarà eccitato, fino alla sua fortezza. Daniele 11:9, 10.

Prima di considerare il commento di Uriah Smith sulla storia che adempié il versetto dieci, osserviamo l’espressione «traboccherà e passerà oltre». La locuzione ebraica così tradotta è resa, nel versetto quaranta, anche come «traboccherà e passerà oltre». È la stessa locuzione nell’ebraico originale. Essa ricorre soltanto in un altro luogo delle Scritture.

Egli passerà attraverso Giuda; traboccherà e inonderà, giungendo fino al collo; e l’apertura delle sue ali riempirà tutta la larghezza della tua terra, o Immanuele. Isaia 8:8.

In Daniele capitolo undici, versetto dieci e versetto quaranta, e poi ancora in Isaia capitolo otto, versetto otto, l’identica espressione ebraica è tradotta in tre modi diversi, sebbene rappresentino il medesimo significato. L’ultima parola dell’espressione, il termine ebraico «abar», è resa o con «passare attraverso», nel versetto dieci, con «passare oltre», nel versetto quaranta, e poi con «andare oltre», in Isaia. Il significato è sostanzialmente lo stesso in ciascuno dei tre riferimenti, ma in Isaia vi è anche un altro collegamento profetico tra i riferimenti.

Il versetto in Isaia si adempì quando il re d’Assiria conquistò Giuda e giunse fino a Gerusalemme, ma non conquistò mai la città stessa. Egli salì “fino al collo”, ma non conquistò mai il “capo”. Nella medesima profezia, Isaia espone un simbolo profetico di ciò che un “capo” rappresenta, e identifica un “capo” come la capitale del regno, e anche il re del regno è il “capo”. Egli fornisce due testimoni della verità profetica secondo cui un capo è un re e un regno, e poi identifica in modo criptico che, se lo studente di profezia non accetterà e non comprenderà questa verità, non sarà stabilito. Il versetto criptico fa parte della medesima profezia che identifica che il re del settentrione strariperà e passerà oltre, ma soltanto “fino al collo”.

Poiché il capo della Siria è Damasco, e il capo di Damasco è Rezin; e fra sessantacinque anni Efraim sarà infranto, sì da non essere più un popolo. E il capo di Efraim è Samaria, e il capo di Samaria è il figlio di Remalia. Se voi non crederete, certo non sarete resi stabili. Isaia 7:8, 9.

Il «capo» della nazione di Siria era la sua città capitale, «Damasco», e il «capo» di «Damasco» (la città capitale) era «Rezin», il re di Siria. Inoltre, il «capo» della nazione di Efraim era la sua città capitale, «Samaria», e il «capo» di «Samaria» (la città capitale) era il «figlio di Remalia» (Pekah), il re di Samaria. Nella stessa profezia, nel capitolo successivo, al versetto otto, il re Sennacherib d’Assiria circondò Gerusalemme, e al versetto otto il suo assedio di Gerusalemme è identificato come un salire fino al collo.

I versetti sette e otto, che stabiliscono, sulla testimonianza di due testimoni, il simbolo profetico di un «capo», rappresentante sia il re sia la capitale della nazione del re, costituiscono la profezia dei sessantacinque anni che identifica il punto di partenza di entrambe le profezie dei duemilacinquecentoventi anni contro i regni settentrionale e meridionale d’Israele. Si tratta pertanto di un versetto molto complesso, poiché è collegato al versetto dieci e al versetto quaranta del capitolo undicesimo di Daniele, i quali identificano anch’essi scontri in cui un re del nord attacca un re del sud, proprio come Sennacherib, un re del nord, attaccò Giuda, un re del sud, nel versetto otto del capitolo otto di Isaia.

La chiave che collega insieme questi scontri tra i re del nord e del sud è la «testa» e il «traboccare e passare oltre». Quando il re del nord si vendica del re del sud nel versetto dieci del capitolo undici, egli vince la battaglia, ma lascia la «testa», poiché «viene, trabocca e passa oltre» «fino a» la «fortezza» del re del sud. La storia del versetto dieci rappresenta la vittoria del re del nord sul re del sud, ma egli non entra in Egitto (la fortezza), la capitale — la «testa».

Quando il re del sud sconfisse in precedenza il re del nord nei versetti sette e otto, egli «entrò nella fortezza del re del nord, e» «trionfò e» «ricondusse prigionieri» in «Egitto». Nella vittoria di rappresaglia del re del nord, egli non entrò in Egitto, prefigurando così che, quando l’Unione Sovietica fu spazzata via nel 1989, la Russia, la sua capitale — il suo capo — rimase in piedi. «Se voi non credete, certo non sarete stabiliti». È la Russia, rappresentata come il re del sud nei versetti undici e dodici, che vince la battaglia della terra di confine, che nell’antichità era Rafia, e oggi è l’Ucraina.

«“VERS. 10. Ma i suoi figli si prepareranno alla guerra e raduneranno una moltitudine di grandi forze; e uno di essi verrà certamente, traboccherà e passerà oltre; poi tornerà e si infiammerà di nuovo fino alla sua fortezza.”»

«La prima parte di questo versetto parla di figli, al plurale; l’ultima parte, di uno, al singolare. I figli di Seleuco Callinico furono Seleuco Cerauno e Antioco Magno. Entrambi si accinsero con zelo all’opera di rivendicare e vendicare la causa del loro padre e del loro paese. Il maggiore dei due, Seleuco, salì per primo sul trono. Egli radunò una grande moltitudine per riconquistare i domini di suo padre; ma, essendo un principe debole e pusillanime, tanto nel corpo quanto nelle risorse, privo di denaro e incapace di mantenere il suo esercito nell’obbedienza, fu avvelenato da due dei suoi generali dopo un regno ignominioso di due o tre anni. Suo fratello, più capace, Antioco Magno, fu allora proclamato re e, assumendo il comando dell’esercito, riprese Seleucia e riconquistò la Siria, rendendosi padrone di alcuni luoghi per trattato e di altri con la forza delle armi. Seguì una tregua, durante la quale entrambe le parti trattarono per la pace, pur preparandosi alla guerra; dopo di che Antioco ritornò, sconfisse in battaglia Nicola, il generale egiziano, e concepì il proposito di invadere l’Egitto stesso. Ecco colui che certamente strariperà e passerà oltre». Uriah Smith, Daniel and the Revelation, 253.

Il crollo dell’Unione Sovietica nel 1989 segnò il «tempo della fine», e i due figli nel versetto rappresentano i due waymark di Reagan e del primo Bush. Dal «tempo della fine», nel 1798, che è il punto in cui ebbe inizio il versetto quaranta di Daniele undici, la prostituta di Roma è stata dimenticata, poiché essa, come Izebel, rimane indietro in Samaria, mentre suo marito Acab si rivolge a Elia sul Monte Carmelo. Era nascosta, ma tirava segretamente i fili, come fece nella Prima guerra mondiale e nella Seconda guerra mondiale. Suo marito è il suo esercito vicario contro il re del sud. Quando contrattaccò nel 1989, essa, come re del nord, portò carri, navi e cavalieri.

E al tempo della fine il re del mezzogiorno verrà a urtare contro di lui; e il re del settentrione gli si avventerà contro come un turbine, con carri, con cavalieri e con molte navi; ed egli entrerà nei paesi, e inonderà e passerà oltre. Daniele 11:40.

Il suo rappresentante nella rappresaglia è raffigurato mediante le “navi”, che sono potenza economica, e mediante i “carri e i cavalieri”, che sono forza militare. La forza militare e la potenza economica sono i due attributi profetici degli Stati Uniti nelle profezie degli ultimi giorni, poiché gli Stati Uniti impediranno a coloro che non si prostreranno davanti a Jezebel di comprare e di vendere, e se continueranno ancora a rifiutare il marchio d’autorità di Jezebel, saranno messi a morte. Fu la potenza economica e la forza militare degli Stati Uniti, impiegate in cooperazione con il papato, a provocare la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1989, benché la Russia sia rimasta in piedi.

La storia che adempì il versetto dieci di Daniele capitolo undici si ripete nella storia della seconda parte del versetto quaranta, la quale identifica il tempo della fine nel 1989. La storia dei versetti da sei a nove rappresenta la storia che condusse al tempo della fine, che è identificato nella prima parte del versetto quaranta. I versetti da cinque a dieci di Daniele capitolo undici illustrano perfettamente la storia del versetto quaranta di Daniele undici, poiché, come Sorella White ha scritto, «gran parte della storia che si è adempiuta nell’undicesimo di Daniele si ripeterà».

I versetti da uno a quattro di Daniele undici identificano Ciro, il secondo re della nazione dalle due corna al tempo della fine negli ultimi giorni. Il «tempo della fine» negli ultimi giorni fu il 1989, e il secondo presidente, rappresentato da Ciro, stabilisce una sequenza profetica che consente a uno studioso della profezia di contare fino al sesto presidente dopo il 1989, il quale sarebbe stato il presidente più ricco, e che avrebbe suscitato (risvegliato) i poteri del dragone globalista, siano essi i globalisti del mondo oppure quelli degli Stati Uniti. Quella storia profetica passa poi al settimo regno della profezia biblica, i dieci re delle Nazioni Unite, e ne identifica il re primario e primo, come rappresentato da Alessandro Magno (che significa «Il Guerriero degli Uomini»), e l’ultima dissoluzione del suo regno quando i quattro venti dell’Islam saranno pienamente scatenati alla chiusura del tempo di grazia per l’umanità.

Poi i versetti da cinque a nove illustrano la storia rappresentata dal periodo che precedette l’insediamento del papato sul trono nel 538, poiché anzitutto la potenza destinata a diventare il re del nord deve superare tre ostacoli geografici, come fece Seleuco, il quale fu quindi stabilito come re del nord. Successivamente, per tre anni e mezzo, rappresentati da trentacinque anni letterali, il re del nord governò, finché il re del sud entrò nella sua fortezza e lo prese prigioniero, dove in seguito morì in Egitto cadendo da cavallo. Così, i versetti identificano la storia che si concluse al tempo della fine nel 1798.

Il versetto dieci identifica nel 1989 la storia del tempo della fine e, insieme ai versetti dal cinque al nove, essi rappresentano la storia del versetto quaranta, così come fa anche la storia dei versetti dal trenta al trentasei. Pertanto, dal versetto uno al versetto dieci, linea su linea, vi sono due linee profetiche. La prima riguarda i capi del sesto e del settimo regno, sebbene vi sia uno spazio vuoto tra il sesto e il più ricco presidente del sesto regno e il settimo regno.

La seconda linea copre la storia della rimozione dei tre ostacoli, il periodo durante il quale regnò il re del nord, e colui che fu poi rimosso nel 1798, e fino al 1989, e il secondo presidente, rappresentato nella linea precedente da Ciro.

I versetti undici e dodici rappresentano una terza linea di storia che si svolge dopo il presidente ricco del versetto due, ma in qualche momento successivo al crollo dell’Unione Sovietica al tempo della fine nel 1989, e in un punto precedente alla legge domenicale negli Stati Uniti, come rappresentata nel versetto sedici.

La storia successiva al tempo della fine, nel 1989, è condotta fino al sesto e più ricco presidente, il quale, nella prima linea, a partire dal 2016, aizza i globalisti. La storia profetica, nella seconda linea, è condotta al 1989. La battaglia di Rafia («La Linea di Confine») nei versetti undici e dodici precede il versetto tredici, in cui il re del nord, recentemente sconfitto, ricostituisce il suo esercito e poi sconfigge il re del sud, appena prima della legge domenicale del versetto sedici. Il potere per procura del re del nord, nel versetto tredici, è l’ultimo degli otto presidenti che regnano dal 1989 fino alla legge domenicale. Il versetto tredici deve pertanto avere luogo al momento dell’elezione dell’ottavo presidente, che è dei sette, o dopo di essa. I versetti undici e dodici iniziano poco prima del sesto presidente, il più ricco, e con ogni probabilità terminano poco prima dell’elezione di quello stesso presidente, che diviene l’ottavo che è dei sette, ed è vittorioso nella terza battaglia della guerra per procura, nei versetti da tredici a quindici.

La rappresaglia del re del sud nei versetti undici e dodici è una risposta alla sconfitta subita dal re del sud nel versetto dieci. Il versetto dieci identifica la vittoria del re del nord nel 1989, resa possibile dall’alleanza segreta degli Stati Uniti e del Vaticano. La vittoria dell’esercito del nord fu la prima battaglia della guerra per procura. La guerra letterale e accesa che si adempì nell’antichità prefigurava una guerra per procura negli ultimi giorni, e la vittoria dei versetti undici e dodici sarà pertanto una vittoria del re del sud, nella seconda battaglia delle guerre per procura.

Nei versetti da dieci a quindici vi sono tre battaglie, ed esse furono tutte adempiute nell’antichità mediante guerre letterali e cruente, ma rappresentano tre battaglie nelle guerre per procura degli ultimi giorni. La prima battaglia fu vinta dall’alleanza segreta della bestia e del falso profeta contro il dragone nel 1989. La seconda battaglia delle guerre per procura sarà vinta dal potere ateistico del dragone, il re del sud, contro l’alleanza del papa e del suo esercito per procura. La terza battaglia delle guerre per procura sarà vinta dall’esercito per procura del re del nord, come rappresentato nei versetti da tredici a quindici.

Profeticamente vi sono tre guerre mondiali calde, tre guerre per procura, costituite da tre battaglie, e la guerra dei tre guai dell’Islam. Vi sono anche una Guerra Civile e una guerra rivoluzionaria. La seconda battaglia delle guerre per procura è ora in corso in Ucraina, “La Linea di Confine”, come rappresentata da Rafia, che era la linea di confine tra il re del sud e il re del nord, quando i versetti undici e dodici si adempirono per la prima volta nella storia.

Nel medesimo tempo in cui si sta combattendo la seconda battaglia delle guerre per procura in Ucraina, si sta verificando anche il secondo di tre attacchi dell’Islam contro il paese glorioso. Il primo attacco del terzo guaio giunse l’11 settembre 2001, e allora ebbe inizio il suggellamento dei centoquarantaquattromila. Il tempo del suggellamento termina con l’imminente legge domenicale negli Stati Uniti, quando l’Islam del terzo guaio colpirà ancora una volta gli Stati Uniti. Il primo e l’ultimo attacco sono uguali, ed entrambi segnano una voce dell’angelo di Apocalisse diciotto, che è anche la voce del terzo angelo, che è anche il suono della settima tromba, che è anche il terzo guaio.

Nel mezzo di quei due attacchi, che sono due voci, che sono il suono della settima tromba, l’Islam del terzo guaio attaccò, non la moderna terra gloriosa spirituale, ma l’antica terra gloriosa letterale, il 7 ottobre 2023.

La guerra che allora ebbe inizio si sta ora svolgendo nell’esatta area in cui ebbe luogo la Battaglia di Rafia, come descritto nei versetti undici e dodici. La Striscia di Gaza è la linea di confine tra il regno meridionale di Giuda e l’Egitto. Il 7 ottobre 2023 è una ruota entro le altre ruote che segna la ribellione, ossia la tredicesima lettera dell’alfabeto ebraico che, insieme con la prima e l’ultima lettera, forma la parola «verità».

Il secondo attacco contro il paese glorioso da parte dell’Islam del terzo guaio ebbe luogo il 7 ottobre 2023, e si verificò nell’esatta area in cui ebbe luogo l’antica battaglia di Rafia, in adempimento dei versetti undici e dodici. Il secondo attacco contro il paese glorioso è, attraverso il simbolismo geografico profetico, collegato alla seconda battaglia delle guerre per procura, come rappresentata dalla guerra in Ucraina.

Precetto dopo precetto, la seconda battaglia delle guerre per procura che è ora in corso in Ucraina (The Borderland) include la seconda nota della tromba del terzo guaio (7 ottobre 2023), che si compie nel periodo finale del suggellamento dei centoquarantaquattromila. Tale esperienza di suggellamento è illustrata da Daniele nel capitolo dieci, quando egli vede la visione di “marah” dopo il periodo di ventuno giorni di cordoglio, che corrisponde ai tre giorni e mezzo durante i quali i due profeti giacquero morti nella strada. La visione fu interpretata come la spiegazione di “ciò che sarebbe avvenuto al popolo di Dio negli ultimi giorni”.

La verità che è rappresentata dalla visione del fiume Hiddekel, che è la verità del suggellamento, si compie nella storia profetica dei versetti dall’undici al quindici. È la storia del versetto quaranta che inizia nel 1989 e prosegue fino al versetto quarantuno e alla legge domenicale che presto verrà. È la storia del sesto, più ricco presidente del versetto due che è rappresentata fino al settimo regno di «Alessandro Magno», come indicato nel versetto tre.

La storia che ebbe inizio all’avvio della seconda battaglia delle guerre per procura nel 2014, alla quale fece seguito l’inizio della campagna del presidente più ricco nel 2015, è lo spazio vuoto del versetto quaranta, dal 1989 fino alla legge domenicale nel versetto quarantuno, ed è anche lo spazio vuoto dal sesto, il presidente più ricco, nel versetto due, fino al settimo regno. È la storia che iniziò con la prima voce di Apocalisse capitolo diciotto l’11 settembre 2001, e termina con la seconda voce all’ora del grande terremoto nel capitolo undici dell’Apocalisse. Quella storia è anche il periodo storico identificato da Ezechiele nel capitolo dodici, in cui ogni visione si adempie. Quel periodo di tempo è il tempo del suggellamento dei centoquarantaquattromila. La santificazione del popolo di Dio si compie per mezzo della Sua parola.

Santificali nella tua verità: la tua parola è verità. Giovanni 17:17.

Continueremo questo studio nel prossimo articolo.

“Questa visione fu data a Ezechiele in un tempo in cui la sua mente era colma di oscuri presentimenti. Egli vedeva la terra dei suoi padri giacere desolata. La città che un tempo era piena di popolo non era più abitata. La voce dell’allegria e il canto della lode non si udivano più entro le sue mura. Il profeta stesso era un forestiero in terra straniera, dove un’ambizione senza limiti e una crudele ferocia regnavano supreme. Ciò che vedeva e udiva della tirannia e dell’ingiustizia umane affliggeva la sua anima, ed egli faceva amaro cordoglio giorno e notte. Ma i meravigliosi simboli presentati davanti a lui presso il fiume Chebar rivelavano una potenza sovrana più forte di quella dei governanti terreni. Al di sopra dei monarchi superbi e crudeli dell’Assiria e di Babilonia stava assiso in trono il Dio della misericordia e della verità.

Le complicazioni simili a ruote che apparvero al profeta come coinvolte in tale confusione erano sotto la guida di una mano infinita. Lo Spirito di Dio, rivelatogli come Colui che muoveva e dirigeva queste ruote, trasse armonia dalla confusione; così il mondo intero era sotto il Suo controllo. Miriadi di esseri glorificati erano pronti, alla Sua parola, a prevalere sulla potenza e sulla politica degli uomini malvagi, e a recare bene ai Suoi fedeli.

«Allo stesso modo, quando Dio stava per aprire al diletto Giovanni la storia della chiesa per i secoli futuri, gli diede un’assicurazione dell’interesse e della cura del Salvatore per il Suo popolo, rivelandogli “Uno simile al Figlio dell’uomo”, che camminava in mezzo ai candelabri, i quali simboleggiavano le sette chiese. Mentre a Giovanni venivano mostrati gli ultimi grandi conflitti della chiesa con le potenze terrene, gli fu anche concesso di contemplare la vittoria finale e la liberazione dei fedeli. Egli vide la chiesa trascinata in un conflitto mortale con la bestia e la sua immagine, e l’adorazione di quella bestia imposta sotto pena di morte. Ma, guardando oltre il fumo e il fragore della battaglia, egli scorse una schiera sul monte Sion con l’Agnello, avente, invece del marchio della bestia, il “nome del Padre scritto sulla fronte”. E di nuovo vide “quelli che avevano ottenuto vittoria sulla bestia, sulla sua immagine, sul suo marchio e sul numero del suo nome, in piedi sul mare di cristallo, con le arpe di Dio”, mentre cantavano il cantico di Mosè e dell’Agnello.»

«Queste lezioni sono per il nostro beneficio. Abbiamo bisogno di fondare la nostra fede su Dio, poiché ci sta proprio dinanzi un tempo che metterà alla prova le anime degli uomini. Cristo, sul Monte degli Ulivi, ripassò i terribili giudizi che dovevano precedere la Sua seconda venuta: “Sentirete parlare di guerre e di rumori di guerre”. “Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; e vi saranno carestie, pestilenze e terremoti in vari luoghi. Ma tutte queste cose non saranno che principio di dolori”. Sebbene queste profezie abbiano ricevuto un adempimento parziale nella distruzione di Gerusalemme, esse hanno un’applicazione più diretta agli ultimi giorni.»

«Ci troviamo sulla soglia di eventi grandi e solenni. La profezia si sta rapidamente adempiendo. Il Signore è alle porte. Sta per aprirsi dinanzi a noi un periodo di travolgente interesse per tutti i viventi. Le controversie del passato saranno ravvivate; sorgeranno nuove controversie. Le scene che dovranno svolgersi nel nostro mondo non sono ancora nemmeno sognate. Satana è all’opera per mezzo di agenti umani. Coloro che si adoperano per modificare la Costituzione e ottenere una legge che imponga l’osservanza della domenica poco si rendono conto di quale sarà il risultato. Una crisi è proprio su di noi.»

«Ma i servitori di Dio non devono confidare in se stessi in questa grande emergenza. Nelle visioni date a Isaia, a Ezechiele e a Giovanni vediamo quanto strettamente il cielo sia collegato con gli eventi che si svolgono sulla terra e quanto grande sia la cura di Dio per coloro che Gli sono fedeli. Il mondo non è privo di un sovrano. Il programma degli eventi futuri è nelle mani del Signore. La Maestà del cielo ha sotto la propria custodia il destino delle nazioni, così come gli interessi della Sua chiesa». Testimonies, volume 5, 752, 753.