A Panium, che era Cesarea di Filippo, che corrisponde ai versetti tredici fino al quindici del capitolo undicesimo del libro di Daniele, che è la storia in cui le corna repubblicana e protestante adempiono l’enigma di essere l’ottavo che è dei sette, che è la storia in cui il Sigillo di Dio viene impresso in modo permanente sui centoquarantaquattromila, e la storia dell’arrivo del messaggio del Grido di Mezzanotte, Cristo fece una promessa al Suo popolo degli ultimi giorni.

Ed io altresì ti dico che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa; e le porte dell’inferno non la potranno vincere. E a te darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato nei cieli; e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli. Matteo 16:18, 19.

Il periodo del suggellamento che ebbe inizio l’11 settembre 2001, quando i possenti edifici di New York City furono abbattuti, e che termina con l’imminente legge domenicale, fu ideato dall’Alfa e dall’Omega. L’ultimissima parte del periodo ripete la primissima parte del periodo. L’11 settembre 2001 il Signore ricondusse il Suo popolo agli antichi sentieri, dove, fra le altre verità, essi scoprirono i “sette tempi”, proprio come avvenne ai giorni del re Giosia. Allora la pioggia della seconda stagione cominciò a cadere leggera, e iniziò un processo di prova che produsse una separazione di due classi di adoratori.

In adempimento di Habacuc capitolo due furono scoperte le due carte sacre, che divennero un emblema di quel periodo storico. Con altrettanta rilevanza ebbe inizio il «dibattito» di Habacuc capitolo due, tra la metodologia di linea su linea, che è la metodologia della pioggia dell’ultima stagione, in opposizione alla metodologia del protestantesimo apostata che era stata progressivamente adottata dall’Avventismo a partire dalla ribellione del 1863.

Gesù promise che avrebbe dato al Suo popolo degli ultimi giorni «le chiavi del regno» e, così facendo, si riferisce alla corretta metodologia biblica, che contiene le necessarie chiavi profetiche per riconoscere, stabilire e proclamare il messaggio del Grido di Mezzanotte e del Gran Grido.

«Coloro che sono in comunione con Dio camminano nella luce del Sole di giustizia. Non disonorano il loro Redentore corrompendo la loro condotta davanti a Dio. La luce celeste risplende su di loro. Avvicinandosi alla conclusione della storia di questa terra, la loro conoscenza di Cristo e delle profezie che lo riguardano aumenta grandemente. Essi hanno un valore infinito agli occhi di Dio, poiché sono in unità con suo Figlio. Per loro la parola di Dio è di incomparabile bellezza e amabilità. Ne vedono l’importanza. La verità viene loro dischiusa. La dottrina dell’incarnazione è rivestita di una dolce radiosità. Essi vedono che la Scrittura è la chiave che apre tutti i misteri e risolve tutte le difficoltà. Coloro che non sono stati disposti a ricevere la luce e a camminare nella luce non saranno in grado di comprendere il mistero della pietà; ma coloro che non hanno esitato a prendere la croce e a seguire Gesù vedranno la luce nella luce di Dio». The Southern Watchman, 4 aprile 1905.

Coloro che sono rappresentati da Pietro, i quali sono i centoquarantaquattromila, sono quelli che accettano il messaggio di Laodicea giunto l’11 settembre 2001, il quale ora viene ripetuto dal luglio 2023. Il messaggio di Laodicea giunto nel 1856 era l’accresciuta conoscenza dei “sette tempi”; e quando Cristo ricompone insieme le ossa morte, e successivamente le conduce alla vita, essi passano dal movimento laodicense del terzo angelo al movimento filadelfiano dei centoquarantaquattromila. Tale transizione è operata dalla Parola di Cristo, poiché essi sono santificati dalla Sua Parola, e la Sua Parola è “verità”, e la Sua Parola è la “chiave” che dischiude la Sua Parola.

E all’angelo della chiesa in Filadelfia scrivi: Queste cose dice colui che è santo, colui che è verace, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, e chiude e nessuno apre. Io conosco le tue opere: ecco, io ti ho posto dinanzi una porta aperta, che nessuno può chiudere; perché hai poca forza, e hai serbato la mia parola, e non hai rinnegato il mio nome. Apocalisse 3:7–8.

La metodologia di «linea su linea» è la chiave che Cristo promise al Suo popolo degli ultimi giorni nella battaglia alle «porte». Una «porta» è una chiesa.

E Giacobbe si svegliò dal suo sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo, e io non lo sapevo». Ed ebbe paura e disse: «Com’è tremendo questo luogo! Questa non è altro che la casa di Dio, e questa è la porta del cielo». Genesi 28:16, 17.

La battaglia alle porte rappresenta le battaglie religiose che si svolgono tra la verità e l’errore, e l’errore della religione della Grecia è la porta dell’inferno, e anche la religione dell’Avventismo apostata di Laodicea è una porta. La porta avventista laodicea rappresenta il luogo in cui si adempie il dibattito di Abacuc.

In quel giorno il Signore degli eserciti sarà una corona di gloria e un diadema di bellezza per il residuo del suo popolo, e sarà spirito di giustizia per colui che siede in giudizio, e forza per quelli che respingono la battaglia fino alla porta. Ma anche costoro hanno errato a causa del vino, e per le bevande inebrianti sono usciti di strada; il sacerdote e il profeta hanno errato per le bevande inebrianti, sono sopraffatti dal vino, sono usciti di strada per le bevande inebrianti; errano nelle visioni, vacillano nel giudizio. Poiché tutte le tavole sono piene di vomito e di sozzura, tanto che non v’è più alcun luogo pulito. Chi ammaestrerà egli nella conoscenza? e a chi farà comprendere la dottrina? A quelli appena divezzati dal latte, staccati dalle mammelle? Poiché è precetto su precetto, precetto su precetto; regola su regola, regola su regola; qui un poco, là un poco. Poiché con labbra balbettanti e con altra lingua egli parlerà a questo popolo. Egli aveva detto loro: «Questo è il riposo con cui potreste far riposare lo stanco; questo è il refrigerio»; ma essi non hanno voluto ascoltare. Così la parola del Signore è stata per loro precetto su precetto, precetto su precetto; regola su regola, regola su regola; qui un poco, là un poco; affinché andassero, cadessero all’indietro, fossero infranti, presi al laccio e catturati. Perciò ascoltate la parola del Signore, o uomini schernitori, che governate questo popolo che è in Gerusalemme. Isaia 28:5-14

Le chiavi del regno sono le parole delle Scritture, che sono date al popolo di Dio degli ultimi giorni dalla Parola.

«Vi sono verità nella Parola che, come filoni di minerale prezioso, sono nascoste sotto la superficie. Il tesoro nascosto viene scoperto mentre lo si ricerca, come un minatore cerca l’oro e l’argento. La prova della verità della Parola di Dio è nella Parola stessa. La Scrittura è la chiave che apre la Scrittura. Il significato profondo delle verità della Parola di Dio viene dischiuso alle nostre menti dal Suo Spirito. »

«La Bibbia è il grande libro di testo per gli studenti delle nostre scuole. Essa insegna tutta la volontà di Dio riguardo ai figli e alle figlie di Adamo. È la regola della vita, e ci insegna il carattere che dobbiamo formare per la vita futura. Non abbiamo bisogno della fioca luce della tradizione per rendere comprensibili le Scritture. Tanto varrebbe supporre che il sole di mezzogiorno abbia bisogno del tremolante chiarore delle torce terrene per accrescere la sua gloria. Le parole del sacerdote e del ministro non sono necessarie per salvare gli uomini dall’errore. Coloro che consultano l’Oracolo divino avranno luce. Nella Bibbia ogni dovere è reso chiaro. Ogni ammaestramento dato è comprensibile. Ogni ammaestramento ci rivela il Padre e il Figlio. La Parola è capace di rendere tutti savi a salvezza. Nella Parola la scienza della salvezza è chiaramente rivelata. Investigate le Scritture, poiché esse sono la voce di Dio che parla all’anima». Testimonies, volume 8, 157.

Le chiavi che Cristo diede alla chiesa degli ultimi giorni hanno la stessa potenza che avevano quando furono date a Pietro.

«Pietro aveva espresso la verità che è il fondamento della fede della chiesa, e Gesù ora lo onorò quale rappresentante dell’intero corpo dei credenti. Egli disse: “Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato nei cieli; e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli.”»

“Le ‘chiavi del regno dei cieli’ sono le parole di Cristo. Tutte le parole della Sacra Scrittura sono Sue, e qui sono comprese. Queste parole hanno il potere di aprire e di chiudere il cielo. Esse dichiarano le condizioni alle quali gli uomini sono accolti o respinti. Così l’opera di coloro che predicano la parola di Dio è un profumo di vita per la vita oppure di morte per la morte. La loro è una missione gravata di risultati eterni.” The Desire of Ages, 413.

La potenza che si manifesta attraverso le Sue parole, quando è posta nelle mani degli uomini, si fonda sui princìpi identificati nella Sua parola. Il più semplice, forse, e forse il più profondo, è che la verità è stabilita sulla testimonianza di due.

«Un altro grave male che era sorto nella chiesa era quello di fratelli che intentavano cause gli uni contro gli altri. Ampie disposizioni erano state prese per la composizione delle difficoltà tra i credenti. Cristo stesso aveva dato istruzioni chiare su come tali questioni dovessero essere risolte. “Or se il tuo fratello ha peccato contro di te”, aveva consigliato il Salvatore, “va’ e riprendilo fra te e lui solo; se ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello. Ma se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. E se rifiuta di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, sia egli per te come il pagano e il pubblicano. In verità vi dico: tutte le cose che avrete legate sulla terra saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra saranno sciolte nel cielo”. Matteo 18:15–18». Gli Atti degli Apostoli, 304.

Vi sono almeno tre testimoni geografici del periodo in cui i centoquarantaquattromila vengono suggellati al Grido di Mezzanotte. Ricordando il fatto che, al grido di mezzanotte, è troppo tardi per procurarsi l’olio, troviamo nella testimonianza geografica del raduno campestre di Exeter un’illustrazione del punto in cui il popolo di Dio degli ultimi giorni viene suggellato; e troviamo tale verità rappresentata dalla geografia di Cesarea di Filippo, nonché dalla testimonianza della battaglia di Panium, nei versetti da tredici a quindici del capitolo undicesimo di Daniele. Forse è un po’ improprio identificare questi tre testimoni come geografici, ma adopero questo termine perché la geografia è certamente parte dell’ambientazione sia a Exeter sia a Cesarea di Filippo. Gesù colloca Pietro entro la geografia profetica in cui i centoquarantaquattromila si trovano negli ultimi giorni. Poi impartisce un comando.

E io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato nei cieli; e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli. Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire ad alcuno che egli era Gesù il Cristo. Da quel tempo Gesù cominciò a mostrare ai suoi discepoli come egli dovesse andare a Gerusalemme, soffrire molte cose dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno. Allora Pietro, presolo in disparte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: Signore, ciò non ti avverrà mai. Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo, perché tu non hai il senso delle cose di Dio, ma di quelle degli uomini. Matteo 16:19–23.

La parola «Exeter» è il nome di una città del Devon, in Inghilterra. La sua etimologia può essere fatta risalire all’inglese antico, nel quale era conosciuta come «Exanceaster» o «Execestre». Si ritiene che il nome derivi dalle parole dell’inglese antico «Exe» (in riferimento al fiume Exe, sul quale è situata la città) e «ceaster» (che significa «fortezza romana» o «città cinta da mura»). Pertanto, «Exeter» significa o «la fortezza sul fiume Exe», oppure «la città cinta da mura presso il fiume Exe». La geografia associata all’arrivo e all’adempimento del Grido di Mezzanotte nella storia millerita identifica un luogo in cui vi era acqua, rappresentante l’effusione dello Spirito Santo, e un punto in cui Dio stava suscitando un esercito per proclamare il messaggio al mondo, il quale, come ci informa Sister White, avanzò come una «marea travolgente». Una marea travolgente non è semplicemente acqua di fiume; è acqua superpotentemente potenziata.

La storia millerita fu l’adempimento della parabola delle dieci vergini, e quando i centoquarantaquattromila saranno condotti alla conclusione del tempo del suggellamento, essi ripeteranno i punti di riferimento individuati all’inizio del tempo del suggellamento, nonché la storia del raduno campestre di Exeter. Un angelo scenderà con un messaggio di prova che dovrà essere mangiato. Quel messaggio condurrà ai fondamenti, e porrà le due classi a confronto con i “sette tempi” di Levitico ventisei. Esso comprenderà la Rivelazione di Gesù Cristo, che è rappresentata da Pietro come un riconoscimento che Gesù fu unto quale Cristo, quando il simbolo divino discese in forma di colomba, prefigurando l’11 settembre 2001. Comprenderà altresì l’intendimento che Gesù è il divino Figlio di Dio, e anche che, avendo Gesù assunto sulla Sua natura divina la carne dell’umanità decaduta, Egli è altresì il Figlio dell’uomo.

Queste verità produrranno due classi di adoratori, come avvenne dopo l’11 settembre 2001. Le due classi furono rappresentate al camp meeting di Exeter, poiché a quel camp meeting era stata innalzata una tenda da un gruppo proveniente da Watertown, che respingeva il messaggio del Grido di Mezzanotte così come era presentato per mezzo di Samuel Snow. Essi tenevano riunioni contraffatte, così rumorose ed emotive, che i dirigenti delle riunioni di Snow andarono da loro e li informarono che dovevano calmarsi. Al camp meeting si manifestarono due classi, ed entrambe professavano di essere associate all’acqua, ma una era una contraffazione e rappresentava le stolte che erano senza olio. Il gruppo nella tenda di Exeter era l’esercito che era la città, la quale era anche una fortezza, poiché essi prefiguravano le ossa aride e morte di Ezechiele, che sono risuscitate come un potente esercito al messaggio del Grido di Mezzanotte.

Nella vicenda in cui quelle due classi sono manifestate, Pietro rappresentò entrambe le classi. La sua confessione, che identificava Gesù come il Cristo e il Figlio di Dio, fu prodotta per ispirazione dello Spirito Santo, poiché Cristo gli disse chiaramente: «Né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli». Quando poi Gesù informò i discepoli della croce, Pietro, mancando in quel momento dell’influenza dello Spirito Santo, prese Cristo «e cominciò a rimproverarlo, dicendo: Signore, questo non ti avverrà mai. Ma Egli, voltatosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo, perché tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».

Lo sfogo emotivo di Pietro si accordava con il culto emotivo che aveva luogo nella tenda di Watertown quando Samuel Snow stava presentando il messaggio del Grido di Mezzanotte. A quel livello Pietro rappresenta coloro che sono candidati a trovarsi tra i centoquarantaquattromila. Quei candidati rappresentano una classe che ha l’olio, che è lo Spirito Santo, ed è il messaggio ed è il carattere, e l’altra classe è priva dell’olio. Nel contesto di Cesarea di Filippo, Cristo cominciò a spiegare «che doveva andare a Gerusalemme, e soffrire molte cose dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno».

La delusione dei discepoli, quando quegli eventi si compirono effettivamente alla croce, è la storia che la sorella White utilizza per illustrare la delusione del 22 ottobre 1844 e la delusione degli Ebrei all’attraversamento del Mar Rosso, con l’esercito del Faraone che si stringeva alle loro spalle e le acque del mare davanti a loro. Tutti questi testimoni identificano l’imminente legge domenicale, e la rivelazione dei versetti da tredici a quindici di Daniele undici fornisce la testimonianza degli eventi che conducono a quella legge domenicale. Così facendo, essi rappresentano anche la «parte della profezia di Daniele che si riferisce agli ultimi giorni».

Proseguiremo questo studio nel prossimo articolo.

«Uno studio accurato dei tipi e degli antitipi condusse all’osservazione che la crocifissione di Cristo ebbe luogo proprio nel giorno, nel ciclo annuale delle cerimonie date a Israele, in cui veniva immolato l’agnello pasquale. Non avrebbe forse avuto luogo parimenti nel giorno stesso dell’anno celebrato nel tipo la purificazione del santuario, prefigurata nel Giorno dell’Espiazione — che cadeva il decimo giorno del settimo mese? (vedi Il gran conflitto, 399). Questo, secondo il vero computo mosaico del tempo, corrisponderebbe al 22 ottobre. Ai primi di agosto del 1844, in una riunione di campo a Exeter, nel New Hampshire, questa veduta fu presentata e fu accettata come la data per l’adempimento della profezia dei 2300 giorni. La parabola delle dieci vergini in Matteo 25:1–13 assunse un significato particolare — il ritardo dello sposo, l’attesa e l’assopimento di coloro che aspettavano le nozze, il grido di mezzanotte, la chiusura della porta, eccetera. Il messaggio che Cristo sarebbe venuto il 22 ottobre giunse a essere noto come il “grido di mezzanotte”. «Il “grido di mezzanotte”», scrisse Ellen White, «fu proclamato da migliaia di credenti». Ella aggiunse:»

«Come un maremoto, il movimento [del settimo mese] si diffuse per il paese. Di città in città, di villaggio in villaggio, e fino ai luoghi remoti della campagna, esso si propagò, finché il popolo di Dio in attesa fu pienamente destato.—The Great Controversy, 400.»

«La rapidità con cui il messaggio si diffuse è descritta da scrittori citati da L. E. Froom:»

“Bates lasciò scritto che il messaggio di Exeter «volò, per così dire, sulle ali del vento». Uomini e donne si affrettavano per ferrovia e per via d’acqua, in diligenza e a cavallo, con fasci di libri e di giornali, distribuendoli «copiosamente come le foglie d’autunno». White disse: «L’opera che ci stava dinanzi era di volare in ogni parte di quel vasto campo, dare l’allarme e svegliare coloro che dormivano». E Wellcome aggiunge che il movimento proruppe come le acque sprigionate da una diga. Campi di grano maturo furono lasciati in piedi senza essere mietuti, e patate pienamente sviluppate lasciate dissotterrate nel terreno. La venuta del Signore era vicina. Non vi era ormai più tempo per tali cose terrene.—The Prophetic Faith of Our Fathers, Vol. IV, p. 816.

«Come testimone oculare e partecipe del movimento, Ellen White descrisse il carattere dell’opera in rapido acceleramento:»

«I credenti videro rimossi il loro dubbio e la loro perplessità, e la speranza e il coraggio animarono i loro cuori. L’opera fu esente da quegli estremi che si manifestano sempre quando vi è eccitazione umana senza l’influenza moderatrice della parola e dello Spirito di Dio…. Essa recava le caratteristiche che contraddistinguono l’opera di Dio in ogni epoca. Vi era poca gioia estatica, ma piuttosto un profondo esame del cuore, confessione del peccato e rinuncia al mondo. La preparazione per incontrare il Signore costituiva il peso di spiriti angosciati….»

«“Fra tutti i grandi movimenti religiosi dai giorni degli apostoli in poi, nessuno è stato più libero dall’imperfezione umana e dalle astuzie di Satana di quello dell’autunno del 1844. Ancora oggi, dopo il trascorrere di molti anni [1888], tutti coloro che parteciparono a quel movimento e che sono rimasti saldi sulla piattaforma della verità sentono ancora la santa influenza di quell’opera benedetta e rendono testimonianza che essa era da Dio.—Ibid., 400, 401.”»

«Nonostante le prove di un’opera che si diffondeva in tutto il paese e attirava migliaia nella comunione del Secondo Avvento, e circa duecento ministri di varie chiese uniti nel diffondere il messaggio, [Vedi C. M. Maxwell, Tell it to the world, pp. 19, 20.] le chiese protestanti nel loro insieme lo respinsero e usarono ogni mezzo a loro disposizione per impedire che si diffondesse la fede nell’imminente ritorno di Cristo. Nessuno osava menzionare, in un servizio di culto, la speranza del prossimo ritorno di Gesù; ma per coloro che attendevano l’evento era del tutto diverso.»

«Ellen White descrisse com’era:»

«Ogni momento mi sembrava prezioso e della massima importanza. Sentivo che stavamo compiendo un’opera per l’eternità, e che i trascurati e i disinteressati si trovavano nel più grande pericolo. La mia fede era limpida, e mi appropriai per me stessa delle preziose promesse di Gesù….»

“‘Con diligenti esami del cuore e umile confessione ci accostammo in preghiera al tempo dell’attesa. Ogni mattina sentivamo che il nostro primo dovere era di assicurarci l’evidenza che la nostra vita fosse retta davanti a Dio. Ci rendevamo conto che, se non avanzavamo nella santità, saremmo certamente retrocessi. Il nostro interesse gli uni per gli altri aumentò; pregavamo molto gli uni con e per gli altri.

«Ci riunivamo nei frutteti e nei boschetti per comunicare con Dio e per rivolgerGli le nostre suppliche, avvertendo più chiaramente la Sua presenza quando eravamo circondati dalle Sue opere naturali. Le gioie della salvezza ci erano più necessarie del cibo e della bevanda. Se delle nubi oscuravano le nostre menti, non osavamo riposare né dormire finché non fossero state dissipate dalla consapevolezza della nostra accettazione presso il Signore.—Life Sketches of James White and Ellen G. White (1880), 188, 189». Arthur White, The Ellen White Biography, volume 1, 51, 52.