Il messaggio di avvertimento nel libro di Ezechiele è il «segno dell’assedio». Quando l’assedio ebbe inizio, la moglie di Ezechiele morì, ed Ezechiele ricevette il comando di non far cordoglio per la sua morte. La sua morte, accompagnata dall’assenza di lutto da parte di lui per la sua morte, simboleggiava l’assedio e l’imminente distruzione di Gerusalemme. Le sue azioni e la morte di lei rappresentano un segno di avvertimento, prefigurando un futuro segno di avvertimento posto innanzi da Gesù come «l’abominazione della desolazione».
Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge, intenda). Matteo 24:15
Quando le insegne romane furono collocate entro il recinto del tempio, i cristiani di Gerusalemme dovevano fuggire dalla città. I due testimoni del segno della distruzione di Gerusalemme sottolineano la gravità del riconoscere il “segno” prima dell’assedio, e l’Ispirazione identifica inoltre che quei due testimoni trovano la loro “applicazione più diretta” negli ultimi giorni. Parlando dell’avvertimento di Cristo riguardo alla distruzione di Gerusalemme in relazione a Ezechiele e Giovanni che si trovavano in una visione del tempio, la Sorella White scrisse:
«Sebbene queste profezie abbiano ricevuto un adempimento parziale nella distruzione di Gerusalemme, esse hanno un’applicazione più diretta agli ultimi giorni. »
«Siamo sulla soglia di eventi grandi e solenni. La profezia si sta rapidamente adempiendo. Il Signore è alla porta. Sta per aprirsi dinanzi a noi un periodo di interesse travolgente per tutti i viventi. Le controversie del passato saranno ravvivate; sorgeranno nuove controversie. Le scene che si svolgeranno nel nostro mondo non sono ancora neppure state immaginate.» Testimonianze, volume 5, 753.
Nel capitolo quattro, a Ezechiele fu ordinato di rappresentare una parabola che metteva in risalto il «segno dell’assedio». Ezechiele rappresentò una parabola cinque volte nel suo libro, ma i suoi fratelli si rifiutarono di vedere. Ezechiele parlò cinque volte ai suoi fratelli, ed essi si rifiutarono di udire. Le parabole da lui rappresentate e i suoi messaggi illustrano una classe quintupla di vergini stolte che si rifiutano di ricevere l’aumento della «conoscenza» associata alle sue parabole e alle sue parole. Quelle parole e quelle parabole erano direttamente collegate alla distruzione di Gerusalemme, la quale ha una «più diretta applicazione agli ultimi giorni».
Tu pure, figlio d’uomo, prenditi una tavoletta, mettila davanti a te e vi raffigurerai la città, Gerusalemme. Poi assediala, costruisci contro di essa una fortificazione, eleva contro di essa un terrapieno; schiera pure l’accampamento contro di essa e disponi intorno ad essa arieti da guerra. Prenditi inoltre una padella di ferro e ponila come un muro di ferro fra te e la città; volgi poi la tua faccia contro di essa: sarà assediata e tu la stringerai d’assedio. Questo sarà un segno per la casa d’Israele.
Sdraiati dunque sul tuo fianco sinistro e poni su di esso l’iniquità della casa d’Israele; per il numero dei giorni in cui vi giacerai, porterai la loro iniquità. Poiché io ti ho imposto gli anni della loro iniquità secondo il numero dei giorni: trecentonovanta giorni; così porterai l’iniquità della casa d’Israele. E quando li avrai compiuti, ti sdraierai di nuovo sul fianco destro, e porterai l’iniquità della casa di Giuda per quaranta giorni: ti ho assegnato un giorno per ogni anno. Volgerai dunque la faccia verso l’assedio di Gerusalemme, avrai il braccio scoperto, e profetizzerai contro di essa. Ed ecco, io porrò su di te delle funi, e tu non ti volterai da un fianco all’altro finché tu non abbia compiuto i giorni del tuo assedio. Ezechiele 4:1–8.
Segno
La parola «segno» ricorre nove volte nel libro di Ezechiele. Nel capitolo quattro, l’assedio di Gerusalemme è il «segno» per la casa d’Israele. Nel capitolo dodici, Ezechiele è di nuovo un «segno» che identifica l’assedio e la distruzione di Gerusalemme.
Figlio d’uomo, tu abiti in mezzo a una casa ribelle, che ha occhi per vedere e non vede, ha orecchi per udire e non ode; poiché è una casa ribelle. Perciò, figlio d’uomo, preparati il bagaglio per la deportazione e parti di giorno sotto i loro occhi; partirai dal luogo dove stai verso un altro luogo sotto i loro occhi: forse considereranno la cosa, benché siano una casa ribelle. Poi, di giorno, sotto i loro occhi, farai uscire il tuo bagaglio come bagaglio da deportato; e la sera uscirai sotto i loro occhi, come escono quelli che vanno in cattività. Sotto i loro occhi, apriti un varco nel muro e fa’ passare di là il tuo bagaglio. Sotto i loro occhi te lo caricherai sulle spalle e lo porterai fuori al crepuscolo; ti coprirai il volto, così da non vedere il paese; poiché io ti ho posto come segno alla casa d’Israele. Ezechiele 12:2–6.
Quando la casa ribelle vide la parabola messa in atto, non comprese che cosa significasse; perciò chiese a Ezechiele di spiegarla.
Figlio d’uomo, la casa d’Israele, quella casa ribelle, non ti ha forse detto: “Che fai?” Di’ loro: Così dice il Signore, Dio: Questo oracolo riguarda il principe che è in Gerusalemme e tutta la casa d’Israele che si trova in mezzo a loro. Di’: Io sono per voi un segno; come ho fatto io, così sarà fatto a loro: essi partiranno e andranno in cattività. Ezechiele 12:9–11.
L’assedio di Gerusalemme è un segno per il popolo di Dio negli ultimi giorni.
«Ciascuno degli antichi profeti parlò meno per il proprio tempo che per il nostro, cosicché la loro profezia è in vigore per noi. “Or tutte queste cose avvennero loro per servire d’esempio; e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo alla fine delle età.” 1 Corinzi 10:11. “A loro fu rivelato che non per se stessi, ma per noi amministravano quelle cose che ora vi sono state annunciate da coloro che vi hanno predicato il vangelo mediante lo Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano riguardare addentro.” 1 Pietro 1:12....»
“La Bibbia ha accumulato e racchiuso insieme i suoi tesori per quest’ultima generazione. Tutti i grandi eventi e i solenni avvenimenti della storia dell’Antico Testamento si sono, e si stanno, ripetendo nella chiesa in questi ultimi giorni.” Selected Messages, libro 3, 338, 339.
Questo Stesso Giorno
Ezechiele, nella parabola vissuta dell’«assedio e distruzione di Gerusalemme», è un segno per il popolo di Dio negli ultimi giorni.
Di nuovo, nel nono anno, nel decimo mese, il decimo giorno del mese, la parola del Signore mi fu rivolta, dicendo: «Figlio d’uomo, scrivi per te il nome di questo giorno, proprio di questo medesimo giorno: il re di Babilonia si è posto contro Gerusalemme in questo medesimo giorno».
Pronuncia una parabola alla casa ribelle e di’ loro: Così dice il Signore, Dio: Metti la pentola sul fuoco, mettila, e versavi anche dell’acqua. Raccogli in essa i suoi pezzi, ogni pezzo buono, la coscia e la spalla; riempila delle ossa scelte. Prendi il meglio del gregge, e ammucchia pure le ossa sotto di essa; falla bollire bene, e vi si cuociano anche le sue ossa. Perciò così dice il Signore, Dio: Guai alla città sanguinaria, alla pentola nella quale è la sua schiuma, e la cui schiuma non se n’è andata! Tirane fuori i pezzi uno per uno; non cada su di essa alcuna sorte. Poiché il suo sangue è in mezzo a lei; essa l’ha posto sulla cima di una roccia; non l’ha sparso per terra, per coprirlo di polvere; affinché facesse salire il furore per esercitare vendetta; io ho posto il suo sangue sulla cima di una roccia, perché non fosse coperto.
Perciò così dice il Signore, Dio: Guai alla città sanguinaria! Anch’io renderò grande il rogo. Ammucchia la legna, accendi il fuoco, consuma la carne, condiscila bene, e si brucino le ossa. Poi mettila vuota sui suoi carboni, affinché il suo bronzo si riscaldi e si arroventi, e la sua impurità si fonda in essa, e la sua scoria sia consumata. Essa si è affaticata con menzogne, e la sua grande scoria non è uscita da lei: la sua scoria sarà nel fuoco. Nella tua impurità vi è dissolutezza; poiché ti ho purificata, ma tu non sei stata purificata, non sarai più purificata dalla tua impurità, finché io abbia fatto posare su di te il mio furore. Io, il Signore, ho parlato: la cosa avverrà, e io la compirò; non mi ritirerò, non risparmierò, e non mi pentirò; secondo le tue vie e secondo le tue opere ti giudicheranno, dice il Signore, Dio.
La parola del Signore mi fu ancora rivolta, dicendo: «Figlio d’uomo, ecco, io ti tolgo con un colpo ciò che è il desiderio dei tuoi occhi; tuttavia non farai cordoglio, non piangerai e le tue lacrime non scorreranno. Sospira in silenzio, non fare lutto per il morto; legati sul capo il tuo turbante, mettiti i calzari ai piedi, non coprirti le labbra e non mangiare il pane degli uomini». Così parlai al popolo la mattina; e la sera mia moglie morì; e la mattina feci come mi era stato comandato. E il popolo mi disse: «Non ci spiegherai che cosa significano per noi queste cose che tu fai?»
Allora io risposi loro: La parola del Signore mi fu rivolta, dicendo: Parla alla casa d’Israele: Così dice il Signore Dio: Ecco, io profanerò il mio santuario, vanto della vostra forza, desiderio dei vostri occhi e ciò che l’anima vostra compiange; e i vostri figli e le vostre figlie, che avete lasciati, cadranno di spada. E voi farete come ho fatto io: non vi coprirete le labbra, né mangerete il pane degli uomini. I vostri turbanti saranno sul vostro capo e i vostri calzari ai vostri piedi; non farete cordoglio né piangerete; ma vi consumerete per le vostre iniquità e gemerete gli uni con gli altri. Così Ezechiele sarà per voi un segno: farete interamente come egli ha fatto; e quando ciò avverrà, conoscerete che io sono il Signore Dio. Ezechiele 24:1–24.
Ezechiele è un segno che identifica l’inizio dell’assedio e la distruzione finale di Gerusalemme e, in seguito, la cattività dei membri della chiesa avventista del settimo giorno di Laodicea.
«Quando Cristo guardò giù dalla sommità dell’Uliveto, vide questo stato di cose esistente in ogni chiesa. Gli ammonimenti scendono a tutti coloro che seguono le orme del popolo di Gerusalemme, il quale ebbe una luce così grande. Questo popolo è davanti a noi come un avvertimento. Rigettando gli ammonimenti di Dio in questo nostro tempo, gli uomini ripetono il peccato di Gerusalemme. Il Signore vede ciò che l’agente umano non vede e non vorrà vedere: il risultato di tutte le macchinazioni umane a Battle Creek. Egli ha fatto tutto ciò che un Dio poteva fare. Ha fatto risplendere la luce davanti agli occhi del popolo, affinché i loro peccati non raggiungessero il limite oltre il quale il ravvedimento non può più essere avvertito. Ma, mediante un lungo processo di allontanamento dai principi giusti e retti, gli uomini si sono posti in una condizione in cui luce e verità, giustizia e misericordia, non sono più discernute. Questa condotta è divenuta parte della loro stessa natura». Testimonianze, volume 8, 68.
I Due Testimoni dell’Alfa e dell’Omega
Ezechiele era stato reso soprannaturalmente muto, e gli fu annunciato che, quando Gerusalemme fosse caduta, avrebbe di nuovo potuto parlare, e che allora sarebbe stato un “segno”. Il mancato lutto di Ezechiele per la morte di sua moglie contrassegnò il segno alfa all’inizio dell’assedio, e l’apertura della bocca di Ezechiele quando Gerusalemme cadde fu il segno omega. L’assedio fino alla distruzione è contrassegnato da un segno nel principio e nella fine. Nella stessa illustrazione, una seconda testimonianza di un segno alfa e omega è rappresentata come la morte del “desiderio degli occhi di Ezechiele” quale alfa e la morte del “desiderio degli occhi” del popolo quale segno omega del periodo. Il periodo di un anno e mezzo reca due testimonianze di un alfa e di un omega. La morte della moglie di Ezechiele rappresentava la cattività e il calpestamento dell’esercito, e la morte omega di Gerusalemme rappresentava il calpestamento del santuario.
Così Ezechiele sarà per voi un segno: secondo tutto ciò che egli ha fatto, così farete; e quando questo avverrà, conoscerete che io sono il Signore, DIO. Anche tu, figlio d’uomo, non sarà forse nel giorno in cui toglierò loro la loro forza, la gioia della loro gloria, il desiderio dei loro occhi e ciò a cui è rivolto il loro animo, i loro figli e le loro figlie, che in quel giorno colui che sarà scampato verrà da te per fartelo udire con i tuoi orecchi? In quel giorno la tua bocca si aprirà a colui che sarà scampato, e tu parlerai e non sarai più muto; e sarai per loro un segno, ed essi conosceranno che io sono il Signore. Ezechiele 24:24–27.
Sei morti
La morte della moglie di Ezechiele segna l’inizio dell’assedio e la morte di Gerusalemme, che profeticamente è la sposa di Cristo, e illustra l’imminente legge domenicale, preceduta da un periodo rappresentato dall’assedio. Il periodo dell’assedio e la distruzione sono due waymarks distinti, sebbene direttamente connessi. L’assedio è un periodo di tempo, e la distruzione è un punto nel tempo. La distruzione è la legge domenicale, preceduta dal periodo della formazione dell’immagine della bestia. Il periodo dell’immagine della bestia si conclude con il marchio della bestia. Quando Gesù identificò in Matteo ventiquattro il segno della distruzione di Gerusalemme, fece anche riferimento ai giorni di Noè.
Ma come furono i giorni di Noè, così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Poiché, come nei giorni che precedettero il diluvio essi mangiavano e bevevano, si sposavano e davano in matrimonio, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si avvidero di nulla finché venne il diluvio e li portò via tutti; così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Matteo 24:37–39.
Ai giorni di Noè, la porta della grazia fu chiusa, prefigurando così la prossima legge domenicale, a sua volta anch’essa prefigurata dalla chiusura della porta il 22 ottobre 1844. Il periodo che va dall’adunanza campestre di Exeter del 12–17 agosto 1844 rappresenta un periodo profetico che conduce a una porta chiusa.
Ai giorni di Noè, Noè rappresentava il terzo angelo, e il terzo angelo giunse alla porta chiusa del 22 ottobre 1844. Ai giorni di Noè, che secondo Gesù sarebbero stati come «la venuta del Figlio dell’uomo», i tre angeli di Apocalisse quattordici condussero alla porta chiusa. William Miller rappresentava il messaggio del primo angelo ed era prefigurato da Enoc ai giorni di Noè. Giuda identifica il messaggio di Enoc come un parallelo al messaggio di Miller.
Enoc pure, il settimo da Adamo, profetizzò di costoro, dicendo: Ecco, il Signore viene con le sue sante miriadi, per eseguire il giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi tra loro di tutte le opere d’empietà che hanno empiamente commesso, e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno pronunciato contro di lui. Giuda 1:14, 15.
Il messaggio del primo angelo di Miller annunciava il «giudizio», come prefigurato dal messaggio di Enoc. L’inizio di Enoc è contrassegnato dal fatto che egli è il «settimo da Adamo». Il messaggio di Miller ebbe inizio e si concluse con l’arrivo dei «sette tempi» contro il regno settentrionale e, quarantasei anni più tardi, il terzo angelo giunse il 22 ottobre 1844, quando i «sette tempi» contro il regno meridionale si compirono. Sia Enoc sia Miller, che furono messaggeri dell’ora del giudizio, iniziarono con l’identificazione del numero sette. Il periodo che ebbe inizio con Enoc, il settimo, terminò con i sette giorni durante i quali gli animali entrarono nell’arca, finché la porta fu chiusa soprannaturalmente. Gesù illustra sempre la fine con l’inizio.
Enoch generò Methuselah, il quale a sua volta generò Lamech. Lamech e Methuselah rappresentano il messaggio del secondo angelo e anche il messaggio del grido di mezzanotte. Il grido di mezzanotte progredì fino alla porta chiusa, ed è così rappresentato da Methuselah, che morì l’anno del diluvio. Lamech rappresentava il messaggio del secondo angelo, e Lamech morì cinque anni prima del diluvio. I cinque anni dalla morte di Lamech fino alla morte di Methuselah, quando la porta si chiuse, tipificavano la morte della sposa di Ezechiele, segnando l’inizio del periodo che condusse alla morte della sposa di Cristo, rappresentata da Methuselah.
Enoc prefigurò il primo angelo che arrivò nel 1798, Lamec prefigurò il secondo angelo che arrivò il 19 aprile 1844 e Matusalemme prefigurò il grido di mezzanotte da Exeter fino alla porta chiusa del 22 ottobre 1844, che fu prefigurata da Noè. I cinque anni dalla morte di Lamec fino alla morte di Matusalemme prefigurarono l’anno e mezzo dal 587 a.C. al 586 a.C. Quei cinque anni da Lamec a Matusalemme prefigurano cinque anni dal 1448 al 1453.
Il 31 ottobre 1448 morì Giovanni Paleologo e suo fratello, Costantino XI (l’ultimo Costantino), cercò il permesso di ascendere al trono di Roma orientale dalla potenza turca islamica. La sua sottomissione, il 27 luglio 1299, adempì il secondo periodo di centocinquanta anni di Apocalisse nove, esposto nel versetto dieci. Cinque anni dopo la morte di Giovanni Paleologo, suo fratello Costantino XI morì sulle mura di Costantinopoli mentre Mehmed II conquistava l’impero bizantino di Roma orientale. Mehmed è la derivazione turca di Mohammed, cosicché la morte del primo Mohammed nel 632, che diede inizio alla prima profezia di centocinquanta anni di Apocalisse nove (collocata nel versetto cinque), si concluse con la morte dell’ultimo Costantino per mano di «Mohammed il secondo» ottocentoventuno anni più tardi. Cinque anni prima della sua morte Mohammed aveva predetto la rovina di Roma, e ciò si compì per opera del Turco chiamato Mohammed il secondo.
Costantino l’ultimo, l’undicesimo, morì nella battaglia di Costantinopoli, identificando così cinque anni dalla morte di suo fratello Giovanni fino alla propria morte. Quei cinque anni furono prefigurati dai cinque anni che vanno dalla morte di Lamec, il figlio, fino alla morte di Matusalemme, il padre, cinque anni più tardi, quando la porta si chiuse sull’arca. Così, la morte della sposa di Ezechiele fu prefigurata dalla morte di Lamec, e insieme esse rendono testimonianza alla morte di Giovanni Paleologo nel 1448. La successiva morte di Matusalemme si accorda con la morte della sposa di Cristo e con la distruzione di Gerusalemme nel 586 a.C., e insieme esse si accordano con la morte di Costantino l’undicesimo.
I tre testimoni di un periodo profetico che inizia e termina con una morte illustrano il periodo della formazione dell’immagine della bestia, che si conclude con il marchio della bestia, e si accordano con la proclamazione del grido di mezzanotte nella storia millerita e con la formazione dell’immagine della bestia, che si conclude con il marchio della bestia, nella nostra storia attuale. Quando il marchio della bestia giungerà a compimento con l’imminente legge domenicale, il profetico “parlare” sopraggiungerà in accordo con il fatto che Ezechiele poté “parlare” di propria volontà quando Gerusalemme fu distrutta.
Parlare a Dio##
Alla legge domenicale, che è prefigurata dalla distruzione di Gerusalemme, il parlare profetico degli Stati Uniti è contrassegnato come quello del falso profeta, che parla come un dragone.
Poi vidi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. Apocalisse 13:11.
Alla legge domenicale, Balaam percuote la sua asina per la terza volta, e allora l’asina parla.
E il Signore aprì la bocca dell’asina, ed essa disse a Balaam: «Che cosa ti ho fatto, perché tu mi abbia percossa già tre volte?». E Balaam disse all’asina: «Perché ti sei beffata di me; oh, se avessi una spada in mano, certo ti ucciderei ora». E l’asina disse a Balaam: «Non sono io la tua asina, sulla quale hai cavalcato da quando mi possiedi fino a questo giorno? Sono mai stata solita fare così con te?». Ed egli rispose: «No». Numeri 22:28–30.
Il falso profeta parla alla legge domenicale e anche l’Islam parla alla legge domenicale. Entrambi sono profeticamente falsi profeti. Alla legge domenicale parla la «visione» di Abacuc che tardava.
Poiché la visione è ancora per un tempo stabilito, ma alla fine parlerà e non mentirà; se tarda, aspettala, perché certamente verrà, non tarderà. Abacuc 2:3.
Abacuc è il vero profeta che parla in contrasto con i falsi profeti. La «visione» di Abacuc parla per mezzo della bocca di Ezechiele, prima muta, la cui bocca viene poi aperta. La promessa di essere la bocca di Dio fu data a Geremia.
Perché il mio dolore è perpetuo, e la mia piaga incurabile, che rifiuta d’essere guarita? Vorrai tu essere per me del tutto come un mentitore, come acque che vengono meno? Perciò così dice il Signore: Se ritorni, io ti ricondurrò, e tu starai davanti a me; e se separi ciò che è prezioso da ciò che è vile, sarai come la mia bocca; essi ritorneranno a te, ma tu non ritornare a loro. Geremia 15:18, 19.
Al tempo della legge domenicale, i nove mesi di mutismo di Zaccaria ebbero fine quando egli parlò e confermò che il nome di suo figlio doveva essere Giovanni. Zaccaria rappresentava i dirigenti che non credono alla parola del terzo angelo, e Giovanni rappresentava il movimento di Elia, la chiesa che avrebbe introdotto la seconda venuta di Cristo.
E Zaccaria disse all’angelo: «Da che cosa conoscerò questo? Poiché io sono vecchio e mia moglie è avanzata in età». E l’angelo, rispondendo, gli disse: «Io sono Gabriele, che sto alla presenza di Dio; e sono stato mandato a parlarti e ad annunziarti queste liete novelle. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si adempiranno a loro tempo».
E il popolo stava aspettando Zaccaria e si meravigliava che si trattenesse così a lungo nel tempio. E quando uscì, non poteva parlare loro; ed essi compresero che aveva avuto una visione nel tempio; poiché faceva loro dei cenni, e rimase muto. Luca 1:18–22.
Zaccaria apparteneva all’ottavo turno dei sacerdoti.
Ai giorni di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia; e sua moglie era tra le figlie di Aaronne, e il suo nome era Elisabetta. Ed erano entrambi giusti davanti a Dio, camminando irreprensibili in tutti i comandamenti e nelle prescrizioni del Signore. E non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed erano entrambi molto avanzati negli anni. Or avvenne che, mentre egli esercitava il sacerdozio davanti a Dio nell’ordine della sua classe, secondo l’usanza del sacerdozio, gli toccò in sorte di offrire il profumo entrando nel tempio del Signore. E tutta la moltitudine del popolo stava fuori in preghiera, nell’ora del profumo. Luca 1:5–10.
Tutti i profeti rappresentano gli ultimi giorni, e Zaccaria entrò nel tempio, come fece Ezechiele. Egli apparteneva all’ottavo turno dei sacerdoti, a segnare un simbolo delle otto anime nell’arca di Noè che passarono dal vecchio al nuovo mondo. Sia lui sia sua moglie erano irreprensibili, ma Zaccaria avrebbe dubitato delle parole di Gabriele. Il movimento Millerita ebbe inizio come Filadelfiano (irreprensibile), ma nel 1856 passò a Laodiceo. Negli ultimi giorni, il messaggio dell’angelo è il messaggio del terzo angelo, e il messaggio di Gabriele a Zaccaria rappresenta il messaggio del terzo angelo e anche il messaggio di Elia, come rappresentato da Giovanni Battista.
E gli apparve un angelo del Signore, in piedi alla destra dell’altare dei profumi. E Zaccaria, vedendolo, fu turbato, e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Giovanni. E tu ne avrai gioia ed esultanza; e molti si rallegreranno per la sua nascita. Poiché egli sarà grande davanti al Signore, e non berrà né vino né bevanda inebriante; e sarà ripieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre. E convertirà molti dei figli d’Israele al Signore loro Dio. E andrà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per volgere i cuori dei padri ai figli, e i ribelli alla sapienza dei giusti; per preparare al Signore un popolo ben disposto. E Zaccaria disse all’angelo: Da che conoscerò questo? perché io sono vecchio, e mia moglie è avanzata negli anni. E l’angelo, rispondendo, gli disse: Io sono Gabriele, che sto alla presenza di Dio; e sono stato mandato a parlarti e ad annunciarti queste liete novelle. Luca 1:11–19.
Zaccaria dubitò che il messaggio dell’Elia futuro si sarebbe compiuto.
Ecco, io vi manderò il profeta Elia, prima che venga il giorno grande e tremendo del Signore. Egli ricondurrà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i loro padri, affinché io non venga a colpire la terra di maledizione. Malachia 4:5, 6.
Sorella White, nel contesto del suggellamento di Ezechiele al capitolo nove, identifica il motivo per cui la dirigenza della Chiesa avventista del settimo giorno di Laodicea era tipificata dall’incredulità di Zaccaria.
«La categoria di coloro che non si sentono afflitti per la propria decadenza spirituale, né fanno cordoglio per i peccati degli altri, sarà lasciata senza il sigillo di Dio. Il Signore dà ai Suoi messaggeri, agli uomini con armi di sterminio nelle mani, questo comando: “Passate per la città dietro a lui, e colpite; l’occhio vostro non risparmi, e non abbiate pietà: uccidete fino allo sterminio vecchi e giovani, fanciulle, bambini e donne; ma non avvicinatevi ad alcuno che porti il segno; e cominciate dal Mio santuario. Essi cominciarono dagli anziani che stavano davanti alla casa.”»
«Qui vediamo che la chiesa — il santuario del Signore — fu la prima a sentire il colpo dell’ira di Dio. Gli anziani, coloro ai quali Dio aveva dato grande luce e che erano stati come custodi degli interessi spirituali del popolo, avevano tradito il loro mandato. Essi avevano assunto la posizione secondo cui non dobbiamo aspettarci miracoli e la manifesta dimostrazione della potenza di Dio come nei giorni passati. I tempi sono cambiati. Queste parole rafforzano la loro incredulità, ed essi dicono: Il Signore non farà né bene né male. Egli è troppo misericordioso per visitare il Suo popolo con il giudizio. Così “pace e sicurezza” è il grido di uomini che non alzeranno mai più la loro voce come una tromba per mostrare al popolo di Dio le sue trasgressioni e alla casa di Giacobbe i suoi peccati. Questi cani muti che non volevano abbaiare sono coloro che sentiranno la giusta vendetta di un Dio offeso. Uomini, fanciulle e bambini periscono tutti insieme». Testimonies, volume 5, 211.
Zaccaria dubitò del messaggio del terzo angelo, che è il messaggio di Elia e che ripete la storia di Giovanni Battista come pure la storia di William Miller.
Cinque mesi
Elisabetta tenne nascosta la sua gravidanza per cinque mesi.
E dopo quei giorni sua moglie Elisabetta concepì e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo: «Così ha operato per me il Signore, nei giorni in cui ha rivolto il suo sguardo su di me, per togliere il mio obbrobrio fra gli uomini». E nel sesto mese l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret. Luca 1:24–26.
Zaccaria apparteneva all’ottavo turno dei sacerdoti, in corrispondenza con la circoncisione di suo figlio Giovanni nell’ottavo giorno, quando Zaccaria avrebbe di nuovo parlato. Egli e suo figlio Giovanni rappresentano le otto anime che erano sull’arca di Noè, le quali furono nascoste dalla morte recata dalle acque del diluvio per cinque mesi, ossia centocinquanta giorni. I centocinquanta giorni della gravidanza e delle acque del diluvio corrispondono ai due periodi di cinque mesi in Apocalisse nove.
Zaccaria e suo figlio Giovanni rappresentano anche il momento in cui la settima chiesa di Laodicea passa all’ottava chiesa di Filadelfia. Dal servizio di Zaccaria durante l’ottavo turno fino alla circoncisione di suo figlio Giovanni all’ottavo giorno si rappresenta un periodo profetico, nel quale il numero otto identifica il principio e la fine. Entro quel periodo profetico vi è un periodo di cinque mesi che rappresenta un tempo di nascondimento.
Il “parlare” della profezia identifica l’imminente legge domenicale; perciò Zaccaria parla al tempo della legge domenicale, quando suo figlio viene sigillato, come rappresentato dall’atto della circoncisione. In quella storia, prima della legge domenicale, quando Zaccaria parla, alla fine di cinque mesi, nel sesto mese Maria visita Elisabetta e lo Spirito Santo unge Elisabetta, la quale, in quanto donna, rappresenta l’unzione della chiesa di Dio quattro mesi prima dell’imminente legge domenicale.
In quei giorni Maria si alzò e si recò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda; ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. E avvenne che, quando Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo; ed esclamò ad alta voce e disse: Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo grembo. E come mai mi è dato questo, che la madre del mio Signore venga da me? Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, il bambino mi è balzato nel grembo per la gioia. E beata colei che ha creduto, perché si compiranno le cose che le sono state dette da parte del Signore. Luca 1:39–45.
Alla fine dei cinque mesi, Elisabetta parlò a Maria «ad alta voce», lodando la fede di Maria nel messaggio di Gabriele, che negli ultimi giorni è il messaggio del terzo angelo. Il marito di Elisabetta, Zaccaria, aveva incredulamente rifiutato di credere, ma non così Maria. Maria udì il messaggio di Gabriele cinque mesi dopo Zaccaria, perciò la sua fede nel terzo angelo è contrassegnata come giunta dopo che il messaggio nascosto dei cinque mesi fu rivelato. Il messaggio nascosto dei cinque mesi negli ultimi giorni è costituito dai primi cinque mesi di Apocalisse 9:5. Maria rappresenta la chiesa degli ultimi giorni che accetta il messaggio del terzo angelo, il quale include uno speciale disvelamento dei cinque mesi poco prima che il parlare della legge domenicale di prossima imposizione giunga approssimativamente quattro mesi più tardi.
Ai punti di riferimento della visita di Maria, il movimento del primo e del secondo angelo, rappresentato da Zaccaria ed Elisabetta, si collega con il movimento del terzo angelo rappresentato da Maria e Giuseppe. Zaccaria rappresenta un ufficiale di una chiesa che non credette al messaggio del terzo angelo, e Giuseppe, il falegname, rappresenta un movimento caratterizzato da un’opera di sostentamento autonomo. L’Avventismo termina come è cominciato, ed è cominciato come un movimento, non come una struttura ecclesiastica organizzata. Il movimento dei centoquarantaquattromila, rappresentato da Giuseppe, Maria e Cristo, è in rapporto di diretta parentela con il movimento Millerita rappresentato da Zaccaria, Elisabetta e Giovanni, e l’incredulità del 1863 è rappresentata da Zaccaria. Il 1863 rappresenta l’incredulità nei confronti dei messaggi del primo e del secondo angelo, e il movimento del terzo angelo rappresenta la fede di Maria.
«Degli angeli furono inviati ad aiutare il possente angelo disceso dal cielo, e udii voci che sembravano risuonare ovunque: “Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate partecipi dei suoi peccati e non riceviate delle sue piaghe. Poiché i suoi peccati sono giunti fino al cielo, e Dio si è ricordato delle sue iniquità”. Questo messaggio sembrava essere un’aggiunta al terzo messaggio, unendosi ad esso come il grido di mezzanotte si unì al messaggio del secondo angelo nel 1844. La gloria di Dio riposava sui santi pazienti e perseveranti, ed essi diedero senza timore l’ultima solenne ammonizione, proclamando la caduta di Babilonia e chiamando il popolo di Dio a uscire da essa affinché potesse sfuggire alla sua terribile condanna». Early Writings, 277.
L’unione di due messaggi è rappresentata dalla visita di Maria a Elisabetta, e quel punto giunse quando i cinque mesi nascosti furono rivelati. Quel punto è dove due profezie si uniscono e vengono proclamate insieme. Una fu proclamata da Elisabetta e l’altra da Maria. L’unione di due messaggi identifica il momento in cui il grido di mezzanotte si unisce al messaggio del secondo angelo, e ciò avvenne nella storia millerita al raduno campestre di Exeter.
Dopo che Elisabetta e poi Maria ebbero pronunciato le loro proclamazioni, «Maria rimase con lei circa tre mesi, e ritornò a casa sua». Luca 1:56. Il periodo di sessantasei giorni da Exeter fino al 22 ottobre 1844 è rappresentato da quei quattro mesi, che si conclusero alla legge domenicale imminente, quando Zaccaria parlò. I quattro mesi rappresentano il periodo della proclamazione del messaggio del grido di mezzanotte, che giunge dopo il messaggio dei cinque mesi nascosti.
I due messaggi nella storia millerita furono quelli del primo e del secondo angelo, e il messaggio del primo angelo fu potentemente confermato dall’adempimento di una profezia di tempo che ebbe inizio con un periodo di cinque mesi, il quale rimase in parte nascosto fino a dieci giorni prima del suo adempimento, l’11 agosto 1840, come esposto da Josiah Litch. Il potenziamento del messaggio del secondo angelo fu la correzione dell’errata previsione del 1843, che ebbe luogo al raduno campestre di Exeter, come esposto da Samuel Snow.
La proclamazione del duplice messaggio del grido di mezzanotte è rappresentata come un breve periodo prima che la porta si chiudesse, il quale, nel racconto di Noè, si aprì su un periodo di cinque mesi che si concluse con l’arca posata sulla cima del monte Ararat. Il periodo della proclamazione del grido di mezzanotte viene dopo il dissigillamento dei cinque mesi nascosti, che avvenne dieci giorni prima dell’11 agosto 1840, e venne anche dopo che il Signore ebbe ritirato la Sua mano dalle cifre che aveva coperto sulla carta del 1843. I dieci giorni dal 1º all’11 agosto corrispondono ai sessantasei giorni da Exeter al 22 ottobre 1844, e la duplice testimonianza identifica che il dissigillamento di cinque mesi nascosti, accompagnato dalla correzione dell’errata proclamazione che produsse la prima delusione, avviene quando Maria incontra e saluta Elisabetta nel sesto mese.
Alla legge domenicale, gli Stati Uniti parlano come un dragone, l’asino dell’Islam parla, e la visione di Abacuc parla per bocca di Geremia, Zaccaria ed Ezechiele. Alla legge domenicale Ezechiele è un segno, rappresentando così l’insegna che è innalzata alla legge domenicale. Due dei nove riferimenti della parola «segno» in Ezechiele identificano i «sabati» come il segno della santificazione che rappresenta la combinazione della Divinità con l’umanità.
Ma io operai per amore del mio nome, affinché non fosse profanato davanti alle nazioni, in mezzo alle quali essi si trovavano, agli occhi delle quali mi ero fatto conoscere a loro, facendoli uscire dal paese d’Egitto. Perciò li feci uscire dal paese d’Egitto e li condussi nel deserto. E diedi loro i miei statuti e feci loro conoscere i miei giudizi, mediante i quali, se uno li mette in pratica, vivrà per essi.
Inoltre diedi loro i miei sabati, perché fossero un segno fra me e loro, affinché conoscessero che io sono il Signore che li santifica. Ma la casa d’Israele si ribellò contro di me nel deserto: non camminarono secondo i miei statuti e disprezzarono i miei giudizi, che, se l’uomo li mette in pratica, vivrà per essi; e profanarono grandemente i miei sabati. Allora dissi che avrei riversato su di loro il mio furore nel deserto, per annientarli. Ma io agii per amore del mio nome, affinché esso non fosse profanato davanti alle nazioni, agli occhi delle quali li avevo fatti uscire. E alzai pure la mia mano verso di loro nel deserto, per giurare che non li avrei condotti nel paese che avevo dato loro, dove scorrono latte e miele, splendore di tutti i paesi; perché avevano disprezzato i miei giudizi, non avevano camminato secondo i miei statuti, ma avevano profanato i miei sabati; poiché il loro cuore andava dietro ai loro idoli. Tuttavia il mio occhio li risparmiò, e non li distrussi, né li sterminai nel deserto. Ma dissi ai loro figli nel deserto: “Non camminate secondo gli statuti dei vostri padri, non osservate i loro giudizi e non vi contaminate con i loro idoli. Io sono il Signore, il vostro Dio; camminate secondo i miei statuti, osservate i miei giudizi e metteteli in pratica; santificate i miei sabati, ed essi saranno un segno fra me e voi, affinché conosciate che io sono il Signore, il vostro Dio”. Ezechiele 20:9–20.
Ezechiele rappresenta l’insegna dei centoquarantaquattromila, e il segno della Divinità unita all’umanità sono i “sabati” del Signore. Ezechiele è il segno all’inizio dell’assedio ed è il segno alla distruzione di Gerusalemme, quando viene innalzato come un’insegna. All’inizio dell’assedio, anche coloro che si rifiutano di vedere e di udire, che profanano i Suoi “sabati”, sono un segno.
Allora vennero da me alcuni degli anziani d’Israele e si sedettero davanti a me. E la parola del Signore mi fu rivolta, dicendo: «Figlio d’uomo, questi uomini hanno innalzato i loro idoli nel loro cuore e hanno posto davanti al loro volto l’inciampo della loro iniquità: dovrei forse lasciarmi consultare da loro? Perciò parla loro e di’ loro: Così dice il Signore, Dio: Chiunque della casa d’Israele innalza i suoi idoli nel suo cuore, pone davanti al suo volto l’inciampo della propria iniquità e poi viene dal profeta, io, il Signore, gli risponderò come merita la moltitudine dei suoi idoli, affinché io prenda la casa d’Israele nel loro stesso cuore, perché tutti si sono allontanati da me per mezzo dei loro idoli».
Perciò di' alla casa d’Israele: Così dice il Signore, Dio: Ravvedetevi e ritraetevi dai vostri idoli; e distogliete le vostre facce da tutte le vostre abominazioni. Poiché chiunque della casa d’Israele, o lo straniero che soggiorna in Israele, si separa da me, innalza i suoi idoli nel suo cuore, pone davanti alla propria faccia l’inciampo della sua iniquità, e viene dal profeta per interrogarmi per mezzo di lui, io, il Signore, gli risponderò da me stesso. E volgerò la mia faccia contro quell’uomo, e ne farò un segno e un proverbio, e lo sterminerò di mezzo al mio popolo; e voi conoscerete che io sono il Signore. E se il profeta è sedotto quando ha proferito una parola, io, il Signore, ho sedotto quel profeta, e stenderò la mia mano contro di lui, e lo distruggerò di mezzo al mio popolo Israele. Ed essi porteranno la pena della loro iniquità: la pena del profeta sarà come la pena di colui che lo consulta; affinché la casa d’Israele non si smarrisca più lungi da me, né si contamini più con tutte le sue trasgressioni; ma affinché essi siano il mio popolo e io sia il loro Dio, dice il Signore, Dio. Ezechiele 14:1–11.
A Nashville, coloro che, all’interno della Chiesa Avventista del Settimo Giorno laodicea, non credettero come Zaccaria; che avevano «assunto la posizione secondo cui non abbiamo bisogno di aspettarci miracoli e la manifesta rivelazione della potenza di Dio come nei giorni passati», come rappresentato dal 1840 al 1844, saranno messi a confronto da coloro che sono fuori dall’Avventismo riguardo al motivo per cui mancarono di dare l’avvertimento. Essi diventano il «segno» del falso messaggio di pace e sicurezza, il quale contrassegna la separazione dei savi e degli stolti, come rappresentato dalle due tende contrapposte al raduno del campo di Exeter. Portano un «segno» di idolatria e ribellione, mentre Ezechiele reca il vero messaggio profetico di avvertimento. Alla fine dell’assedio, quando Gerusalemme viene distrutta, rappresentando la legge domenicale, il segno della ribellione è il marchio della bestia e il segno dell’ubbidienza è il sigillo di Dio.
Il tempo di prova si chiude completamente per l’Avventismo alla legge domenicale, e vi è un segno dei giusti e degli empi che là sono contrassegnati. La chiusura del tempo di prova alla legge domenicale, che presto verrà, prefigura la chiusura del tempo di prova quando Michele si leverà, e là il segno della morte delle moltitudini è rappresentato da Gog e Magog.
E i viandanti che attraversano il paese, quando qualcuno vedrà l’osso di un uomo, allora vi eleverà accanto un segnale, finché i seppellitori lo abbiano sepolto nella valle di Hamongog. E anche il nome della città sarà Hamonah. Così purificheranno il paese. Ezechiele 39:15, 16.
Il segno del patto è identificato nel capitolo trentasette di Ezechiele, dove la valle delle ossa morte è riportata in vita e i due bastoni sono congiunti. Le ossa sono riportate in vita mediante un messaggio dell’Islam, rappresentato come i quattro venti, prefigurando così l’11 agosto 1840. I due bastoni sono uniti in uno solo, rappresentando così l’unione del messaggio del secondo angelo con il messaggio del grido di mezzanotte. Le ossa costituiscono il conferimento di potenza al primo angelo e i due bastoni costituiscono il conferimento di potenza al secondo angelo. Da quel momento in poi il popolo di Dio è il Suo popolo del patto eletto degli ultimi giorni, rappresentato da Giovanni come i centoquarantaquattromila.
Inoltre io stabilirò con loro un patto di pace; sarà con loro un patto eterno; li porrò, li moltiplicherò e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. Anche il mio tabernacolo sarà con loro; sì, io sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. E le nazioni conosceranno che io, il Signore, santifico Israele, quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre. Ezechiele 37:26–28.
La combinazione della Divinità e dell’umanità è rappresentata in vari modi nella Parola di Dio, e un’illustrazione è data quando la «cittadella dell’anima», situata nella natura superiore dell’essere umano, è collegata alla cittadella del santuario di Dio. Quando la sala del trono celeste, che rappresenta la cittadella di Dio, è congiunta alla cittadella della natura superiore di un essere umano, il popolo di Dio è «santificato» ed Egli dimora «in mezzo a loro per sempre».
Dopo il capitolo trentasette, Ezechiele espone i capitoli trentotto e trentanove, nei quali tratta di Gog e Magog come simboli della confederazione dell’umanità che si trova al di fuori del popolo dell’alleanza eletto da Dio. Nel capitolo quaranta, il popolo dell’alleanza del capitolo trentasette è rappresentato come un tempio che riempie tutta la terra. I capitoli dal trentotto al quaranta rappresentano l’innalzarsi del popolo dell’alleanza di Dio negli ultimi giorni, come è rappresentato dai numeri 38 e 40.
Continueremo queste cose nel prossimo articolo.