Come Isaia presenta al malvagio conduttore di Gerusalemme il messaggio rappresentato dai sessantacinque anni (capitolo sette, versetto otto), lo fa presso il “campo del gualchieraio” e all’“estremità dell’acquedotto della vasca superiore”, nell’anno 742 a.C. Il 742 a.C. rappresenta il 1863, poiché Gesù illustra sempre la fine con il principio. La ribellione del 1863, a sua volta, rappresenta la legge domenicale negli Stati Uniti, poiché Gesù illustra sempre la fine di una cosa con il principio di una cosa. Il 1863 fu l’inizio della chiesa avventista laodicea legalmente registrata, e quella chiesa viene lasciata desolata al “grande terremoto” della legge domenicale. Come potrebbe una corporazione che è legalmente governata dallo Stato (e non il contrario, cioè la Chiesa che controlla lo Stato), continuare a sostenere il sabato del settimo giorno, nel tempo in cui quello stesso governo sta legalmente proibendo il culto nel settimo giorno?
All’inizio e alla fine del ministero di Cristo, Egli purificò il tempio. Nella prima purificazione del tempio Cristo dichiarò che i capi avevano fatto della “casa del Padre suo” un covo di ladri, ma nell’ultima purificazione del tempio Egli dichiarò che “la loro casa” era lasciata loro desolata. L’antico Israele illustra il moderno Israele. Egli eresse e purificò il tempio millerita agli inizi dell’Avventismo, ma nella purificazione finale, la purificazione dei centoquarantaquattromila, l’Avventismo laodiceo è vomitato dalla Sua bocca, e allora “la loro casa” è lasciata desolata.
Isaia si trova presso il campo del lavandaio quando affronta il re Acaz. Il campo del lavandaio rappresenta la purificazione compiuta dal Messaggero del Patto, che improvvisamente viene al Suo tempio e purifica i figli di Levi come con il «sapone dei lavandai». Questa purificazione fu compiuta all’inizio dell’Avventismo, e viene compiuta di nuovo alla fine.
Ecco, io mando il mio messaggero, ed egli preparerà la via davanti a me; e il Signore, che voi cercate, entrerà improvvisamente nel suo tempio, il messaggero del patto, che voi bramate; ecco, egli viene, dice il Signore degli eserciti. Ma chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? e chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Poiché egli è come il fuoco del raffinatore e come il sapone dei lavandai. Egli siederà come chi raffina e purifica l’argento; purificherà i figli di Levi e li depurerà come l’oro e l’argento, affinché offrano al Signore un’offerta con giustizia. Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore, come nei giorni antichi, come negli anni di un tempo. Malachia 3:1–4.
Isaia incontra Acaz, con il segno di suo figlio, il cui nome simboleggia che negli ultimi giorni «un residuo ritornerà». Il residuo è costituito da coloro che «ritornano». Isaia incontra il malvagio re Acaz durante la storia della purificazione del tempio, che ebbe inizio nella storia millerita nel 1844 e fu portata a conclusione dalla disubbidienza nel 1863. Negli ultimi giorni la purificazione è la storia del suggellamento dei centoquarantaquattromila. Se i Milleriti avessero seguito l’aperta provvidenza di Dio che seguì il 1844, avrebbero portato a compimento l’opera.
«Se gli Avventisti, dopo la grande delusione del 1844, fossero rimasti saldi nella loro fede e avessero proseguito unitamente nella provvidenza di Dio che andava dischiudendosi, ricevendo il messaggio del terzo angelo e proclamandolo al mondo nella potenza dello Spirito Santo, essi avrebbero visto la salvezza di Dio; il Signore avrebbe potentemente operato mediante i loro sforzi, l’opera sarebbe stata portata a compimento e Cristo sarebbe già venuto per ricevere il Suo popolo al suo premio. Ma nel periodo di dubbio e incertezza che seguì la delusione, molti dei credenti avventisti abbandonarono la loro fede.... Così l’opera fu ostacolata, e il mondo fu lasciato nelle tenebre. Se l’intero corpo avventista si fosse unito intorno ai comandamenti di Dio e alla fede di Gesù, quanto diversa sarebbe stata la nostra storia!» Evangelism, 695.
Il fallimento nel «proseguire unitamente nell’aprirsi della provvidenza di Dio» li condusse, entro il 1856, in una condizione laodicense, e la ribellione che ne seguì nel 1863 segnò l’inizio del vagare nel deserto, prefigurato dall’antico Israele quando esso fallì la sua decima e ultima prova e fu quindi condannato a morire nel deserto nel corso dei successivi quarant’anni.
Il figlio di Isaia offre la promessa che, alla purificazione finale del tempio negli ultimi giorni, «un rimanente ritornerà». Il loro «ritorno» è illustrato da Geremia, al quale fu promesso che, se fosse «ritornato», sarebbe divenuto la sentinella di Dio. I centoquarantaquattromila sono coloro che sono ritornati da una delusione.
Coloro che costituiscono i centoquarantaquattromila hanno vissuto una delusione e hanno atteso il loro Signore. Essi sono stati prefigurati dalle vergini avvedute nella storia millerita, e sia nella storia iniziale sia in quella finale due bastoni sono uniti in un’unica nazione, durante l’effusione dello Spirito Santo nel tempo del Grido di Mezzanotte.
Il malvagio re Acaz rappresenta la dirigenza di Giuda che avrà udito il messaggio, ma che rigetta il messaggio presentato da Isaia, e così facendo «inciampano, e cadono, e sono infranti, e sono colti al laccio, e sono presi». Essi sono coloro che «consultano gli spiriti familiari e gli indovini che sussurrano e mormorano», rappresentando l’esperienza dello spiritismo alla quale soccombono mentre ricevono la forte delusione di 2 Thessalonians. Il rigetto da parte di Acaz del messaggio di Isaia nel 742 a.C. si allinea con il 1863, quando il messaggio di Miller fu rigettato. Isaia è figura di Miller, e il messaggio sia di Isaia sia di Miller era fondato sui «sette tempi», che trovano il loro punto di ancoraggio nel versetto otto di Isaiah capitolo sette. Il figlio di Miller (il figlio di Isaia) rappresenta il movimento di Elia che giunge negli ultimi giorni.
La dichiarazione pronunciata contro Acaz a causa del suo rifiuto comprendeva la predizione della conquista da parte del re del nord, che negli ultimi giorni è la triplice unione della Roma moderna, governata dal papato.
Il Signore mi parlò ancora, dicendo: «Poiché questo popolo rifiuta le acque di Siloe, che scorrono dolcemente, e si rallegra di Rezin e del figlio di Remalia; perciò, ecco, il Signore fa salire contro di loro le acque del fiume, forti e abbondanti, cioè il re d’Assiria con tutta la sua gloria; esso si eleverà sopra tutti i suoi canali e traboccherà sopra tutte le sue rive; passerà attraverso Giuda, inonderà e strariperà, giungerà fino al collo; e l’apertura delle sue ali riempirà tutta l’ampiezza del tuo paese, o Immanuel». Isaia 8:5–8.
Isaia incontrò il re empio Acaz all’estremità dell’acquedotto della piscina superiore e, sebbene fra gli storici biblici e gli archeologi vi sia incertezza quanto al fatto che la piscina superiore fosse o meno la stessa piscina di Siloe al tempo di Cristo, il contesto della profezia di Isaia toglie ogni dubbio, poiché Isaia indica che il re del nord doveva venire contro Acaz, perché egli aveva rigettato le acque di Siloe, che scorrono placidamente. “Siloe” è il nome dell’Antico Testamento per “Siloe” nel Nuovo Testamento.
Fu presso la piscina di Siloe che Gesù guarì il cieco, e il malvagio re Acaz rappresenta la dirigenza laodicea cieca, sia nel 1863 sia nella legge domenicale ormai imminente, che rifiuta di essere guarita. “Shiloah” e “Siloe” significano entrambi “mandato”, e un messaggio fu mandato dal Padre al Figlio, il quale poi lo affidò a Gabriele e ai santi angeli perché lo trasmettessero a Isaia, che recò il messaggio “mandato” dal cielo a un capo laodiceo cieco.
Il condotto della piscina superiore, dal quale Isaia presentò il messaggio, rappresenta il luogo attraverso cui la pioggia dello Spirito Santo è convogliata al popolo di Dio, come pure è rappresentata dai condotti d’oro della visione di Zaccaria, o dalla scala del sogno di Giacobbe.
«Ciò che Dio ha preparato per noi è rappresentato in Zaccaria, capitoli 3 e 4, e 4:12–14: “E presi di nuovo la parola e gli dissi: Che cosa sono questi due rami d’ulivo, che per mezzo dei due condotti d’oro versano fuori da sé l’olio d’oro? Ed egli mi rispose e mi disse: Non sai che cosa siano questi? E io dissi: No, mio signore. Allora egli disse: Questi sono i due unti, che stanno presso il Signore di tutta la terra.”»
«Il Signore è ricco di risorse. Egli non manca di mezzi. È a causa della nostra mancanza di fede, della nostra mondanità, del nostro parlare frivolo, della nostra incredulità, manifestata nella nostra conversazione, che oscure ombre si addensano intorno a noi. Cristo non è rivelato, né nella parola né nel carattere, come Colui che è del tutto amabile e il primo fra diecimila. Quando l’anima si compiace di elevarsi alla vanità, lo Spirito del Signore può fare ben poco per essa. La nostra visione miope scorge l’ombra, ma non può vedere la gloria al di là. Gli angeli trattengono i quattro venti, rappresentati come un cavallo infuriato che cerca di sciogliersi e di slanciarsi sulla faccia di tutta la terra, portando sul suo cammino distruzione e morte.»
«Dormiremo proprio sull’orlo stesso del mondo eterno? Saremo ottusi, freddi e morti? Oh, potessimo avere nelle nostre chiese lo Spirito e il soffio di Dio insufflati nel Suo popolo, affinché essi si alzino in piedi e vivano. Dobbiamo comprendere che la via è stretta e la porta angusta. Ma quando passiamo per la porta angusta, la sua ampiezza è senza limite.» Manuscript Releases, volume 20, 216, 217.
L’“olio d’oro” è costituito dai messaggi dello Spirito di Dio, che scendono dalla vasca superiore attraverso il condotto rappresentato dai due tubi d’oro, i quali sono i due testimoni della Bibbia e dello Spirito di Profezia, ossia l’Antico e il Nuovo Testamento, oppure la legge e i profeti, oppure Mosè ed Elia.
«Gli unti che stanno presso il Signore di tutta la terra occupano la posizione un tempo conferita a Satana quale cherubino protettore. Per mezzo degli esseri santi che circondano il suo trono, il Signore mantiene una costante comunicazione con gli abitanti della terra. L’olio d’oro rappresenta la grazia con la quale Dio provvede continuamente alle lampade dei credenti, affinché non vacillino e non si spengano. Se non fosse che quest’olio santo viene riversato dal cielo nei messaggi dello Spirito di Dio, le potenze del male avrebbero il pieno controllo sugli uomini.»
«Dio è disonorato quando non riceviamo le comunicazioni che egli ci invia. Così rifiutiamo l’olio d’oro che vorrebbe versare nelle nostre anime perché sia trasmesso a coloro che sono nelle tenebre. Quando verrà il grido: “Ecco, lo sposo viene; uscitegli incontro”, coloro che non avranno ricevuto l’olio santo, che non avranno custodito nei loro cuori la grazia di Cristo, scopriranno, come le vergini stolte, di non essere pronti a incontrare il loro Signore. Non hanno, in se stessi, il potere di procurarsi l’olio, e la loro vita va in rovina. Ma se si chiede il Santo Spirito di Dio, se supplichiamo, come fece Mosè: “Mostrami la tua gloria”, l’amore di Dio sarà sparso nei nostri cuori. Attraverso i condotti d’oro, l’olio d’oro ci sarà comunicato. “Non per potenza, né per forza, ma per il mio Spirito, dice il Signore degli eserciti”. Ricevendo i fulgidi raggi del Sole di giustizia, i figli di Dio risplendono come luci nel mondo». Review and Herald, 20 luglio 1897.
Il messaggio che Acaz stava respingendo era il messaggio del Grido di Mezzanotte, che sarebbe culminato nella seconda venuta di Cristo, se la dirigenza di Laodicea avesse ricevuto il messaggio a Laodicea che fu loro “mandato” nel 1856. Quel messaggio si sarebbe allora gonfiato fino a diventare un forte grido, e il popolo di Dio avrebbe portato a termine l’opera e sarebbe stato in pace. Invece, tornarono al vomito dal quale erano stati liberati.
Isaia e Acaz sono rappresentati come impegnati nel processo di purificazione del campo del gualchieraio, che è compiuto dal Messaggero del Patto in Malachia capitolo tre. Essi sono simbolicamente situati là dove l’“olio” (un messaggio) viene versato nella visione di Zaccaria, e negli ultimi giorni il messaggio di Isaia ad Acaz è il messaggio dell’Islam del terzo Guai; è il messaggio della storia nascosta dei sette tuoni; è il messaggio che l’ottavo viene dai sette; è il messaggio della vigna; è il messaggio della “Verità”, che sono tutti elementi della Rivelazione di Gesù Cristo, la quale negli ultimi giorni produce la purificazione rappresentata dal campo del gualchieraio.
Fu ed è anche il messaggio dei «sette tempi», che passa dalla pietra di fondamento di Miller alla pietra angolare, poiché fu la prima verità e deve quindi essere l’ultima verità. Il 1863 segnò la conclusione di un processo di purificazione che ebbe inizio con l’arrivo del terzo angelo il 22 ottobre 1844 e giunse infine alla luce dei «sette tempi» nel 1856. Nel 1844 la luce dei duemilatrecento anni segnò un inizio che condusse alla fine contrassegnata dai duemilacinquecentoventi anni. Tuttavia, la cecità laodiceana, all’inizio e alla fine, rifiuta di vedere la relazione tra le due visioni. Il 1863 rappresenta la conclusione di un processo di purificazione che si verifica sempre quando un messaggio viene disuggellato, e il messaggio del terzo angelo fu disuggellato il 22 ottobre 1844.
La luce del terzo angelo, che fu dischiusa nel 1844, non era una luce singolare; era ciò che Sorella White definisce «la luce progressiva del terzo angelo». La luce progressiva del terzo angelo ebbe inizio nel 1844 e continua a progredire fino alla chiusura del tempo di grazia; ma quando giunse per la prima volta, e quando infine si conclude, vi è uno specifico periodo di prova del terzo angelo. Quei periodi di prova, all’inizio e alla fine, rappresentano altresì un processo di prova rappresentato da Daniele come un «aumento di conoscenza», che è anch’esso la luce progressiva del terzo angelo.
Il processo di prova ebbe inizio nel 1844, e la luce progressiva crebbe in conoscenza fino a giungere alla sua conclusione nel 1856. La luce iniziale e la luce finale del periodo di prova sono le due visioni di Daniele, capitolo otto, versetti tredici e quattordici, che rappresentano il fondamento e il pilastro centrale dell’Avventismo.
Il periodo di prova del primo angelo ebbe inizio l’11 agosto 1840 e terminò con la prima delusione, il 19 aprile 1844. Il periodo di prova del secondo angelo ebbe allora inizio e continuò fino al 22 ottobre 1844. A quel punto giunse il terzo angelo, e il periodo di prova del terzo angelo continuò finché l’Avventismo laodiceano rigettò la luce del terzo angelo nel 1863.
Il periodo di prova del terzo angelo per l’Avventismo Millerita ebbe un inizio e una fine, e l’inizio e la fine devono rappresentare la stessa cosa, poiché Gesù illustra sempre la fine di una cosa con l’inizio di una cosa. L’apertura della luce progressiva del terzo angelo fu la luce dell’apparizione (la visione “mareh”), del versetto quattordici del capitolo otto di Daniele. La fine della luce progressiva del terzo angelo fu la luce del calpestamento del santuario e dell’esercito (la visione “chazon”), del versetto tredici. Le due visioni sono profeticamente intrecciate.
Allora farai squillare la tromba del giubileo il decimo giorno del settimo mese; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il vostro paese. Levitico 25:9.
La tromba che doveva essere suonata nel Giorno dell’Espiazione, che cadeva il 22 ottobre 1844, era la tromba del Giubileo, che rappresenta il sacro ciclo di sette anni, il quale ammonta a duemilacinquecentoventi giorni. Il Signore intendeva condurre direttamente l’antico Israele nella Terra Promessa, ma la loro ribellione impedì che ciò avvenisse. Il Signore intendeva condurre direttamente il moderno Israele nella Terra Promessa, ma la ribellione impedì che ciò avvenisse. Se il moderno Israele fosse stato ubbidiente alla luce progressiva del terzo angelo, avrebbe ammonito il mondo e il Signore sarebbe ritornato più di cento anni fa.
Affinché ciò potesse avvenire, il Signore avrebbe dovuto operare una trasformazione tra i Milleriti, e tale trasformazione è identificata nelle Scritture come il mistero di Dio. Se l’Avventismo avesse seguito la luce progressiva del terzo angelo, allora la tromba del Giubileo avrebbe continuato a suonare fino alla fine, poiché è nei giorni in cui suona la settima tromba che il mistero di Dio è compiuto. In Apocalisse dieci, quella tromba, che è la tromba del Giubileo, e anche la tromba del terzo guaio, cominciò a suonare il 22 ottobre 1844.
E l’angelo che vidi stare sul mare e sulla terra alzò la sua mano al cielo, e giurò per colui che vive nei secoli dei secoli, il quale ha creato il cielo e le cose che sono in esso, e la terra e le cose che sono in essa, e il mare e le cose che sono in esso, che non vi sarebbe più tempo; ma nei giorni della voce del settimo angelo, quando egli comincerà a suonare, il mistero di Dio sarà compiuto, come egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti. Apocalisse 10:5–7.
Il processo di purificazione di prova che ebbe inizio il 22 ottobre 1844, che costituiva la luce progressiva del terzo angelo, cominciò con la luce di Daniele, capitolo otto, versetto quattordici, e si concluse con la luce di Daniele, capitolo otto, versetto tredici. Cominciò con la risposta del versetto quattordici, e si concluse con la domanda del versetto tredici.
Quei diciannove anni furono prefigurati dall’arrivo del messaggio di avvertimento di Isaia ad Acaz, re del Giuda letterale, durante una guerra civile tra il nord e il sud. Quei diciannove anni si conclusero con il re del nord che condusse Israele in schiavitù. Quei diciannove anni prefigurarono l’arrivo del terzo angelo nel 1844, fino alla ribellione del 1863. La luce progressiva del terzo angelo era rappresentata dal messaggio di Isaia.
Il rigetto di quella luce progressiva pose fine al movimento Millerita, e in quel periodo di prova il Movimento Millerita Filadelfiano si trasformò nella Chiesa di Laodicea. I diciannove anni che ebbero inizio nel 742 a.C. e i diciannove anni che ebbero inizio nel 1844 rappresentano entrambi un processo di prova e di purificazione negli ultimi giorni, vale a dire il periodo finale di prova della luce progressiva del terzo angelo.
In quel processo finale di prova il mistero di Dio sarà compiuto. I centoquarantaquattromila sono coloro che aspettano, ritornano e sono suggellati.
Lega la testimonianza, suggella la legge fra i miei discepoli. E io aspetterò il Signore, che nasconde la sua faccia alla casa di Giacobbe, e io spererò in lui. Ecco, io e i figli che il Signore mi ha dato siamo come segni e prodigi in Israele da parte del Signore degli eserciti, che dimora sul monte Sion. Isaia 8:16–18.
Il periodo finale di prova della luce progressiva del terzo angelo negli ultimi giorni ebbe inizio dove ebbe inizio il periodo iniziale di prova. Esso cominciò quando Gesù alzò la Sua mano al cielo e proclamò «che il tempo non sarebbe stato più». Tale proclamazione ebbe luogo il 22 ottobre 1844, quando la settima tromba annunciò il Giubileo alla conclusione del sacro ciclo di sette. Il ciclo di sette anni, ripetuto sette volte, era letteralmente di quarantanove anni, ossia di duemilacinquecentoventi giorni.
Il 1989 segna il «tempo della fine» nel movimento dei centoquarantaquattromila, e il 1989 segna la conclusione dei centoventisei anni che ebbero inizio con la ribellione del 1863. Il movimento dei centoquarantaquattromila ebbe inizio al «tempo della fine», con un simbolo dei «sette tempi», poiché centoventisei è una decima parte di milleduecentosessanta, che a sua volta è la metà di duemilacinquecentoventi.
Gesù rappresenta sempre la fine di una cosa con l’inizio di una cosa, e l’inizio del movimento dei centoquarantaquattromila fu contrassegnato da un simbolo dei «sette tempi», proprio come avviene alla fine del movimento. I giorni del suono del settimo angelo, quando il mistero di Dio è compiuto, ebbero inizio alla conclusione dei «tre giorni e mezzo» di Apocalisse capitolo undici. La Settima Tromba, che è anche il terzo Guai, fece risuonare la sua seconda nota il 7 ottobre 2023, e il mistero di Dio si sta ora compiendo, come «egli ha dichiarato ai suoi servi, i profeti». La conclusione del movimento è contrassegnata da un simbolo di «sette tempi», come lo fu l’inizio dello stesso identico movimento.
Al tempo della fine, nel 1798, i «sette tempi» dell’indignazione di Dio contro il regno del nord giunsero al termine e, alla fine del movimento dei Milleriti, il rigetto delle verità associate ai «sette tempi» segnò la ribellione del 1863. Gesù illustra sempre la fine di una cosa con l’inizio di una cosa, e il movimento del primo angelo (i Milleriti) illustra il movimento del terzo angelo (i centoquarantaquattromila). Entrambi i movimenti cominciano e terminano con i «sette tempi». Non è possibile inventare queste cose.
Proseguiremo questo studio nel prossimo articolo.
«Coloro che occupano posizioni di responsabilità non devono convertirsi ai principi del mondo, indulgenti verso se stessi e stravaganti, poiché non possono permetterselo; e quand’anche potessero, i princìpi simili a quelli di Cristo non lo consentirebbero. È necessario impartire un insegnamento molteplice. “Chi ammaestrerà Egli nella conoscenza? e a chi farà Egli comprendere la dottrina? A quelli che sono divezzati dal latte e staccati dalle mammelle. Poiché precetto dev’essere su precetto, precetto su precetto; linea su linea, linea su linea; un poco qui, un poco là”. Così la parola del Signore dev’essere pazientemente posta dinanzi ai figli e mantenuta dinanzi a loro, da genitori che credono alla parola di Dio. “Poiché con labbra balbuzienti e in altra lingua Egli parlerà a questo popolo. Egli aveva loro detto: Questo è il riposo con cui potreste far riposare lo stanco; questo è il refrigerio; ma essi non vollero ascoltare. Perciò la parola del Signore fu per loro precetto su precetto, precetto su precetto; linea su linea, linea su linea; un poco qui, un poco là; affinché andassero, cadessero all’indietro, fossero infranti, presi al laccio e catturati”. Perché?—perché non prestarono ascolto alla parola del Signore che era loro rivolta.»
«Ciò significa coloro che non hanno ricevuto istruzione, ma hanno coltivato la propria sapienza e hanno scelto di operare secondo le proprie idee. Il Signore sottopone costoro alla prova, affinché prendano la loro posizione nel seguire il Suo consiglio, oppure rifiutino e agiscano secondo le proprie idee; allora il Signore li lascerà al risultato certo. In tutte le nostre vie, in tutto il nostro servizio a Dio, Egli ci parla: “Dammi il tuo cuore”. È lo spirito sottomesso e docile che Dio desidera. Ciò che conferisce alla preghiera la sua eccellenza è il fatto che essa sgorghi da un cuore amorevole e ubbidiente.
«Dio richiede certe cose al Suo popolo; se essi dicono: Non voglio arrendere il mio cuore per fare questa cosa, il Signore li lascia andare avanti nel loro presunto saggio giudizio senza la sapienza celeste, finché questa Scrittura [Isaia 28:13] non sia adempiuta. Non dovete dire: Seguirò la guida del Signore fino a un certo punto che sia in armonia con il mio giudizio, e poi aggrapparvi alle vostre proprie idee, rifiutando di essere plasmati secondo la somiglianza del Signore. Si ponga la domanda: È questa la volontà del Signore? non: È questa l’opinione o il giudizio di —–?» Testimonies to Ministers, 419.