I libri di Daniele e dell’Apocalisse sono lo stesso libro, nello stesso senso in cui la Bibbia è un solo libro, costituito dall’Antico Testamento e dal Nuovo Testamento.
«La storia della vita, della morte e della risurrezione di Gesù, quale Figlio di Dio, non può essere pienamente dimostrata senza la testimonianza contenuta nell’Antico Testamento. Cristo è rivelato nell’Antico Testamento con la stessa chiarezza che nel Nuovo. L’uno rende testimonianza di un Salvatore che deve venire, mentre l’altro rende testimonianza di un Salvatore che è venuto nel modo predetto dai profeti. Per poter apprezzare il piano della redenzione, la Scrittura dell’Antico Testamento deve essere compresa a fondo. È la luce glorificata proveniente dal passato profetico che mette in risalto la vita di Cristo e gli insegnamenti del Nuovo Testamento con chiarezza e bellezza. I miracoli di Gesù sono una prova della sua divinità; ma le prove più forti del fatto che egli è il Redentore del mondo si trovano nelle profezie dell’Antico Testamento messe a confronto con la storia del Nuovo. Gesù disse ai Giudei: “Investigate le Scritture, perché pensate di avere per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me”. A quel tempo non esisteva altra Scrittura all’infuori di quella dell’Antico Testamento; perciò l’ingiunzione del Salvatore è chiara». Spirit of Prophecy, volume 3, 211.
La prova più forte di chi e che cosa sia Cristo si ha quando le profezie dell’Antico Testamento vengono messe a confronto con l’adempimento di quelle profezie nella storia del Nuovo Testamento. Così pure avviene per la relazione tra i libri di Daniele e dell’Apocalisse.
«Nell’Apocalisse tutti i libri della Bibbia si incontrano e si concludono. Qui si trova il complemento del libro di Daniele. Uno è una profezia; l’altro una rivelazione». Atti degli Apostoli, 585.
La parola «complemento» significa portare a perfezione. L’adempimento delle profezie dell’Antico Testamento costituiva la «più forte» «prova» della «divinità» di Cristo. La più forte evidenza della divinità delle profezie nel libro di Daniele è l’adempimento di tali profezie come viene rappresentato nel libro dell’Apocalisse. Le profezie di Daniele continuano nel libro dell’Apocalisse, e sono portate a perfezione negli ultimi giorni, quando la Rivelazione di Gesù Cristo è dissigillata.
«L’Apocalisse è un libro sigillato, ma è anche un libro aperto. Essa riferisce eventi meravigliosi che devono aver luogo negli ultimi giorni della storia di questa terra. Gli insegnamenti di questo libro sono precisi, non mistici e incomprensibili. In esso viene ripresa la medesima linea di profezia che si trova in Daniele. Alcune profezie Dio le ha ripetute, mostrando così che a esse deve essere attribuita importanza. Il Signore non ripete cose che non siano di grande conseguenza.» Manuscript Releases, volume 9, 8.
Nel terzo anno del regno di Iehoiakim, re di Giuda, Nebucadnetsar, re di Babilonia, venne contro Gerusalemme e la pose sotto assedio. Daniele 1:1.
Il primo versetto del libro di Daniele contiene una ricchezza di informazioni profetiche, se considerato correttamente. Inizieremo la nostra trattazione con Ioiachim.
Ioiachim fu il primo degli ultimi tre re di Giuda. In quanto tale, egli rappresenta il messaggio del primo angelo. Suo figlio Ioiachin, che era anche conosciuto come Ieconia o Conia, rappresentava il messaggio del secondo angelo. A Ioiachin succedette Sedechia, l’ultimo dei tre re finali di Giuda. Sedechia rappresenta il messaggio del terzo angelo. Vi sono diverse testimonianze profetiche che confermano che Ioiachim è un simbolo del messaggio del primo angelo. È importante comprendere queste prove, poiché esse identificano il fatto che il primo versetto del capitolo uno di Daniele sta identificando il messaggio del primo angelo, e tale fatto è un’ancora che permette di comprendere il primo capitolo come il messaggio del primo angelo di Apocalisse quattordici. Cominceremo dal secondo libro delle Cronache.
E coloro che erano scampati alla spada egli li deportò a Babilonia; dove furono servi suoi e dei suoi figli fino al regno del regno di Persia; per adempiere la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremia, finché il paese avesse goduto i suoi sabati: poiché, per tutto il tempo che rimase desolato, osservò il sabato, fino al compimento di settant’anni. 2 Cronache 36:20, 21.
La cattività in Babilonia per settant’anni avvenne affinché il paese potesse godere dei sabati che non erano stati osservati, in conformità con Levitico venticinque. Settanta anni di sabati ammontano a quattrocentonovant’anni, durante i quali l’antico Israele aveva trascurato la prescrizione di Levitico venticinque. Quattrocentonovant’anni di ribellione precedettero settant’anni di cattività. Alla fine dei quattrocentonovant’anni, tre re sarebbero stati posti in soggezione da Nabucodonosor.
Alla fine dei settant’anni di cattività, il Signore suscitò Ciro, che fu il primo dei tre re che avrebbero decretato che Israele potesse ritornare e ricostruire Gerusalemme. Artaserse fu il terzo di quei tre re ed emise il terzo decreto nel 457 a.C. Il terzo decreto diede inizio ai duemilatrecento anni di Daniele, capitolo otto, versetto quattordici. Nel 1798 terminò la prima fine dell’indignazione, il libro di Daniele fu dissigillato e giunse il primo dei tre angeli. Il terzo angelo giunse il 22 ottobre 1844.
Gli ultimi tre re di Giuda si trovarono tutti di fronte a Nebucadnetsar, e con la cattività di Ieoiakim ebbero inizio i settant’anni. Essi continuarono finché Babilonia fu distrutta, e il generale (Ciro) che aveva distrutto Babilonia, e che poco dopo divenne re, emanò il primo di tre decreti. Il terzo decreto diede inizio alla profezia delle sere e delle mattine, che si concluse con l’arrivo del terzo di tre angeli. Cristo identifica sempre la fine con l’inizio.
L’inizio dei settant’anni ebbe luogo con il primo attacco di Nebucadnezzar contro Gerusalemme. La fine dei settant’anni fu contrassegnata dalla distruzione di Babilonia. La distruzione finale e completa di Gerusalemme si abbatté sul terzo di tre re che erano stati tutti attaccati da Nebucadnezzar. La distruzione di Gerusalemme fu progressiva. Gli ultimi tre re rappresentano un unico simbolo profetico, nel senso che erano stati tutti attaccati da Nebucadnezzar. Essi prefiguravano i tre decreti che costituivano anch’essi un unico simbolo, come pure i tre angeli alla fine dei duemilatrecento giorni.
«Nel settimo capitolo di Esdra si trova il decreto. Versetti 12-26. Nella sua forma più completa esso fu emanato da Artaserse, re di Persia, nel 457 a.C. Ma in Esdra 6:14 si dice che la casa del Signore a Gerusalemme fu costruita “secondo il comandamento [“decreto”, margine] di Ciro, di Dario e di Artaserse re di Persia”. Questi tre re, nell’originare, nel riaffermare e nel completare il decreto, lo condussero alla perfezione richiesta dalla profezia per segnare l’inizio dei 2300 anni. Assumendo il 457 a.C., il tempo in cui il decreto fu completato, come data del comandamento, si vide che ogni particolare della profezia concernente le settanta settimane si era adempiuto». The Great Controversy, 326.
Sorella White rileva che i tre decreti furono necessari per il perfezionamento della profezia. Ella ne definisce la relazione reciproca e, così facendo, identifica le caratteristiche grammaticali della parola ebraica «verità». Ella afferma che il primo decreto ebbe origine, il secondo decreto riaffermò e il terzo decreto completò «ogni specificazione della profezia concernente le settanta settimane». La parola ebraica «verità» è formata dalla combinazione della prima, della tredicesima e dell’ultima lettera dell’alfabeto ebraico. Il primo decreto ebbe origine, il secondo riaffermò e l’ultimo decreto completò la profezia. I tre decreti contengono la firma dell’Alfa e dell’Omega, e furono adempiuti alla fine della profezia dei settant’anni della cattività in Babilonia, benché il terzo decreto giungesse ben dopo la fine dei settant’anni. I tre decreti furono progressivi e, sebbene fossero tre decreti, costituivano nondimeno un solo simbolo profetico.
Il primo angelo giunse nel 1798, il secondo angelo giunse nella primavera del 1844 e il terzo angelo giunse il 22 ottobre 1844. Quei tre angeli costituiscono un unico simbolo profetico, che rappresenta l’evangelo eterno di Apocalisse, capitolo quattordici.
«Il primo e il secondo messaggio furono dati nel 1843 e nel 1844, e noi ci troviamo ora sotto la proclamazione del terzo; ma tutti e tre i messaggi devono ancora essere proclamati. È ora altrettanto essenziale quanto lo sia mai stato che essi siano ripetuti a coloro che cercano la verità. Con la penna e con la voce dobbiamo far risuonare la proclamazione, mostrando il loro ordine e l’applicazione delle profezie che ci conducono al messaggio del terzo angelo. Non può esservi un terzo senza il primo e il secondo. Questi messaggi dobbiamo darli al mondo mediante pubblicazioni e discorsi, mostrando, nel corso della storia profetica, le cose che sono state e le cose che saranno». Selected Messages, libro 2, 104, 105.
Gli ultimi tre re di Giuda costituivano un unico simbolo, poiché tutti furono ricondotti, in vari gradi, in stato di soggezione al re di Babilonia. Gli ultimi tre re di Giuda, i tre decreti e i tre angeli, sebbene distintamente tre, sono altresì rappresentati come un unico simbolo profetico.
Gli ultimi tre re fanno parte del contesto profetico dell’inizio della profezia dei settant’anni di cattività e, come tali, diventano parte di quell’inizio che illustra la fine dei settant’anni di cattività. La cattività ebbe inizio con la progressiva sottomissione di tre re, concludendosi con la distruzione del regno e della sua città capitale. La fine della profezia segna la distruzione della nazione e della capitale di Babilonia, il che segna l’arrivo dei tre decreti progressivi. L’inizio della profezia dei duemilatrecento anni è segnato da tre decreti progressivi, e illustra la conclusione della profezia dei duemilatrecento anni, che consiste di tre messaggi progressivi.
I tre angeli, e i loro rispettivi tre messaggi, erano stati prefigurati da tre re e dai loro tre decreti progressivi. I tre re che proclamarono i loro rispettivi tre decreti erano stati prefigurati da tre re progressivi, i quali avevano ciascuno presentato il proprio messaggio di ribellione contro Nebucadnetsar. Tre messaggi di ribellione prefiguravano tre decreti, che a loro volta prefiguravano tre messaggi. Uno dà inizio alla profezia dei settant’anni, che a sua volta termina con l’inizio della profezia dei duemilatrecento anni, la quale termina all’arrivo del terzo angelo nel 1844. I settant’anni durante i quali il paese doveva godere il suo sabato non possono essere separati dal 22 ottobre 1844.
Ioiachim rappresenta il primo decreto di Ciro e anche il messaggio del primo angelo di Apocalisse capitolo quattordici. Oltre a ciò, le tre testimonianze degli ultimi tre re di Giuda, i tre decreti e i messaggi dei tre angeli, forniscono informazioni precise sul simbolo di Ioiachim, poiché la storia profetica dei tre angeli è stata contrassegnata con grande cura dall’ispirazione. Tutti e tre i messaggi hanno un arrivo storico e, successivamente, un conferimento storico di potenza.
Il primo angelo giunse nel 1798 e fu rivestito di potenza l’11 agosto 1840, con la conferma del principio di un giorno per un anno.
«Nell’anno 1840 un altro notevole adempimento della profezia suscitò un interesse diffuso. Due anni prima, Josiah Litch, uno dei principali ministri che predicavano il secondo avvento, pubblicò un’esposizione di Apocalisse 9, predicendo la caduta dell’Impero Ottomano. Secondo i suoi calcoli, questa potenza doveva essere abbattuta... l’11 agosto 1840, quando si può attendere che il potere ottomano a Costantinopoli sia spezzato. E questo, io credo, si constaterà essere il caso.»
«Nel momento stesso specificato, la Turchia, per mezzo dei suoi ambasciatori, accettò la protezione delle potenze alleate d’Europa, e così si pose sotto il controllo delle nazioni cristiane. L’evento adempì esattamente la predizione. Quando ciò divenne noto, moltitudini si convinsero della correttezza dei princìpi d’interpretazione profetica adottati da Miller e dai suoi collaboratori, e un meraviglioso impulso fu dato al movimento avventista. Uomini di cultura e di posizione si unirono a Miller, sia nel predicare sia nel pubblicare le sue vedute, e dal 1840 al 1844 l’opera si estese rapidamente.» The Great Controversy, 334, 335.
Il primo angelo giunse annunciando l’apertura del giudizio nel 1798, ma il messaggio si fondava sulla validità dell’identificazione di William Miller secondo cui un giorno nella profezia biblica rappresenta un anno. Tale principio fu confermato “l’11 agosto 1840”, e il primo messaggio fu rivestito di potenza. Con il fallimento della predizione del ritorno di Cristo nell’anno biblico 1843, che si estese fino all’anno 1844, giunse il secondo angelo di Apocalisse capitolo quattordici. Con il fallimento della predizione nella primavera del 1844, le chiese protestanti respinsero la regola di Miller di un giorno per un anno e divennero le figlie di Babilonia. Da allora quel messaggio fu rivestito di potenza nell’estate del 1844, quando si unì al messaggio del Grido di Mezzanotte. Con l’adempimento del messaggio del Grido di Mezzanotte il 22 ottobre 1844, giunse il terzo angelo con il suo messaggio.
A motivo della disubbidienza dell’Avventismo laodiceo nel 1863, al popolo di Dio fu assegnato di ripetere la storia dell’antico Israele nel suo peregrinare nel deserto. Il conferimento di potenza del terzo messaggio avrebbe atteso fino all’11 settembre 2001. Ciascuno dei tre messaggi giunge nella storia e in seguito viene rivestito di potenza.
Ioiakim e Ciro rappresentano il conferimento di potenza al primo angelo, non il suo arrivo. Benché Ioiakim fosse il primo degli ultimi tre re di Giuda, e benché egli rappresenti il messaggio del primo angelo, le caratteristiche profetiche che egli, e anche Ciro, manifestano dimostrano che entrambi sono simboli del conferimento di potenza al primo angelo, e non simboli dell’arrivo del primo angelo. L’arrivo del primo messaggio, nella storia di Ioiakim, fu Manasse, il primo degli ultimi sette re di Giuda.
Sette re precedettero la completa e finale distruzione di Gerusalemme. Quei sette re rappresentano una storia progressiva, come lo fu la storia da essi prefigurata dal 1798 al 1844. Il primo angelo giunse nel 1798, e il terzo giunse il 22 ottobre 1844. La storia dal 1798 al 1844 è la storia del primo e del secondo angelo. La storia del terzo angelo ebbe inizio nel 1844. Quando suor White identifica il simbolismo dei sette tuoni di Apocalisse capitolo dieci, ella afferma che i sette tuoni rappresentano la storia del primo e del secondo angelo, ma non del terzo angelo.
«La luce speciale data a Giovanni, che fu espressa nei sette tuoni, era una delineazione di eventi che sarebbero avvenuti sotto i messaggi del primo e del secondo angelo». The Seventh-day Adventist Bible Commentary, volume 7, 971.
La storia dei sette tuoni di Apocalisse capitolo dieci pone in risalto la storia del conferimento di potenza al primo angelo dall’11 agosto 1840 fino alla grande delusione del 22 ottobre 1844; nondimeno, essa include l’intera storia del primo e del secondo angelo. L’applicazione generale dei sette tuoni è che essi rappresentano il periodo dal 1798 al 22 ottobre 1844. La storia dell’arrivo del primo angelo dal 1798 fino alla grande delusione è la storia del primo e del secondo angelo, ed è profeticamente rappresentata come sette tuoni. I sette tuoni furono anche tipificati dagli ultimi sette re di Giuda. Gli ultimi tre di quei re non erano soltanto re identificabili in successione, ma insieme costituiscono un unico simbolo composto di un primo, di un mezzo e di un ultimo.
Nella storia dei tre angeli, il primo messaggio fu investito di potenza l’11 agosto 1840, e sia Jehoiakim sia Ciro furono figure tipologiche di quell’evento.
Continueremo a individuare queste verità di massima importanza nel prossimo articolo.
«Una rigorosa integrità dovrebbe essere coltivata da ogni studente. Ogni mente dovrebbe rivolgersi con riverente attenzione alla parola rivelata di Dio. Luce e grazia saranno date a coloro che in tal modo ubbidiscono a Dio. Essi contempleranno cose meravigliose nella sua legge. Grandi verità, rimaste trascurate e inosservate fin dal giorno della Pentecoste, devono risplendere dalla parola di Dio nella loro purezza originaria. A coloro che amano veramente Dio lo Spirito Santo rivelerà verità che si sono affievolite nella mente, e rivelerà anche verità del tutto nuove. Coloro che mangiano la carne e bevono il sangue del Figlio di Dio trarranno dai libri di Daniele e dell’Apocalisse verità ispirata dallo Spirito Santo. Essi metteranno in moto forze che non potranno essere represse. Le labbra dei bambini saranno aperte per proclamare i misteri che sono stati nascosti alla mente degli uomini. Il Signore ha scelto le cose stolte di questo mondo per svergognare i sapienti, e le cose deboli del mondo per svergognare le forti. »
«La Bibbia non dovrebbe essere introdotta nelle nostre scuole per essere incastonata in mezzo all’infedeltà. La Bibbia deve essere resa il fondamento e la materia dell’educazione. È vero che conosciamo molto di più della parola del Dio vivente di quanto conoscessimo in passato, ma vi è ancora molto di più da apprendere. Essa dovrebbe essere usata come la parola del Dio vivente, e stimata come prima, ultima e migliore in ogni cosa. Allora si vedrà una vera crescita spirituale. Gli studenti svilupperanno caratteri religiosi sani, perché mangiano la carne e bevono il sangue del Figlio di Dio. Ma, se non è sorvegliata e nutrita, la salute dell’anima decade. Restate nel canale della luce. Studiate la Bibbia. Coloro che servono fedelmente Dio saranno benedetti. Colui che non permette che alcuna opera fedele rimanga senza ricompensa coronerà ogni atto di lealtà e d’integrità con speciali segni del suo amore e della sua approvazione». Review and Herald, 17 agosto 1897.