Nel vangelo di Giovanni, subito dopo l’Ultima Cena e fino a quando Gesù si reca al Giardino del Getsemani, vi è una lunga narrazione che va dal capitolo quattordici fino alla fine del capitolo diciassette. Intendo trattare questi capitoli nel prossimo articolo. Questo articolo costituisce la base sulla quale edificare la comprensione di quei capitoli. In termini della linea di riforma della storia di Cristo, il dialogo di Cristo e dei Suoi discepoli in quei capitoli si colloca immediatamente dopo l’ingresso trionfale e immediatamente prima della croce. Gesù entrò in Gerusalemme, poi ebbe il Suo pasto finale con i discepoli; quindi ha luogo la narrazione, ed egli poi si reca al Getsemani e a mezzanotte di quello stesso giorno viene arrestato, e cominciò il processo in sette fasi che conduce alla crocifissione. Egli e i discepoli erano profeticamente collocati subito dopo il camp meeting di Exeter e immediatamente prima della Grande Delusione, in una storia rappresentata dal movimento del settimo mese. Nella narrazione che inizia subito dopo l’Ultima Cena, la prima cosa che Gesù dice è:
Il vostro cuore non sia turbato; voi credete in Dio, credete anche in me. Giovanni 14:1.
Sapendo che una grande delusione era ormai a poche ore di distanza, Gesù cercò di rafforzare i Suoi discepoli per la crisi imminente. La linea profetica nascosta entro i quattro waymarks che costituiscono gli eventi simbolizzati come i sette tuoni è la storia nella quale hanno luogo questi tre passaggi della narrazione nel vangelo di Giovanni. Quella linea nascosta, entro i sette tuoni, rappresenta la storia dalla prima delusione fino all’ultima delusione.
Poco prima che Gesù li esortasse a “non sia turbato” il loro cuore, Giuda Iscariota aveva lasciato la cena per recarsi al Sinedrio per la terza e ultima volta. Quando lasciò la cena per il suo terzo incontro, chiuse il suo tempo di grazia.
Nel contesto della linea nascosta entro il simbolo dei sette tuoni, l’ingresso trionfale di Cristo rappresenta il Grido di Mezzanotte, nel quale si manifestano due classi di adoratori. Il contrassegno profetico della lettera centrale dell’ebraico impiegata per formare la parola ebraica “verità” è la tredicesima lettera dell’alfabeto ebraico. Il numero tredici rappresenta la ribellione e, quale contrassegno profetico, rappresenta il Grido di Mezzanotte, nel quale le vergini stolte rappresentano una manifestazione di ribellione, così come fa Giuda durante il contrassegno profetico dell’ingresso trionfale.
«Vi sono stati e sempre vi saranno zizzanie fra il grano, le vergini stolte insieme alle savie, coloro che non hanno olio nei loro vasi con le loro lampade. Vi era un Giuda avaro nella chiesa che Cristo formò sulla terra, e vi saranno dei Giuda nella chiesa in ogni fase della sua storia». Signs of the Times, 23 ottobre 1879.
Quando Giuda restituì il denaro, ammise il suo tradimento a Caifa e poi a Cristo, quindi andò a impiccarsi. Mentre usciva dalla sala del giudizio, gridò con le stesse parole che rappresentano il dilemma della vergine stolta quando riconosce di non aver ottenuto l’olio.
«Giuda vide che le sue suppliche erano vane, e si precipitò fuori dalla sala esclamando: È troppo tardi! È troppo tardi! Sentiva di non poter vivere fino a vedere Gesù crocifisso, e nella disperazione uscì e si impiccò». La speranza dell’età, 722.
Giuda illustra un falso messaggio del Grido di Mezzanotte come qualcuno che “si precipitò fuori dalla sala esclamando: È troppo tardi! È troppo tardi!”. Il messaggio manifesta sempre due classi di adoratori, e proprio come nella storia millerita le vergini stolte proseguono, dopo l’arrivo del vero messaggio del Grido di Mezzanotte, con un falso messaggio. Così, nella storia millerita, abbiamo il movimento che elesse William Miller come capo, mentre respingeva il messaggio del terzo angelo e si opponeva al piccolo gregge che seguì Cristo nel Luogo Santissimo.
“La mia mente fu trasportata nel futuro, quando sarà dato il segnale. ‘Ecco, lo Sposo viene; uscitegli incontro.’ Ma alcuni avranno indugiato a procurarsi l’olio per rifornire le loro lampade, e troppo tardi scopriranno che il carattere, rappresentato dall’olio, non è trasferibile.” Review and Herald, 11 febbraio 1896.
Il terzo punto di riferimento della storia nascosta rappresenta il giudizio ed è rappresentato dall’ultima lettera dell’alfabeto ebraico. La lettera è la «Tav» e, quando viene scritta, ha la forma di una croce. La croce rappresenta il giudizio.
Dalla prima delusione nella storia millerita fino al Grido di Mezzanotte, ossia dalla lettera alfa fino alla tredicesima lettera, vi è una pietra miliare che rappresenta un periodo di tempo, identificato come il tempo dell’indugio nella parabola delle dieci vergini, un tempo dell’indugio che si trova anche nel capitolo due di Habacuc. Dal Grido di Mezzanotte, ossia dalla tredicesima lettera della ribellione, fino alla grande delusione, l’ultima lettera dell’alfabeto, vi è pure un periodo di tempo che fu chiamato il “movimento del settimo mese”, non perché durasse sette mesi, ma perché il messaggio del Grido di Mezzanotte indicava che Cristo sarebbe venuto il decimo giorno del settimo mese del calendario giudaico, che era il Giorno dell’Espiazione.
Il contesto della narrazione da Giovanni capitolo quattordici fino al capitolo diciotto ha inizio in un periodo di tempo che tipifica il movimento del settimo mese nella storia millerita. Il tema portante della narrazione del vangelo di Giovanni è preparare i discepoli alla crisi imminente della croce (la lettera «Tav»). Cristo quindi identifica che, dalla Sua morte fino a quando ascenderà al Padre Suo e ritornerà, per i Suoi discepoli sarebbe stato un periodo di dolore, incertezza e delusione. Come avviene con le caratteristiche profetiche di tutte le prime delusioni che sono rappresentate nella testimonianza delle linee di riforma, la delusione comporta una condizione determinata dal trascurare un’importante verità precedentemente rivelata. La morte di Cristo sulla croce era ed è una verità importante, ed Egli aveva detto direttamente ai discepoli che sarebbe stato crocifisso e sarebbe risorto, ma la crisi era così grande, così travolgente, che essi dimenticarono ciò che avrebbero dovuto ricordare.
«Quando Cristo, la Speranza d’Israele, fu appeso alla croce e fu innalzato come Egli aveva detto a Nicodemo che sarebbe stato, la speranza dei discepoli morì con Gesù. Essi non potevano spiegare la cosa. Non potevano comprendere tutto ciò che Cristo aveva detto loro in precedenza al riguardo». Faith and Works, 63.
Il peso dell’intera narrazione contenuta nei quattro capitoli di Giovanni che stiamo prendendo in esame consisteva nel fatto che Gesù stava preparando i Suoi discepoli per il periodo di delusione che avrebbero sperimentato a partire dall’arresto di Gesù a mezzanotte, fino al Suo ritorno dopo essere asceso al Padre. Nei quattro capitoli di Giovanni, quel periodo di tempo in cui Cristo fu lontano dai discepoli rappresenta un tempo di indugio. Storicamente, quel periodo di tempo, che sto identificando come un tempo di indugio, ebbe luogo dopo la crisi della croce. Nei quattro capitoli che ci stiamo preparando a considerare, essi rappresentano profeticamente il tempo di indugio che inizia con la prima delusione, non dopo la grande delusione della croce.
Perché sto suggerendo che l’ultima delusione per la quale Cristo stava preparando i Suoi discepoli prefigurava la prima delusione che, nella linea di riforma di Cristo, fu la morte di Lazzaro? Questa domanda deve essere risolta prima che possiamo vedere la narrazione nei quattro capitoli di Giovanni nella luce che sostiene le verità che ora vengono dischiuse in relazione alla storia nascosta dei sette tuoni.
Nella storia di Cristo, il periodo di tempo compreso tra la morte e la risurrezione di Lazzaro corrisponde al tempo di indugio. Cristo poi si reca a Gerusalemme per il Suo ingresso trionfale. In Giovanni quattordici, Cristo parla ai Suoi discepoli durante la storia di ciò che sarebbe stato il movimento del settimo mese, che ebbe inizio quando il tempo di indugio era già terminato all’arrivo del messaggio del Grido di Mezzanotte, il quale diede avvio al movimento del settimo mese.
Per comprendere come la parola ebraica «verità» confermi l’identificazione della storia nascosta che è stata dischiusa a partire dalla storia simbolica dei sette tuoni, è necessaria un’attenta analisi del messaggio che Cristo stava allora dando ai suoi discepoli in Giovanni, dal capitolo quattordici al capitolo diciassette. Un esempio dell’impiego del punto di riferimento della grande delusione per illustrare il punto di riferimento della prima delusione si può riconoscere nell’esperienza dei discepoli sulla via di Emmaus.
Ciò che pose fine al tempo d’attesa nella storia millerita fu la correzione della precedente previsione fallita del 1843. L’opera di Samuel Snow nello sviluppo del messaggio che introdusse il movimento del settimo mese, culminato nella Grande Delusione, può essere ricostruita storicamente seguendo la crescita della comprensione di Samuel Snow attraverso i suoi scritti pubblicati e le sue presentazioni pubbliche che precedettero il camp meeting di Exeter. Il commento ispirato si accosta a tale sviluppo in modo diverso dal semplice sviluppo storico del messaggio finale di Snow. Sorella White ci informa che il messaggio fu riconosciuto quando il Signore ritirò la Sua mano da un errore nelle cifre sulla carta del 1843 di Habacuc.
«Vidi il popolo di Dio gioioso nell’attesa, nell’aspettare il proprio Signore. Ma Dio aveva stabilito di metterlo alla prova. La Sua mano coprì un errore nel calcolo dei periodi profetici. Coloro che aspettavano il loro Signore non scoprirono questo errore, e anche gli uomini più dotti che si opponevano al tempo non riuscirono a vederlo. Dio aveva disposto che il Suo popolo andasse incontro a una delusione. Il tempo passò, e quelli che avevano atteso con gioiosa aspettativa il loro Salvatore erano tristi e scoraggiati, mentre coloro che non avevano amato l’apparizione di Gesù, ma avevano accolto il messaggio per timore, si compiacevano che Egli non fosse venuto nel tempo atteso. La loro professione di fede non aveva toccato il cuore né purificato la vita. Il trascorrere del tempo era ben calcolato per rivelare tali cuori. Furono i primi a volgersi e a deridere quelli che erano addolorati e delusi, e che realmente amavano l’apparizione del loro Salvatore. Vidi la sapienza di Dio nel mettere alla prova il Suo popolo e nel dargli un esame penetrante per scoprire coloro che si sarebbero tirati indietro e sarebbero tornati indietro nell’ora della prova.»
«Gesù e tutta la schiera celeste guardavano con simpatia e amore coloro che, con dolce aspettativa, avevano desiderato a lungo vedere Colui che le loro anime amavano. Degli angeli aleggiavano intorno a loro, per sostenerli nell’ora della loro prova. Coloro che avevano trascurato di ricevere il messaggio celeste furono lasciati nelle tenebre, e l’ira di Dio si accese contro di loro, perché non vollero ricevere la luce che Egli aveva loro inviato dal cielo. Quei fedeli, delusi, che non riuscivano a comprendere perché il loro Signore non fosse venuto, non furono lasciati nelle tenebre. Furono di nuovo ricondotti alle loro Bibbie per investigare i periodi profetici. La mano del Signore fu rimossa dalle cifre, e l’errore fu spiegato. Essi videro che i periodi profetici giungevano fino al 1844, e che le stesse prove che avevano presentato per dimostrare che i periodi profetici si chiudevano nel 1843, dimostravano che essi sarebbero terminati nel 1844. La luce della Parola di Dio risplendette sulla loro posizione, ed essi scoprirono un tempo d’indugio: “Se tarda, aspettala [la visione]”. Nel loro amore per l’immediata venuta di Cristo, avevano trascurato l’indugio della visione, il quale era calcolato per manifestare i veri aspettanti. Di nuovo avevano un punto nel tempo. Tuttavia vidi che molti di loro non potevano elevarsi al di sopra della loro grave delusione per possedere quel grado di zelo ed energia che aveva contrassegnato la loro fede nel 1843. »
«Satana e i suoi angeli trionfarono su di loro, e coloro che non vollero ricevere il messaggio si congratularono con se stessi per il loro lungimirante giudizio e per la loro saggezza nel non accogliere l’inganno, come essi lo chiamavano. Non si rendevano conto che stavano respingendo il consiglio di Dio a loro proprio danno, e operavano in unione con Satana e con i suoi angeli per gettare nello sconcerto il popolo di Dio, che stava vivendo il messaggio mandato dal cielo. »
«I credenti in questo messaggio erano oppressi nelle chiese. Per un certo tempo, coloro che non volevano accogliere il messaggio furono trattenuti dalla paura dal dare sfogo ai sentimenti del loro cuore; ma il trascorrere del tempo rivelò i loro veri sentimenti. Essi desideravano mettere a tacere la testimonianza che coloro che erano in attesa si sentivano costretti a rendere, cioè che i periodi profetici si estendevano fino al 1844. Con chiarezza i credenti spiegarono il loro errore e fornirono le ragioni per cui si aspettavano il loro Signore nel 1844. I loro oppositori non potevano addurre alcun argomento contro le potenti ragioni presentate. Tuttavia l’ira delle chiese si accese; esse erano decise a non ascoltare le prove e a escludere la testimonianza dalle chiese, affinché gli altri non potessero udirla. Coloro che non osavano trattenere agli altri la luce che Dio aveva dato loro furono espulsi dalle chiese; ma Gesù era con loro, ed essi gioivano nella luce del Suo volto. Essi erano preparati a ricevere il messaggio del secondo angelo». Early Writings, 235–237.
La storia appena esposta descrive, fra le altre cose, l’esperienza del 18 luglio 2020; tuttavia, il punto che desidero sottoporre alla vostra considerazione è che la comprensione rappresentata dal messaggio del Grido di Mezzanotte, così come fu presentato da Samuel Snow al raduno campale di Exeter, è rappresentata non dall’opera storica di Snow, ma dall’azione della mano del Signore. La Sua mano aveva coperto un errore, e fu quando Egli ritirò la Sua mano che i Milleriti poterono allora comprendere la loro delusione e anche comprendere che erano stati nel periodo rappresentato come il tempo del ritardo.
Il ritrarre la Sua mano è un elemento vitale nella vicenda dei discepoli che erano sulla via di Emmaus. Esso prefigura la fine del periodo noto come tempo di attesa e si conclude con la comprensione rappresentata dal messaggio del Grido di Mezzanotte. Tuttavia, l’illustrazione di Emmaus ebbe luogo dopo la croce, che rappresenta la Grande Delusione, non la prima delusione costituita dalla morte di Lazzaro.
Ed ecco, in quello stesso giorno, due di loro erano in cammino verso un villaggio di nome Emmaus, distante da Gerusalemme circa sessanta stadi. E conversavano tra loro di tutte le cose che erano accadute. E avvenne che, mentre discorrevano e ragionavano insieme, Gesù stesso si avvicinò e si mise a camminare con loro. Ma i loro occhi erano impediti dal riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che discorsi sono questi che state facendo tra voi lungo il cammino, e perché siete tristi?» Luca 24:13–16.
La parola «occhi» nel passo rappresenta la visione, più che l’organo materiale della vista. La parola «impediti» significa forza. I discepoli non erano in grado di comprendere la visione della croce, poiché Cristo aveva velato la loro capacità di vedere la visione profetica della croce. La mano di Cristo è un simbolo della Sua forza. La tristezza che Gesù rilevò rappresentava la loro grande delusione. Dopo un’ulteriore conversazione da parte dei discepoli delusi, Cristo cominciò a parlare.
Allora egli disse loro: O stolti e lenti di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! Non doveva il Cristo soffrire tali cose ed entrare nella sua gloria? E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo concernevano. E si avvicinarono al villaggio dove erano diretti; ed egli fece come se volesse andare più oltre. Ma essi lo trattennero, dicendo: Rimani con noi, poiché si fa sera e il giorno è ormai declinato. Ed egli entrò per rimanere con loro. Luca 24:25–29.
Gesù istruì i discepoli impiegando la metodologia “storicista” dell’interpretazione biblica, facendo procedere le linee profetiche da Mosè in poi attraverso la storia sacra per identificare la storia della croce. Gesù utilizzò le linee della passata storia profetica, che rappresentano gli antichi sentieri e la metodologia di linea su linea, per istruire i discepoli delusi. Quando parve voler proseguire oltre senza di loro, essi lo costrinsero a entrare e a trattenersi con loro. Essi si trovavano nel tempo dell’indugio, e Cristo stava per togliere la Sua mano dai loro occhi. Quando la Sua mano fosse stata rimossa, il tempo dell’indugio sarebbe terminato e, mentre si precipitavano attraverso le tenebre di ritorno a Gerusalemme e agli undici discepoli, essi prefiguravano la rapidità della trasmissione del messaggio del Grido di Mezzanotte.
E avvenne che, mentre era a tavola con loro, prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve dalla loro vista. Luca 24:31.
Gesù tolse la sua mano, che aveva trattenuto la loro comprensione della visione profetica, e quando lo fece, essi lo riconobbero. Gesù aveva recato loro il messaggio del Grido di Mezzanotte, ed essi lo ricevettero mentre mangiavano, poiché ogni messaggio deve essere mangiato. Essi si affrettarono immediatamente, «come un’onda di marea attraverso il paese», a informarne gli undici discepoli.
Ed essi dissero l’uno all’altro: Non ardeva il nostro cuore dentro di noi mentre egli ci parlava per la via e ci apriva le Scritture? E, levatisi in quella stessa ora, tornarono a Gerusalemme, e trovarono gli undici riuniti e quelli che erano con loro, i quali dicevano: Il Signore è veramente risorto, ed è apparso a Simone. Ed essi raccontarono le cose avvenute lungo la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane. Or mentre parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro e disse: Pace a voi. Ma essi, atterriti e spaventati, credevano di vedere uno spirito. Ed egli disse loro: Perché siete turbati? e perché sorgono tali pensieri nei vostri cuori? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io; toccatemi e guardate, poiché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che io ho. E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma siccome per la gioia ancora non credevano ed erano pieni di stupore, disse loro: Avete qui qualcosa da mangiare? Ed essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito e un favo di miele. Ed egli lo prese e mangiò davanti a loro. Poi disse loro: Queste sono le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei salmi. Allora aprì loro la mente, affinché comprendessero le Scritture. Luca 24:32–45.
Proprio come avvenne con i discepoli sulla via di Emmaus, Gesù presenta il messaggio mediante le sacre storie del passato della Bibbia per spiegare la storia della Sua morte e risurrezione, e lo fece dando loro un esempio di mangiare. Il popolo di Dio deve mangiare il messaggio. Nella loro incertezza e nel loro dolore, Gesù pone fine al tempo di attesa che ebbe luogo dalla Sua morte fino alla Sua risurrezione, ascensione e ritorno, aprendo il loro intendimento al messaggio della verità presente, che era fondato sulle sacre storie del passato riunite linea dopo linea.
Perciò, i due discepoli sulla via di Emmaus (che rappresentano il secondo angelo il quale si unisce al messaggio del Grido di Mezzanotte e ne riceve potenza) identificano il tempo di indugio che seguì la croce come il tempo di indugio che precedette il Grido di Mezzanotte. La delusione dei discepoli rappresenta dunque la prima delusione nella linea profetica, non la grande delusione.
Il racconto di Emmaus viene poi ripetuto con gli undici discepoli delusi. Gesù si unisce a loro, li istruisce circa l’adempimento della parola profetica mediante la metodologia dello «storicismo» e poi apre il loro intendimento, mentre mangia con loro. L’inizio del racconto identifica la fine del racconto. Gesù presenta quindi una terza testimonianza al fatto che la delusione della croce può essere applicata profeticamente alla prima delusione. Egli fornisce la terza testimonianza alla struttura della storia dicendo loro di trattenersi a Gerusalemme finché non ricevano potenza dall’alto.
E disse loro: «Così è scritto, e così conveniva che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti il terzo giorno; e che nel suo nome si predicassero a tutte le nazioni il ravvedimento e la remissione dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Or voi siete testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori fin verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. E avvenne che, mentre li benediceva, si partì da loro e fu portato su nel cielo. Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; ed erano del continuo nel tempio, lodando e benedicendo Dio. Amen. Luca 24:46–53.
L’illustrazione dei discepoli sulla via di Emmaus individua un tempo di attesa che ebbe inizio alla Sua morte e durò fino a quando Egli risuscitò e ascese al Padre Suo. Il tempo di attesa terminò per i discepoli di Emmaus quando il messaggio degli eventi della croce fu stabilito mediante la metodologia di accostare insieme, linea su linea, le linee delle sacre storie del passato. Quindi il messaggio fu portato dai discepoli con tutta la rapidità di cui erano capaci. Poi Gesù si incontra con gli undici discepoli; ancora una volta si fa riferimento al consumare un pasto, si usa la linea su linea per dimostrare il messaggio, e, come nel caso dei discepoli di Emmaus, Egli allora apre la loro intelligenza e si diparte. Ma non prima di aver individuato la storia dell’attesa in Gerusalemme, fino a quando il tempo di attesa si conclude con l’arrivo dello Spirito Santo alla Pentecoste.
Quando Gesù disse ai Suoi discepoli di trattenersi a Gerusalemme, ciò segnò la fine del racconto della via di Emmaus. L’inizio del racconto rappresentava una delusione, seguita da un tempo di attesa, seguito da una rivelazione della verità che rappresenta il messaggio del Grido di Mezzanotte. Quella rivelazione della verità si compì quando Cristo ritirò la Sua mano, che aveva “trattenuto” gli occhi dei discepoli. Questo è l’inizio del racconto, e la parte centrale del racconto si ripete con la stessa vicenda quando Cristo rimosse la delusione dagli undici discepoli rivelando Se stesso e aprendo la loro comprensione della Sua Parola. Poi un’ultima testimonianza dell’identica struttura profetica che comincia con la prima delusione, non con la grande delusione.
La storia da Emmaus alla Pentecoste fornisce tre testimoni della prima delusione, del tempo d’attesa e del Grido di Mezzanotte; tuttavia, la delusione effettiva che costituisce il waymark all’inizio di ciascuno dei tre testimoni era in realtà la seconda delusione, non la prima. Riconoscere che il waymark che nella storia millerita è la Grande Delusione viene usato per illustrare la prima delusione nella storia millerita è essenziale per comprendere la narrazione che troviamo nei quattro capitoli di Giovanni che si svolgono tra il pasto consumato all’ultima cena e l’arresto a mezzanotte nel giardino del Getsemani. Vale la pena riconoscere che quando Gesù apparve agli undici discepoli e mangiò con loro, chiese: «Perché siete turbati? e perché sorgono pensieri nei vostri cuori?»
Subito dopo aver mangiato l’ultima cena nel libro di Giovanni, il passo che prenderemo in considerazione inizia con le parole di Cristo che dice loro: «Il vostro cuore non sia turbato». Entro cinque giorni, essi avevano dimenticato proprio quel comando. Il capitolo quattordici fino al capitolo diciassette del Vangelo di Giovanni rappresenta la prima delusione del 18 luglio 2020, che introduce un tempo di attesa, conducendo alla Rivelazione di Gesù Cristo che viene dissigillata poco prima che la grazia si chiuda, e rappresenta il messaggio del Grido di Mezzanotte. Quel messaggio introduce un periodo di tempo che è stato tipificato dal movimento del settimo mese ed è anche tipificato dalla corsa dei discepoli di Emmaus verso Gerusalemme nel cuore della notte. Quella storia è ciò che è rappresentato dalle tre lettere ebraiche che furono impiegate da Cristo per rappresentare Se stesso come la «Verità».
È nel racconto di questi quattro capitoli di Giovanni che troviamo non solo l’opera dello Spirito Santo identificata come i medesimi passi di quella stessa parola, ma anche la migliore evidenza a sostegno delle affermazioni che ora vengono fatte, secondo cui l’adempimento finale del messaggio del Grido di Mezzanotte viene ora presentato progressivamente al camp meeting di Exeter dal dodici al diciassette agosto. Quando il messaggio sarà finalmente riconosciuto dai santi in attesa, il mondo sarà precipitato nella crisi della legge domenicale, mentre quei messaggeri porteranno il messaggio finale di avvertimento degli “ultimi giorni” a un mondo morente.