Il capitolo uno di Daniele rappresenta il messaggio del primo angelo di Apocalisse capitolo quattordici. Iehoiakim identifica simbolicamente che si tratta del conferimento di potenza al messaggio del primo angelo, non del suo arrivo al «tempo della fine». Tutti i profeti stanno identificando gli «ultimi giorni» del giudizio investigativo, perciò il capitolo rappresenta l’11 settembre 2001, quando ebbe inizio il processo di prova dei centoquarantaquattromila. In Malachia capitolo tre, quel processo è stato rappresentato come un processo di purificazione, quando un messaggero prepara la via affinché il messaggero del patto venga improvvisamente al suo tempio. Il messaggero che prepara la via, il quale è anche la «voce» che grida nel deserto, è anch’esso una prova, che fa parte del processo di purificazione. In Malachia capitolo tre, i centoquarantaquattromila sono rappresentati come i figli di Levi. I figli di Levi rappresentano coloro che si schierarono con il messaggero Mosè, nella ribellione del vitello d’oro che rappresentava l’immagine della bestia.

Superare la prova dell’immagine della bestia è un’altra illustrazione biblica della seconda delle tre prove che costituiscono il processo di purificazione. I figli di Levi devono superare quella prova prima di essere suggellati.

Il suggellamento di Ezechiele capitoli otto e nove è un’ulteriore illustrazione del processo di purificazione che ebbe inizio l’11 settembre 2001. Nel capitolo otto, coloro che a Gerusalemme finiscono infine per prostrarsi davanti al sole rappresentano le quattro generazioni dell’Avventismo laodiceano. Nel capitolo nove, coloro che ricevono il suggello sospirano e piangono per le abominazioni che si compiono in Gerusalemme. Gerusalemme è la chiesa di Dio.

I messaggi dei tre angeli sono anche un’illustrazione del processo di purificazione. I tre messaggi rappresentano un processo di prova in tre fasi, ed è richiesto che i figli di Levi superino la prima prova per poter essere anche solo coinvolti nella seconda. La terza prova è di natura diversa, poiché rappresenta una prova che identifica se i figli di Levi abbiano superato con successo le prime due prove. È una cartina di tornasole profetica. La prima prova è una prova alimentare (in termini spirituali), poiché essa viene superata o fallita in base al fatto che i figli di Levi accettino il messaggio fornito dallo Spirito Santo tramite Elia, il messaggero che prepara la via per il messaggero del patto.

Il primo versetto del libro dell’Apocalisse sottolinea la serietà di quel messaggio. Esso identifica deliberatamente che il messaggio che il messaggero umano, rappresentato da Giovanni, invia alle chiese, gli fu dato da Gabriele, il quale lo ricevette da Cristo, che a sua volta lo ricevette dal Padre. Il messaggio di Elia possiede l’autorità della divinità, e rigettare il messaggio di Giovanni, o di Elia, o della «voce di uno che grida nel deserto», significa rigettare la Rivelazione di Gesù Cristo.

La seconda prova è una prova visiva, poiché, una volta che i figli di Levi hanno mangiato il messaggio di Elia, che era nella mano dell’angelo disceso per illuminare la terra con la sua gloria, essi hanno accettato la metodologia biblica che consente loro di discernere rettamente i segni dei tempi. Tale metodologia permette ai figli di Levi di riconoscere che quei segni dei tempi stanno dimostrando che la chiesa e lo stato si stanno unendo negli Stati Uniti, in adempimento della prova dell’immagine della bestia. Ancora più importante, quei segni dei tempi, quando sono posti nel contesto delle sacre linee di riforma, costituiscono l’essenza dell’Alfa e dell’Omega, il principio che illustra la fine. Le sacre linee di riforma indicano che il popolo di Dio deve fare tutto ciò che è in suo potere per cooperare nell’opera di prepararsi per il sigillo di Dio.

Perciò, miei diletti, come siete sempre stati ubbidienti, non solo come in mia presenza, ma ora molto più nella mia assenza, compiete la vostra salvezza con timore e tremore. Poiché è Dio che opera in voi il volere e l’operare secondo il suo beneplacito. Fate ogni cosa senza mormorii e dispute, affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo, in mezzo a una generazione storta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo. Filippesi 2:12–15.

Daniele, Hanania, Misael e Azaria, in numero di quattro, rappresentano gli Avventisti del Settimo Giorno in tutto il mondo, i quali riconoscono l’11 settembre 2001 come l’identificazione della discesa dell’angelo di Apocalisse diciotto, e scelgono di prendere la manna nascosta che è nella sua mano e di mangiarla. La manna nascosta che dev’essere mangiata, come l’apostolo Paolo ha appena citato, rappresenta Dio (la manna nascosta), che opera all’interno del Suo popolo per compiere la Sua volontà e il Suo beneplacito. Paolo rappresenta il messaggero ai Filadelfiesi, e respingere il suo messaggio significava la morte. Daniele, Hanania, Misael e Azaria rappresentano coloro che scelgono di mangiare la manna nascosta.

Fra questi vi erano dei figli di Giuda: Daniele, Anania, Misael e Azaria; e il capo degli eunuchi impose loro dei nomi: a Daniele impose il nome di Beltsatsar; ad Anania, quello di Scadrac; a Misael, quello di Mesac; e ad Azaria, quello di Abed-Nego. Ma Daniele si propose in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re, né con il vino che egli beveva; perciò chiese al capo degli eunuchi di non contaminarsi. Daniele 1:6–8.

Daniele stabilisce di voler mangiare il messaggio che fu fatto scendere dal cielo l’11 settembre 2001, e anche di rifiutare il messaggio rappresentato come il cibo e la bevanda di Babilonia. Aspenez aveva scelto quali dei prigionieri giudei dovessero essere condotti davanti al re.

E il re parlò ad Ashpenaz, capo dei suoi eunuchi, perché gli conducesse alcuni dei figli d’Israele, della stirpe reale e dei principi: giovani nei quali non vi fosse alcun difetto, ma di bell’aspetto, versati in ogni sapienza, esperti in conoscenza, intelligenti nella scienza, e tali da avere in sé la capacità di stare nel palazzo del re, e ai quali si potessero insegnare le lettere e la lingua dei Caldei. Daniele 1:4, 5.

Se seguiamo la catena di comando individuata in Apocalisse, capitolo 1, versetto 1, Nebucadnetsar aveva incaricato Aspenaz di scegliere i figli che adempivano la predizione che Isaia aveva proclamato a Ezechia. Aspenaz ricevette il messaggio e poi lo trasmise a Melzar, il principe degli eunuchi. Nebucadnetsar rappresenta il Padre celeste; Aspenaz rappresenta Cristo e Melzar rappresenta Gabriele. Aspenaz sapeva quali figli scegliere, e sapeva che Daniele avrebbe preso la giusta decisione riguardo all’alimentazione, prima di condurlo davanti al re.

Or Dio aveva fatto trovare a Daniele favore e tenero affetto presso il capo degli eunuchi. E il capo degli eunuchi disse a Daniele: «Io temo il re, mio signore, che ha stabilito il vostro cibo e la vostra bevanda; perché mai dovrebbe egli vedere i vostri volti di aspetto peggiore di quelli dei giovani della vostra età? Così voi fareste esporre la mia testa al re». Daniele 1:9, 10.

Qui Melzar identifica il primo passo dei messaggi dei tre angeli. Il primo passo è temere Dio, come illustrato dal timore di Melzar nei confronti di Nebucadnetsar. È stato precedentemente dimostrato in questi articoli che la parola ebraica «verità», formata riunendo la prima, la tredicesima e l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, rappresenta il processo di prova in tre fasi dei tre angeli. Così facendo, è stato stabilito sulla base di molteplici testimoni che il messaggio del primo angelo conteneva tutte e tre le prove rappresentate dai messaggi dei tre angeli. Il messaggio del primo angelo è identificato come l’evangelo eterno, definendolo come il medesimo evangelo dai giorni di Adamo fino alla seconda venuta di Cristo.

E vidi un altro angelo volare in mezzo al cielo, recando il vangelo eterno da annunciare a coloro che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo, dicendo a gran voce: Temete Dio e rendetegli gloria, perché l’ora del suo giudizio è venuta; e adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque. Apocalisse 14:6, 7.

Il primo passo del messaggio del primo angelo è il timore di Dio. Il secondo passo è rendergli gloria, e il terzo è l’arrivo dell’ora del suo giudizio. In relazione ai messaggi degli altri due angeli, il messaggio del primo angelo è: «Temete Dio». Il messaggio del secondo angelo annuncia poi la caduta di Babilonia, e sia nel movimento millerita del primo angelo, sia nel movimento del terzo angelo, la chiamata a uscire da Babilonia è il punto in cui si realizza la manifestazione dell’effusione dello Spirito Santo. In quel periodo di tempo, che sia rappresentato come il Grido di Mezzanotte, il forte grido o la pioggia dell’ultima stagione, coloro che proclamano il messaggio glorificano Dio. Il messaggio del secondo angelo è il momento in cui a Dio viene resa gloria, e quel periodo di tempo conduce a un punto nel tempo in cui ebbe inizio il giudizio investigativo nella storia millerita, oppure al giudizio della prostituta di Babilonia che ha luogo nella crisi della legge domenicale.

Il timore di Melzar rappresenta il messaggio del primo angelo, e dà inizio alla prova alimentare di dieci giorni, nella quale anche il numero dieci significa una prova. L’espressione di Melzar, che temeva il re, era la stessa di Daniele, il quale temeva Dio più del re e aveva deliberato in cuor suo di non contaminarsi con la dieta di Babilonia. Il periodo di tempo durante il quale Daniele e i tre giovani valorosi furono messi alla prova fu di tre anni, rappresentando così i tre passi dei messaggi dei tre angeli.

E il re assegnò loro una porzione quotidiana delle vivande del re e del vino che egli beveva; così li allevò per tre anni, affinché, al termine di essi, potessero comparire davanti al re. Daniele 1:5.

Il capitolo uno di Daniele rappresenta il conferimento di potenza al messaggio del primo angelo, e in esso è segnato l’inizio della prova relativa al regime alimentare, che nella storia millerita fu rappresentata dal mangiare il piccolo libro. Il periodo di prova per Daniele e i tre degni fu compiuto nei primi dieci giorni di quei tre anni. Il dieci è un simbolo di un processo di prova, come fu rappresentato dall’antico Israele quando rigettò la decima prova rappresentata dal messaggio di Giosuè e Caleb. Esso è rappresentato anche nel tempo della persecuzione nella chiesa di Smirne.

Non temere alcuna delle cose che avrai da patire; ecco, il diavolo getterà alcuni di voi in prigione, affinché siate messi alla prova; e avrete tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte, e io ti darò la corona della vita. Apocalisse 2:10.

Il consiglio rivolto alla chiesa di Smirne era di non temere il processo della prova, poiché, se avessero temuto Dio, Egli avrebbe ricompensato il loro timore di Dio con una corona di vita. Quel timore di Dio è rappresentato dal desiderio di Daniele di mangiare la manna celeste.

Allora Daniele disse a Melzar, che il principe degli eunuchi aveva preposto a Daniele, Hanania, Misael e Azaria: «Ti prego, metti alla prova i tuoi servi per dieci giorni; ci siano dati legumi da mangiare e acqua da bere. Poi si osservi, davanti a te, il nostro aspetto e l’aspetto dei giovani che mangiano delle vivande del re; e tratta con i tuoi servi secondo quel che avrai visto». Così egli acconsentì loro in questa cosa, e li mise alla prova per dieci giorni. Daniele 1:10–14.

La prima prova consisteva nel temere Dio, come illustrato da Melzar e da Daniele, il quale aveva deciso in cuor suo di non contaminarsi con il cibo e il vino di Babilonia. Il secondo elemento del messaggio del primo angelo è dare gloria a Dio, il che rappresenta una manifestazione visibile degli effetti del regime alimentare. Alla fine dei dieci giorni, Daniele e i tre giovani diedero gloria a Dio mediante il loro aspetto fisico.

E alla fine di dieci giorni le loro sembianze apparvero più belle e più floride in carne di tutti i giovani che mangiavano la porzione dei cibi del re. Così il Melzar tolse la porzione dei loro cibi e il vino che dovevano bere, e diede loro dei legumi. Quanto a questi quattro giovani, Dio diede loro conoscenza e intelligenza in ogni letteratura e sapienza; e Daniele aveva intendimento in ogni sorta di visioni e di sogni. Daniele 1:15–17.

I quattro fanciulli superarono la prima prova relativa alla dieta, là dove Adamo ed Eva caddero, e che rappresentava la prima prova che Cristo affrontò immediatamente dopo il Suo battesimo. Il battesimo di Cristo fu il conferimento di potenza al primo messaggio nella Sua linea profetica. Esso diede potenza e approvazione al messaggio proclamato dalla «voce nel deserto». Poi, come nel caso di Daniele e dei tre valorosi, Cristo fu messo alla prova riguardo alla dieta per quaranta giorni, come Daniele lo fu per dieci giorni. Daniele e Cristo prefiguravano la prova della manna nascosta nella mano dell’angelo che discese l’11 settembre 2001. Per Cristo e per Daniele sarebbero seguite altre due prove. La seconda prova fu quella in cui Daniele e i tre valorosi glorificarono Dio mediante il loro aspetto. La prova che seguì, per Cristo, alla prova della dieta rappresentava anch’essa la gloria.

E il diavolo gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, comanda a questa pietra che diventi pane». E Gesù gli rispose, dicendo: «Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola di Dio». E il diavolo, condottolo sopra un alto monte, gli mostrò in un momento di tempo tutti i regni del mondo. E il diavolo gli disse: «Io ti darò tutta questa potestà e la loro gloria, perché essa mi è stata data, e io la do a chiunque voglio. Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua». E Gesù, rispondendo, gli disse: «Vattene dietro a me, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Dio tuo, e a lui solo rendi culto». Matteo 4:3–8.

Dopo che Cristo ebbe superato la prova relativa all’alimentazione, Satana gli offrì allora la «gloria» di tutti i regni del mondo, e Cristo scelse invece di glorificare il Re dei re. Adamo ed Eva fallirono la prima prova e cercarono immediatamente di nascondere il loro sembiante con foglie di fico, poiché non manifestavano più la gloria di Dio, rappresentata dalla veste di luce che avevano precedentemente indossato. Quando Daniele e i tre giovani valorosi superarono la prova alimentare, fu allora dato loro «conoscenza e intelligenza in ogni ramo di letteratura e di sapienza; e Daniele aveva intendimento di ogni sorta di visioni e di sogni».

Essi superarono la seconda prova, che era una prova visiva somministrata da Melzar. Nella storia millerita, il messaggio del secondo angelo segnò la distinzione tra coloro che accettarono e coloro che respinsero il messaggio della “voce” che grida nel deserto, rappresentata da William Miller. Profeticamente, il movimento millerita divenne allora il corno visibile e unico vero del protestantesimo, e coloro che respinsero il messaggio e il movimento divennero le figlie di Roma. Essi avevano scelto di mangiare la dieta e di bere il vino di Babilonia, in opposizione al piccolo libro. Alla fine di tre anni, Daniele e i valorosi furono condotti per essere giudicati da Nebucadnezzar.

Ora, alla fine dei giorni che il re aveva stabilito per farli comparire, il capo degli eunuchi li presentò davanti a Nebucadnetsar. E il re parlò con loro; e fra tutti non se ne trovò alcuno pari a Daniele, Hanania, Misael e Azaria; perciò essi rimasero al servizio del re. E in ogni questione di sapienza e di intelligenza su cui il re li interrogasse, li trovò dieci volte superiori a tutti i maghi e gli astrologi che erano in tutto il suo regno. E Daniele continuò fino al primo anno del re Ciro. Daniele 1:18–21.

Daniele e i tre giovani valorosi superarono la prova di «dieci» giorni, e poi, quando sostennero il loro esame finale, furono trovati «dieci» volte più saggi di tutti gli altri.

Daniele, capitolo uno, è il primo riferimento al messaggio del primo angelo nel libro costituito dai libri di Daniele e dell’Apocalisse. Esso possiede le medesime caratteristiche del primo angelo di Apocalisse, capitolo quattordici. Sostiene la verità menzionata per la prima volta nel primo versetto dell’Apocalisse, poiché Nebucadnezzar diede un messaggio ad Aspenaz, il quale a sua volta trasmise il messaggio a Melzar, che poi interagì con Daniele. Il Padre diede un messaggio a Cristo, il quale a sua volta diede il messaggio a Gabriele, che poi interagì con Giovanni.

Il messaggio che viene trasmesso, il quale è il messaggio che ora viene dissuggellato, identifica il processo di comunicazione del Padre alla Sua chiesa. La prima cosa che il Padre sceglie di identificare per la Sua chiesa è il processo di prova in tre fasi dei tre angeli. La Parola profetica di Dio ha delineato con grandissima cura questo processo mediante diverse linee di profezia, e anche mediante la storia dei Milleriti. Queste verità costituiscono un elemento essenziale della manna nascosta che era nella mano dell’angelo quando discese l’11 settembre 2001.

È impossibile partecipare e, quindi, superare la seconda prova, se non si è superata la prima prova. Questa verità fu chiaramente rappresentata nella storia di Cristo e dei Milleriti. Il capitolo due di Daniele è la seconda prova, mediante la quale, come afferma Sister White, «il nostro destino eterno sarà deciso». Ella afferma inoltre che è la prova che dobbiamo «superare, prima di essere suggellati». Quella prova è ora quasi conclusa.

Il capitolo due di Daniele riguarda la prova dell’immagine della bestia, ed è del tutto appropriato che il capitolo tratti di una grande immagine, e che sia stato solo perché Daniele aveva superato la prova alimentare ed era stato benedetto con “dieci volte” più “intelligenza” e “sapienza” che egli poté riconoscere quella prova. Come per l’avvertimento della prova negli scritti di Ellen White, la prova dell’immagine in Daniele capitolo due è una prova che rappresenta conseguenze di vita o di morte.

Per questa ragione il re si adirò e si infuriò grandemente, e comandò che fossero fatti perire tutti i savi di Babilonia. E fu promulgato il decreto che i savi fossero uccisi; e si cercavano Daniele e i suoi compagni per ucciderli. Daniele 2:12, 13.

Vi sono ancora alcune altre questioni profetiche in Daniele, capitolo uno, che dobbiamo affrontare, e continueremo a trattare tali questioni nel prossimo articolo.

«Vidi una schiera che stava ben protetta e salda, senza dare alcun appoggio a coloro che avrebbero voluto scuotere la fede stabilita del corpo. Dio li guardava con approvazione. Mi furono mostrati tre passi: il messaggio del primo, del secondo e del terzo angelo. L’angelo che mi accompagnava disse: “Guai a colui che sposterà una pietra o muoverà uno spillo di questi messaggi. La vera comprensione di questi messaggi è di vitale importanza. Il destino delle anime dipende dal modo in cui essi vengono accolti”. Fui di nuovo ricondotta attraverso questi messaggi, e vidi quanto caro il popolo di Dio avesse pagato la propria esperienza. Essa era stata acquisita attraverso molte sofferenze e un duro conflitto. Dio li aveva guidati passo dopo passo, finché li aveva posti sopra una piattaforma solida e incrollabile. Vidi delle persone avvicinarsi alla piattaforma ed esaminarne il fondamento. Alcune, con gioia, vi salirono immediatamente. Altre cominciarono a trovare difetti nel fondamento. Desideravano che vi fossero apportati dei miglioramenti, e allora la piattaforma sarebbe stata più perfetta, e il popolo molto più felice. Alcuni scesero dalla piattaforma per esaminarla e dichiararono che era stata posta in modo errato. Ma vidi che quasi tutti rimanevano saldi sulla piattaforma ed esortavano coloro che ne erano scesi a cessare le loro lamentele; poiché Dio era il Maestro Costruttore, ed essi combattevano contro di Lui. Essi rievocavano l’opera meravigliosa di Dio, che li aveva condotti alla salda piattaforma, e all’unisono levavano gli occhi al cielo e a gran voce glorificavano Dio. Questo colpì alcuni di quelli che si erano lamentati e avevano lasciato la piattaforma, ed essi, con sguardo umile, vi salirono di nuovo.»

«Fui ricondotta alla proclamazione del primo avvento di Cristo. Giovanni fu mandato nello spirito e nella potenza di Elia per preparare la via a Gesù. Coloro che respinsero la testimonianza di Giovanni non trassero beneficio dagli insegnamenti di Gesù. La loro opposizione al messaggio che preannunciava la Sua venuta li pose in una condizione tale da non poter accogliere prontamente la più forte evidenza che Egli era il Messia. Satana spinse coloro che avevano respinto il messaggio di Giovanni ad andare ancora oltre, fino a respingere e crocifiggere Cristo. Così facendo, si posero nella condizione di non poter ricevere la benedizione nel giorno della Pentecoste, che avrebbe insegnato loro la via verso il santuario celeste. Lo [squarcio] del velo del tempio mostrò che i sacrifici e le ordinanze giudaiche non sarebbero più stati accettati. Il grande Sacrificio era stato offerto ed era stato accettato, e lo Spirito Santo che discese nel giorno della Pentecoste trasportò le menti dei discepoli dal santuario terreno a quello celeste, dove Gesù era entrato mediante il proprio sangue, per riversare sui Suoi discepoli i benefici della Sua espiazione. Ma i Giudei furono lasciati in una tenebra totale. Persero tutta la luce che avrebbero potuto avere sul piano della salvezza, e continuarono a confidare nei loro inutili sacrifici e offerte. Il santuario celeste aveva preso il posto di quello terreno, tuttavia essi non avevano alcuna conoscenza di questo cambiamento. Perciò non potevano trarre beneficio dalla mediazione di Cristo nel luogo santo.

«Molti guardano con orrore alla condotta dei Giudei nel rigettare e crocifiggere Cristo; e, mentre leggono la storia del vergognoso abuso che Egli subì, pensano di amarlo, e che non Lo avrebbero rinnegato come fece Pietro, né crocifisso come fecero i Giudei. Ma Dio, che legge i cuori di tutti, ha messo alla prova quell’amore per Gesù che essi professavano di provare. Tutto il cielo osservò con il più profondo interesse l’accoglienza riservata al messaggio del primo angelo. Ma molti che professavano di amare Gesù, e che versavano lacrime leggendo il racconto della croce, derisero la buona notizia della Sua venuta. Invece di ricevere il messaggio con gioia, dichiararono che era un’illusione. Odiarono coloro che amavano la Sua apparizione e li esclusero dalle chiese. Coloro che respinsero il primo messaggio non poterono trarre beneficio dal secondo; né trassero beneficio dal grido di mezzanotte, che doveva prepararli a entrare con Gesù, mediante la fede, nel luogo santissimo del santuario celeste. E, respingendo i due messaggi precedenti, hanno così ottenebrato il loro intendimento da non poter vedere alcuna luce nel messaggio del terzo angelo, che mostra la via verso il luogo santissimo. Vidi che, come i Giudei crocifissero Gesù, così le chiese nominali avevano crocifisso questi messaggi, e perciò non hanno alcuna conoscenza della via verso il luogo santissimo, né possono trarre beneficio dall’intercessione di Gesù in quel luogo. Come i Giudei, che offrivano i loro inutili sacrifici, essi innalzano le loro inutili preghiere verso il compartimento che Gesù ha lasciato; e Satana, compiaciuto dell’inganno, assume un carattere religioso e attira a sé le menti di questi sedicenti cristiani, operando con la sua potenza, i suoi segni e prodigi menzogneri, per stringerli nel suo laccio». Early Writings, 258–261.