Ezechiele è identificato come il «profeta del cordoglio», poiché egli è un simbolo dei centoquarantaquattromila, i quali nel capitolo nove del suo libro fanno cordoglio (sospirano e gridano) per le abominazioni commesse nel paese e nella chiesa. Nel passo tratto dalle Testimonianze che abbiamo citato nell’ultimo articolo, Sorella White scrisse: «Il profeta stesso era un forestiero in terra straniera, dove un’ambizione senza limiti e una crudele ferocia regnavano sovrane. Ciò che vedeva e udiva della tirannia e dell’ingiustizia umana affliggeva la sua anima, ed egli faceva amaro cordoglio giorno e notte».
I centoquarantaquattromila sono gli «esuli d’Israele», che furono dispersi, come è rappresentato da Ezechiele condotto in cattività. Il processo di suggellamento rappresentato in Ezechiele nove è lo stesso di Apocalisse sette, ed entrambi questi capitoli sono presentati come aventi luogo negli ultimi giorni.
“Questo suggellamento dei servi di Dio è lo stesso che fu mostrato a Ezechiele in visione.” Testimonies to Ministers, 445.
Dal trono, Dio dirige i cherubini, i quali a loro volta governano le ruote. Ezechiele doveva comprendere dalla visione che Dio aveva il controllo, anche nel periodo in cui tutto sembrava essere nella confusione. La sorella White dice «allo stesso modo» dopo aver esposto la struttura di Dio sul trono, che dirige i cherubini i quali amministravano gli affari della terra, così come descrive Giovanni nel santuario dove Cristo camminava in mezzo alle sette chiese. Ezechiele e Giovanni sono simboli di coloro che vivono nel tempo del suggellamento dei centoquarantaquattromila, dei quali, come riporta l’ispirazione, «Le scene che si svolgeranno nel nostro mondo non sono ancora neppure sognate.»
Certamente, quando la sorella White scrisse quelle parole, esse erano vere; ma nel tempo del suggellamento trovano il loro perfetto adempimento. Una ventina d’anni fa, avreste pensato a ciò che ora sta accadendo nel mondo in connessione con il brulicare delle locuste dell’Islam? Le locuste, quale simbolo dell’Islam nel capitolo nove dell’Apocalisse, comprendono la migrazione naturale delle locuste dell’Africa settentrionale. Il percorso migratorio di quelle locuste in sciame dell’Africa si allinea con la geografia che fu conquistata dall’Islam. L’Islam discende da Ismaele, e la madre di Ismaele era Agar. Agar significa «fuga» o «fuggire». In arabo il nome è solitamente reso Hajar (هاجر), ed è collegato alla stessa radice da cui deriva Hijra (la migrazione/fuga di Maometto). Le radici dell’Islam sono associate non solo al brulicare delle locuste, ma comprendono anche il significato di migrazione. Chi avrebbe mai immaginato che l’immigrazione illegale fosse una manifestazione della locusta dell’Islam?
Qualcuno aveva forse immaginato che i comunisti globali avrebbero stretto un’alleanza con le orde islamiche? Sia l’Islam sia il potere del dragone dei globalisti ascendono rispettivamente dall’abisso in Apocalisse 9/11, e l’abisso rappresenta una manifestazione del potere satanico. Entrambi gli attuali alleati sono strumenti di Satana secondo le Scritture della verità.
«“Quando avranno finito [staranno finendo] la loro testimonianza”. Il periodo in cui i due testimoni dovevano profetizzare vestiti di sacco terminò nel 1798. Mentre si avvicinavano alla conclusione della loro opera nell’oscurità, doveva essere mossa loro guerra dalla potenza rappresentata come “la bestia che sale dall’abisso”. In molte delle nazioni d’Europa le potenze che governavano nella Chiesa e nello Stato erano state per secoli controllate da Satana, per mezzo del papato. Ma qui viene posta in evidenza una nuova manifestazione del potere satanico». The Great Controversy, 268.
Qui Sister White identifica l’arrivo del socialismo nel periodo della Rivoluzione francese, rilevando altresì che Satana controlla anche il potere papale. Anche il potere papale sale dall’abisso in Apocalisse diciassette e, nel capitolo nove dell’Apocalisse, l’Islam è il fumo che salì dall’abisso. Il punto rimane comunque; l’Ispirazione intendeva davvero dire: «Le scene che si svolgeranno nel nostro mondo non sono ancora neppure sognate»? Chi avrebbe immaginato che l’Islam si sarebbe ora diffuso in tutta l’Europa e che ora stia scendendo sulle Americhe? Avreste immaginato che le locuste si sarebbero diffuse in tutto il globo per opera dei globalisti delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e del partito democratico degli Stati Uniti?
Chi avrebbe immaginato che le istituzioni educative sarebbero state sopraffatte dall’alleanza comunista e islamica che ora viene finanziata con il denaro delle tasse di cittadini che non avrebbero mai inteso che il loro denaro fosse impiegato per distruggere la nazione che fornisce quelle stesse entrate fiscali.
Chi avrebbe mai immaginato che la Gran Bretagna avrebbe promosso e sostenuto il fatto che ragazze bianche venissero violentate di gruppo, rapite, imprigionate e assassinate dall’Islam? Molti fanno notare il fatto che ogni sistema comunista mai esistito nella storia umana è stato un completo fallimento, ma il frutto del socialismo della Gran Bretagna è una condanna del socialismo tanto quanto il fallimento delle filosofie economiche e politiche del sistema.
Chi avrebbe mai immaginato che ai mercanti della terra sarebbe stato permesso di introdurre veleni per compiere l’omicidio di massa di oltre diciassette milioni di persone?
Chi avrebbe mai immaginato che a uomini come George Soros, Bill Gates e Anthony Fauci sarebbe stato permesso di compiere le loro demoniache opere di malvagità senza assolutamente alcuna conseguenza?
Quando la Sorella White affermò che non si sarebbe neppure sognato delle scene che si sarebbero svolte, lo fece nel contesto del tempo del suggellamento dei centoquarantaquattromila. Ella stava proseguendo i suoi commenti sull’ammonimento di Cristo in Matteo ventiquattro, dove scrisse: «Questi insegnamenti sono per il nostro beneficio. Dobbiamo far poggiare la nostra fede su Dio, perché proprio davanti a noi vi è un tempo che metterà alla prova l’anima degli uomini. Cristo, sul Monte degli Ulivi, rievocò i tremendi giudizi che dovevano precedere il Suo secondo avvento».
Le lezioni alle quali ella aveva appena fatto riferimento erano le rappresentazioni di Ezechiele e di Giovanni nel santuario, intenti ad apprendere che Dio ha il controllo di tutte le cose. Nella confusione e nella ribellione ora in atto, una confusione e una ribellione che non faranno che intensificarsi con l’avanzare della storia, coloro che sono i messaggeri di Dio, come sono rappresentati non soltanto da Ezechiele e da Giovanni nel tempio, ma anche da Isaia, attraverseranno la storia in modo da glorificare il Signore soltanto se comprenderanno che anche le cose che non avremmo mai immaginato rimangono pur sempre sotto il controllo di Dio.
Quelle roue qui en croise d’autres comprend les événements qui n’avaient jamais été imaginés, et ce sont les événements qui se déroulent au temps du scellement, lequel a commencé le 11 septembre. Les leçons qui doivent être apprises ne sont apprises que par ceux qui, par la foi, entrent dans le Très Saint et voient le Christ et Sa lumière resplendissant depuis l’Arche. Lorsque cette gloire est contemplée, comme elle est représentée par Daniel au chapitre dix, la classe qui bénéficie de la lumière est séparée de ceux qui ont fui devant la vision.
E io, Daniele, vidi da solo la visione; gli uomini che erano con me non videro la visione; ma un gran tremore cadde su di loro, tanto che fuggirono a nascondersi. Daniele 10:7.
Vi è molto di più da ricavare dal passo citato nell’articolo precedente, ma affronteremo una ruota nel concludere questo articolo. Nell’ultimo articolo abbiamo osservato il simbolismo del numero venticinque e, prima ancora, ci siamo soffermati sul numero trenta. La luce che proviene dal libro di Ezechiele non consiste semplicemente in numeri simbolici, ma è utile anzitutto familiarizzarci con alcuni di quei simboli numerici prima di iniziare a far emergere un po’ di chiarezza dalla confusione.
Diciassette
Le tre profezie di duecentocinquant’anni individuano un periodo di diciassette anni che ha inizio alla fine della storia della chiesa di Smirne. Dal 313 al 330, diciassette anni prefigurano l’erezione dell’immagine della bestia.
I duecentocinquanta anni che ebbero inizio nel 457 a.C. terminarono nel 207 a.C., sette anni dopo la battaglia di Rafia e dieci anni prima della battaglia di Panio. Da Rafia a Panio vi furono diciassette anni, ed esso rappresenta la storia nascosta del versetto quaranta, come è esposta nei versetti da undici a quindici di Daniele undici.
Tolomeo IV Filopatore (noto anche come Tolomeo IV) fu il sovrano che vinse la battaglia di Rafia nel 217 a.C. Regnò come re (e faraone) dell’Egitto tolemaico dal 221 a.C. al 204 a.C.; pertanto il suo regno durò diciassette anni. Iniziò il suo regno prima della battaglia di Rafia, ma morì prima della battaglia di Panio.
La bataille de Raphia, représentant la guerre d’Ukraine, commença en 2014, lorsque les États-Unis provoquèrent une révolution de couleur en Ukraine. Ptolémée IV, le roi du sud, typifie Vladimir Poutine, qui commença son règne en 2000, l’année précédant le commencement, en 2001, du scellement des cent quarante-quatre mille. Comme dans le cas de Ptolémée, Poutine commença à régner avant la guerre d’Ukraine, typifiée par la bataille de Raphia qui commença en 2014. Avant Panium, Poutine, typifié par Ptolémée, est écarté. Poutine commença à régner en 2000, s’alignant ainsi sur le début du temps du scellement, qui commença l’année suivante, en 2001. Dix-sept années symboliques, telles qu’elles sont représentées par Ptolémée, identifient la période durant laquelle Poutine règne, et il le fait pendant le temps du scellement.
Trump, rappresentato dalla conclusione dei duecentocinquanta anni che ebbero inizio nel 457 a.C., si colloca nella medesima storia nascosta di Putin, una storia lunga diciassette anni che comincia con la battaglia di Rafia. Il dragone (Putin) e il falso profeta (Trump) sono collocati all’interno della storia nascosta. In quella storia, la bestia, rappresentata come «i violenti del tuo popolo», a simboleggiare il potere papale, si colloca alla fine dei diciassette anni che vanno da Rafia a Panio.
L’anno 321 rappresenta la legge domenicale negli Stati Uniti, e il 321 si colloca entro un periodo di diciassette anni, dall’Editto di Milano del 313 fino alla divisione dell’impero nel 330.
La storia rappresentata a partire dalla grande Pasqua di Giosia, come viene chiamata, inaugura il diciassettesimo ciclo giubilare dei Giudei. Dalla Pasqua di Giosia, che costituisce il più grande risveglio dell’Antico Testamento, fino al 22 ottobre, è rappresentata la storia millerita dall’11 agosto 1840 fino al 22 ottobre 1844; ma, cosa ancor più importante, essa rappresenta la storia dall’11 settembre fino alla legge domenicale. Il tempo del suggellamento dei centoquarantaquattromila è rappresentato dal diciassettesimo ciclo giubilare, da Giosia fino al 22 ottobre. Diciassette è un simbolo associato ai principali eventi del tempo del suggellamento, e il numero diciassette è un punto in cui le ruote di Ezechiele si intersecano.
Nella storia nascosta del versetto quaranta di Daniele, come rappresentata nei versetti da dieci a quindici dello stesso capitolo, il dragone è associato al numero “17” mediante il regno di Tolomeo. La storia che va dalla battaglia di Rafia del versetto undici alla battaglia di Rafia del versetto quindici è di “17” anni. Quella storia colloca Donald Trump nel mezzo dei diciassette anni rappresentati da quelle due battaglie. L’immagine della bestia che viene formata ed eretta da Trump negli Stati Uniti è rappresentata da “17” anni, dal 313 al 330. Nel versetto uno del capitolo uno Ezechiele si trova nel trentesimo anno del “17º” ciclo giubilare. Avresti mai immaginato che il numero diciassette rappresentasse una delle ruote che Ezechiele vide nel Luogo Santissimo?
Ezechiele è un simbolo di coloro che, durante il tempo del suggellamento, sono entrati per fede nel Luogo Santissimo. Essi sono i sacerdoti di Pietro.
Anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un santo sacerdozio, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. 1 Pietro 2:5.
Sono stati incaricati di presentare un messaggio all’antico popolo dell’alleanza di Dio, il quale in quel tempo viene oltrepassato, benché sia preavvertito che l’antico popolo dell’alleanza di Dio non vedrà né udrà.
Ed egli mi disse: «Figlio d’uomo, fa’ che il tuo ventre mangi e riempi le tue viscere di questo rotolo che io ti do». Allora lo mangiai, ed esso fu nella mia bocca dolce come il miele. Ed egli mi disse: «Figlio d’uomo, va’, recati alla casa d’Israele e parla loro con le mie parole. Poiché tu non sei mandato a un popolo dal parlare oscuro e dalla lingua difficile, ma alla casa d’Israele; non a molti popoli dal parlare oscuro e dalla lingua difficile, le cui parole tu non puoi comprendere. Certo, se ti avessi mandato a loro, essi ti avrebbero dato ascolto. Ma la casa d’Israele non vorrà darti ascolto, perché non vogliono dare ascolto a me; poiché tutta la casa d’Israele ha fronte impudente e cuore indurito. Ecco, io ho reso la tua faccia forte contro le loro facce, e la tua fronte forte contro le loro fronti. Ho reso la tua fronte come diamante, più dura della selce: non temerli e non ti sgomentare davanti al loro aspetto, benché siano una casa ribelle». Ezechiele 3:3–9.
Ezechiele è incaricato di proclamare un messaggio all’antico popolo del patto, rappresentato dai protestanti della storia millerita e dalla Chiesa avventista del settimo giorno di Laodicea negli ultimi giorni. Se rifiuta di proclamare il messaggio, il sangue di coloro che rimangono senza ammonimento ricadrà su di lui.
Figlio d’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele; tu dunque ascolta la parola dalla mia bocca e avvisali da parte mia. Quando io dirò all’empio: Certo morirai; e tu non l’avrai avvertito, né avrai parlato per avvertire l’empio della sua via malvagia, per salvargli la vita, quello stesso empio morirà nella sua iniquità; ma del suo sangue domanderò conto alla tua mano. Ma se tu avverti l’empio, ed egli non si converte dalla sua empietà né dalla sua via malvagia, egli morirà nella sua iniquità; ma tu avrai salvato l’anima tua. E ancora, quando un giusto si allontana dalla sua giustizia e commette iniquità, e io pongo davanti a lui un ostacolo, egli morirà; poiché tu non l’hai avvertito, egli morirà nel suo peccato, e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma del suo sangue domanderò conto alla tua mano. Tuttavia, se tu avverti il giusto affinché il giusto non pecchi, ed egli non pecca, certamente vivrà, perché è stato avvertito; e anche tu avrai salvato l’anima tua. Ezechiele 3:17–21.
Nelle prime «undici» capitoli di Ezechiele gli viene mostrata la distruzione di Gerusalemme, illustrata mediante le visioni presso il fiume Chebar, la pianura e Gerusalemme. Egli è incaricato di proclamare un avvertimento riguardo all’imminente giudizio su Gerusalemme. Il messaggio di avvertimento dell’imminente giudizio su Gerusalemme è l’avvertimento dato per primo alla chiesa avventista del settimo giorno di Laodicea. L’avvertimento identifica il giudizio e il rigetto del popolo di Dio in Gerusalemme che non possiede il sigillo di Dio. L’avvertimento prefigurato da Ezechiele è l’avvertimento della legge domenicale di prossima promulgazione.
In quegli undici primi capitoli, nei quali queste verità sono esposte, Ezechiele è reso muto e in seguito parla soltanto quando Dio gli apre specificamente la bocca; e ciò continua fino alla distruzione di Gerusalemme, quando egli può di nuovo parlare.
Allora lo spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e mi parlò, dicendomi: «Va’, rinchiuditi in casa tua. Ma tu, o figlio d’uomo, ecco, ti metteranno addosso delle corde e con esse ti legheranno, e tu non uscirai in mezzo a loro. E io farò sì che la tua lingua si attacchi al palato, e tu sarai muto e non sarai per loro uno che riprende; perché essi sono una casa ribelle. Ma quando io ti parlerò, ti aprirò la bocca, e tu dirai loro: Così parla il Signore Dio; chi ascolta, ascolti; e chi rifiuta di ascoltare, rifiuti pure; perché essi sono una casa ribelle». Ezechiele 3:24–27.
Quando Gerusalemme cadde, Ezechiele poté nuovamente parlare.
E avvenne, nel dodicesimo anno della nostra cattività, nel decimo mese, il quinto giorno del mese, che uno scampato da Gerusalemme venne da me, dicendo: «La città è stata colpita». Or la mano del Signore era stata sopra di me la sera, prima che giungesse colui che era scampato; ed Egli mi aveva aperto la bocca, finché egli venne da me al mattino; e la mia bocca fu aperta, e io non fui più muto. Ezechiele 33:21, 22.
La caduta di Gerusalemme rappresenta la caduta della chiesa avventista del settimo giorno laodicea negli ultimi giorni. Quella caduta avviene mentre coloro che furono suggellati in Gerusalemme nel capitolo nove vengono allora innalzati come la chiesa trionfante. I Laodicei all’interno di Gerusalemme vengono tratti fuori, e i centoquarantaquattromila vengono innalzati mentre il regno di gloria è stabilito. Quel regno di gloria fu prefigurato dall’instaurazione del regno di grazia alla croce. Il regno di grazia alla croce corrisponde al regno di gloria alla legge domenicale, e questi due regni sono collocati nella sequenza della storia profetica contenuta nel libro di Ezechiele. I primi undici capitoli, quando Ezechiele è collocato nel contesto del santuario, riguardano la purificazione della chiesa di Dio mentre il Suo popolo passa dalla chiesa militante, definita come composta di grano e zizzania, alla chiesa trionfante, composta dell’offerta di grano della Pentecoste.
E tu, empio principe d’Israele, profano, il cui giorno è venuto, quando l’iniquità giungerà al suo termine, così dice il Signore Dio: Togli il diadema e leva la corona; le cose non saranno più le stesse: innalza colui che è umile e abbassa colui che è elevato. Io la rovescerò, la rovescerò, la rovescerò; ed essa non sarà più, finché venga colui al quale appartiene di diritto; e io la darò a lui. Ezechiele 21:25–27.
Sedechia fu l’ultimo re di Giuda, ed è il «principe empio d’Israele, il cui giorno è giunto» nei versetti. Nabucodonosor stava per prendere Gerusalemme e la corona di Sedechia doveva essere rimossa da Babilonia, che sarebbe stata rovesciata dai Medi e dai Persiani, i quali a loro volta sarebbero stati rovesciati dai Greci, che sarebbero stati rovesciati da Roma. Il terzo rovesciamento giunge a Roma, che è il momento storico in cui il Re «al quale appartiene di diritto» riceverà la corona del regno della grazia all’istituzione di quel regno sulla croce.
Al «principe empio profano» era giunto il giorno del rendiconto finale. «Togli il diadema», decretò il Signore, «e leva la corona». Solo quando Cristo stesso avrebbe stabilito il Suo regno, a Giuda sarebbe stato nuovamente permesso di avere un re. «La rovescerò, la rovescerò, la rovescerò», fu il decreto divino riguardo al trono della casa di Davide; «ed essa non sarà più, finché venga Colui al quale appartiene di diritto; e io la darò a Lui». Ezechiele 21:25–27. Profeti e re, 451.
Nel tempo della pioggia della seconda stagione, che ebbe inizio quando il giudizio dei viventi cominciò l’11 settembre, Cristo stabilisce il suo regno di gloria.
«Quando i quattro angeli lasceranno andare, Cristo stabilirà il Suo regno». Spalding and Magan, 3.
Un periodo di preparazione inizia l’11 settembre e, al tempo della legge domenicale, il glorioso monte santo viene innalzato al di sopra di tutte le colline e di tutti i monti.
La parola che Isaia, figlio di Amoz, vide riguardo a Giuda e a Gerusalemme. E avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della casa del Signore sarà stabilito sulla cima dei monti e sarà innalzato al di sopra dei colli; e a esso affluiranno tutte le nazioni. E molti popoli verranno e diranno: «Venite, saliamo al monte del Signore, alla casa del Dio di Giacobbe; ed egli ci insegnerà le sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri; poiché da Sion uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola del Signore». Isaia 2:1–3.
L’11/9 i venti furono scatenati e poi trattenuti, segnando così l’inizio dell’instaurazione del regno di Daniele due, rappresentato come una pietra staccata dal monte che riempie tutta la terra.
“Questa visione fu data nel 1847, quando vi erano soltanto pochissimi fratelli avventisti che osservavano il sabato, e tra questi solo pochi ritenevano che la sua osservanza fosse di importanza sufficiente da tracciare una linea di separazione tra il popolo di Dio e gli increduli. Ora si comincia a vedere l’adempimento di quella visione. ‘L’inizio di quel tempo di tribolazione’, qui menzionato, non si riferisce al tempo in cui le piaghe cominceranno a essere versate, ma a un breve periodo immediatamente precedente al loro riversarsi, mentre Cristo è nel santuario. In quel tempo, mentre l’opera della salvezza volge al termine, la tribolazione verrà sulla terra, e le nazioni saranno adirate, ma trattenute così da non impedire l’opera del terzo angelo. In quel tempo verrà la ‘pioggia dell’ultima stagione’, o il refrigerio dalla presenza del Signore, per dare potenza alla gran voce del terzo angelo e preparare i santi a rimanere saldi nel periodo in cui saranno versate le sette ultime piaghe.” Early Writings, 85.
Cristo instaura il Suo regno eterno durante il tempo della pioggia dell’ultima stagione, e il Suo regno comprende il regno della grazia che fu stabilito alla croce e anche il Suo regno di gloria alla legge domenicale. Sedechia fino a Babilonia (1º regno), fino alla Medo-Persia (2º regno), fino alla Grecia (3º regno) e poi fino alla Roma pagana (4º regno) identifica la storia che conduce al regno della grazia. Quella storia identifica una sequenza storica parallela dalla Roma papale (Babilonia spirituale, 5º regno), fino agli Stati Uniti (Medo-Persia spirituale, 6º regno), fino alle Nazioni Unite (Grecia spirituale, 7º regno) e poi fino alla triplice unione del dragone, della bestia e del falso profeta, che insieme costituiscono la Roma moderna (Roma spirituale, 8º regno che è dei sette).
Il trionfo di quel regno in Daniele due è rappresentato da una roccia, e i fedeli di Dio sono pietre nel tempio.
Anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale, un santo sacerdozio, per offrire sacrifici spirituali, accettevoli a Dio per mezzo di Gesù Cristo. 1 Pietro 2:5.
Quella realtà eterna trionfa sui regni del mondo e riempie il mondo intero. In Ezechiele, dal capitolo quaranta fino alla fine del libro, quello stesso regno è rappresentato come un tempio che riempie il mondo con l’acqua della vita.
Continueremo queste cose nel prossimo articolo.